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	<title>Ho.Re.Ca. Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Sep 2026 17:24:35 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ho.Re.Ca. Archivi - Gift</title>
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	<item>
		<title>Certificazioni ambientali di alimenti e servizi</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-ambientali-alimenti-servizi-standard-schemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 10:16:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Certificazioni e analisi]]></category>
		<category><![CDATA[certificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[distribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[etichettatura ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[Ho.Re.Ca.]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra maggio e giugno 2026 ISO ha riscritto l’intera serie degli standard sull’etichettatura ambientale, oltre ad aver pubblicato la quarta edizione della ISO 14001. Dal 27 settembre 2026, intanto, la direttiva ECGT (Empowering Consumers for the Green Transition) vieta di esibire marchi di sostenibilità non basati su un sistema di certificazione o su un atto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-ambientali-alimenti-servizi-standard-schemi/">Certificazioni ambientali di alimenti e servizi</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra maggio e giugno 2026 ISO ha riscritto l’intera serie degli <b>standard</b> sull’<b>etichettatura ambientale</b>, oltre ad aver pubblicato la quarta edizione della ISO 14001. Dal 27 settembre 2026, intanto, la direttiva ECGT (<i>Empowering Consumers for the Green Transition</i>) vieta di esibire marchi di sostenibilità non basati su un sistema di certificazione o su un atto di autorità pubblica.</p>
<p>Questo articolo propone una breve rassegna degli standard e schemi di certificazione ambientale che si applicano ai prodotti alimentari e ai servizi correlati — distribuzione e ristorazione — e ne verifica la tenuta rispetto alle nuove regole. Gli aspetti sociali e gli altri sistemi di qualità sono oggetto di articoli dedicati, ai quali si fa rinvio.</p>
<h2>Il quadro ISO, riscritto nel 2026</h2>
<p>Il riferimento generale è lo standard <b>ISO 14020:2022</b>, <i>‘Environmental statements and programmes for products. Principles and general requirements’</i>. Sotto di esso si collocano tre norme, tutte rinnovate quest’anno:</p>
<ul>
<li><b>ISO 14024:2026</b>, <i>‘Environmental statements and programmes for products. </i><b><i>Ecolabels</i></b><i>’</i>, del 4 maggio 2026, che ha sostituito la ISO 14024:2018;</li>
<li><b>ISO 14021:2026</b>, <i>‘Environmental statements and programmes for products. </i><b><i>Self-declared environmental claims</i></b><i>’</i>, del 24 giugno 2026, che ha sostituito la ISO 14021:2016 e il relativo emendamento del 2021;</li>
<li><b>ISO 14025:2026</b>, <i>‘Environmental statements and programmes for products. Environmental product declarations (</i><b><i>EPDs</i></b><i>)’</i>, del 24 giugno 2026, che ha sostituito la ISO 14025:2006.</li>
</ul>
<p>Le espressioni <i>‘Type I’</i>, <i>‘Type II’</i> e <i>‘Type III’</i> <b>sono scomparse dai titoli</b>. Chi cita ancora ‘ISO 14024:2018 — Tipo I’ in un capitolato o in un materiale commerciale sta richiamando una norma ritirata.</p>
<p>Delle tre famiglie, le <b>ecolabel</b> — programmi multicriterio che assegnano un marchio ai prodotti ambientalmente preferibili di una categoria — non toccano gli alimenti. La <i>EU Ecolabel</i> non li esclude a priori dal proprio ambito di applicazione, che copre qualsiasi bene o servizio salvo medicinali e dispositivi medici (reg. CE 66/2010, art. 2.1 e 2.2), e anzi ne prevedeva uno studio di fattibilità (reg. CE 66/2010, art. 6.5); ma la Commissione europea dichiara di non intendere sviluppare criteri per alimenti e mangimi, e nessuno degli undici gruppi di prodotto in vigore è alimentare. <b><i>Blue Angel</i></b> esclude gli alimenti in modo espresso, <b><i>Nordic Swan</i></b> non ha criteri alimentari. Il posto che le ecolabel occupano negli altri settori, nell’agroalimentare è occupato dal <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/biologico-valori-controlli-dati-filiera/">biologico</a> e dai sistemi nazionali di qualità.</p>
<p>Rimangono così in campo, per i prodotti alimentari, le dichiarazioni ambientali quantificate e le autodichiarazioni. Le <i>ecolabel</i> si applicano invece ai servizi, laddove esistono criteri maturi per punti vendita e ristorazione tuttora sotto utilizzati.</p>
<h2>Gli standard applicabili ai prodotti alimentari</h2>
<h3>Le dichiarazioni ambientali di prodotto</h3>
<p>Le <b>EPD</b>, <i>Environmental Product Declarations</i>, espongono dati ambientali quantificati su parametri predeterminati, elaborati secondo regole di categoria di prodotto e sottoposti a verifica indipendente sui dati di ciclo di vita e sulla dichiarazione stessa, sotto la responsabilità di un gestore di programma (ISO 14025). La base metodologica è il <i>Life Cycle Assessment</i> (ISO 14040:2006 e ISO 14044:2006).</p>
<p>Il principale gestore di programma internazionale, l’<b>EPD International System</b>, ha pubblicato il 14 luglio 2025 la <b>PCR 2025:03</b> <i>‘Food and Beverage’</i>, regola quadro unica sotto la quale le ventisette regole di categoria alimentari preesistenti vengono progressivamente allineate, con requisiti di sottocategoria affidati a regole complementari. Diverse regole storiche — dai prodotti lattiero-caseari alla pasta secca — risultano nel frattempo scadute, in attesa di quelle complementari.</p>
<h3>L’impronta ambientale e il ‘Made Green in Italy’</h3>
<p>Il metodo europeo dell’impronta ambientale è raccomandato dalla <b>raccomandazione (UE) 2021/2279</b> della Commissione. Le regole di categoria adottate che riguardano alimenti, bevande e mangimi sono oggi sette: <i>beer</i>, <i>dairy</i>, <i>feed for food producing animals</i>, <i>packed water</i>, <i>pasta</i>, <i>pet food</i>, <i>wine</i>. Cinque di queste sono attualmente in revisione, mentre una regola per il pesce di mare è in sviluppo. Il metodo rimane uno strumento volontario: nessun atto vincolante lo ha reso obbligatorio e la nuova raccomandazione, attesa nel 2026, non risulta ancora adottata.</p>
<p>Su questo metodo si fonda lo schema nazionale <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/made-green-in-italy-marchio-sostenibilita/">‘<b><i>Made Green in Italy</i></b>’</a>, istituito con decreto del ministero dell’Ambiente 21 marzo 2018, n. 56, in attuazione della legge 221/2015, art. 21.1, con tre classi di prestazione e diritto al logo per le prime due.</p>
<h3>Le impronte singole e il nodo della neutralità carbonica</h3>
<p>Accanto alla valutazione multicriterio si collocano le norme sulle singole impronte:</p>
<ul>
<li><b>ISO 14067:2018</b> sull’impronta di carbonio di prodotto, attualmente in revisione;</li>
<li><b>ISO 14046:2014</b> sull’impronta idrica;</li>
<li><b>ISO 14064-1:2018</b> per la quantificazione a livello di organizzazione.</li>
</ul>
<p>Merita attenzione particolare la ISO 14068-1:2023 sulla <b>neutralità carbonica</b>, che sarà sostituita dalla <b>ISO 14068</b> — <i>‘Climate change management. Carbon neutrality’</i> — in pubblicazione nel settembre 2026, e che pone una gerarchia esplicita: prima la riduzione delle emissioni e l’incremento degli assorbimenti, e solo dopo la compensazione.</p>
<p>Il legislatore europeo ha irrigidito questa gerarchia introducendo l’espresso divieto di asserire, sulla base della compensazione delle emissioni di gas a effetto serra, che un prodotto abbia un impatto neutro, ridotto o positivo sull’ambiente (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 quater). Dal 27 settembre 2026 il claim <i>‘carbon neutral’</i> costruito sull’<a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/direttiva-asserzioni-ambientali-pratiche-sleali/">acquisto di crediti</a> integra dunque una pratica commerciale scorretta.</p>
<h3>Gli schemi di filiera sulle materie prime</h3>
<p>Sui prodotti ittici operano il <b><i>MSC Fisheries Standard</i> v3.1</b>, in vigore dal 22 luglio 2024, e gli standard MSC di catena di custodia; sull’acquacoltura l’<b>ASC <i>Farm Standard</i></b>, entrato in vigore l’1 agosto 2025 in sostituzione dei dodici standard di specie, con catena di custodia affidata allo standard MSC integrato da un modulo ASC.</p>
<p>Sulle materie prime tropicali si segnala il <b>Rainforest Alliance <i>Regenerative Agriculture Standard</i></b>, le cui <i>Farm Requirements</i> v1.0 sono efficaci dall’1 marzo 2026. I modelli di catena di custodia sui quali questi schemi si allineano — <i>identity preserved</i>, <i>mass balance</i>, <i>book and claim</i> — sono codificati dalla <b>ISO 22095:2020</b>, emendata a gennaio 2026.</p>
<h3>‘Residuo zero’</h3>
<p>La certificazione ‘<b>residuo zero</b>’ (Dongo, 2018) non è basata su standard pubblici né norme tecniche, bensì su disciplinari privati che possono venire sottoposti a certificazione da parte di organismi accreditati. La soglia di tolleranza è in genere riferita al limite di quantificazione analitica di <b>0,01 mg/kg</b> e analisi multiresiduale da parte di laboratori accreditati (Djekic et al., 2023). Alcuni schemi inoltre richiedono, quale (logico) prerequisito, una certificazione di produzione integrata secondo la <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-agricoltura-integrata-uni-11233-sqnpi-globalgap">norma UNI 11233</a>, il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sqnpi-certificazione-agricoltura-integrata-sostenibile/">SQNPI</a>.</p>
<p>Uno studio pubblicato sul <i>Journal of Cleaner Production</i> (Califano et al., 2025) — sull’attitudine consumatori italiani e pomodoro fresco — rileva che il <b>premio di prezzo</b> maggiore spetta al biologico, seguito da difesa integrata e residuo zero, e che l’interazione tra difesa integrata e residuo zero produce una disponibilità a pagare comparabile a quella del biologico.</p>
<h2>Gli schemi applicabili ai servizi</h2>
<p>Le <i>ecolabel</i> sono molto efficaci nei settori dei servizi associati al cibo, sebbene ancora poco diffuse in Italia.</p>
<p><b><i>Nordic Swan Ecolabel</i></b> ha criteri specifici per la distribuzione e la ristorazione: <i>Grocery stores</i> 079, nella versione 4.4 valida fino al 31 agosto 2028; <i>Food services and conference facilities</i> 110, versione 1.6 fino al 28 febbraio 2028; <i>Coffee service</i> 100, versione 2.2 fino al 31 dicembre 2028; <i>Hotels and other accommodation</i> 055; e, sul fronte dei materiali, <i>Disposables for food</i> 047 e <i>Packaging for liquid foods</i> 103.</p>
<p><b><i>EU Ecolabel</i></b> ha un solo gruppo di servizi, la ricettività turistica, i cui criteri sono stabiliti dalla decisione (UE) 2017/175 e la cui validità è stata prorogata al 31 dicembre 2027; la revisione è in corso presso il JRC. Nessun criterio per la ristorazione o per i punti vendita.</p>
<p><b><i>Green Key</i></b>, gestito dalla <i>Foundation for Environmental Education</i> (FEE), con sede a Copenaghen, certifica sei categorie, tra le quali i <b>ristoranti</b> oltre a strutture ricettive, campeggi, centri congressi e attrazioni; i criteri 2022-2026 rimangono validi fino a ottobre 2026, ed è già pubblicato il set 2026-2031.</p>
<p>Sul versante dei sistemi di gestione, <b>ISO 14001</b> è disponibile nella quarta edizione, pubblicata il 15 aprile 2026, che ha sostituito quella del 2015: le organizzazioni certificate hanno davanti un periodo di transizione, e chi ha in corso un rinnovo farà bene a verificarne il calendario.</p>
<p><b>EMAS</b> (reg. CE 1221/2009) offre inoltre documenti di riferimento settoriali per il commercio al dettaglio, per il turismo — che copre espressamente i servizi di ristorazione — e per l’industria alimentare e delle bevande, utili come parametro di prestazione anche a chi non aderisca al sistema.</p>
<h2>La prova del 27 settembre 2026</h2>
<p>La direttiva ECGT, recepita in Italia con il decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, si applica dal <b>27 settembre 2026</b> (dir. UE 2024/825, art. 4; d.lgs. 30/2026, art. 2). È <b>marchio di sostenibilità</b> qualsiasi marchio di fiducia, marchio di qualità o equivalente, pubblico o privato, avente carattere volontario, che mira a distinguere e promuovere un prodotto, un processo o un’impresa con riferimento alle sue caratteristiche ambientali o sociali oppure a entrambe. È <b>sistema di certificazione</b> un sistema di verifica da parte di terzi che certifica la conformità a determinati requisiti, che consente l’uso di un corrispondente marchio di sostenibilità e le cui condizioni sono accessibili al pubblico.</p>
<p>I divieti che ne discendono, per quanto qui rileva:</p>
<ul>
<li>è vietato <b>esibire un marchio di sostenibilità</b> che non sia basato su un sistema di certificazione o non sia stabilito da autorità pubbliche (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 2 bis);</li>
<li>è vietato <b>formulare un’asserzione ambientale generica</b> quando l’operatore non è in grado di dimostrare le prestazioni ambientali di livello superiore, riconosciute e pertinenti all’asserzione (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 bis);</li>
<li>è vietato riferire <b>al prodotto o all’attività nel loro complesso</b> un’asserzione che riguardi soltanto un determinato aspetto (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 ter);</li>
<li>è vietato asserire la <b>neutralità carbonica sulla base della compensazione</b> (dir. UE 2024/825, Allegato I, punto 4 quater).</li>
</ul>
<p>La gerarchia che ne risulta è chiara. Le EPD e le <i>ecolabel</i> dei servizi, poggiando su verifica di terza parte, superano il vaglio. Le autodichiarazioni lo superano solo finché rimangono asserzioni puntuali e sostanziate: nel momento in cui assumono la veste di un bollino diventano marchi di sostenibilità, e servono un sistema di certificazione alle spalle. Gli <i>score</i> privati e i disciplinari ‘residuo zero’ sono i più esposti.</p>
<h2>Le altre certificazioni</h2>
<p>Il perimetro di questo articolo è quello degli standard ambientali di prodotto e di servizio. Gli altri sistemi che concorrono a sostenere le asserzioni di sostenibilità sono trattati altrove, in questa sezione di GIFT: il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/biologico-valori-controlli-dati-filiera/">biologico</a> e il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/marchio-biologico-italiano-decreto-regole/">marchio biologico italiano</a>, l’<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sqnpi-certificazione-agricoltura-integrata-sostenibile/">agricoltura integrata e il SQNPI</a>, il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sqnba-certificazione-benessere-animale-allevamenti/">SQNBA</a> e il <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sqnz-certificazione-allevamenti-sostenibili-italia/">SQNZ</a> per gli allevamenti, le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazioni-benessere-animale-italia-internazionali/">certificazioni di benessere animale</a>. Sul versante sociale, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/sa8000-certificazione-responsabilita-impresa/">SA8000</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/fssc-24000-certificazione-sostenibilita-sociale-industria-alimentare/">FSSC 24000</a> e le <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/certificazioni-e-analisi/certificazione-parita-genere-diversita-inclusione/">norme sulla parità di genere</a>.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>La sostenibilità ambientale dei prodotti alimentari — al di fuori del settore bio, che è sempre legittimato a rivendicarla sulla base del regolamento (UE) 2018/848 — si comunica oggi in due modi soltanto:</p>
<ul>
<li>con un dato quantificato e verificato da terzi;</li>
<li>con un marchio che poggi su un sistema di certificazione o su un atto pubblico.</li>
</ul>
<p>Sui servizi, tra l’altro, esistono <i>ecolabel</i> mature e poco utilizzate in Italia: chi gestisce punti vendita o ristorazione ha a disposizione strumenti già pronti, e concorrenti che non li usano.</p>
<p>La squadra di <a href="https://fareagrifood.com/"><b>FARE</b></a> (<i>Food and Agriculture Requirements</i>) affianca gli operatori nella scelta strategica delle certificazioni più idonee alle esigenze specifiche, oltreché nella verifica di conformità di etichette, materiali promozionali e siti web rispetto alle regole applicabili e delle migliori prassi.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover CCPB</em></p>
<h3>Riferimenti</h3>
<h4>Fonti normative dell’Unione Europea</h4>
<p>Directive 2005/29/EC of the European Parliament and of the Council of 11 May 2005 concerning unfair business-to-consumer commercial practices in the internal market (‘Unfair Commercial Practices Directive’). Consolidated text: 28/05/2022. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2005/29/2022-05-28">http://data.europa.eu/eli/dir/2005/29/2022-05-28</a></p>
<p>Regulation (EC) No 1221/2009 of the European Parliament and of the Council of 25 November 2009 on the voluntary participation by organisations in a Community eco-management and audit scheme (EMAS). Consolidated text: 12/07/2023. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2009/1221/2023-07-12">http://data.europa.eu/eli/reg/2009/1221/2023-07-12</a></p>
<p>Regulation (EC) No 66/2010 of the European Parliament and of the Council of 25 November 2009 on the EU Ecolabel. Consolidated text: 14/11/2017. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2010/66/2017-11-14">http://data.europa.eu/eli/reg/2010/66/2017-11-14</a></p>
<p>Commission Decision (EU) 2017/175 of 25 January 2017 on establishing EU Ecolabel criteria for tourist accommodation. Consolidated text: 20/12/2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/dec/2017/175/2024-12-20">http://data.europa.eu/eli/dec/2017/175/2024-12-20</a></p>
<p>Commission Recommendation (EU) 2021/2279 of 15 December 2021 on the use of the Environmental Footprint methods to measure and communicate the life cycle environmental performance of products and organisations. Official Journal of the European Union, 30.12.2021. <a href="http://data.europa.eu/eli/reco/2021/2279/oj">http://data.europa.eu/eli/reco/2021/2279/oj</a></p>
<p>Directive (EU) 2024/825 of the European Parliament and of the Council of 28 February 2024 amending Directives 2005/29/EC and 2011/83/EU as regards empowering consumers for the green transition through better protection against unfair practices and better information. Official Journal of the European Union, 6.3.2024. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2024/825/oj</a></p>
<h4>Fonti normative nazionali</h4>
<p>Legge 28 dicembre 2015, n. 221, Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. <i>Normattiva</i>. Ultima versione consolidata: 02/02/2016. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;221">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2015-12-28;221</a></p>
<p>Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 21 marzo 2018, n. 56, Regolamento per l’attuazione dello schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell’impronta ambientale dei prodotti, denominato ‘Made Green in Italy’. <i>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana</i>, Serie Generale n. 123 del 29 maggio 2018. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/05/29/18G00078/sg">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2018/05/29/18G00078/sg</a></p>
<p>Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, Attuazione della direttiva (UE) 2024/825. <i>Normattiva</i>. Ultima versione consolidata: 24/03/2026. <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/CONSOLIDATED">https://www.normattiva.it/eli/id/2026/03/09/26G00047/CONSOLIDATED</a></p>
<h4>Norme tecniche</h4>
<p>ISO 14001:2026, Environmental management systems. Requirements with guidance for use. <a href="https://www.iso.org/standard/14001">https://www.iso.org/standard/14001</a></p>
<p>ISO 14020:2022, Environmental statements and programmes for products. Principles and general requirements. <a href="https://www.iso.org/standard/79479.html">https://www.iso.org/standard/79479.html</a></p>
<p>ISO 14021:2026, Environmental statements and programmes for products. Self-declared environmental claims. <a href="https://www.iso.org/standard/87608.html">https://www.iso.org/standard/87608.html</a></p>
<p>ISO 14024:2026, Environmental statements and programmes for products. Ecolabels. <a href="https://www.iso.org/standard/14024">https://www.iso.org/standard/14024</a></p>
<p>ISO 14025:2026, Environmental statements and programmes for products. Environmental product declarations (EPDs). <a href="https://www.iso.org/standard/87610.html">https://www.iso.org/standard/87610.html</a></p>
<p>ISO 14040:2006, Environmental management. Life cycle assessment. Principles and framework. <a href="https://www.iso.org/standard/37456.html">https://www.iso.org/standard/37456.html</a></p>
<p>ISO 14044:2006, Environmental management. Life cycle assessment. Requirements and guidelines. <a href="https://www.iso.org/standard/38498.html">https://www.iso.org/standard/38498.html</a></p>
<p>ISO 14046:2014, Environmental management. Water footprint. Principles, requirements and guidelines. <a href="https://www.iso.org/standard/43263.html">https://www.iso.org/standard/43263.html</a></p>
<p>ISO 14064-1:2018, Greenhouse gases. Part 1: Specification with guidance at the organization level for quantification and reporting of greenhouse gas emissions and removals. <a href="https://www.iso.org/standard/66453.html">https://www.iso.org/standard/66453.html</a></p>
<p>ISO 14067:2018, Greenhouse gases. Carbon footprint of products. Requirements and guidelines for quantification. <a href="https://www.iso.org/standard/71206.html">https://www.iso.org/standard/71206.html</a></p>
<p>ISO 14068-1:2023, Climate change management. Transition to net zero. Part 1: Carbon neutrality. <a href="https://www.iso.org/standard/43279.html">https://www.iso.org/standard/43279.html</a></p>
<p>ISO 22095:2020, Chain of custody. General terminology and models. <a href="https://www.iso.org/standard/72532.html">https://www.iso.org/standard/72532.html</a></p>
<h4>Articoli scientifici</h4>
<p>Califano, G., Di Vita, G., Raimondo, M., Spina, D., D’Amico, M., &amp; Caracciolo, F. (2025). Premium pricing for zero residue certification: the role of environmental concern and health consciousness in consumer preferences for eco-labels on fresh tomatoes. <i>Journal of Cleaner Production</i>, 518, 145928. <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2025.145928">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2025.145928</a></p>
<p>Djekic, I., Smigic, N., Udovicki, B., &amp; Tomic, N. (2023). ‘Zero residue’ concept. Implementation and certification challenges. <i>Standards</i>, 3(2), 177-186. <a href="https://doi.org/10.3390/standards3020014">https://doi.org/10.3390/standards3020014</a></p>
<h4>Fonti istituzionali e schemi</h4>
<p>ASC. <i>Farm Standard</i>. <a href="https://programme-centre.asc-aqua.org/farm-v1/farm-standard/">https://programme-centre.asc-aqua.org/farm-v1/farm-standard/</a></p>
<p>EPD International. <i>PCR 2025:03 Food and Beverage</i>. <a href="https://www.environdec.com/news/pcr-food-and-beverage">https://www.environdec.com/news/pcr-food-and-beverage</a></p>
<p>European Commission. <i>EU Ecolabel product groups and criteria</i>. <a href="https://environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy-topics/eu-ecolabel/product-groups-and-criteria_en">https://environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy-topics/eu-ecolabel/product-groups-and-criteria_en</a></p>
<p>European Commission. <i>Product Environmental Footprint method</i>. <a href="https://green-forum.ec.europa.eu/green-business/environmental-footprint-methods/pef-method_en">https://green-forum.ec.europa.eu/green-business/environmental-footprint-methods/pef-method_en</a></p>
<p>European Commission, JRC. <i>EMAS sectoral reference documents</i>. <a href="https://susproc.jrc.ec.europa.eu/product-bureau/activities/emas/index.html">https://susproc.jrc.ec.europa.eu/product-bureau/activities/emas/index.html</a></p>
<p>Foundation for Environmental Education. <i>Green Key criteria</i>. <a href="https://www.greenkey.global/criteria">https://www.greenkey.global/criteria</a></p>
<p>MSC. <i>Program documents</i>. <a href="https://www.msc.org/for-business/program-documents">https://www.msc.org/for-business/program-documents</a></p>
<p>Nordic Swan Ecolabel. <i>Criteria</i>. <a href="https://www.nordic-swan-ecolabel.org/criteria/">https://www.nordic-swan-ecolabel.org/criteria/</a></p>
<h4>Approfondimenti giuridici</h4>
<p>Dongo, D. (2018, 10 novembre). Senza glifosate, residui zero, valori e regole. <i>FT (Food Times)</i>. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/senza-glifosate-residui-zero-valori-e-regole/">https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/senza-glifosate-residui-zero-valori-e-regole/</a></p>
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		<item>
		<title>Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 11:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Ho.Re.Ca.]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia rappresenta oggi un punto di riferimento europeo e globale nella produzione, certificazione e gestione delle stoviglie e degli imballaggi biodegradabili e compostabili. Con una filiera industriale consolidata, un sistema di raccolta e riciclo organico tra i più avanzati del continente e un quadro normativo che ha anticipato le direttive europee, il modello italiano coniuga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/">Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2df8112c-b3ab-803c-8dd5-eb6e39372c86" class="">L&#8217;Italia rappresenta oggi un punto di riferimento europeo e globale nella produzione, certificazione e gestione delle <strong>stoviglie e</strong> degli <strong>imballaggi biodegradabili e compostabili</strong>. Con una filiera industriale consolidata, un sistema di raccolta e riciclo organico tra i più avanzati del continente e un quadro normativo che ha anticipato le direttive europee, il <strong>modello italiano</strong> coniuga innovazione tecnologica, solidità imprenditoriale e infrastrutture efficienti per la valorizzazione dei materiali compostabili.</p>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8020-9c6d-cdcdd1668fe1" class="">Nel contesto globale della transizione verso un&#8217;economia più sostenibile, il caso italiano dimostra come sia possibile costruire un sistema virtuoso che integra la <strong>chimica verde</strong> con l&#8217;economia circolare. Aziende pioniere come Novamont hanno sviluppato materiali innovativi come il Mater-Bi già dagli anni Novanta, anticipando di decenni la consapevolezza ambientale oggi diffusa. Il <strong>Consorzio Biorepack </strong>ha raggiunto nel 2024 un tasso di riciclo del 57,8%, trasformando i rifiuti organici e gli imballaggi compostabili in ammendante di qualità per l&#8217;agricoltura.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8045-b6ca-d130c0cb397f" class="">Questo modello si è sviluppato sotto la spinta di <strong>normative sempre più stringenti</strong>, a livello europeo e nazionale. La direttiva ‘Single-Use Plastics’ (SUP), e il ‘Packaging and Packaging Waste Regulation’ (PPWR) hanno imposto divieti e restrizioni crescenti alle plastiche monouso convenzionali, creando opportunità significative per i materiali biodegradabili certificati secondo la norma <strong>UNI EN 13432</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-802c-8677-f8f4314898ca" class="">Le sfide ambientali della plastica da fonti fossili</h2>
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<p id="2df8112c-b3ab-8047-a2fa-fb1c2c49701b" class="">La produzione e l&#8217;uso diffuso di <strong>plastica da fonti fossili</strong> comportano criticità strutturali che rendono urgente la transizione verso alternative sostenibili. Le materie plastiche tradizionali derivano da petrolio e gas naturale, risorse non rinnovabili la cui estrazione e trasformazione generano elevate emissioni di gas serra. Secondo dati dell&#8217;OCSE, la produzione di plastica è responsabile di circa il 3,4% delle <strong>emissioni globali di CO₂</strong>. La sostituzione con materiali di origine biologica può contribuire a ridurre significativamente l&#8217;impronta carbonica complessiva del settore del packaging.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8036-bd77-f42021a24118" class="">Nonostante i progressi nella raccolta differenziata, il <strong>tasso medio di riciclo della plastica</strong> nell&#8217;UE si attesta intorno al 35-40%, con significative <strong>dispersioni nell&#8217;ambiente</strong>. Secondo l&#8217;UNEP, ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, con impatti devastanti sugli <strong>ecosistemi marini</strong>. A questa criticità si aggiunge l&#8217;inquinamento da <strong>microplastiche</strong>, particelle inferiori a 5 mm generate dalla degradazione incompleta dei materiali plastici convenzionali. Le microplastiche contaminano <strong>suolo, acque</strong> dolci e marine, e <strong>catene alimentari</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a9-80f7-d28c6fedb586" class="">Queste sfide impongono di ripensare radicalmente l&#8217;uso dei materiali a ogni livello della filiera, soprattutto negli imballaggi alimentari e nelle stoviglie monouso, dove è fondamentale combinare le esigenze di protezione del prodotto, igiene e sicurezza con i criteri di sostenibilità ambientale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-8000-98b0-e473ec2cb287" class="">Bioplastiche e materiali biodegradabili: definizioni tecniche e classificazione</h2>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ca-98ba-f32907ce0243" class="">Le bioplastiche rappresentano un&#8217;alternativa alla plastica tradizionale, ma è importante distinguere tra diverse categorie con caratteristiche tecniche differenti. Secondo European Bioplastics, le bioplastiche si suddividono in tre categorie principali:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-801a-93f4-d1d76cf3c11b" class="bulleted-list">
<li><strong>bioplastiche bio-based ma non biodegradabili</strong> (come bio-PE e bio-PET), che derivano da fonti rinnovabili ma hanno le stesse proprietà chimiche delle plastiche fossili e non si biodegradano;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80f4-a307-de2ac8de0ff9" class="bulleted-list">
<li><strong>bioplastiche bio-based e biodegradabili</strong> (come PLA, PHA e amido termoplastico), che derivano da biomassa rinnovabile e possono biodegradarsi in condizioni specifiche;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-801e-96f0-def3ed9281d7" class="bulleted-list">
<li>bioplastiche fossili ma biodegradabili (come PBAT e PBS), che derivano da fonti fossili ma sono progettate per biodegradarsi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8016-ae24-c52abd9d75b6" class="">I principali polimeri biodegradabili</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80c0-b4df-d20985d0d62e" class="">I materiali più utilizzati per stoviglie e imballaggi biodegradabili presentano caratteristiche tecniche distintive:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8072-8d79-e8e6dcd8460e" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PLA</strong> (acido polilattico) viene ottenuto dalla fermentazione di zuccheri vegetali derivati da mais, canna da zucchero o barbabietola, e presenta buone proprietà meccaniche e trasparenza. Richiede tuttavia temperature di compostaggio industriale comprese tra 58 e 60°C per biodegradarsi efficacemente, con un punto di fusione tra 130 e 180°C;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80e8-9674-d240c794cb39" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PBAT</strong> (polibutilene adipato-co-tereftalato) è un polimero flessibile spesso combinato con PLA o amido per migliorare la processabilità e la biodegradabilità, con punto di fusione tra 110 e 120°C;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-809c-a32b-f72f9c46d1d8" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PBS</strong> (polibutilene succinato) offre eccellenti proprietà meccaniche, resistenza al calore e biodegradabilità anche in condizioni di compostaggio domestico;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8013-be58-ee46f60fe8d7" class="bulleted-list">
<li>l&#8217;<strong>amido termoplastico</strong> (TPS), derivato da amido di mais, patate o altri vegetali, viene spesso utilizzato in blend con altri polimeri per ottimizzare le performance tecniche;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8050-ac7e-f0ebb6fb078c" class="bulleted-list">
<li>i <strong>PHA</strong> (poliidrossialcanoati), prodotti da batteri mediante fermentazione, sono biodegradabili anche in ambiente marino e rappresentano la frontiera più avanzata, benché i costi di produzione rimangano ancora elevati.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80c6-85f6-f66146d9feb6" class="">Compostabilità vs biodegradabilità</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8029-af71-e6d6b330e4a0" class="">È fondamentale distinguere tra biodegradabilità e compostabilità:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8058-9e2e-c08f8cb61cd2" class="bulleted-list">
<li>la <strong>biodegradabilità</strong> indica la capacità di un materiale di decomporsi per azione di microrganismi in CO₂, acqua e biomassa, senza lasciare residui tossici;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8039-b938-de18e3b8e6af" class="bulleted-list">
<li>la <strong>compostabilità</strong> invece si riferisce alla biodegradabilità in condizioni controllate di compostaggio, con parametri definiti di temperatura, umidità e presenza di ossigeno, tempi stabiliti e assenza di effetti negativi sul compost finale.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-800d-a3b0-f4280d05ca9b" class="">Un materiale compostabile è sempre biodegradabile, ma non viceversa. Per le stoviglie monouso e gli imballaggi destinati al mercato europeo, la <strong>certificazione di compostabilità</strong> secondo la norma <strong>UNI EN 13432</strong> rappresenta il requisito chiave per garantire la conformità normativa e l&#8217;effettiva valorizzazione attraverso il riciclo organico.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-802a-b571-fe775a06045f" class="">Produzione globale e mercato europeo: dati e tendenze</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8004-834a-e161c4785d2d" class="">Secondo i dati più recenti di European Bioplastics pubblicati nel dicembre 2025, la <strong>capacità produttiva globale</strong> di bioplastiche ha raggiunto 2,31 milioni di tonnellate nel 2025, con proiezioni di crescita significativa fino a 5,73 milioni di tonnellate entro il 2029. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva globale è salito al 72% (73% in Europa) con una produzione effettiva di 1,67 milioni di tonnellate.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80fd-b0bc-eb0933fab264" class="">La <strong>crescita</strong> delle bioplastiche è trainata principalmente dallo sviluppo di polimeri bio-based e biodegradabili come PLA e PHA, dal biopolietilene (bio-PE) e da una crescita costante del biopolipropilene (bio-PP). Il <strong>packaging</strong> rimane il principale segmento di mercato per le bioplastiche, rappresentando il 41,3% (0,95 milioni di tonnellate) del mercato totale nel 2025.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-806d-8679-c6072168ecd4" class="">L’<strong>Asia</strong> mantiene la leadership e si prevede raggiungerà una quota del 70%, nella produzione globale di bioplastiche, nei prossimi anni. L&#8217;<strong>Europa</strong> detiene attualmente circa un quarto della produzione complessiva di biopolimeri, ma questa quota è destinata a ridursi progressivamente con l&#8217;espansione della capacità produttiva asiatica.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80eb-af91-e789f76892cb" class="">Il <strong>mercato europeo</strong> delle <strong>stoviglie monouso biodegradabili</strong> ha registrato una crescita significativa dopo l&#8217;entrata in vigore della Direttiva SUP nel 2021. Il valore del mercato è stato stimato in circa 450 milioni di euro nel 2023, con un tasso di crescita annuo (CAGR) compreso tra il 12 e il 15%. I segmenti principali includono piatti (35% del mercato), bicchieri (28%), posate (22%), vassoi e contenitori (15%). Le applicazioni principali si concentrano nella ristorazione collettiva (40%), nel food delivery (25%), nel retail della grande distribuzione organizzata (20%), e negli eventi e catering (15%).</p>
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<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-8097-85d7-d3b1f6b0a6e0" class="">Italia: un mercato leader tra crescita e criticità</h2>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8057-9e0c-d747653c1044" class="">L&#8217;<strong>Italia</strong> rappresenta uno dei mercati più avanzati in Europa per le <strong>bioplastiche compostabili</strong>, con una filiera industriale consolidata che ha attraversato dopo un decennio di crescita ininterrotta una fase di difficoltà negli ultimi due anni. Secondo i rapporti annuali di Assobioplastiche e Plastic Consult, l&#8217;industria italiana delle bioplastiche compostabili ha raggiunto il suo picco nel 2022, con 127.950 tonnellate prodotte, un fatturato di 1.168 milioni di euro, 271 aziende attive e 3.005 addetti dedicati.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80b9-a392-d80049aa41d1" class="">Il <strong>calo di fatturato</strong> (828 milioni di euro nel 2023, 704 milioni di euro nel 2024) è stato determinato principalmente dalla riduzione dei listini di materie prime, semilavorati e prodotti finiti. I <strong>volumi di produzione</strong> si sono invece <strong>stabilizzati</strong> intorno alle 121.500 tonnellate, a dimostrazione che la domanda in volume è rimasta relativamente costante, mentre sono <strong>diminuiti i prezzi di vendita</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a4-8dba-f6967cfd63bb" class="">Per quanto riguarda gli <strong>imballaggi</strong> biodegradabili e compostabili immessi sul mercato italiano, nel 2022 si sono registrate 76,8 mila tonnellate, salite a 79,2 mila tonnellate nel 2023 (+3%). Le borse shopper leggere e ultraleggere, conformi alla norma EN 13432 e ai requisiti stabiliti dagli articoli 226-bis e 226-ter del D.Lgs. 152/2006, rappresentano circa il 93,5% del totale degli imballaggi compostabili immessi al consumo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8095-8502-ce5c8d32d913" class="">Eccellenza nel riciclo: i risultati di Biorepack</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8019-af56-ca4500e5d662" class="">Il Consorzio Italiano Biorepack, operativo dal novembre 2020 come primo consorzio in Europa dedicato al riciclo organico degli imballaggi in bioplastica compostabile, ha conseguito risultati di eccellenza assoluta. Secondo la Relazione di Gestione 2024, il <strong>tasso di riciclo</strong> ha raggiunto il <strong>57,8%</strong>, con un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2023. Questo risultato supera di 8 punti l&#8217;obiettivo europeo 2025 per la plastica, fissato al 50%, e di 3 punti l&#8217;obiettivo 2030, stabilito al 55%.</p>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a1-8ca6-fd673265f769" class="">La popolazione italiana servita dai <strong>servizi di raccolta e trattamento</strong> ha raggiunto l&#8217;85,5% nel 2024, con una crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2023 e di 21 punti rispetto al 2022. L&#8217;Italia si conferma un <strong>modello europeo</strong> per l&#8217;integrazione tra raccolta della frazione organica e riciclo delle bioplastiche compostabili, grazie a un&#8217;infrastruttura di compostaggio industriale tra le più sviluppate del continente, con oltre 360 impianti attivi e una capacità di trattamento dei rifiuti organici che supera i 7 milioni di tonnellate/anno.</p>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8006-a9e8-d1edd10d9ab3" class="">Per facilitare il corretto conferimento degli imballaggi compostabili, Biorepack ha lanciato nel 2025 il marchio collettivo volontario ‘<strong>Organico Biorepack</strong>’ che, come spiega il presidente Marco Versari, ‘<em>verrà posto su tutti gli imballaggi compostabili e aiuterà il cittadino a riconoscerli, a metterli nel posto giusto, ovvero nel contenitore della frazione organica. In questo modo favoriamo il riciclo degli imballaggi compostabili e una buona raccolta dell&#8217;umido</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-803c-9b91-c13a869f8838" class="">Criticità e concorrenza sleale</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8020-a81b-f9aec4d52b4e" class="">Nonostante i successi nel riciclo, la filiera industriale italiana delle bioplastiche affronta criticità significative. Il fenomeno dei <strong>sacchetti illegali</strong> rappresenta una delle principali minacce: secondo Assobioplastiche, circa il 27% degli shopper presenti sul mercato italiano nel 2024 era costituito da prodotti non conformi, privi di certificazione o non biodegradabili. L&#8217;impatto negativo stimato sulle aziende conformi supera i 150 milioni di euro all&#8217;anno.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-801d-a2ee-e7bb38b6a08c" class="">Si aggiunge la diffusione crescente di <strong>stoviglie ‘pseudo-riutilizzabili’</strong>, vale a dire prodotti monouso commercializzati come riutilizzabili per eludere i divieti imposti dalla direttiva SUP. Questo fenomeno ha evidenti ricadute negative sull&#8217;attività produttiva nazionale, sottraendo quote di mercato agli operatori che rispettano le normative e investono in soluzioni realmente sostenibili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-800a-8a0e-c6e863033f51" class="">La <strong>concorrenza sleale</strong> da parte di manufatti importati dall&#8217;Estremo Oriente a prezzi insostenibili per i produttori europei rappresenta un ulteriore elemento di criticità. Questi prodotti, spesso di qualità dubbia o privi delle necessarie certificazioni, vengono venduti a prezzi che non riflettono i reali costi di produzione nel rispetto degli standard ambientali e lavorativi europei.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8017-b504-d4924d48d8de" class="">Prospettive</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ad-b105-d8a3af46645f" class="">La persistenza di sacchetti illegali e stoviglie pseudo-riutilizzabili continua a frenare la ripresa. Gli effetti positivi del regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, PPWR, che nella versione finale conferma ampio spazio per le bioplastiche compostabili, saranno perciò misurabili solo nel medio termine.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8071-b272-d504055118dc" class="">L&#8217;impatto concreto dipenderà dalle modalità di implementazione da parte dell&#8217;Italia e degli altri Stati membri, e soprattutto dalla capacità delle istituzioni di contrastare efficacemente l&#8217;illegalità e la concorrenza sleale che attualmente minano la competitività delle imprese virtuose e la tutela dell’ambiente.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-80ba-b46d-e0599ac1ee38" class="">Esempi italiani di eccellenza industriale</h2>
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<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8058-97e5-d6fcdad8235e" class="">Novamont e il Mater-Bi</h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-8000-9a80-e9350e3d87f6" class="">Un case study emblematico nel panorama italiano delle bioplastiche è rappresentato da <strong>Novamont</strong>, azienda pioniera nella chimica verde fondata nel 1989 a Novara. Novamont ha sviluppato la famiglia di bioplastiche <strong>Mater-Bi</strong>, polimeri biodegradabili e compostabili ottenuti da materie prime rinnovabili, in particolare amido di mais e oli vegetali, integrati con polimeri biodegradabili di sintesi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8050-97c2-ff75d1f862ce" class="">Le <strong>caratteristiche tecniche</strong> del Mater-Bi lo rendono particolarmente versatile per applicazioni nel settore del <strong>packaging e</strong> delle <strong>stoviglie monouso</strong>. Il materiale è certificato secondo la norma UNI EN 13432 per la <strong>compostabilità industriale</strong> e viene prodotto in diverse formulazioni con proprietà ottimizzate per specifiche applicazioni, dai film flessibili ai materiali rigidi e termoformati. La temperatura di lavorazione è compresa tra 140 e 180°C, simile a quella richiesta dalle plastiche convenzionali, permettendo l&#8217;utilizzo degli impianti produttivi esistenti con modifiche minime. La biodegradazione completa avviene in 90 giorni in condizioni di compostaggio industriale, mentre alcune formulazioni sono certificate anche per il <strong>compostaggio domestico</strong> secondo la norma <strong>UNI EN 14995</strong> e per la biodegradabilità in ambiente marino.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8053-87be-efd83a2e77d1" class="">Novamont ha sviluppato un modello innovativo di <strong>bioraffineria integrata</strong> nel territorio, valorizzando colture locali e sottoprodotti agroindustriali. L&#8217;azienda opera attraverso quattro stabilimenti produttivi in Italia, localizzati a Terni, Adria, Patrica e Bottrighe, creando un sistema produttivo distribuito che riduce l&#8217;impatto logistico e rafforza il legame con i territori di riferimento.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80fe-b73d-db5372c003f3" class="">I.M.I. Industria Monouso Italiana S.p.A.</h3>
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<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ff-9f42-c7e30ec2ccc0" class=""><strong>I.M.I. Industria Monouso Italiana S.p.A.</strong> rappresenta un altro esempio storico di eccellenza nella produzione di <strong>stoviglie monouso biodegradabili e compostabili</strong>. L&#8217;azienda è specializzata nella produzione e commercializzazione di stoviglie per il settore della ristorazione collettiva, catering ed eventi, offrendo un portfolio completo che include piatti, bicchieri e posate in polpa di cellulosa, PLA e Mater-Bi, oltre a vassoi e contenitori termoformati per il food delivery e sacchetti per asporto compostabili.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80cf-8722-ff68d90ee8e3" class="">Tutti i prodotti I.M.I. sono certificati conformi alla norma UNI EN 13432 dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) e riportano i loghi di compostabilità riconosciuti a livello europeo. Questa certificazione garantisce agli operatori professionali la piena tracciabilità e conformità normativa, requisiti essenziali per le forniture nel settore pubblico e per le aziende della ristorazione che vogliono comunicare il proprio impegno ambientale in modo trasparente e verificabile.</p>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-80d3-96e4-cece5ea949ef" class="">Altri protagonisti della filiera italiana</h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-8062-8858-f04aaca72e62" class="">Il tessuto imprenditoriale italiano nel settore delle bioplastiche compostabili include numerose altre realtà innovative. <strong>BIOPAP S.r.l.</strong> si è specializzata in imballaggi biodegradabili e compostabili in cartoncino accoppiato con bioplastiche, sviluppando soluzioni tecniche per l&#8217;asporto di alimenti sia caldi che freddi che mantengono le proprietà di barriera e resistenza meccanica necessarie per applicazioni alimentari professionali.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-807b-a2ed-fe9e41fae031" class="">Il <strong>Gruppo Saviola</strong>, attraverso il marchio Ecopaper, produce stoviglie in polpa di cellulosa certificata FSC, concentrandosi sul segmento della ristorazione veloce con prodotti che uniscono performance funzionali e sostenibilità certificata. <strong>ApiNolo</strong> invece si è posizionata nel segmento premium e biologico con piatti e vassoi realizzati in foglia di palma naturale biodegradabile, senza alcun trattamento chimico, rivolgendosi a una clientela attenta alla naturalità e alla qualità estetica dei materiali.</p>
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<h2 id="2df8112c-b3ab-804a-a6e9-e95752de902a" class="">Quadro normativo europeo e nazionale</h2>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-8035-915b-eb25a44f71ce" class="">Direttiva SUP</h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-803a-9d83-f5d0b3d3ad63" class="">La direttiva (UE) 2019/904 (Single-Use Plastics, SUP) rappresenta la principale normativa europea per la riduzione dell&#8217;impatto ambientale dei prodotti di plastica monouso. L&#8217;articolo 5 della direttiva stabilisce infatti il divieto di immissione sul mercato di posate (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti, cannucce, agitatori per bevande, aste per palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-805d-8b11-fb8b6368b92b" class="">Un aspetto fondamentale della direttiva SUP è che<strong> i divieti non si applicano ai prodotti monouso compostabili certificati</strong> secondo la norma EN 13432, purché rispettino i criteri di contenuto bio-based definiti dagli Stati membri. Questa esenzione ha rappresentato un importante driver per lo sviluppo del mercato delle stoviglie compostabili, creando opportunità significative per i produttori che hanno investito in tecnologie sostenibili.</p>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-807c-9116-cd4e00348aba" class="">Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR<strong>)</strong></h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-8051-b4fd-d67f7b857ba5" class="">Il regolamento (UE) 2025/40 (<strong>Packaging and Packaging Waste Regulation</strong>, PPWR) ha sostituito la previgente direttiva 94/62/CE per introdurre misure più stringenti e uniformi a livello europeo. L&#8217;articolo 22 stabilisce restrizioni specifiche agli imballaggi monouso, con il divieto dal 2030 di determinati formati nel settore HORECA e l&#8217;obbligo di percentuali minime di imballaggi riutilizzabili nella ristorazione e nel takeaway.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-8089-8c57-f77340b76821" class="">Gli articoli 6 e 7 introducono <strong>requisiti di riciclabilità</strong> che impongono a tutti gli imballaggi di essere progettati per risultare riciclabili entro il 2030, con la definizione di criteri armonizzati per valutare la riciclabilità su scala industriale. L&#8217;articolo 8 stabilisce obiettivi crescenti per il contenuto riciclato minimo negli imballaggi di plastica, con scadenze progressive dal 2030 al 2040.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80d8-8a17-dae79a5d9c7c" class="">L&#8217;articolo 10 regola specificamente la <strong>compostabilità</strong>, stabilendo che gli imballaggi compostabili devono essere certificati secondo le norme EN 13432 o EN 14995 e possono venire commercializzati solo se contribuiscono effettivamente alla raccolta dei rifiuti organici e alla produzione di compost di qualità. Il regolamento introduce inoltre <strong>requisiti di etichettatura specifici</strong> per informare i consumatori sul corretto smaltimento degli imballaggi compostabili.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-805d-957a-f67244fb1d53" class="">I considerando 27 e 28 del regolamento riconoscono il <strong>ruolo delle bioplastiche nella transizione ecologica</strong>, sottolineando però la necessità di valutare l&#8217;impatto ambientale complessivo attraverso analisi del ciclo di vita (LCA). Il testo esprime una preferenza per l&#8217;utilizzo di bioplastiche biodegradabili in applicazioni specifiche dove il recupero del materiale attraverso il compostaggio risulta vantaggioso, tra cui bustine di tè, capsule di caffè ed etichette adesive su prodotti destinati al compostaggio.</p>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-8097-81dd-e2992aaf8049" class="">Normative tecniche armonizzate</h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-80e0-b90b-d6a829a0df44" class="">La norma <strong>UNI EN 13432</strong>:2002, aggiornata nel 2019, definisce i requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione. La certificazione richiede che il materiale raggiunga una biodegradazione pari o superiore al 90% in 6 mesi secondo il test ISO 14855, una disintegrazione pari o superiore al 90% in 12 settimane con passaggio attraverso un setaccio da 2 mm, l&#8217;assenza di effetti negativi sul compost verificata attraverso test di crescita delle piante, e un contenuto di metalli pesanti inferiore ai limiti definiti dalla norma.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80b6-9f33-c69b105f6ec9" class="">La norma <strong>UNI EN 14995</strong>:2007 stabilisce invece i criteri per la valutazione della <strong>compostabilità domestica</strong>, prevedendo temperature inferiori e tempi più lunghi rispetto al compostaggio industriale. A livello internazionale, la norma ISO 17088 rappresenta lo standard di riferimento per la biodegradabilità delle plastiche, mentre negli Stati Uniti e in altri mercati extraeuropei vengono riconosciuti gli standard ASTM D6400 e D6868 per la compostabilità.</p>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-80e0-aa3b-e3871d52cd9d" class="">Normativa italiana</h3>
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<p id="2df8112c-b3ab-8027-b002-fbdaef8567f4" class="">La ‘<strong>Plastic Tax</strong>’, introdotta dalla legge di bilancio 2020 all’articolo 1, comma 634-658, prevede un&#8217;imposta di 0,45 euro al chilogrammo sui manufatti con singolo impiego (MACSI) in plastica non riciclata. L&#8217;entrata in vigore di questa misura è stata rinviata più volte ed è attualmente prevista per luglio 2026. La normativa prevede <strong>esenzioni specifiche per i prodotti compostabili certificati</strong> secondo la norma EN 13432, per i dispositivi medici e per gli imballaggi destinati a farmaci.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80bf-9fd4-e77bda5d4f3a" class="">Il <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/direttiva-sup-d-lgs-196-21-nuove-regole-su-oggetti-in-plastica-monouso-dal-14-1-22/"><strong>decreto legislativo 196/2021</strong></a> ha recepito la direttiva SUP in Italia, stabilendo divieti specifici e un apposito quadro sanzionatorio. Il decreto ha armonizzato la normativa italiana con quella europea, introducendo controlli e sanzioni per contrastare l&#8217;immissione sul mercato di prodotti non conformi.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80eb-8668-e463172f02fa" class="">Il <strong>Consorzio Italiano Compostatori</strong> ha pubblicato <strong>linee guida</strong> tecniche per la <strong>certificazione</strong> di compostabilità, sviluppando un sistema di etichettatura riconoscibile attraverso il marchio ‘compostabile CIC’. Questo sistema di certificazione fornisce agli operatori garanzie sulla conformità dei materiali e facilita la comunicazione verso i consumatori finali, riducendo il rischio di confusione tra materiali effettivamente compostabili e prodotti che utilizzano claim ambientali generici o fuorvianti.</p>
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<h2 id="2df8112c-b3ab-802f-8d27-e9879053f00b" class="">Vantaggi competitivi e driver di mercato</h2>
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<p id="2df8112c-b3ab-80ad-82da-e8112d927366" class="">La transizione verso stoviglie e imballaggi biodegradabili è sostenuta da molteplici fattori che si rafforzano reciprocamente. La <strong>domanda dei consumatori</strong> rappresenta un driver fondamentale. Lo Speciale Eurobarometro sull&#8217;ambiente pubblicato nel 2024 rileva che l&#8217;87% degli europei si dichiara preoccupato per l&#8217;impatto ambientale dei prodotti in plastica. Il 58% degli intervistati è disponibile a pagare un ‘premium price’ per prodotti sostenibili, riciclabili e più facili da riparare. Questa disponibilità alla spesa aggiuntiva è particolarmente pronunciata tra i consumatori più giovani e nelle aree urbane.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-8030-82b8-d6b9fca2502a" class="">La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa</strong> beneficia significativamente dall&#8217;adozione di packaging sostenibile. Nel settore food and beverage in particolare, la scelta di materiali compostabili migliora la percezione del brand, aumenta il coinvolgimento dei consumatori e facilita le partnership con la grande distribuzione organizzata, sempre più attenta alle credenziali ambientali dei propri fornitori.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80a1-9b5c-ff0b67b21f74" class="">Gli <strong>incentivi economici e fiscali</strong> dovrebbero completare il quadro dei driver di mercato. Oltre alla Plastic Tax, diversi Stati membri dell&#8217;Unione Europea offrono incentivi per l&#8217;adozione di materiali sostenibili attraverso crediti d&#8217;imposta, contributi per investimenti in ricerca e sviluppo, e riduzioni dei contributi ambientali previsti dai sistemi nazionali di responsabilità estesa del produttore come il CONAI italiano.</p>
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<h2 id="2df8112c-b3ab-800f-98c5-e1d0cff36a09" class="">Sfide e criticità da affrontare</h2>
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<p id="2df8112c-b3ab-8047-b4ca-d947b16f7b40" class="">Nonostante i progressi tecnologici e l&#8217;evoluzione favorevole del quadro normativo, la filiera delle bioplastiche deve ancora superare alcune criticità strutturali. Il <strong>differenziale di costo</strong> rappresenta un ostacolo significativo: le bioplastiche costano mediamente tra il 20 e il 50% in più rispetto alle plastiche convenzionali. Questo gap è determinato principalmente da volumi produttivi ancora limitati rispetto alle plastiche tradizionali e dai costi delle materie prime rinnovabili, che risentono della volatilità dei mercati agricoli.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-8070-b2f8-e340ff2e8dc8" class="">La <strong>comunicazione ed educazione del consumatore</strong> rappresentano una sfida cruciale. Persiste una significativa confusione tra i concetti di ‘biodegradabile’, ‘compostabile’ e ‘bio-based’, con il rischio che i consumatori conferiscano impropriamente i materiali compostabili nella raccolta della plastica tradizionale. Sono necessarie campagne educative chiare e sistematiche per garantire il corretto comportamento di conferimento da parte dei cittadini.</p>
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<h2 id="2df8112c-b3ab-804c-9040-eb0e446fd43c" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2df8112c-b3ab-8092-902e-d19a6f7313a9" class="">Stoviglie e imballaggi biodegradabili rappresentano una risposta tecnicamente matura alle sfide ambientali contemporanee. Il <strong>modello italiano</strong>, con eccellenze industriali come Novamont e I.M.I., un <strong>sistema di riciclo</strong> che raggiunge il 57,8% attraverso Biorepack e oltre 360 impianti di compostaggio industriale, si conferma un punto di riferimento europeo. Il quadro normativo, articolato attraverso la Direttiva SUP e il Regolamento (UE) 2025/40, crea un ambiente progressivamente più favorevole alla diffusione di queste soluzioni.</p>
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<p id="2df8112c-b3ab-80dd-a891-cc4fa2e359b3" class="">il biennio 2023-2024 ha tuttavia evidenziato <strong>vulnerabilità strutturali</strong> legate a prodotti illegali (27% del mercato), importazioni a basso costo e stoviglie pseudo-riutilizzabili che eludono le normative. Per le imprese del settore alimentare, della ristorazione e del packaging, investire in materiali biodegradabili certificati non è più solo una scelta etica, ma <strong>una strategia industriale necessaria</strong> in un mercato sempre più regolato. Il successo futuro della filiera dipenderà dalla capacità di contrastare efficacemente l&#8217;illegalità, sostenere l&#8217;innovazione per ridurre i differenziali di costo ed educare i consumatori al corretto conferimento.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
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<h3 id="2df8112c-b3ab-80c6-a3e9-f277f528d814" class="">Bibliografia</h3>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8000-8e17-f0b873275fdc" class="bulleted-list">
<li>Assobioplastiche. (2025). <em>11° Rapporto annuale sull&#8217;industria delle bioplastiche in Italia</em>. Milano. <a href="https://assobioplastiche.org/download/xi-rapporto-assobioplastiche-risultati-di-settore-2024-comunicato-stampa">https://assobioplastiche.org/download/xi-rapporto-assobioplastiche-risultati-di-settore-2024-comunicato-stampa</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8098-99da-fdb684985f9d" class="bulleted-list">
<li>Biorepack (2025). Organico Biorepack. Milano. <a href="https://www.biorepack.org/it/marchio-biorepack">https://www.biorepack.org/it/marchio-biorepack</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-80e4-a07e-e33e3ed74704" class="bulleted-list">
<li>Biorepack. (2024). <em>Relazione di gestione 2024: raccolta e riciclo degli imballaggi biodegradabili e compostabili</em>. Milano. <a href="https://media.biorepack.org/production/media/y0ih4lfj/01_relazione-sulla-gestione-2024_web.pdf">https://media.biorepack.org/production/media/y0ih4lfj/01_relazione-sulla-gestione-2024_web.pdf</a></li>
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<ul id="2df8112c-b3ab-807c-89d5-feee320041f5" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Sistema di certificazione Compostabile CIC. <a href="https://www.compostabile.com/">https://www.compostabile.com/</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-803c-a1f0-cac2363b5483" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196. Attuazione della direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell&#8217;incidenza di determinati prodotti di plastica sull&#8217;ambiente. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;196">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;196</a></li>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8039-978a-f02348a4fe9e" class="bulleted-list">
<li>Directive (EU) 2019/904 of the European Parliament and of the Council of 5 June 2019 on the reduction of the impact of certain plastic products on the environment. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2019/904/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2019/904/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8081-a220-d15499469934" class="bulleted-list">
<li>European Bioplastics. (2025). <em>Bioplastics market development update 2025: Global production capacities of bioplastics 2025-2030</em>. Berlin. <a href="https://www.european-bioplastics.org/market/">https://www.european-bioplastics.org/market/</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-800d-8823-c2116b5f1537" class="bulleted-list">
<li>European Commission. (2024). <em>Special Eurobarometer 538: Attitudes of Europeans towards the environment</em>. Brussels <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173">https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8015-8521-d6f7c6ee4ed1" class="bulleted-list">
<li>Legge 27 dicembre 2019, n. 160. Bilancio di previsione dello Stato per l&#8217;anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 19/12/2025). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019-12-27;160">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019-12-27;160</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-809a-a572-c78680da9c5a" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2025/40 of the European Parliament and of the Council of 19 December 2024 on packaging and packaging waste, amending Regulation (EU) 2019/1020 and Directive (EU) 2019/904, and repealing Directive 94/62/EC. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj</a></li>
</ul>
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<ul id="2df8112c-b3ab-80c7-a76e-c9ff1a7cbae1" class="bulleted-list">
<li>UNI. (2019). UNI EN 13432:2002 &#8211; Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione &#8211; Schema di prova e criteri di valutazione per l&#8217;accettazione finale degli imballaggi. Milano: Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Disponibile su: https://store.uni.com</li>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8039-8b09-cfd5f665e4ae" class="bulleted-list">
<li>UNI. (2007). <em>UNI EN 14995:2007 &#8211; </em>Plastiche &#8211; Valutazione della compostabilità &#8211; Schema di prova e specificazioni. Milano: Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Disponibile su: https://store.uni.com</li>
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<ul id="2df8112c-b3ab-8027-b70f-d3da3b941ae3" class="bulleted-list">
<li>UNEP. (2021). <em>From Pollution to Solution: A global assessment of marine litter and plastic pollution</em>. Nairobi: United Nations Environment Programme. <a href="https://www.unep.org/resources/pollution-solution-global-assessment-marine-litter-and-plastic-pollution">https://www.unep.org/resources/pollution-solution-global-assessment-marine-litter-and-plastic-pollution</a></li>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/">Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>HoReCa Italia, il biologico in un bar su due e in due ristoranti su tre</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/horeca-italia-il-biologico-in-un-bar-su-due-e-in-due-ristoranti-su-tre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 21:32:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Ho.Re.Ca.]]></category>
		<category><![CDATA[ristorazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=71977</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il biologico trova sempre più spazio nei menu dei pubblici esercizi, bar e ristoranti. Secondo l&#8217;indagine ISMEA realizzata in collaborazione con FIPE e AssoBio e presentata il 23 maggio 2023, in occasione dell&#8217;evento ‘Il biologico nella ristorazione commerciale’, il bio raggiunge la metà dei bar e il 70% dei ristoranti. Biologico in bar e ristoranti, i numeri La [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/horeca-italia-il-biologico-in-un-bar-su-due-e-in-due-ristoranti-su-tre/">HoReCa Italia, il biologico in un bar su due e in due ristoranti su tre</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il biologico trova sempre più spazio nei menu dei pubblici esercizi, bar e ristoranti. Secondo l&#8217;indagine ISMEA realizzata in collaborazione con FIPE e AssoBio e presentata il 23 maggio 2023, in occasione dell&#8217;evento ‘Il biologico nella ristorazione commerciale’, il bio raggiunge la metà dei bar e il 70% dei ristoranti.</p>
<h2>Biologico in bar e ristoranti, i numeri</h2>
<p><strong>La raccolta dei dati</strong> è stata condotta nei mesi di settembre e ottobre 2022 presso un campione rappresentativo di bar e ristoranti nazionali e ha raccolto oltre 2.000 interviste telefoniche.</p>
<p><strong>ISMEA</strong>, che analizza per la prima volta i consumi (bio) fuori casa, fornisce una nuova prospettiva di analisi per il biologico.</p>
<blockquote class="td_quote_box td_box_center"><p>In un contesto che vede un fisiologico rallentamento della crescita dei consumi di alimenti biologici tra le mura domestiche, dopo i tassi di incremento significativi a cui per anni il bio ci aveva abituato, il monitoraggio dell&#8217;Horeca, anche su aspetti di natura prettamente qualitativa può fornire, infatti, preziosi elementi per orientare le scelte della politica e della filiera.</p>
<p>(Fabio Del Bravo, Responsabile della Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale di ISMEA)</p></blockquote>
<h2>Colazione e aperitivo, l’offerta bio in un bar su due</h2>
<p><strong>Dei circa 111 mila bar</strong> attivi sul territorio italiano, uno su due propone alimenti e bevande biologici. L&#8217;incidenza è più elevata nei punti vendita delle città del Centro e Nord Italia e con un numero di addetti superiore a 6.</p>
<p><strong>Mediamente quasi il 20%</strong> di alimenti e bevande proposti presso questi esercizi è costituito da prodotti bio, con una rappresentatività maggiore per quanto riguarda la frutta, il latte e il vino.</p>
<p><strong>La colazione e l&#8217;aperitivo</strong> sono indicati dagli operatori come le occasioni di consumo più adatte all&#8217;inserimento di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/snack-bio-a-base-di-legumi-un-trend-in-crescita-le-preferenze-dei-consumatori-italiani/%C2%A0">proposte bio</a>. Il prodotto biologico viene venduto a quasi il 15% in più, in media, rispetto all&#8217;omologo convenzionale.</p>
<h2>Il biologico in due ristoranti su tre</h2>
<p><strong>Nei ristoranti</strong> la presenza di alimenti e bevande bio è più diffusa. Riguarda i due terzi degli oltre 157 mila ristoranti attivi sul panorama italiano.</p>
<p><strong>Il bio</strong> è più diffuso nei ristoranti del Centro Italia (oltre il 76%) e del Nord Ovest (69%), in progressione lineare con il numero degli addetti. Dal 60% nei ristoranti con un solo addetto all&#8217;81% di quelli con un numero superiore a 49 addetti.</p>
<p><strong>All&#8217;interno di questi esercizi</strong>, il bio rappresenta oltre il 30% in valore degli acquisti, con punte del 42% nel caso delle verdure e del 34% dell&#8217;<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/olio-extravergine-biologico-olive-bio-e-salute-i-polifenoli-che-contano/%C2%A0">olio extravergine di oliva</a>. Anche in questo caso il prodotto bio genera un sovrapprezzo di quasi il 17%, giustificato da un surplus nei costi di approvvigionamento.</p>
<p><strong>Contorni e antipasti </strong>sono i piatti ove la presenza di prodotti biologici è più significativa.</p>
<h2>Prospettive promettenti</h2>
<p><strong>Trovare alimenti e bevande biologici</strong> in bar e ristoranti potrebbe essere più facile, nel prossimo futuro:</p>
<p>&#8211; oltre l&#8217;80% dei ristoratori e la quasi totalità dei gestori di bar intervistati dichiarano l’intenzione di confermare l’acquisto degli stessi quantitativi di prodotti bio,</p>
<p>&#8211;  il 13,5% dei ristoranti potrebbe diventare un locale esclusivamente biologico, quota che scende al 6% per i bar.</p>
<h2>I <em>driver</em> dei consumi fuori casa</h2>
<p><strong>La ricerca</strong> sottolinea i <em>driver</em> dei consumi fuori casa: sostenibilità, ambiente, etica e remunerazione equa lungo la filiera. E sottolinea il ruolo fondamentale dell&#8217;agricoltura biologica in ambiti di grande attualità come la sicurezza alimentare, la sana alimentazione, la sostenibilità ambientale e il contrasto ai cambiamenti climatici.</p>
<p>‘<em>L&#8217;attenzione alle produzioni biologiche è la testimonianza di come i <strong>consumatori</strong> oggi siano <strong>sempre più consapevoli della necessità di coniugare il proprio benessere e la propria salute con il benessere e la salute del pianeta</strong> rispettando il territorio, la stagionalità, la qualità e la sicurezza. Tutti valori promossi da FIPE con il Manifesto della Ristorazione presentato e sottoscritto lo scorso 28 aprile in occasione della <a href="https://www.giornatadellaristorazione.com/manifesto/">Giornata della Ristorazione</a></em>’ (Luciano Sbraga, Direttore del Centro Studi di FIPE-Confcommercio).</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) FIPE, ASSOBIO E ISMEA: la ristorazione guarda al biologico. <em>ISMEA</em>, comunicato stampa. 26.5.23 <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12336">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12336</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/horeca-italia-il-biologico-in-un-bar-su-due-e-in-due-ristoranti-su-tre/">HoReCa Italia, il biologico in un bar su due e in due ristoranti su tre</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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