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	<title>superfruit Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>superfruit Archivi - Gift</title>
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		<title>Avocado, l’oro verde Made in Sicily</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/frutta/avocado-loro-verde-made-in-sicily/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati&nbsp;--&nbsp;Gabriele Sapienza]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2024 16:31:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutta]]></category>
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		<category><![CDATA[frutta esotica]]></category>
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		<category><![CDATA[superfruit]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’avocado siciliano è la perfetta sintesi tra la crescente passione per un frutto considerato salutare &#8211; un ‘superfruit’ &#8211; grazie ai suoi composti bioattivi come polifenoli, vitamine, fibre e acidi grassi, e la perenne attrazione per il Made in Italy. (1) Avocado siciliano, i Tropici in Italia L’avocado (Persea gratissima o Persea americana Mill.) è una pianta [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’avocado siciliano è la perfetta sintesi tra la crescente passione per un frutto considerato salutare &#8211; un ‘superfruit’ &#8211; grazie ai suoi composti bioattivi come polifenoli, vitamine, fibre e acidi grassi, e la perenne attrazione per il Made in Italy. (1)</p>
<h2>Avocado siciliano, i Tropici in Italia</h2>
<p><strong>L’avocado</strong> (<em>Persea gratissima</em> o <em>Persea americana Mill</em>.) è una pianta tropicale originaria del Centro e Sud America. Messico, Colombia e Repubblica Dominicana sono i principali produttori mondiali. La coltura è redditizia e in Messico, nello Stato del Michoacán, che produce il 75% degli avocado messicani, sta causando deforestazione, sfruttamento eccessivo delle risorse idriche locali e inquinamento ambientale per l’uso eccessivo di pesticidi, denuncia l’organizzazione Grain. (2,3)</p>
<p><strong>In Europa</strong>, Spagna e Grecia sono i maggiori produttori di avocado. Segue il Sud dell&#8217;Italia, specialmente la Sicilia, che da alcuni anni si cimenta nelle colture tropicali. (4)</p>
<p><strong>La produzione </strong>di avocado Made in Sicily &#8211; ove la raccolta va da ottobre a maggio in base alla varietà &#8211; è stimata da Ismea in uno-due milioni di kg l’anno. Una quota in crescita, ma ancora minima in confronto alle importazioni da Spagna e paesi extraUe (Israele <em>in primis</em>), arrivate a 45 mln di kg nel 2018 e cresciute nel primo semestre 2023 di un ulteriore 4%. (5)</p>
<h2>Da Sanremo alla Sicilia</h2>
<p><strong>L&#8217;introduzione dell&#8217;avocado</strong> in Italia risale al 1909 a Sanremo, ma è nel territorio siciliano che questa pianta ha trovato un habitat ideale. Le condizioni pedoclimatiche favorevoli dell’isola, acuite dal cambiamento climatico, ne favoriscono la coltivazione soprattutto nelle aree costiere della Sicilia ionica, dove prima dominavano gli agrumeti. (6)</p>
<p><strong>Queste aree</strong> si caratterizzano per temperature idonee alla coltivazione dell’avocado (4-20 °C), terreni sciolti e poveri di calcare, e disponibilità di acqua di buona qualità. Le varietà più adatta a questo areale sono Hass, Reed e Bacon.</p>
<h2>Avocado, cenni botanici</h2>
<p><strong>L’albero</strong> dell’avocado appartiene alla famiglia delle <em>Lauraceae</em> e raggiunge dimensioni medio-grandi, 9-20 metri di altezza.</p>
<p><strong>Le foglie </strong>sono lunghe 7-41 cm e hanno forma variabile (ellittiche, ovali, lanceolate). Sono spesso ricoperte di peluria (pubescenti) e rossastre quando giovani, diventando lisce, coriacee e verde scuro quando mature. I fiori, piccoli e di colore verde-giallastro, danno origine a frutti a forma di pera con un grande seme centrale.</p>
<p><strong>Il frutto </strong>ha forma che varia da sferica a piriforme e può pesare fino a 2,3 kg, sebbene quello siciliano sia di regola piccolo, adatto a un consumo mono-porzione. La sua parte esterna (esocarpo), ha spessore e consistenza variabili. Giunto a maturazione, esso raggiunge il colore verde. Ovvero nero, viola o rossastro, a seconda della varietà.</p>
<h2>Un superfruit cremoso e nutriente</h2>
<p><strong>Il frutto</strong> è una bacca costituita da un unico grande seme circondato da una polpa burrosa, cremosa e nutriente, dall’interessante profilo nutrizionale. 100 g di avocado contengono, tra l’altro,</p>
<ul>
<li>23 g di lipidi così composti</li>
</ul>
<p>&#8211; per il 2,48% grassi saturi (sotto forma di acido palmitico),</p>
<p>&#8211; per il 18,33% acidi grassi monoinsaturi sotto forma di acido palmitoleico e, soprattutto, di acido oleico, presente anche nell’olio extravergine di oliva, perciò qualificato nel 2018 da FDA (USA) come utile a ridurre il rischio di malattie coronariche (7),</p>
<p>&#8211; per l’1,45% da acidi grassi polinsaturi (sotto forma di acido linoleico e, in minori quantità, acido alfa-linolenico e acido arachidonico),</p>
<ul>
<li>18 mg di vitamina C,</li>
<li>14 μg di vitamina A,</li>
<li>6,4 mg di vitamina E,</li>
<li>450 mg di potassio, più che nelle banane. (8)</li>
</ul>
<h3>Quando evitare il consumo di avocado</h3>
<p><strong>Benefico</strong>, anche se un po’ calorico (238 kcal per 100g), l’avocado è tuttavia sconsigliato in caso di particolari trattamenti farmacologici o allergie. Il portentoso frutto può infatti:</p>
<p>&#8211; ridurre l’effetto anticoagulante del farmaco warfarin (nome commerciale Coumadin)</p>
<p>&#8211; scatenare una reazione in individui allergici a lattice, banane, meloni, pesche, castagne, pomodoro, patate e kiwi. (9)</p>
<h2>Dal guacamole ai cosmetici</h2>
<p><strong>Il successo dell’avocado</strong> tra i consumatori è testimoniato dal suo impiego in ogni settore:</p>
<p>&#8211; il frutto fresco viene consumato tal quale, aggiunto nelle insalate o spalmato sul pane, oltreché per preparare la salsa guacamole,<br />
&#8211; l’olio estratto dalla polpa (Avo olio) viene utilizzato come altri oli vegetali, nonché impiegato nella produzione di cosmetici (shampoo, creme, lozioni etc.), in quanto idratante e nutriente,<br />
&#8211; un recente studio (Tinebra et al., 2023) propone l&#8217;essiccazione e disidratazione della polpa e la produzione di farina di avocado delle cultivar Hass e Fuerte. La farina di avocado ricca di acidi grassi salutari può essere impiegata come ingrediente alternativo in una varietà di preparazioni alimentari, arricchendone il valore nutrizionale. (10)</p>
<p><em>Marta Strinati e Gabriele Sapienza</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo, Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/consumi-alimentari-in-italia-il-rapporto-di-immagino-2019/">Consumi alimentari in Italia, il rapporto di Immagino 2019</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 3.7.20</p>
<p>(2) The avocados of wrath. <em>Grain</em> 4.5.23 <a href="https://grain.org/e/6985#_edn36">https://grain.org/e/6985#_edn36</a></p>
<p>(3) Bhore, Subhash &amp; Salgado, Daniela &amp; Houssari, Amina &amp; Zelaya, Angela &amp; Yang, Ru &amp; Chen, Zixin &amp; Deeya, Sarah &amp; Sens, Sheila &amp; Schumann, Margherita &amp; Zhang, Zihan &amp; Eltantawy, and. (2021). The Avocado (Persea americana Mill.): A Review and Sustainability Perspectives. DOI:10.20944/preprints202112.0523.v1</p>
<p>(4) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/frutti-tropicali-made-in-italy-e-boom/">Frutti tropicali Made in Italy, è boom</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 19.8.19</p>
<p>(5) Frutta tropicale sempre più presente nelle abitudini di acquisto degli Italiani. 7.12.23. Ismea <a href="https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12867">https://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12867</a></p>
<p>(6) F. Calabrese, M. Azzena, F. Barone, G. Continella, R. D&#8217;Ascanio, P. Deidda, A. De Michele, O. Insero, B. Mincione, G. La Rosa, S. Martelli, F. Monastra, G. Ondradu, M. Pala, M. Poiana, A. Rotundo, G. Russo, G. Terranova, A. Testoni. Research on Avocado in Italy. Project &#8220;Tropical and Subtropical fruit trees species&#8221; Proceedings of The World Avocado Congress III, 1995 pp. 457 &#8211; 460 Publication n. 611 <a href="http://209.143.153.251/WAC3/wac3_p457.pdf">http://209.143.153.251/WAC3/wac3_p457.pdf</a></p>
<p>(7) Dario Dongo. Acido oleico e prevenzione malattie coronariche, via libera in USA. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>), 2.12.18</p>
<p>(8) Tabella di composizione degli alimenti. Avocado fresco. Crea. <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/007490">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/007490</a></p>
<p>(9) Avocado. Enciclopedia IRCCS Humanitas <a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/avocado/">https://www.humanitas.it/enciclopedia/alimenti/frutta/avocado/</a></p>
<p>(10) Ilenia Tinebra, Roberta Passafiume, Alessandra Culmone, Pasquale Roppolo, Alessandro Ruggeri, Raimondo Gaglio, Nicola Francesca, Eristanna Palazzolo, Vita Di Stefano, Vittorio Farina. Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali – Università degli Studi di Palermo, Farina di avocado: un nuovo prodotto ottenibile dai frutti di scarto. XIV Giornate Scientifiche SOI 73 https://www.gssoi2023.it/wp-content/uploads/2023/06/Acta-Italus-Hortus-28.pdf#page=125</p>
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		<title>Consumi alimentari in Italia, il rapporto di Immagino 2019</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/consumi-alimentari-in-italia-il-rapporto-di-immagino-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 14:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi alimentari in Italia nel 2019 sono fotografati, con l’alta definizione di sempre, nell&#8217;ultimo rapporto dell’Osservatorio Immagino. Gli italiani hanno privilegiato gli acquisti di alimenti presentati come benefici per la salute e quelli Made in Italy, anche con indicazioni di provenienza regionale. Senza rinunciare ai propri stili di vita, espressi nelle scelte di prodotti bio, veg, halal e kasher. Osservatorio Immagino, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I consumi alimentari in Italia nel 2019 sono fotografati, con l’alta definizione di sempre, nell&#8217;ultimo rapporto dell’Osservatorio Immagino.</p>
<p>Gli italiani hanno privilegiato gli acquisti di alimenti presentati come benefici per la salute e quelli <em>Made in Italy</em>, anche con indicazioni di provenienza regionale. Senza rinunciare ai propri stili di vita, espressi nelle scelte di prodotti bio, <em>veg</em>, <em>halal</em> e <em>kasher</em>.</p>
<h2>Osservatorio Immagino, un approfondimento senza pari sulle tendenze di mercato in Italia</h2>
<p><strong>L’Osservatorio Immagino</strong>, realizzato da GS1-<em>Italy</em> e Nielsen, pubblica rapporti semestrali circa le vendite in Italia di alimenti, cosmetici e prodotti per la casa sul canale della distribuzione moderna. I rapporti possono venire consultati liberamente e offrono un livello di approfondimento senza pari, in Europa e nel mondo. Proprio perché l’Italia è il primo Paese ad avere applicato lo standard Immagino &#8211; che registra tutte le informazioni e immortala i 6 lati delle etichette di ogni referenza a scaffale, prima di donare i relativi campioni al Banco Alimentare &#8211; sulla quasi totalità delle catene di GD, DO e GDO (Grande Distribuzione Organizzata).</p>
<p><strong>Questo livello di approfondimento</strong> consente di disaggregare i dati sulle vendite complessive per categorie di prodotti e osservare le tendenze di mercato legate alle diverse indicazioni presenti in etichetta. Misurando la diffusione dei vari <em>claim</em> (nutrizionali, salutistici, geografici, qualitativi) negli assortimenti a scaffale e il loro impatto sulle vendite.</p>
<h2>Osservatorio Immagino, il rapporto 2019</h2>
<p><strong>L’ultimo rapporto</strong> dell’Osservatorio Immagino analizza le vendite nel <em>retail</em> dei circa 112 mila prodotti di largo consumo presenti nella banca dati Immagino a dicembre 2019. Un paniere che rappresenta circa 36 miliardi di euro di vendite (H1, 2020), pari all&#8217;82% del totale sul largo consumo in Italia (ipermercati e supermercati).</p>
<p><strong>Le tre tendenze </strong>su cui l’analisi quali-quantitativa si sofferma riguardano il versante nutrizionale-salutistico, quello geografico-territoriale e gli stili di vita. L’ABC a seguire.</p>
<h2>A) Nutrizione e salute. Più proteine e meno zuccheri</h2>
<p><strong>L’analisi delle tabelle nutrizionali</strong> presenti sulle confezioni di 67.660 prodotti alimentari consente di osservare i cambiamenti degli apporti nutritivi dei prodotti e le nuove tendenze nelle abitudini alimentari degli italiani.</p>
<p><strong>Le proteine</strong> sono il nutriente più in voga. I loro consumi registrano una crescita dell&#8217;1,5%, contro lo 0,8% del 2018. Questo dato si associa al maggior consumo di alimenti che a vario titolo combinano gusto e salute. Uova, mozzarelle, affettati (prosciutto cotto, bresaola, arrosti), formaggio grana, <em>hamburger</em> di bovino, farine di grano tenero, carne avicunicola (<a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/pollame-e-uova-domanda-globale-in-crescita-la-sfida-della-sostenibilita">pollame</a> e coniglio), yogurt magro, biscotti integrali e frutta secca sgusciata.</p>
<p><strong>Gli zuccheri</strong> e i carboidrati registrano viceversa un calo (-3% e -2,1, rispettivamente). Le altre voci della tabella nutrizionale rimangono invece pressoché invariate. Il consumo di grassi mantiene una dinamica positiva (+0,6%) come pure quello di fibre (+0,3%), i cui consumi complessivi (sulla totalità degli acquisti alimentari) non crescono come negli anni passati (+2,4 nel 2018) e tuttavia spiccano tra i <em>claim</em> nutrizionali in alcune categorie di prodotti (cereali e derivati). Quasi invariato il valore energetico (kcal in tabella nutrizionale, -0,5%).</p>
<h2>A) <em>Claim</em> nutrizionali</h2>
<p><strong>‘<em>Ricco in (&#8230;)</em>’, ‘<em>integrale</em>’</strong>. Le vendite degli alimenti <em>rich in</em> &#8211; vale a dire, con evidenza in etichetta dell’elevato tenore di uno o più nutrienti o micronutrienti, ovvero definiti &#8216;integrali&#8217; &#8211; sono cresciute del 2,4% (1,6 nel 2018), superando i 3 miliardi di euro.</p>
<p><strong>I <em>claim</em> relativi alle fibre</strong>, i più diffusi tra le indicazioni nutrizionali volontarie, spingono le vendite di questo segmento (+6,3%, vs. 5,8 nel 2018). Strettamente correlati a un elevato contenuto di fibre sono i prodotti integrali, i quali pure registrano un +4,3% sul fatturato (se pure a ritmo meno sostenuto rispetto al 2018, +7,7%).</p>
<p><strong>Emergono</strong> i <em>claim</em> sulle proteine (+7,4%) e sul potassio (+5,7%). Proseguono bene gli Omega3 (+2,4%), citati su salmone affumicato e conserve di pesce, latti per l&#8217;infanzia e fermenti lattici (+3,8%). In calo i prodotti ricchi di vitamine e calcio (-1,1 e -2,8%), mentre precipitano gli alimenti &#8216;ricchi di ferro&#8217; (-11,5%).</p>
<h2>A) <em>Superfood</em> e ingredienti benefici</h2>
<p><strong>Il fenomeno </strong>di <em>superfood</em> e ingredienti considerati utili al benessere e alla forma fisica mantiene un <em>trend</em> positivo. I 26 alimenti con queste prerogative sono classificati in 6 gruppi:</p>
<p><strong>&#8211; i semi</strong> (lino, zucca, sesamo, chia e canapa) complessivamente vendono il 28,5% in più, soprattutto quali ingredienti (in panini, <em>cracker</em>, <em>etc</em>).</p>
<p><strong>&#8211; le spezie</strong> sono il secondo gruppo più performante (+9%). Curcuma e zenzero in prima linea,</p>
<p><strong>&#8211; i <em>superfruit</em></strong> (mandorla, mirtillo, cocco, acqua di cocco, avocado) sono il segmento più importante per giro d&#8217;affari. Quasi 762 milioni di euro di vendite, +5,3% sul 2018. I campioni 2019 sono avocado (+92,9%) e tè matcha (+99,8%),</p>
<p><strong>&#8211; i ‘super cereali’</strong> e le loro farine (avena, farro, quinoa, kamut, farina di riso, olio di riso, farina di mais, germe di grano) invece frenano, -4,5% sul 2018. La peggiore <em>performance</em> riguarda kamut, germe di grano, in misura minore farro e farina di riso,</p>
<p><strong>&#8211; i dolcificanti </strong>considerati &#8216;benefici&#8217;, zucchero di canna e stevia, perdono colpi a scaffale. -3,4 e -8,8% rispettivamente. La <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/stevia-italiana-alla-riscossa">stevia italiana</a> stenta purtroppo ad affermarsi,</p>
<p><strong>&#8211; i <em>superfood</em> </strong>goji e spirulina perdono quota drammaticamente (-18,6% e -17%). Una disaffezione che si può spiegare con la scarsa fiducia verso le bacche di origine lontana (sebbene il goji biologico sia coltivato anche in Italia) e i prezzi esorbitanti delle microalghe, tuttora vendute prevalentemente in compresse.</p>
<h2>A) <em>Free from</em> stabili, ‘<em>senza antibiotici</em>’ alla ribalta</h2>
<p><strong>Il fenomeno <em>free from</em></strong>, protagonista negli anni passati di un <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/free-from-crescita-inarrestabile">vero <em>exploit</em></a>, si consolida stabilmente. I prodotti con uno o più dei 15 <em>claim</em> ‘<em>senza (&#8230;)’</em> più seguiti dall&#8217;Osservatorio Immagino hanno registrato nel 2019 una crescita complessiva dello 0,5% (0,1 nel 2018).</p>
<p><strong><em>&#8216;Senza antibiotici&#8217;</em> </strong>è il <em>claim free from </em>che fa eccezione. I prodotti che vi fanno riferimento in etichetta sono aumentati (su uova, elaborati avicunicoli e affettati) e nel complesso hanno registrato un incremento delle vendite del 62%.</p>
<p><strong>Il <em>trend</em> di <em>&#8216;senza zuccheri</em></strong><em> aggiunti&#8217;</em> e <em>&#8216;con pochi zuccheri&#8217;</em> (+9,1 e +7,6%) rispecchia la crescente avversione verso i pericoli per la salute associati al loro apporto eccessivo (diabete <em>in primis</em>).</p>
<p><em><strong>&#8216;Non fritto&#8217;</strong></em> (+6,1%), ‘<em>senza glutammato</em>&#8216; (+4,9), &#8216;<em>senza lattosio</em>’ (+ 3,6), &#8216;<em>senza olio di palma</em>&#8216; (+2,7), ‘<em>senza lievito</em>&#8216; (+1,9), ‘<em>senza glutine</em>’ (+1,7) &#8216;<em>senza additivi</em>&#8216; (+1,6%), in ordine di crescita.</p>
<p><strong>Gli alimenti ‘senza glutine’</strong> rappresentano la quota più importante del segmento per numero di referenze (oltre il 14% dei 71.723 prodotti analizzati) e valore delle vendite (13,8% sul totale <em>food</em> del paniere Immagino). Il sottogruppo accompagnato dalla spiga barrata &#8211; il marchio di certificazione di AIC, Associazione italiana celiachia &#8211; segna un +2,8%.</p>
<h2>B) <em>Made in Italy</em>, attrazione fatale</h2>
<p><strong>L&#8217;italianità</strong> compare sulle etichette di oltre 20mila prodotti a scaffale. Che si tratti della bandiera nazionale, dei <em>claim</em> &#8216;<em>prodotto in Italia</em>&#8216; o &#8216;<em>100% italiano</em>&#8216;, oppure di una delle indicazioni geografiche europee, il richiamo <em>on label</em> dell’italianità ha generato nel 2019 il 25,2% dei ricavi del totale alimentare.</p>
<p><strong>A incentivarne le vendite</strong> sono le preferenze dei consumatori, la maggiore offerta di prodotti con italianità in evidenza. E la maggiore attenzione verso le dichiarazioni di origine e provenienza della materia prima che si trovano in etichetta di latte e prodotti lattiero-caseari, riso, pasta di grano duro e conserve di pomodoro. Questo fenomeno potrebbe accrescere, tra l’altro, con l’applicazione del <a href="https://www.foodagriculturerequirements.com/notizie/domande-e-risposte/origine-ingrediente-primario-nei-prodotti-dolciari-da-forno-risponde-lavvocato-dario-dongo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">regolamento (UE) 2018/775</a>.</p>
<p><strong>Tra le indicazioni geografiche</strong>, la migliore performance è della DOP (+7,1), <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/grana-padano-dop-prosegue-la-crescita-del-leader-globale">trainata dal Grana Padano</a>. Più modesto l&#8217;andamento delle IGP (+0,3), sebbene il numero delle referenze sia decisamente maggiore. Affettati, pomodori, arance e olio le categorie più apprezzate per le <em>Geographical Indications</em> (GIs).</p>
<p><strong>Tra i vini a denominazione protetta</strong>, le DOCG hanno raddoppiato la crescita, da 2,1 a 4,8%, mentre le DOC hanno mantenuto il buon ritmo del 2018 (+3,2).</p>
<h2>B) Origine regionale degli alimenti</h2>
<p><strong>Le indicazioni regionali</strong> alimentano un giro d&#8217;affari di 2,4 miliardi di euro. L’area più citata sulle etichette è il Trentino, un richiamo che ha segnato il +1,1% sulle vendite (vini e spumanti, yogurt e salumi).</p>
<p><strong>La Sicilia</strong> ha raggiunto il secondo posto, scalando 4 posizioni in un anno grazie a un balzo del +4,2% (vino e sughi pronti in testa). Ed emergono i richiami a Regioni finora poco rappresentate in etichetta:</p>
<ul>
<li>Molise +30,7% (pasta),</li>
<li>Liguria +12,4% (pesto, olio, acqua minerale),</li>
<li>Marche +11,2% (vini e lavorazioni avicunicole),</li>
<li>Puglia +9,8% (vini IGP, pasta, mozzarelle e conserve vegetali),</li>
<li>Calabria +9% (liquori, nettari di frutta, mozzarelle, tonno).</li>
</ul>
<h2>C) Lo stile di vita a tavola</h2>
<p><strong>I prodotti identitari</strong>, vale a dire idonei a precisi stili di vita, mantengono complessivamente un <em>trend</em> positivo per un valore di circa 3 miliardi di euro. Si tratta di 11.300 prodotti adatti alle diete vegetariana e/o vegana, ai dettami della religione musulmana (<em>halal</em>) ed ebraica (<em>kosher</em>). Nonché agli ideali di ecologia e salute che si associano ai consumi dei prodotti biologici.</p>
<p><strong>In ordine</strong> di assortimento (numero dei prodotti a scaffale), ecco le <em>performance</em> dei 4 segmenti principali:</p>
<ul>
<li><strong>biologico</strong> +2,1% (+6,4 nel 2018). Cresce l&#8217;offerta di uova, formaggio grana, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/surgelati-i-consumi-del-2019-e-quelli-boom-in-pandemia">surgelati vegetali</a>, prodotti da forno senza glutine, frutta secca, semi, infusi, cereali per la prima colazione,</li>
<li><strong>veg</strong> +4,5% (+5,8 nel 2018). Poco più di 3mila prodotti vegani, 1.600 vegetariani,</li>
<li><em><strong>kosher</strong></em> +2% (+3,9 nel 2018). Aumentano le referenze di pasta, tavolette di cioccolato, passate, sughi, polpe di pomodoro,</li>
<li><em><strong>halal</strong></em> +2% (+29 nel 2018), in brusca frenata.</li>
</ul>
<h2>Ruvido o croccante?</h2>
<p><strong>La <em>texture</em> degli alimenti</strong> è un&#8217;informazione presente in etichetta nell&#8217;8,9% dei prodotti alimentari esaminati. Lo scopo è probabilmente invogliare l&#8217;acquisto impulsivo, &#8216;di papille&#8217;, ma il <em>trend</em> (a valore) è complessivamente in calo (-0,7%).</p>
<p><em><strong>‘Croccante’</strong></em> è il <em>claim</em> più diffuso, tra gli 11 considerati. Compare sul 2% dei prodotti e spinge le vendite di +3,7%. In particolare su pasticceria industriale ripiena, cotolette di pollo, patatine e pancake surgelati. <em><strong>&#8216;Ruvido&#8217;</strong></em> è invece il campione del 2019, a ritmo di crescita doppio (da +6,1 a +12,4%), quasi esclusivamente sulla pasta di semola.</p>
<p><strong>Tra gli altri <em>claim</em></strong> sulla <em>texture</em>, crescono &#8216;<em>morbido</em>&#8216; e &#8216;<em>farcito</em>&#8216;. Il primo (+2,1%) è trainato dai formaggi senza lattosio porzionati e dal pane da tramezzino. Il secondo (+1,5%) è impiegato su merendine, <em>snack</em> salati freschi e pizze surgelate. Ultimo <em>claim</em> con andamento positivo (+0,6%) è &#8216;<em>cremoso</em>&#8216;, il secondo per diffusione dopo croccante, presente sull&#8217;1,7% dei prodotti.</p>
<h2>Loghi e certificazioni</h2>
<p><strong>Loghi e certificazioni</strong> sono sempre più presenti sul <em>packaging</em> dei prodotti proposti da iper e supermercati. Forniscono garanzie su materie prime, processi produttivi, sostenibilità socio-ambientale delle produzioni.</p>
<p><strong>La bandiera del paese di origine</strong> (quasi sempre italiana) è il logo più utilizzato, presente sul 13,4% degli 11.639 prodotti analizzati da Immagino. La sua presenza in etichetta è lievemente aumentata (+0,7%), e così le vendite dei relativi prodotti (+0,5%). <em>Trend</em> positivo anche per due marchi europei:</p>
<p><strong>&#8211; il bollino <em>EU Organic</em> </strong>(biologico europeo) ha accresciuto le vendite di 2,1%</p>
<p><strong>&#8211; il marchio CE</strong> (bollino europeo di conformità), apposto su uova di Pasqua e dentifrici, ha recuperato quota nel 2019 (+1,4%, dopo la flessione del 6% nel 2018).</p>
<p><strong>La sostenibilità</strong> attestata da 8 certificazioni legate alla CSR (<em>Corporate Social Responsibility</em>) registra una crescita dell&#8217;1,2%. La più importante per giro d&#8217;affari è FSC, impressa sugli imballaggi per attestarne la sostenibilità (+1%). Aumenta dell&#8217;8,5% il giro d&#8217;affari dei prodotti <em>Fairtrade</em> mentre flette quello dei <em>Cruelty free</em> (-3,4%). Nel mercato <em>non food </em>crescono <em>Ecocert</em> (+19,6) ed <em>Ecolabel</em> (+4.4) sui prodotti di igiene e <em>Sustainable cleaning</em> sui detersivi (+0,4%).</p>
<p><em>Marta Strinati e Dario Dongo</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/consumi-alimentari-in-italia-il-rapporto-di-immagino-2019/">Consumi alimentari in Italia, il rapporto di Immagino 2019</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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