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	<title>Unesco Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>Unesco Archivi - Gift</title>
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	<item>
		<title>Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione GIFT]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 15:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOP]]></category>
		<category><![CDATA[export]]></category>
		<category><![CDATA[Piemonte]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asti DOCG rappresenta l’eccellenza italiana nel segmento dei vini aromatici, capace di evolversi costantemente pur restando fedele alla propria identità territoriale. Simbolo del Made in Italy nel mondo, questa denominazione &#8211; che comprende diversi vini, Asti Spumante (metodo Martinotti e metodo classico) e Moscato d&#8217;Asti (anche in vendemmia tardiva) &#8211; è un pilastro storico della DOP Economy e al contempo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/">Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="30e8112c-b3ab-8028-b6d7-ec77e70fe99b" class=""><strong>Asti DOCG</strong> rappresenta l’eccellenza italiana nel segmento dei vini aromatici, capace di evolversi costantemente pur restando fedele alla propria identità territoriale. Simbolo del Made in Italy nel mondo, questa denominazione &#8211; che comprende diversi vini, <strong>Asti Spumante</strong> (metodo Martinotti e metodo classico) e <strong>Moscato d&#8217;Asti</strong> (anche in vendemmia tardiva) &#8211; è un pilastro storico della DOP Economy e al contempo un precursore dei trend moderni: il suo naturale profilo <strong>low-alcohol</strong> e la straordinaria <strong>freschezza</strong> del Moscato bianco rispondono perfettamente alle nuove richieste di un consumo consapevole e internazionale. In questa guida analizziamo le sfide dei mercati globali, il rigore del disciplinare e le potenzialità gastronomiche di un’icona senza tempo.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-8001-9a1c-f2b5f6fb22ad" class="">Dinamiche di mercato e resilienza dell&#8217;export</h2>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-807d-9e05-f207cb4b4417" class="">Il rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulla <strong>DOP Economy</strong> indica l’Asti DOCG al quarto posto tra i vini italiani a Indicazione Geografica per valore alla produzione nel <strong>2024</strong> &#8211; 120 milioni di euro il valore vino sfuso, -2,9% rispetto all’anno precedente &#8211; dopo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/prosecco-storia-e-numeri-di-un-leader-globale-dellenologia/">Prosecco DOC</a>, Delle Venezie DOC e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/">Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG</a>. La produzione <strong>2025</strong> si chiude con circa <strong>85 milioni di bottiglie equivalenti</strong>, segnando una flessione del 4% rispetto ai 90 milioni del 2024 (I Grandi Vini, 2025).</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80cd-9ca8-c31ba51857c3" class="">A decorrere dall’1 agosto 2025 gli <strong>Stati Uniti</strong> &#8211; che assorbivano il 60% delle esportazioni dell’Asti DOCG &#8211; hanno introdotto un <strong>dazio</strong> del 15% sull‘import di vino italiano che penalizza soprattutto questo tipo di prodotti, in quanto collocati in un segmento di prezzo medio e soggetti alla concorrenza del Moscato locale. In risposta, il Consorzio Asti DOCG ha approvato <strong>misure di contenimento della produzione</strong> per la campagna 2025: le rese per ettaro sono state ridotte da 100 a <strong>90 quintali</strong>, di cui 5 destinati allo stoccaggio, per preservare l&#8217;equilibrio tra domanda e offerta e tutelare il valore della denominazione.</p>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-80c7-8166-f1928ad6e70f" class="">Nonostante le pressioni esterne, i mercati emergenti mostrano segnali positivi. I <strong>mercati asiatici</strong> &#8211; in particolare Corea del Sud, Cina e Singapore &#8211; continuano a crescere, e il Consorzio ha intensificato le attività promozionali in Asia come strategia di <strong>diversificazione</strong> rispetto alla dipendenza storica dagli USA. Il trend <strong>low-alcohol</strong> e la versatilità in abbinamento &#8211; dalla mixology alla cucina asiatica &#8211; continuano così a sostenere la domanda internazionale per entrambe le tipologie.</p>
</div>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-803e-80d5-fe049ea23b42" class="">Radici storiche: dal Medioevo all&#8217;intuizione di Gancia</h2>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-80d6-b5f5-e4801c894c8f" class="">La storia dell&#8217;Asti è intrecciata con quella delle colline piemontesi e con l&#8217;evoluzione dell&#8217;enologia italiana. Il <strong>Moscato bianco</strong> è coltivato in queste terre sin dal <strong>Medioevo</strong>, apprezzato per la sua aromaticità già nei trattati agronomici del Cinquecento. Nel 1700, articoli pubblicati a Losanna su vini e vigne di tutto il mondo attestano la rinomanza dei vini di Moscato di queste colline.</p>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-8061-b6fb-c613704d2e11" class="">La figura di <strong>Carlo Gancia</strong> è centrale nella storia della <strong>spumantizzazione</strong> del Moscato: negli anni Sessanta e Settanta dell&#8217;Ottocento Gancia applicò in Piemonte le tecniche apprese nello Champagne, avviando la produzione dell&#8217;Asti Spumante su scala industriale e trasformandolo in un vino celebrativo di portata internazionale.</p>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-80c2-936c-cd9c41328059" class="">Il <strong>Consorzio per la Tutela dell&#8217;Asti</strong> venne fondato nel <strong>1932</strong>. La denominazione ottenne il riconoscimento <strong>DOC</strong> (Denominazione di Origine Controllata) nel 1967 e venne elevata a <strong>DOCG</strong> (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) nel <strong>1993</strong>. Il suo disciplinare è stato aggiornato da ultimo con il decreto ministeriale 26 agosto 2024, con modifiche ordinarie applicabili dalla campagna vendemmiale 2024/2025.</p>
</div>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-8034-8112-c20430845a1d" class="">Il disciplinare DOCG: criteri di qualità e varietà</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8015-a94e-d39653eb5a56" class="">La <strong>DOCG &#8216;Asti&#8217;</strong> &#8211; tutelata come DOP (Denominazione d’Origine Protetta), ai sensi del regolamento (UE) 2024/1143 &#8211; è riservata ai vini che rispondono ai criterii stabiliti nel disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80ee-bee4-dd844ac78048" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>Asti’ o ‘Asti spumante’</strong>;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80b4-bab9-e24f87018f18" class="bulleted-list">
<li>‘Asti’ o ‘Asti spumante’ <strong>metodo classico</strong> (metodo tradizionale);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80d2-9157-c5b52bd688d1" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>Moscato d’Asti</strong>’;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80e8-ad6b-f726621a9bc1" class="bulleted-list">
<li>‘Moscato d’Asti <strong>vendemmia tardiva</strong>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80d8-b05c-ff42bdd8c04d" class="">Gli allegati al disciplinare stabiliscono ulteriori requisiti per le sottozone ‘Santa Vittoria d’Alba’ e ‘Strevi’ (disciplinare, articolo 1 &#8211; <em>Denominazione e vini</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80ef-8532-e8e8eab4a4c2" class="">I <strong>vigneti</strong> destinati alla produzione dei vini a Asti DOCG devono essere costituiti da:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80cc-b680-df6527c14941" class="bulleted-list">
<li><strong>Moscato bianco</strong>, per almeno il <strong>97%;</strong></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8017-aeb4-dc848599eebc" class="bulleted-list">
<li><strong>vitigni a bacca bianca aromatici</strong> idonei alla coltivazione in Piemonte, per il restante 3% (disciplinare, articolo 2 &#8211; <em>Base ampelografica</em>)<em>.</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80d9-8b08-f78f0bf4970f" class="">La <strong>zona di produzione</strong> delle uve si estende su 51 comuni nelle province di <strong>Alessandria</strong>, <strong>Asti</strong> e <strong>Cuneo</strong>, per una superficie vitata di circa <strong>9.800 ettari</strong> che rientrano nei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte riconosciuti <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO </strong>nel 2014 (disciplinare, articolo 3 &#8211; <em>Zona di produzione</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8038-9193-c5064b660151" class="">Le operazioni di appassimento e ammostamento, elaborazione, presa di spuma, stabilizzazione, affinamento, imbottigliamento e confezionamento devono avvenire nel territorio delle medesime province e nella frazione Pessione del comune di Chieri, in provincia di Torino (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-8014-8f0b-e13ffeae0164" class="">Norme per la viticoltura e rese massime</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8080-bbe3-c5e9884429d1" class="">I <strong>vigneti</strong> devono essere ‘<em>ubicati su dossi collinari di favorevole giacitura ed esposizione, preferibilmente calcarei, o calcareo-argillosi, con l&#8217;esclusione dei vigneti impiantati su terreni di fondovalle o pianeggianti, leggeri od umidi</em>’. Le norme per la viticoltura prevedono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80a0-acf6-dae148198298" class="bulleted-list">
<li><strong>densità minima di impianto</strong>: 4.000 ceppi per ettaro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80db-a789-faa01681c163" class="bulleted-list">
<li><strong>resa massima di uva per ettaro</strong>: 10 tonnellate, 6 t per il Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva; per la campagna 2025 il Consorzio ha deliberato una riduzione a 9 t per ettaro;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8022-be85-c5688c249291" class="bulleted-list">
<li>nel caso di superamento dei predetti limiti oltre il 20%, tutta la produzione perde il diritto alla DOCG;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80d8-b84d-f66b87e20109" class="bulleted-list">
<li>le uve destinate alla produzione del Moscato d’Asti vendemmia tardiva devono essere vendemmiate tardivamente e possono venire sottoposte ad <strong>appassimento</strong> in locali idonei;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8070-8fcb-e83e6bda880f" class="bulleted-list">
<li>il <strong>titolo alcolometrico minimo naturale delle uve</strong> deve essere: 9,00% vol per Asti o Asti spumante; 10,00% vol per lo spumante metodo classico e il Moscato d&#8217;Asti (al quale ultimo è concesso il 9,50% nelle annate con condizioni climatiche sfavorevoli); 12,00% per il Moscato d’Asti vendemmia tardiva (disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la viticoltura</em>)<em>.</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80a7-83af-fafc7cb1607d" class="">L&#8217;arte della vinificazione: dai mosti alla spumantizzazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8076-a982-c2dc4ac3a5f3" class="">‘<em>Nella </em><em><strong>vinificazione</strong></em><em> sono ammesse soltanto le pratiche locali, leali e costanti, tra cui in particolare:</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-800a-ae00-f194fba50604" class="bulleted-list">
<li><em>cernita delle uve quando necessario, eventuale diraspatura dei grappoli e loro normale pressatura;</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8034-80c0-eab7ebe3b953" class="bulleted-list">
<li><em>formazione in vasche della cosiddetta coperta e aggiunta al mosto di coagulanti e chiarificanti nelle dosi consuetudinarie (…);</em></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-80c7-9aba-ebc59db6a251" class="bulleted-list">
<li><em>conseguente decantazione del mosto seguita<br />
da filtrazioni o centrifugazioni dello stesso, e refrigerazioni</em>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80af-9617-f765095c4385" class="">Tali pratiche e in particolare la refrigerazione possono venire utilizzate per condurre le fermentazioni atte a ottenere nell’arco dell’intera annata il titolo alcolometrico volumico minimo previsto dal disciplinare, ‘<em>in modo da salvaguardare il giusto rapporto tra alcol effettivo e zuccheri residui</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-806f-80a8-cb6afbb94e1e" class="">La <strong>resa massima di uva in vino</strong> per la produzione dei vini Asti DOCG non deve essere superiore al 75%, 50% per il Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva. In caso di superamento, entro l’80% e il 55% la sola eccedenza perde il diritto alla DOCG; oltre tali soglie l’intera partita decade dalla denominazione.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80ac-b694-c95731d3eb6a" class="">La <strong>durata minima del processo di lavorazione</strong> per la presa di spuma del prodotto ‘Asti’ o ‘Asti spumante’ è stabilita, a seconda dei casi, in:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-806c-83fe-e0fb872dc1d3" class="bulleted-list">
<li><strong>un mese</strong>, compreso il periodo di affinamento in bottiglia, per il metodo della fermentazione naturale in autoclave (o <strong>metodo Martinotti</strong>);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="30e8112c-b3ab-8056-a9ca-d264e70ee15b" class="bulleted-list">
<li><strong>nove mesi</strong>, nella stessa azienda sin dalla costituzione della partita, per il <strong>metodo<br />
classico</strong> (metodo tradizionale), da effettuarsi con il metodo della fermentazione naturale in bottiglia. ‘<em>Il prodotto deve rimanere senza interruzione sulle fecce per il termine stabilito e separato dalle fecce mediante sboccatura</em>’.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80fa-b8be-d5ab5b25d046" class="">È proibita la pratica di arricchimento per il Moscato d’Asti <strong>vendemmia tardiva</strong>, che deve venire sottoposto a un periodo di <strong>affinamento</strong> di almeno <strong>un anno</strong>, calcolato a decorrere dal momento della preparazione (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>)<em>.</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80bd-ad33-e114741c66e8" class="">Caratteristiche dei vini</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-800c-9ae3-c42066a8103d" class="">Il disciplinare stabilisce all’articolo 6 le caratteristiche a cui i diversi vini Asti DOCG devono rispondere, all’atto dell’immissione al consumo, come da tabella a seguire.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-80b1-959b-de5ea4bc2b97">Caratteristiche tecniche DOCG Asti e Moscato d&#8217;Asti</h3>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="30e8112c-b3ab-8011-bfac-db8c1d6a22d2" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="30e8112c-b3ab-8095-9767-fa4926ef8ecd">
<th id="Rv@o" class="simple-table-header-color simple-table-header">Caratteristica</th>
<th id="wBo?" class="simple-table-header-color simple-table-header">Asti / Asti Spumante</th>
<th id="JG?a" class="simple-table-header-color simple-table-header">Asti Spumante Metodo Classico</th>
<th id="WIFa" class="simple-table-header-color simple-table-header">Moscato d&#8217;Asti</th>
<th id=";f_d" class="simple-table-header-color simple-table-header">Moscato d&#8217;Asti Vendemmia Tardiva</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="30e8112c-b3ab-805c-949e-eb82477ecc7f">
<td id="Rv@o" class="">Spuma</td>
<td id="wBo?" class="">Fine, persistente</td>
<td id="JG?a" class="">Fine, persistente</td>
<td id="WIFa" class="">— (Vivace/Sovrapressione max 2,5 bar)</td>
<td id=";f_d" class="">—</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-806e-846a-e36e209ef81c">
<td id="Rv@o" class="">Colore</td>
<td id="wBo?" class="">Da giallo paglierino a dorato tenue</td>
<td id="JG?a" class="">Da giallo paglierino a dorato assai tenue</td>
<td id="WIFa" class="">Paglierino giallo più o meno intenso</td>
<td id=";f_d" class="">Giallo dorato</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80f0-b995-d063ddcdc69b">
<td id="Rv@o" class="">Odore</td>
<td id="wBo?" class="">Caratteristico, delicato</td>
<td id="JG?a" class="">Caratteristico, spiccato, delicato</td>
<td id="WIFa" class="">Caratteristico e fragrante di Moscato</td>
<td id=";f_d" class="">Fruttato, intenso, uva appassita, note speziate</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-8068-92ff-d949bf1d7769">
<td id="Rv@o" class="">Sapore</td>
<td id="wBo?" class="">Caratteristico, equilibrato (da pas dosè a dolce)</td>
<td id="JG?a" class="">Caratteristico, equilibrato (da pas dosè a dolce)</td>
<td id="WIFa" class="">Dolce, aromatico, caratteristico</td>
<td id=";f_d" class="">Dolce, armonico, vellutato, sentori di miele</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-805c-a377-c2aa040c91b2">
<td id="Rv@o" class="">Titolo alcol tot. minimo*</td>
<td id="wBo?" class="">11,50% vol.</td>
<td id="JG?a" class="">12,00% vol.</td>
<td id="WIFa" class="">11,00% vol.</td>
<td id=";f_d" class="">14,00% vol.</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80be-a219-c6daaaecbdff">
<td id="Rv@o" class="">Alcol svolto*</td>
<td id="wBo?" class="">Min. 6,00% vol.</td>
<td id="JG?a" class="">Min. 6,00% vol.</td>
<td id="WIFa" class="">Tra 4,50% e 6,50% vol.</td>
<td id=";f_d" class="">Almeno 11,00% vol.</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-80d0-abfd-d43b1b34a22e">
<td id="Rv@o" class="">Acidità totale minima</td>
<td id="wBo?" class="">4,5 g/l</td>
<td id="JG?a" class="">6,0 g/l</td>
<td id="WIFa" class="">4,5 g/l</td>
<td id=";f_d" class="">4,5 g/l</td>
</tr>
<tr id="30e8112c-b3ab-8075-820e-f8d225eb7af2">
<td id="Rv@o" class="">Estratto secco minimo</td>
<td id="wBo?" class="">15,0 g/l</td>
<td id="JG?a" class="">17,0 g/l</td>
<td id="WIFa" class="">15,0 g/l</td>
<td id=";f_d" class="">22,0 g/l</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-8073-9289-ea2c08b029d2" class="">(*) L&#8217;alcol totale indica la gradazione complessiva del vino (alcol svolto + alcol potenziale da zuccheri residui). L&#8217;alcol svolto è l&#8217;alcol effettivamente presente nel prodotto; la distinzione è tipica dei vini a fermentazione parziale come Asti DOCG e Moscato d&#8217;Asti DOCG.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="30e8112c-b3ab-8084-8309-fb2eda62130d" class="">Etichettatura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="30e8112c-b3ab-80f7-97d5-e650521eb23c" class="">Nella designazione e presentazione dei vini Asti DOCG, o DOP, è <strong>vietata</strong> l&#8217;aggiunta di <strong>qualsiasi qualificazione</strong> diversa da quelle previste dal disciplinare, ivi compresi gli aggettivi superiore, riserva, extra, fine, selezionato, gran e similari.</p>
</div>
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<p id="30e8112c-b3ab-804d-9a08-e3af3c30767a" class="">È consentito l’uso del termine ‘<strong>vigna</strong>’, accompagnato dal relativo toponimo o nome tradizionale.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-807d-93bb-e09bcaa91d86" class="">Per tutti i vini della denominazione, ad esclusione delle tipologie spumanti, è <strong>obbligatoria</strong> l’indicazione dell’<strong>annata</strong> di produzione delle uve; per gli <strong>spumanti</strong> è ammessa l’indicazione <strong>facoltativa</strong> della <strong>data di sboccatura </strong>(disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Designazione e presentazione</em>).</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-806d-909b-c70a6efb4a67" class="">Versatilità nel calice: dalla cucina asiatica alla mixology</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-8072-b1a3-c3a332a9734b" class="">L&#8217;Asti DOCG si caratterizza per un colore <strong>giallo paglierino brillante</strong>, profumi intensamente <strong>fioriti e fruttati</strong> (pesca, albicocca, agrumi, fiori d&#8217;acacia, salvia) e un palato aromatico, fresco e invitante. La gradazione alcolica naturalmente contenuta — <strong>da 5 a 12 gradi</strong> a seconda della tipologia — lo rende versatile in contesti sempre più diversi.</p>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8085-b4ad-e23a31efbfb5" class="bulleted-list">
<li><strong>Dessert e pasticceria:</strong> perfetto con dolci a base di frutta, creme leggere, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/panettone-milano/">panettone</a>, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/pandoro-di-verona/">pandoro</a>, biscotti alle <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/frutta-secca/nocciole-italiane-qualita-salute/">nocciole</a> e pasticceria secca.</li>
</ul>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80b1-8d16-c94c26ef1704" class="bulleted-list">
<li><strong>Cucina asiatica e speziata:</strong> l&#8217;aromaticità e la dolcezza moderata si sposano con piatti thai, vietnamiti, sushi e dim sum, un abbinamento sempre più riconosciuto sui mercati del Far East.</li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80e7-b4ab-cd5b698f21d3" class="bulleted-list">
<li><strong>Mixology:</strong> la bassa gradazione e il profilo aromatico rendono l’Asti sempre più apprezzato come base o accompagnamento in cocktail contemporanei, un trend in forte crescita a livello globale.</li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8063-88aa-c65fab85fe37" class="bulleted-list">
<li><strong>Aperitivo e brunch:</strong> ideale come aperitivo leggero o per brunch festivi.</li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80b9-b102-f6c07de5f7a8" class="bulleted-list">
<li><strong>Formaggi freschi e frutta:</strong> contrasti equilibrati con caprini freschi, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/latticini/ricotta-italia-tradizione-nutrizione/">ricotta</a>, frutta estiva e frutti di bosco.</li>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-80e2-bd6d-f223ed1f53bf" class="">Guida per i buyer: sostenibilità, sottozone e mercati esteri</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-8019-8561-ea5d8115af5e" class="">Ai<strong> consumatori consapevoli </strong>si consiglia anzitutto di privilegiare l&#8217;offerta di produttori con <strong>certificazione biologica</strong> circa, per stimolare la conversione al bio dei vigneti piemontesi nella direzione dei più elevati standard di tutela dell’ambiente e della biodiversità. Le etichette di <strong>annate recenti</strong> consentono di cogliere la massima freschezza aromatica. Esplorare le <strong>sottozone</strong> &#8211; Canelli, Strevi, Santa Vittoria d&#8217;Alba &#8211; permette altresì di apprezzare le sfumature territoriali legate a microclima e composizione del suolo.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-8097-b246-f1d735bab468" class=""><strong>Per i buyer internazionali </strong>l&#8217;Asti DOCG rappresenta un asset strategico per portafogli di <strong>spumanti aromatici low-alcohol</strong>. Il contesto 2025-2026 richiede però una lettura attenta delle dinamiche: i dazi USA al 15% e la riduzione degli ordini russi rendono urgente la diversificazione verso <strong>Asia</strong> (Corea, Cina, Singapore) ed <strong>Europa centrale</strong> (Polonia, Grecia). Il canale <strong>HoReCa di fascia alta</strong> e la mixology rappresentano frontiere di crescita rilevanti, specialmente per il segmento premium. La squadra di <strong>GIFT – Great Italian Food Trade</strong> offre supporto specialistico nella selezione di fornitori di vini di eccellenza e nelle strategie di accesso ai mercati internazionali.</p>
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<h2 id="30e8112c-b3ab-805d-bc08-e370a5b4ae09" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="30e8112c-b3ab-80a3-831d-c7f0a59981e0" class="">In un mercato vinicolo globale in continua trasformazione, l&#8217;<strong>Asti DOCG </strong>si conferma un asset strategico grazie alla sua capacità di coniugare storia millenaria e flessibilità commerciale. Dalla tutela del paesaggio UNESCO all&#8217;apertura verso nuovi stili di consumo come la mixology e il fusion, la denominazione dimostra che la qualità certificata è la miglior risposta alle fluttuazioni geopolitiche. Per buyer e consumatori, scegliere Asti significa premiare una filiera che può innovare nel rispetto della biodiversità e della tradizione piemontese.</p>
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<p id="30e8112c-b3ab-8055-bbde-ceda8a9cc913" class=""><em>Redazione di GIFT (Great Italian Food Trade)</em></p>
<p><em>Credit cover: Consorzio Asti DOCG </em></p>
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<h3 id="30e8112c-b3ab-80fe-850c-e092d4c0bcd7">Riferimenti</h3>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8007-a735-f25258c30711" class="bulleted-list">
<li>ANSA. (2025, 11 gennaio). Consorzio Asti Docg, imbottigliato 2024 supera i 90 milioni. <a href="https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/01/11/consorzio-asti-docg-imbottigliato-2024-supera-i-90-milioni_9b471585-0e55-42b8-9adb-0ba89e7e965b.html">https://www.ansa.it/canale_terraegusto/notizie/vino/2025/01/11/consorzio-asti-docg-imbottigliato-2024-supera-i-90-milioni_9b471585-0e55-42b8-9adb-0ba89e7e965b.html</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8076-bb5b-c39c063c3c9d" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Asti DOCG. <a href="https://astidocg.it/">https://astidocg.it</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80c2-86e9-fe571aa6d020" class="bulleted-list">
<li>I Grandi Vini (2025, 12 dicembre). Asti Spumante e Moscato d’Asti: 25 milioni di bottiglie pronte a brindare alle feste in 100 Paesi. <a href="https://www.igrandivini.com/news/asti-spumante-e-moscato-asti-per-brindare-alle-feste/">https://www.igrandivini.com/news/asti-spumante-e-moscato-asti-per-brindare-alle-feste/</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-80a2-8a19-d18cc6abd771" class="bulleted-list">
<li>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-809e-bce7-ed9513ae184a" class="bulleted-list">
<li>Ministero dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (2024, 26 agosto). Disciplinare DOCG &#8216;Asti&#8217; – testo consolidato. <a href="https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21948">https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21948</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8075-8d9b-eb2d8e62b778" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2024/1143 of the European Parliament and of the Council of 11 April 2024 on geographical indications for wine, spirit drinks and agricultural products. <a href="https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj">https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2024/1143/oj</a></li>
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<ul id="30e8112c-b3ab-8021-94c4-e1abc5dcea68" class="bulleted-list">
<li>UNESCO World Heritage Centre. (2016). <em>Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato</em>. <a href="https://whc.unesco.org/en/list/1390/">https://whc.unesco.org/en/list/1390/</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/asti-docg-moscato-asti-guida-mercato-disciplinare/">Asti DOCG e Moscato d’Asti: guida a mercato, territorio e trend</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: guida all’eccellenza e alla sostenibilità</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 06:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vino italiano]]></category>
		<category><![CDATA[DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco]]></category>
		<category><![CDATA[Prosecco DOCG]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spumante]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=82828</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG è rappresenta il vertice qualitativo delle bollicine italiane, una sintesi perfetta tra un ecosistema collinare unico e un saper fare secolare. Definita come la ‘culla’ del Prosecco superiore, questa denominazione si distingue per un rigore produttivo che tutela l’identità del vitigno Glera e la biodiversità delle Rive. La presente guida [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/">Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: guida all’eccellenza e alla sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2ff8112c-b3ab-8024-9c94-e3dbfccdec30" class="">Il <strong>Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG</strong> è rappresenta il vertice qualitativo delle bollicine italiane, una sintesi perfetta tra un ecosistema collinare unico e un saper fare secolare. Definita come la ‘culla’ del Prosecco superiore, questa denominazione si distingue per un rigore produttivo che tutela l’identità del vitigno Glera e la biodiversità delle Rive. La presente guida analizza le caratteristiche tecniche, le basi storiche e l’impegno scientifico verso una viticoltura a basso impatto.</p>
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<h2 id="2ff8112c-b3ab-8011-9801-d50a78d25558" class="">Dinamiche di mercato e posizionamento internazionale</h2>
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<p id="2ff8112c-b3ab-8059-b993-e37e07dda249" class="">Nel <strong>2024</strong>, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG ha certificato <strong>90,5 milioni di bottiglie</strong> (Consorzio di Tutela, 2026), in lieve calo rispetto al precedente biennio record ma stabile grazie a 61.500 ettolitri stoccati per bilanciare domanda-offerta. Secondo il Rapporto Ismea-Qualivita 2025, nel 2024 questo spumante ha raggiunto il terzo posto tra i vini italiani a Indicazione Geografica, con vino sfuso a 170 milioni di euro (Ismea, 2025).</p>
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<p id="2ff8112c-b3ab-802b-a5f2-cb411f1ea151" class="">Per il <strong>2025</strong>, le vendite stimate raggiungono <strong>98 milioni di bottiglie</strong> (<strong>+8%</strong> sul 2024), spinte dalla promozione estera e domestica (Consorzio di Tutela, 2025a). Il valore totale del distretto ha tocca 1,8 miliardi di euro, con export 2024 a 238,2 milioni (Germania, UK, Austria leader).</p>
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<h2 id="2ff8112c-b3ab-80d7-83cf-def71489efa0" class="">L&#8217;eredità storica: un territorio modellato dalla vite</h2>
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<p id="2ff8112c-b3ab-8042-a2f2-fd081ebb2ec4" class="">L’area collinare del Conegliano Valdobbiadene Prosecco vanta una tradizione vitivinicola antichissima, documentata fin dall’<strong>epoca romana</strong> e celebrata nel <strong>VI secolo d.C.</strong> dal poeta e vescovo Venanzio Fortunato, che descriveva queste colline come una terra dove la vite prospera ininterrottamente. La vocazione ai vini bianchi è attestata da numerosi documenti, dagli <strong>Statuti coneglianesi</strong> del <strong>1282</strong> alle testimonianze dell’epoca veneziana e all’apprezzamento delle corti europee.</p>
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<p id="3008112c-b3ab-80b9-9a77-cbd6edfba517" class="">La prima citazione esplicita del <strong>Prosecco</strong> risale al <strong>1772</strong>, grazie a Francesco Maria Malvolti; nell’Ottocento il vitigno iniziò a essere coltivato in purezza, con contributi decisivi di studiosi come Balbi Valier e Semenzi. La tradizione si consolidò con la nascita, nel <strong>1876</strong> a Conegliano, della <strong>prima Scuola di Viticoltura ed Enologia d’Italia</strong>, seguita nel 1923 dalla Stazione Sperimentale.</p>
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<p id="3008112c-b3ab-8075-a4a0-c4277755f80c" class="">Nel <strong>1962</strong> i produttori si riunirono nel <strong>Consorzio di tutela</strong> e nel <strong>1969</strong> la denominazione ottenne la <strong>DOC</strong>, mentre nel <strong>2009</strong> fu riconosciuta la <strong>DOCG</strong>, vertice qualitativo del Prosecco. Tra le tappe simboliche, la <strong>prima Strada del vino italiana</strong> (<strong>1966</strong>), il distretto spumantistico regionale (2003) e l’inserimento nel <strong>2010</strong> nella lista prioritaria per il riconoscimento <strong>UNESCO </strong>(disciplinare Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, articolo 10 &#8211; <em>Legame con l’ambiente geografico</em>).</p>
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<h2 id="2ff8112c-b3ab-805e-b831-db1fd6059ae3" class="">Standard di produzione: la garanzia del disciplinare DOCG</h2>
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<h3 id="2ff8112c-b3ab-80bd-acd5-dc0dd0fbca60" class="">Denominazione e vini</h3>
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<p id="2ff8112c-b3ab-80b3-bef2-f349718c262a" class="">‘La denominazione d&#8217;origine controllata e garantita (DOCG) ‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’, o ‘Conegliano &#8211; Prosecco’ o ‘Valdobbiadene &#8211; Prosecco’, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:</p>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80f4-b399-e783371bdfc7" class="bulleted-list">
<li>‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’ (Categoria <strong>Vino</strong>);</li>
</ul>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-8064-85c4-c63e93cdc3ab" class="bulleted-list">
<li>‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’ frizzante (Categoria <strong>Vino Frizzante</strong>);</li>
</ul>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80d6-82d6-c422d3ddc558" class="bulleted-list">
<li>‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’ spumante, accompagnato dalla menzione <strong>superiore</strong> (Categoria Vino Spumante, Vino Spumante di Qualità e Vino Spumante di Qualità del tipo aromatico). Tale tipologia può essere accompagnata dalle seguenti menzioni:</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80fc-ab10-d1b4ef50551f" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>sui lieviti</strong>’;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2ff8112c-b3ab-80d8-a74b-df757a7fc0c7" class="bulleted-list">
<li>‘<strong>Rive</strong>’, purchè seguita con un riferimento geografico di cui all’allegato A.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-80dd-a23e-ecad00368ec6" class="">La menzione ‘<strong>Superiore di Cartizze</strong>’ è riservata al vino spumante ottenuto nella tradizionale sottozona, nei limiti ed alle condizioni stabilite nel disciplinare (disciplinare, articolo 1 &#8211; <em>Denominazione e vini</em>).</p>
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<div dir="auto">
<h3 id="2ff8112c-b3ab-80f7-b674-ea24597ec724" class="">Vitigni</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-808a-a4ac-e2393ad3c0f0" class="">I vini ‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’ devono venire ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti costituiti dal vitigno <strong>Glera</strong>; possono concorrere, in ambito aziendale, fino ad un massimo del <strong>15%</strong> le uve delle seguenti varietà, utilizzate da sole o congiuntamente: Verdiso, Bianchetta trevigiana, Perera e Glera lunga.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-8060-a9df-eab1a1dbbf11" class="">I vini destinati alla <strong>pratica tradizionale</strong> di spumantizzazione devono venire ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti iscritti allo schedario viticolo della DOCG, costituiti dai vitigni Pinot bianco, Pinot nero, Pinot grigio e Chardonnay, presi da soli o congiuntamente (disciplinare, articolo 2 &#8211; <em>Base ampelografica</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2ff8112c-b3ab-80d3-9a92-ffbb54983487" class="">Zona di produzione delle uve</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-80df-bf96-c2e515c928ce" class="">La zona di produzione delle uve è limitata alle colline trevigiane: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Susegana, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Follina, Miane, Vidor, Valdobbiadene.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-804f-a6a9-cf0ea53bfb6b" class="">Apposite delimitazioni sono stabilite per la sottospecificazione ‘Superiore di Cartizze’ (disciplinare, articolo 3 &#8211; <em>Zona di produzione delle uve</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2ff8112c-b3ab-8052-85e7-c7f009aa26ec" class="">Norme per la viticoltura</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-8055-84aa-d5753c47fdc1" class="">Le <strong>condizioni ambientali e di coltura</strong> dei vigneti ‘<em>devono essere quelle tradizionali della zona e, in ogni caso, atte a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. Sono pertanto da considerare idonei, ai fini dell&#8217;iscrizione allo schedario viticolo, soltanto i </em><em><strong>vigneti ben esposti</strong></em><em> ubicati su </em><em><strong>terreni collinari </strong></em><em>con esclusione dei vigneti di fondovalle, di quelli esposti a tramontana e di quelli di bassa pianura’</em>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-804c-a605-d6a304e8cec6" class="">I vigneti in coltura specializzata devono avere una ‘<em><strong>densità minima</strong></em><em> di 2500 ceppi per ettaro, calcolati sul sesto d’impianto</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-805d-8f1d-c7d5838dc39a" class="">La <strong>vendemmia</strong> delle uve destinate alla produzione dei vini spumanti ‘Superiore di Cartizze’, ‘Rive’ e ‘sui lieviti’ deve venire eseguita esclusivamente a mano.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-80d1-bbb0-cf922b6bbd37" class="">La <strong>resa massima</strong> di uva per ettaro in coltura specializzata non deve essere superiore a 13,5 tonnellate (12 t per il ‘Superiore di Cartizze’) e il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve deve essere di 9,50% vol. (9% per le uve destinate alla produzione di spumante superiore e frizzante. Disciplinare, articolo 4 &#8211; <em>Norme per la viticoltura</em>).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2ff8112c-b3ab-804c-86d0-c99f1d495703" class="">Vinificazione</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-801d-a10c-c52b4d35882f" class="">Le operazioni di <strong>vinificazione</strong> delle uve devono venire effettuate all&#8217;interno della zona di produzione, solo nel Comune di Valdobbiadene per il ‘Superiore di Cartizze’. Le operazioni di preparazione del vino spumante e frizzante, l’imbottigliamento e il confezionamento devono invece venire eseguite nel territorio della provincia di Treviso.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-80a4-906e-f7f786caac95" class="">La <strong>resa massima di uva in vino</strong> non deve essere superiore al 70% per tutte le tipologie. Qualora la resa uva/vino superi il limite di cui sopra, ma non il 75%, l&#8217;eccedenza non ha diritto alla denominazione d&#8217;origine.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2ff8112c-b3ab-8053-b4f2-f7b7b063078c" class="">Il ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ spumante <strong>superiore</strong> con il riferimento ‘<strong>sui lieviti</strong>’ &#8211; ottenuto per fermentazione in bottiglia senza separazione dei residui di fermentazione &#8211; deve venire messa al consumo dopo almeno <strong>novanta giorni di fermentazione</strong> e di permanenza sulle fecce dell’intera partita.</p>
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<p id="3008112c-b3ab-8036-bd7e-cac4987acf3e" class="">Il ‘Conegliano Valdobbiadene – Prosecco’ superiore con la menzione ‘<strong>Rive</strong>’ deve venire immessa al consumo a partire dall’<strong>1 marzo</strong> dell’anno successivo alla vendemmia (disciplinare, articolo 5 &#8211; <em>Norme per la vinificazione</em>).</p>
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<h3 id="2ff8112c-b3ab-8022-827f-ee6b1fcc7c01" class="">Caratteristiche organolettiche</h3>
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<p id="2ff8112c-b3ab-804b-a73f-d9127330b8fa" class="">I vini ‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’, all&#8217;atto dell&#8217;immissione al consumo devono rispondere a caratteristiche differenziate per ciascuna tipologia. In essenza :</p>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80c0-82a9-e4b1c31020da" class="bulleted-list">
<li><strong>spuma </strong>fine ed evanescente, o persistente, a seconda dei casi;</li>
</ul>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-800b-898c-fdd2a1a32cb0" class="bulleted-list">
<li><strong>colore</strong>: giallo paglierino più o meno intenso, brillante;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80d9-abc1-cb45e6432955" class="bulleted-list">
<li><strong>odore</strong>: caratteristico con profumo di fruttato, leggero o intenso a seconda dei casi;</li>
</ul>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-803e-bdbc-cd35a4b625b6" class="bulleted-list">
<li><strong>sapore</strong>: fresco, armonico, più o meno fruttato nelle varie tipologie, caratteristico;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80c8-b6e7-c5dcdededfba" class="bulleted-list">
<li><strong>titolo alcolometrico</strong> volumico totale minimo: 10,50% ovvero 11% vol (superiore), 11,50% per il ‘Superiore di Cartizze’ e il ‘Rive’;</li>
</ul>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-8006-a2cc-fb212ae11949" class="bulleted-list">
<li>acidità min 4,5 g/L.</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-8026-ba1f-c29e01356764" class="bulleted-list">
<li>estratto non riduttore minimo: 14,0 g/l (disciplinare, articolo 6 &#8211; <em>Caratteristiche</em> <em>per il consumo</em>).</li>
</ul>
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<h3 id="3008112c-b3ab-8012-86ba-d40858dba685" class="">Etichettatura e confezionamento</h3>
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<p id="3008112c-b3ab-8020-8173-fca0e3145df4" class="">Nell’<strong>etichettatura</strong> della sola tipologia <strong>spumante</strong> DOCG ‘Conegliano Valdobbiadene &#8211; Prosecco’ può venire omesso il riferimento alla denominazione ‘Prosecco’ ed alla menzione ‘superiore’. Il vino spumante ‘Superiore di Cartizze‘ può venire designato con la sola dizione ‘Valdobbiadene’ Superiore di Cartizze’.</p>
</div>
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<p id="3008112c-b3ab-807c-b5e4-f9d993593e9d" class="">L’etichetta del vino spumante può riportare il termine <strong>millesimato</strong>, ‘<em>purché il prodotto sia ottenuto con almeno l’85% del vino dell’annata di riferimento, che va indicata in etichetta</em>’. L&#8217;indicazione dell&#8217;<strong>annata</strong> è altresì obbligatoria per la menzione ‘Rive’ (disciplinare, articolo 7 &#8211; <em>Etichettatura</em>).</p>
</div>
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<p id="3008112c-b3ab-8011-a906-c0c8c24e3e22" class="">I vini ‘<em>possono venire presentati al consumo in recipienti di </em><em><strong>vetro</strong></em><em> di qualunque capienza prevista per legge. Fino a 12 litri sono ammesse solo le bottiglie in vetro, per colore e forma, tradizionalmente usate nella zona, la cui gamma colorimetrica può variare nelle diverse tonalità (…). Non è ammesso l’uso di materiali/dispositivi aderenti al vetro di alcuna forma e dimensione per rivestire il vetro (es. slive)</em>’ (disciplinare, articolo 8 &#8211; <em>Confezionamento</em>).</p>
</div>
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<h3 id="3008112c-b3ab-8094-ba7d-d1116db7a5a6" class="">Controlli</h3>
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<p id="3008112c-b3ab-80e3-81ea-d5faecfdb638" class="">La Società <strong>Valoritalia</strong> con sede in Thiene è l’organismo di controllo autorizzato dal ministero dell&#8217;agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) che effettua la ‘<em>verifica annuale del rispetto delle disposizioni del disciplinare mediante una metodologia dei </em><em><strong>controlli</strong></em><em> combinata (sistematica e a campione) nell’arco dell’intera filiera produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento)</em>’ (disciplinare, articolo 10 &#8211; <em>Riferimenti alla struttura di controllo</em>).</p>
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<h2 id="2ff8112c-b3ab-801f-8bf3-f86b836bf9a7" class="">Sostenibilità scientifica: protocollo SQNPI e indicatori ambientali</h2>
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<h3 id="2ff8112c-b3ab-8028-b138-d217a47c11bc" class="">Produzione integrata certificata</h3>
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<p id="2ff8112c-b3ab-809f-b06b-d3755d61c8c9" class="">Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG dimostra un impegno crescente verso la sostenibilità ambientale attraverso l’adozione di pratiche di produzione integrata certificate. Nel 2025 <strong>oltre il 52% della superficie vitata</strong> della Denominazione ha ottenuto la <strong>certificazione SQNPI</strong> (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), un riconoscimento volontario che attesta la gestione agronomica orientata alla <strong>riduzione</strong> dell’impiego di <strong>fertilizzanti e fitofarmaci</strong> e alla tutela della biodiversità. Questo progresso non è solo un dato statistico, ma rappresenta un passo verso l’<strong>obiettivo</strong> della <strong>totale certificazione dell’area</strong>, rafforzando il valore competitivo e reputazionale del territorio e contribuendo alla salvaguardia del paesaggio UNESCO e alla sua reputazione di modello di gestione vitivinicola responsabile (Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, 2026a).</p>
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<h3 id="2ff8112c-b3ab-80ef-aa62-f27dc1a7147f" class="">Life-Cycle Assessment (LCA)</h3>
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<p id="2ff8112c-b3ab-80ca-8658-f440466ecb38" class="">Il Progetto SOVANO – Sostenibilità e Innovazione nella filiera veneta uva-vino &#8211; rappresenta un’iniziativa strategica per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG finalizzata a tradurre la <strong>sostenibilità</strong> in <strong>dati scientificamente misurabili </strong>e a orientare concretamente l’intera filiera verso una maggiore efficienza ambientale. L’intervento adotta la metodologia <strong>LCA</strong> (Life Cycle Assessment) per quantificare con precisione sia la <strong>carbon footprint</strong> che la <strong>water footprint</strong> associate alla produzione, permettendo alle aziende di identificare i punti critici e intervenire con soluzioni tecniche mirate per ottimizzare risorse e ridurre impatti e costi operativi. Parte integrante del progetto è l’utilizzo di <strong>tecnologie di precisione</strong>, come l’impiego di droni in vigneto, che consentono di migliorare l’efficacia dei trattamenti e l’efficienza dei processi produttivi, sostenendo così la transizione verso gli obiettivi climatici europei e rafforzando la competitività del territorio con basi scientifiche solide (Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, 2026b).</p>
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<h2 id="2ff8112c-b3ab-8034-bf9d-fd80c42df8b0" class="">‘Buyer strategy’: orientarsi tra le menzioni e le selezioni premium</h2>
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<h3 id="3008112c-b3ab-80a3-a56c-ec9fe59b0118" class="">Per i ‘foodies’</h3>
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<p id="3008112c-b3ab-809b-8728-d44ce1067bb5" class="">Scegliere Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG<strong> biologici</strong> o da <strong>filiera sostenibile</strong> certificata garantisce qualità organolettica superiore, rispetto ambientale e sensazioni gustative raffinate. I produttori che adottano pratiche <strong>biodinamiche</strong> o bio certificate valorizzano ulteriormente l&#8217;identità del territorio, offrendo vini che esprimono autenticità e tipicità.</p>
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<p id="3008112c-b3ab-808a-9d49-f5c28372bd93" class="">Privilegiare le versioni <strong>Millesimato</strong> e <strong>Riserva</strong> , ovvero anche quella ‘sui lieviti’, consente di apprezzare la complessità evolutiva e il potenziale di invecchiamento di questo spumante d’eccezione.</p>
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<p id="3008112c-b3ab-8068-aa86-c138412dc64e" class=""><strong>Guida alle Eccellenze: Tipologie di Conegliano Valdobbiadene DOCG</strong></p>
</div>
<div dir="ltr">
<table id="3008112c-b3ab-80a2-be6f-cda32d52b10a" class="simple-table">
<thead class="simple-table-header">
<tr id="3008112c-b3ab-8098-b4d3-f4d107e1406c">
<th id="qgR^" class="simple-table-header-color simple-table-header">Tipologia</th>
<th id="CDAY" class="simple-table-header-color simple-table-header">Profilo Ideale</th>
<th id="syMI" class="simple-table-header-color simple-table-header">Plus Sostenibile</th>
</tr>
</thead>
<tbody>
<tr id="3008112c-b3ab-80ec-b1ea-f833f5c7fc9f">
<td id="qgR^" class="">Sui Lieviti</td>
<td id="CDAY" class="">Amanti dei vini ancestrali, secchi e torbidi.</td>
<td id="syMI" class="">Basso intervento in cantina.</td>
</tr>
<tr id="3008112c-b3ab-8015-ae34-c6fd18a0d9a0">
<td id="qgR^" class="">Rive</td>
<td id="CDAY" class="">Collezionisti e Wine Bar di nicchia.</td>
<td id="syMI" class="">Raccolta 100% manuale (viticoltura eroica).</td>
</tr>
<tr id="3008112c-b3ab-80d9-8aa0-f7ba461da421">
<td id="qgR^" class="">Cartizze</td>
<td id="CDAY" class="">Occasioni di lusso, fine pasto.</td>
<td id="syMI" class="">Massima espressione del terroir UNESCO.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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<h3 id="3008112c-b3ab-8066-8c25-c2842c85620e" class="">Per gli acquirenti internazionali</h3>
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<p id="3008112c-b3ab-8098-b037-c0ca042d8b7d" class="">La selezione di <strong>fornitori</strong> richiede competenze tecniche su disciplinari, certificazioni di prodotto, volumi disponibili e canali di <strong>distribuzione internazionale</strong>. In questo contesto, il team di <strong>GIFT – Great Italian Food Trade</strong> offre supporto qualificato per: individuare produttori affidabili, valutare sostenibilità ambientale e sociale delle produzioni, gestire relazioni commerciali solide e durature, favorendo partnership strategiche nel settore delle bollicine italiane premium.</p>
</div>
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<h2 id="3008112c-b3ab-80a8-b8ed-ea04b5781659" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="3008112c-b3ab-8040-a94d-d07ff4384cae" class="">Il futuro del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG risiede nella sua capacità di far coincidere il valore economico con la tutela del capitale naturale. Grazie a certificazioni integrate e modelli di misurazione dell&#8217;impatto ambientale, la Denominazione non offre solo un vino d&#8217;eccezione, ma un sistema territoriale resiliente e trasparente. Per i buyer e i consumatori globali, scegliere questa DOCG significa sostenere un modello di agricoltura di precisione che si afferma come riferimento d’eccellenza per l’intero Made in Italy agroalimentare.</p>
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<p id="2ff8112c-b3ab-8071-8e1a-f565ef357106" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover: Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG </em></p>
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<h3 id="2ff8112c-b3ab-80ba-a07a-c78cb76afcbf">Riferimenti</h3>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-8059-8f83-f917725250d4" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2026, 2 febbraio). Sostenibilità: certificato SQNPI il 52% della superficie della Denominazione. Prosecco.it. <a href="https://www.prosecco.it/it/sostenibilita-certificato-sqnpi-il-52-della-superficie/">https://www.prosecco.it/it/sostenibilita-certificato-sqnpi-il-52-della-superficie/</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-804f-8393-db2d0f8f7eb7" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2026, 30 gennaio). Progetto SOVANO al via. Prosecco.it. <a href="https://www.prosecco.it/it/progetto-sovano-al-via/">https://www.prosecco.it/it/progetto-sovano-al-via/</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="2ff8112c-b3ab-80da-ac5c-e49f5f9817aa" class="bulleted-list">
<li>Consorzio di Tutela del Vino Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. (2025, 23 dicembre). Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco cresce raccontando il suo territorio: il 2025 si chiude a 98 milioni di bottiglie. Prosecco.it. <a href="https://www.prosecco.it/it/il-conegliano-valdobbiadene-prosecco-cresce-raccontando-il-suo-territorio-il-2025-si-chiude-a-98-milioni-di-bottiglie/">https://www.prosecco.it/it/il-conegliano-valdobbiadene-prosecco-cresce-raccontando-il-suo-territorio-il-2025-si-chiude-a-98-milioni-di-bottiglie/</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2ff8112c-b3ab-803d-a075-ec806b03155a" class="bulleted-list">
<li>Ismea &amp; Fondazione Qualivita. (2025). <em>Rapporto ISMEA-Qualivita 2025 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP, IGP e STG</em> (23a ed.). Edizioni Qualivita. <a href="https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download">https://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/1%252Fe%252F8%252FD.fefdd2e7c08546544955/P/BLOB%3AID%3D13512/E/pdf?mode=download</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2ff8112c-b3ab-80ba-ade4-caac4a310dbd" class="bulleted-list">
<li>Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. (2022). Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” [PDF]. Valoritalia.it. <a href="https://www.valoritalia.it/wp-content/uploads/2022/10/Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco-1.pdf">https://www.valoritalia.it/wp-content/uploads/2022/10/Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco-1.pdf</a></li>
</ul>
</div>
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<ul id="3008112c-b3ab-809b-afde-c5876889ff97" class="bulleted-list">
<li>UNESCO, Commissione Nazionale Italiana. (2019, 2 settembre). Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. UNESCO.it. <a href="https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/le-colline-del-prosecco-di-conegliano-e-valdobbiadene/">https://www.unesco.it/it/unesco-vicino-a-te/siti-patrimonio-mondiale/le-colline-del-prosecco-di-conegliano-e-valdobbiadene/</a></li>
</ul>
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<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/vino-italiano/conegliano-valdobbiadene-prosecco-docg-guida-sostenibilita/">Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG: guida all’eccellenza e alla sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pizza Napoletana STG: la tradizione in un nome protetto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 09:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pizza]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Mozzarella di Bufala DOP]]></category>
		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://gift.vivian.company/pizza-napoletana/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una pizza napoletana STG è una pizza capace di esaltare l'incontro di farina, lievito di birra, acqua naturale, olio d'oliva extravergine, mozzarella di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/">Pizza Napoletana STG: la tradizione in un nome protetto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2e48112c-b3ab-8010-97a2-c8b13197e539" class="">Cosa rende ‘vera’ una Pizza Napoletana? Al di là del mito, la risposta è racchiusa in un rigoroso disciplinare europeo: la <strong>Specialità Tradizionale Garantita (STG)</strong>. A differenza di altri marchi, la STG non protegge il ‘dove’ viene fatta la pizza, ma il ‘<strong>come’. </strong>Questo articolo analizza in modo puntuale ciò che distingue l&#8217;icona di Napoli da ogni altra imitazione nel mondo. Esploreremo i pilastri del metodo autentico:</p>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8020-b152-e6924f5c2451" class="bulleted-list">
<li><strong>la scienza degli ingredienti</strong>. Dalla forza specifica delle farine (W) alla qualità dei pomodori pelati e della Mozzarella di Bufala Campana DOP;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-806f-be77-e5a8b859f8b4" class="bulleted-list">
<li><strong>l&#8217;arte della lavorazione</strong>. Una tecnica che proibisce l&#8217;uso del mattarello, imponendo una formatura esclusivamente manuale per ottenere il celebre cornicione alveolato;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8080-a48c-e78801599e54" class="bulleted-list">
<li><strong>il rito della cottura</strong>. I segreti del forno a legna, dove il calore estremo trasforma l&#8217;impasto in soli 60-90 secondi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2e48112c-b3ab-80a6-86da-d8f58bf2313d" class="">L&#8217;originalità di questa analisi risiede nel guardare oltre la ricetta: esaminiamo come le nuove leggi europee sulla ‘<strong>riserva del nome’</strong> stiano cambiando le regole del gioco. Se da un lato il nome ‘Pizza Napoletana’ è oggi più protetto che mai, dall&#8217;altro questa rigidità pone sfide inedite per le pizzerie artigianali e le industrie italiane di eccellenza.</p>
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<div dir="auto">
<h2 id="2e48112c-b3ab-80e8-961e-f19b59aef1df" class="">Pizza Napoletana, le origini storiche</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80b9-9b32-cff57a63723d" class="">Prime testimonianze</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8057-be11-f14783303b9c" class="">La nascita della Pizza Napoletana può essere collocata <strong>tra il 1715 e il 1725</strong>, periodo in cui il pomodoro iniziò a venire utilizzato come condimento per il disco di pasta lievitata. Vincenzo Corrado, cuoco generale del principe Emanuele di Francavilla, fu tra i primi a documentare l&#8217;impiego del pomodoro per condire la pizza, equiparandola ai maccheroni nella tradizione culinaria napoletana.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8048-81a3-f66d3bc15423" class="">Evoluzione delle pizzerie</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-803d-84ef-c1e336a4c270" class="">Le <strong>prime pizzerie</strong> nacquero <strong>a Napoli nel XVIII secolo</strong>, trasformandosi da semplici botteghe in veri e propri locali dedicati esclusivamente alla preparazione della pizza. Un momento cruciale nella storia di questo prodotto fu quando Ferdinando di Borbone, re di Napoli, infranse l&#8217;etichetta di corte per assaggiare personalmente la pizza in una delle più rinomate pizzerie cittadine, sdoganando definitivamente questo piatto popolare.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80fb-8781-d76a40eb5abf" class="">La Pizza Margherita e la Marinara</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-803b-a1fb-f00d36cad359" class="">Le due varianti più celebri della tradizione napoletana sono la ‘<strong>Marinara</strong>’, nata nel 1734, e la ‘<strong>Margherita</strong>’, risalente al periodo 1796-1810. Quest&#8217;ultima divenne particolarmente famosa nel 1889, quando fu servita alla Regina d&#8217;Italia Margherita di Savoia durante una visita a Napoli. I suoi <strong>colori</strong> – rosso del pomodoro, bianco della mozzarella e verde del basilico – richiamano quelli della <strong>bandiera italiana</strong>, contribuendo al suo successo simbolico.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-802e-aaad-df9f24d15ebf" class="">Il disciplinare di produzione STG</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8099-b43c-da3070f95c1a" class="">Materie prime di base</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-804f-8f53-e1d4c3b66cad" class="">Il disciplinare stabilisce con precisione gli ingredienti fondamentali per la Pizza Napoletana STG. Gli <strong>ingredienti di base </strong>sono:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8091-a4a6-d60a96d2c903" class="bulleted-list">
<li>farina di grano tenero (W 220-380);</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-80f3-9c30-d7ce6a0fc3f3" class="bulleted-list">
<li>lievito di birra;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-805f-8e0e-de66f276951d" class="bulleted-list">
<li>acqua naturale potabile;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8046-bd3a-de5926cbb69b" class="bulleted-list">
<li>pomodori pelati e/o pomodorini freschi;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-80a6-9d10-ed1a2662ab42" class="bulleted-list">
<li>sale marino o sale da cucina;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8035-9d33-df73117c31d8" class="bulleted-list">
<li>olio extra vergine di oliva.</li>
</ul>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80f4-850c-df9403a4fae6" class="">Gli<strong> ingredienti complementari </strong>sono invece:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8080-ba10-dce2231029c6" class="bulleted-list">
<li>aglio e origano (per la Marinara);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8014-9835-d4b5391d965d" class="bulleted-list">
<li>Mozzarella di Bufala Campana DOP;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f1-8781-ed72368fbf29" class="bulleted-list">
<li>Mozzarella STG;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-801d-a277-fc29ddb36359" class="bulleted-list">
<li>basilico fresco (per la Margherita).</li>
</ul>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80af-957b-dd4fd5ce5e7f" class="">Il metodo di produzione</h3>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80cc-b46e-df767a93a7f1" class="">1. Preparazione dell&#8217;impasto</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80bd-b0e5-fbdbba7a030b" class="">L’<strong>impasto di base</strong> viene realizzato mescolando 1 litro d&#8217;acqua con 50-55 grammi di sale marino, aggiungendo il 10% della farina totale prevista (1800 grammi con forza W 220-380) e stemperando 3 grammi di lievito di birra. L&#8217;operazione di miscelazione deve durare 10 minuti, seguita da 20 minuti di lavorazione nell&#8217;impastatrice, preferibilmente a forcella, a bassa velocità, fino a ottenere una massa compatta.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-8069-b814-e3a68264cec0" class="">La <strong>farina</strong> per la Pizza Napoletana deve assorbire dal 50 al 55% del suo peso in acqua. L&#8217;impasto finale deve presentarsi non appiccicoso, morbido ed elastico, con una temperatura che non deve surriscaldarsi durante la lavorazione.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-803f-a9b4-dbd953d1a769" class="">Il disciplinare specifica altresì le <strong>caratteristiche tecniche </strong>della farina: W: 220-380; P/L: 0,50-0,70; assorbimento: 55-62; stabilità: 4-12; falling number (Indice di Hagberg): 300-400; glutine secco: 9,5-11 g%; proteine: 11-12,5 g%</p>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8099-8fed-e8dcd9df62ea" class="">2. Lievitazione</h3>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80ba-9fc7-ea04236a6775" class="">La<strong> lievitazione </strong>deve avvenire <strong>in due fasi</strong>:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8049-9847-e8768d780e7c" class="bulleted-list">
<li>in una prima fase l&#8217;impasto riposa per 2 ore su un tavolo da lavoro, coperto da un panno umido per evitare la formazione di crosta superficiale. Al termine, il pizzaiolo forma manualmente i panetti, che devono pesare tra 180 e 250 grammi;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80de-b21e-c38f8a2d28aa" class="bulleted-list">
<li>in una <strong>seconda fase</strong> i panetti lievitano in cassette per alimenti per almeno 4-6 ore a temperatura ambiente, risultando pronti per l&#8217;utilizzo entro le 6 ore successive.</li>
</ul>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-808a-a08e-fc7c96f6f109" class=""><strong>Le caratteristiche dell&#8217;impasto</strong>, con una tolleranza ±10%, sono definite nei seguenti termini: temperatura di fermentazione 25°C; pH finale: 5,87; acidità totale 0,14; densità: 0,79 g/cm³ (+34%).</p>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8077-82eb-fd6e93d19803" class="">3. Formatura</h3>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-8000-a6c6-eee0a2fff692" class="">Dopo la lievitazione, il panetto viene estratto dalla cassetta e posto su un leggero strato di farina. Con un movimento dal centro verso l&#8217;esterno e la pressione delle dita, il pizzaiolo forma un <strong>disco di pasta</strong> con spessore centrale non superiore a 0,4 cm (tolleranza +10%) e un <strong>bordo</strong> (cornicione) di 1-2 cm. Il disciplinare vieta espressamente l&#8217;utilizzo di matterello o presse meccaniche, richiedendo esclusivamente la lavorazione manuale.</p>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80cb-a0b6-eee35b34e55b" class="">4. Farcitura</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c1-b520-c60b195b1b9f" class="">Il disciplinare prevede tre varianti ufficiali:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8091-9f71-fe8044f4a3c7" class="bulleted-list">
<li><strong>Pizza Marinara. </strong>70-100 g di pomodori pelati frantumati, sale, origano, aglio tagliato a fettine, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f3-a2ec-dcdbba059d1d" class="bulleted-list">
<li><strong>Pizza Margherita</strong> (con Mozzarella di Bufala Campana DOP). 60-80 g di pomodori pelati/pomodorini freschi, sale, 80-100 g di <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/formaggi/bufala-campana-dop/">Mozzarella di Bufala Campana DOP</a> a listelli, foglie di basilico fresco, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%);</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-804a-8847-df6932624f04" class="bulleted-list">
<li><strong>pizza Margherita </strong>(con Mozzarella STG). 60-80 g di pomodori pelati, sale, 80-100 g di Mozzarella STG a listelli, foglie di basilico fresco, 4-5 g di olio extravergine di oliva (tolleranza +20%).</li>
</ul>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80bf-afc5-de4fd8771e25" class="">5. Cottura</h3>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80b4-91ef-de22851e39c6" class="">La cottura rappresenta il momento più critico e caratterizzante del processo. La Pizza Napoletana STG deve venire cotta <strong>esclusivamente in forni a legna</strong>, ove devono venire raggiunte temperature elevate e specifiche.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-8044-8a39-e20c6602c98e" class="">I <strong>parametri di cottura</strong> riguardano la temperatura della platea del forno (circa 485°C) e della sua volta (circa 430°C), la temperatura raggiunta dalla pasta (60-65°C), dal pomodoro (75-80°C), dall&#8217;olio (75-85°C) e dalla mozzarella (65-70°C), e il tempo di cottura (60-90 secondi).</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-8036-9ed4-ed5c2fdb0fba" class="">Durante la cottura, il pizzaiolo deve controllare costantemente la pizza, ruotandola verso il fuoco e utilizzando sempre la stessa zona di platea per garantire una cottura uniforme.</p>
</div>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8077-9a4a-e7b969c87ee4" class="">Caratteristiche del prodotto finale</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8061-aedd-f2a8bf1d6fae" class="">Descrizione fisica</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8059-967e-fae255a7fbc1" class="">La Pizza Napoletana STG si presenta come un prodotto tondeggiante con diametro massimo di 35 cm, caratterizzato da:</p>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-8080-8b80-f56990ab0713" class="bulleted-list">
<li><strong>cornicione</strong> (bordo) rialzato (1-2 cm), di colore dorato, morbido al tatto;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80f8-853a-fc1bcd481661" class="bulleted-list">
<li><strong>al centro</strong>, spessore di 0,4 cm (tolleranza +10%), coperto dalla farcitura;</li>
</ul>
</div>
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<ul id="2e48112c-b3ab-806b-8b37-db0fdb7ffb9c" class="bulleted-list">
<li><strong>consistenza generale </strong>morbida, elastica, facilmente piegabile ‘a libretto’.</li>
</ul>
</div>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-80ab-8323-cb9c3665c39b" class="">Aspetto visivo</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8027-9d42-e2d929bd1d72" class="">La pizza presenta un <strong>contrasto cromatico distintivo</strong>: il cornicione dorato tipico dei prodotti da forno, il rosso intenso del pomodoro cosparso di olio extra vergine d’oliva, il bianco dell&#8217;aglio o della mozzarella a chiazze, il verde dell&#8217;origano o del basilico,.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8035-a8f4-d36cba0bf367" class="">Caratteristiche organolettiche</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8061-94ea-c7eda2abbf88" class=""><strong>Gusto</strong> caratteristico e sapido, con il cornicione che ricorda il pane ben lievitato e cotto, mescolato al sapore acidulo del pomodoro e ai sapori degli ingredienti specifici.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80a0-a05b-dd13ffead8f2" class=""><strong>Aroma</strong>. Profumo caratteristico, fragrante, con note intense di origano, aglio o basilico a seconda delle varianti.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c3-a4c2-cc83dc03a0b6" class=""><strong>Consistenza </strong>morbida al taglio, elastica, con una texture che bilancia la croccantezza superficiale del cornicione con la morbidezza dell&#8217;interno.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8059-b112-f51c86d1c4e7" class="">Conservazione e consumo</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8055-bfdc-f0b270aa1adb" class="">Secondo il disciplinare, la Pizza Napoletana STG deve venire consumata immediatamente dopo la cottura, preferibilmente nello stesso locale di produzione. Il regolamento vieta esplicitamente il congelamento, surgelamento o confezionamento sottovuoto per vendita successiva, così da garantire l&#8217;autenticità dell&#8217;esperienza gastronomica tradizionale e al contempo precluderla a chi aspiri a provarla in diversi contesti.</p>
</div>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8048-9d4d-f65b00a15360" class="">Il logo ufficiale</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8093-8548-c251b90d9ebf" class="">Il <strong>logo ufficiale</strong> della Pizza Napoletana STG è costituito da un&#8217;immagine ovale orizzontale bianca con contorno grigio chiaro, che rappresenta un piatto contenente una pizza stilizzata ma realistica, con i suoi classici ingredienti in vista: pomodoro, mozzarella, basilico e olio extra vergine d&#8217;oliva. Un&#8217;ombra verde, sotto il piatto, richiama i colori della bandiera italiana.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-8089-ac43-d9befb5c4549" class="">Sovrapposto al piatto compare un rettangolo rosso con angoli arrotondati con la scritta bianca ‘PIZZA NAPOLETANA STG’, con sopra ‘Specialità Tradizionale Garantita’ e sotto ‘Prodotta secondo la Tradizione napoletana’. Quest&#8217;ultima dicitura e l&#8217;acronimo STG vengono tradotti nella lingua del Paese di produzione.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-8040-bfac-c47fc167de5e" class="">STG, la tutela in UE e i suoi paradossi</h2>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-805c-8e82-e93f0e7cad3c" class="">Evoluzione del riconoscimento STG</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e9-b3b4-f4d800880236" class="">Il regolamento (UE) n. 97/2010 ha riconosciuto la Pizza Napoletana come Specialità Tradizionale Garantita senza riserva del nome, tramite . Ciò significa che il nome ‘Pizza Napoletana’ poteva venire utilizzato anche dai produttori che non seguivano il disciplinare, ma solo chi rispettava tutti i requisiti poteva apporre il logo STG.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c2-9760-f27a3f5ab866" class="">Il regolamento (UE) 2022/2313 ha poi rafforzato la protezione con la ‘<strong>riserva del nome</strong>’, rendendo di fatto illegale l&#8217;uso della denominazione ‘Pizza Napoletana’ su qualsiasi prodotto che non rispetti il disciplinare e sia certificato da un ente terzo, con il rischio di applicazione di sanzioni amministrative in caso di violazioni.</p>
</div>
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<p id="2e48112c-b3ab-80c8-928e-dd80eb7112f5" class="">La riforma della disciplina delle Indicazioni Geografiche, intervenuta con il regolamento (UE) 2024/1143, non ha peraltro rafforzato la tutela legale delle STG che rimane molto debole rispetto alle Denominazioni d’Origine Protette (DOP) e alle Indicazioni Geografiche Protette (IGP), anche a livello di controlli ufficiali.</p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8019-8eb6-ef75db276bec" class="">Paradossi e dibattiti</h3>
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<p id="2e48112c-b3ab-8081-aef2-d34c695407e4" class="">La riserva del nome, paradossalmente, ha generato <strong>dibattiti</strong> all&#8217;interno della stessa comunità napoletana. L’adesione al disciplinare, redatto nel 2010 in collaborazione con l&#8217;Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) e l&#8217;Associazione Pizzaiuoli Napoletani (APN), presenta infatti oneri non trascurabili e costi di <strong>certificazione e controlli</strong>.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e7-93dd-e2a196535307" class="">Si aggiungono alcune <strong>rigidità</strong>, che possono escludere molte pizzerie napoletane in Italia e all’estero. Sia per la scelta degli ingredienti &#8211; quali farine alternative (es. grani antichi, multicereali), o mozzarelle altrettanto pregiate bensì diverse dalla Mozzarella di Bufala Campana DOP o Mozzarella STG, non sempre e ovunque disponibili &#8211; sia per metodi di lievitazione innovativi che non trovano spazio nel disciplinare attuale.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-80e5-a644-d219cdec9ed5" class="">La <strong>diffusione effettiva</strong> di pizzerie certificate con il logo STG rimane perciò estremamente limitata rispetto all&#8217;uso generalizzato del nome ‘Pizza Napoletana’. Con l’ulteriore <strong>paradosso</strong> che i produttori italiani di pizze congelate e surgelate, a differenza dei loro concorrenti extra-UE, non possono più utilizzare la denominazione ‘Pizza Napoletana’ per promuovere i loro prodotti sui mercati internazionali.</p>
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<h2 id="2e48112c-b3ab-807e-be2d-f2792d98a7cb" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2e48112c-b3ab-8025-90e6-dc636641166b" class="">La Pizza Napoletana STG rappresenta un caso emblematico della tensione tra tutela della tradizione e dinamismo dell&#8217;innovazione gastronomica. Il riconoscimento europeo, con i limiti intrinseci dello strumento STG nel Regolamento (UE) 2024/1143, assolve principalmente un <strong>valore culturale</strong>: codificare e tramandare un patrimonio culinario che ha attraversato tre secoli di storia. In linea con il successivo riconoscimento UNESCO dell&#8217;Arte del pizzaiuolo napoletano come Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità, nel 2017.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-805b-bfc6-c8c9f08f14c7" class="">Questo riconoscimento costituisce un archivio vivente di conoscenze artigianali, un riferimento per la formazione professionale e un simbolo identitario celebrato a livello mondiale. La sfida futura sarà trovare un equilibrio tra la preservazione dell&#8217;autenticità tradizionale e l&#8217;apertura alle evoluzioni contemporanee e dei mercati che la pizza napoletana e italiana continua a sperimentare in tutto il mondo, mantenendo vivo lo spirito innovativo che da sempre caratterizza la sua cultura gastronomica.</p>
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<p id="2e48112c-b3ab-8064-bc3f-feaf07fe4fb1" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
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<h3 id="2e48112c-b3ab-8038-ab5a-f0eb5a4792d3">Bibliografia</h3>
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<ul id="2e48112c-b3ab-80b3-bec7-c9bee6be80e7" class="bulleted-list">
<li>Commissione Europea. (2010). Regolamento (UE) n. 97/2010 della Commissione del 4 febbraio 2010 relativo all&#8217;iscrizione di una denominazione nel registro delle specialità tradizionali garantite [Pizza Napoletana (STG)]. Gazzetta Ufficiale dell&#8217;Unione Europea, L 34/7. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0097">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010R0097</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8003-a441-d78c2917a27d" class="bulleted-list">
<li>Commissione Europea. (2022). Regolamento di esecuzione (UE) 2022/2313 della Commissione del 28 novembre 2022 relativo all&#8217;iscrizione di una denominazione nel registro delle specialità tradizionali garantite [Pizza Napoletana (STG)]. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R2313">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32022R2313</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-803c-92af-f9d439fd0472" class="bulleted-list">
<li>Parlamento Europeo e Consiglio. (2024). Regolamento (UE) 2024/1143 del Parlamento europeo e del Consiglio del 11 aprile 2024 relativo alle indicazioni geografiche dell&#8217;Unione europea per vini, bevande spiritose e prodotti agricoli, e ai sistemi di qualità per i prodotti agricoli. <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R1143">https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32024R1143</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-8093-9637-f2833e5b472e" class="bulleted-list">
<li>Repubblica Italiana. (2010). Disciplinare di produzione della Specialità Tradizionale Garantita &#8220;Pizza Napoletana&#8221;. <em>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana</em>, Serie generale n. 56, 9 marzo 2010, pp. 42-47. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=10A0276000100010110013&amp;dgu=2010-03-09&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-03-09&amp;art.codiceRedazionale=10A02760&amp;art.num=1&amp;art.tiposerie=SG">https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=10A0276000100010110013&amp;dgu=2010-03-09&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2010-03-09&amp;art.codiceRedazionale=10A02760&amp;art.num=1&amp;art.tiposerie=SG</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2e48112c-b3ab-80dd-88bc-f14f0989bd89" class="bulleted-list">
<li>UNESCO. (2017). Art of Neapolitan ‘Pizzaiuolo’. (Nomination file No. 00722) [Intangible Cultural Heritage]. <a href="https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722">https://ich.unesco.org/en/RL/art-of-neapolitan-pizzaiuolo-00722</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/prodotti-da-forno/pizza/pizza-napoletana/">Pizza Napoletana STG: la tradizione in un nome protetto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cucina italiana riconosciuta da UNESCO</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cucina-italiana-unesco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 15:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[agrobiodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[cucina italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=82024</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 10 dicembre 2025 segna una data storica per l&#8217;Italia e per il mondo della gastronomia: la cucina italiana è stata ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell&#8217;Umanità UNESCO. La decisione del Comitato Intergovernativo dell&#8217;UNESCO, riunito a Nuova Delhi, rappresenta un riconoscimento senza precedenti: per la prima volta un&#8217;intera tradizione culinaria nazionale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/cucina-italiana-unesco/">La cucina italiana riconosciuta da UNESCO</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2c68112c-b3ab-804e-aa26-cdfd3b1cb4ac" class="">Il 10 dicembre 2025 segna una data storica per l&#8217;Italia e per il mondo della gastronomia: la <strong>cucina italiana</strong> è stata ufficialmente iscritta nella Lista Rappresentativa del <strong>Patrimonio Culturale</strong> <strong>Immateriale dell&#8217;Umanità</strong> <strong>UNESCO</strong>. La decisione del Comitato Intergovernativo dell&#8217;UNESCO, riunito a Nuova Delhi, rappresenta un riconoscimento senza precedenti: per la prima volta <strong>un&#8217;intera tradizione culinaria</strong> nazionale viene <strong>valorizzata nella sua totalità</strong>, anziché limitatamente a singoli alimenti o filiere (CNN, 2025; Euronews, 2025).</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-806d-88df-fd5ef62949ef" class="">Un riconoscimento senza precedenti</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-807d-b684-ca72c4aa6571" class="">La candidatura ‘<strong>Cucina italiana fra sostenibilità e diversità bio-culturale</strong>’ (<em>Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity</em>) è di per sé unica poiché esprime il connubio tra cultura e società, produzione e territori.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-80b3-b949-d08bf14106a5" class="">Il riconoscimento UNESCO definisce la cucina italiana come ‘<em>una miscela culturale e sociale di </em><em><strong>tradizioni culinarie</strong></em><em>, un modo di </em><em><strong>prendersi cura di sé e degli altri</strong></em><em>, esprimere amore e riscoprire le proprie radici culturali</em>’ (UNESCO, 2025).</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80fa-b267-f752322a2a0d" class="">Il percorso verso il riconoscimento</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-80a3-8623-e3bdb05fb694" class="">La <strong>candidatura</strong>, presentata nel 2020 e formalmente avanzata nel 2023, è stata promossa dal Collegio Culinario associazione culturale per l&#8217;enogastronomia italiana in collaborazione con Casa Artusi, l&#8217;Accademia Italiana della Cucina e la rivista <em>La Cucina Italiana</em>. Il dossier, curato dal giurista Pier Luigi Petrillo, docente di Cultural Heritage and Food all’Università LUISS Guido Carli, ha dimostrato gli sforzi significativi compiuti dalle comunità negli ultimi sessant&#8217;anni nel preservare e trasmettere la tradizione culinaria italiana.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-80eb-aafb-dd550f1901a7" class="">Il 2024 ha rappresentato l&#8217;anno cruciale del processo di valutazione, con il dossier analizzato come ‘<em><strong>un ecosistema culturale</strong></em><em> difficile da definire e proprio per questo unico</em>’ (La Presse, 2025). Durante la IX Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, dedicata alla dieta mediterranea e alla salute, la candidatura ha ricevuto una promozione capillare nelle sedi diplomatiche e culturali globali. Il primo via libera tecnico dell&#8217;UNESCO è arrivato nel novembre 2025, a conferma della solidità e della rilevanza culturale del dossier italiano.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80d7-a10d-efc89eef3a12" class="">Il valore culturale e sociale della cucina italiana</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-80a8-8a35-f28e183f8f46" class="">L&#8217;UNESCO ha evidenziato come il cucinare all&#8217;italiana favorisca ‘<em>l&#8217;</em><em><strong>inclusione sociale</strong></em><em>, promuovendo il </em><em><strong>benessere</strong></em><em> e offrendo un canale per l&#8217;</em><em><strong>apprendimento intergenerazionale</strong></em><em> permanente, rafforzando i </em><em><strong>legami</strong></em><em>, incoraggiando la </em><em><strong>condivisione</strong></em><em> e promuovendo il senso di appartenenz</em>a’ (UNESCO, 2025). La pratica culinaria italiana è radicata in <strong>ricette anti-spreco</strong> e nella trasmissione di <strong>sapori, abilità e ricordi</strong> attraverso le generazioni.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-8044-b69b-c92612af48af" class="">Come documentato nella pagina ufficiale UNESCO, la cucina italiana rappresenta un&#8217;attività comunitaria che enfatizza l&#8217;intimità con il cibo, il <strong>rispetto per gli ingredenti</strong> e i <strong>momenti condivisi</strong> attorno alla tavola. Persone di tutte le età e generi partecipano attivamente, scambiando ricette, suggerimenti e storie, con i nonni che spesso tramandano piatti tradizionali ai nipoti.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-80c0-90f5-dfc606e4bfda" class="">Il riconoscimento sottolinea inoltre come la pratica culinaria aiuti a <strong>salvaguardare espressioni culturali specifich</strong>e, inclusi linguaggio e gestualità, rappresentando un mezzo per connettersi con la famiglia e la comunità, sia a casa che nelle scuole, attraverso festival, cerimonie e incontri sociali.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80fe-8ec4-c2934c8bd5c6" class="">Italia, leader mondiale nei riconoscimenti agroalimentari UNESCO</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-804d-9144-df4268e8417c" class="">Con l&#8217;ingresso della cucina italiana, l&#8217;<strong>Italia</strong> raggiunge quota <strong>20 elementi</strong> iscritti <strong>nella Lista del Patrimonio Immateriale UNESCO</strong>, su un totale di circa 800 elementi in 150 Paesi. Il Paese conquista così il <strong>record</strong> mondiale di riconoscimenti <strong>nel settore agroalimentare</strong> in proporzione ai riconoscimenti complessivi ottenuti (Food Service, 2025).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-80fc-9b9e-c6dc8fb45fe7" class="">Tra i riconoscimenti UNESCO già attribuiti all&#8217;Italia nel settore agroalimentare figurano:</p>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80cd-afa0-d4e001140978" class="bulleted-list">
<li>la dieta mediterranea (2010), bene transnazionale esteso nel 2013 a Spagna, Grecia, Marocco, Cipro, Croazia e Portogallo;</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8048-9dc3-d6882bd9aee1" class="bulleted-list">
<li>la vite ad alberello di Pantelleria (2014);</li>
</ul>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8065-a6c1-f06e5dc87fb6" class="bulleted-list">
<li>l&#8217;arte del ‘pizzaiuolo’ napoletano (2017);</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80f1-b5a7-cfdbce0df86f" class="bulleted-list">
<li>la cerca e cavatura del tartufo (2021);</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80e0-9a77-e099342f7434" class="bulleted-list">
<li>il sistema irriguo tradizionale (2023), bene condiviso con Austria, Belgio, Germania, Lussemburgo, Olanda e Svizzera;</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8017-ac68-ef9bd57fe9d6" class="bulleted-list">
<li>la costruzione dei muretti a secco in agricoltura (2018), insieme a Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera;</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80cb-ac53-d7d8ea1253f1" class="bulleted-list">
<li>la transumanza (2019), bene condiviso con Austria e Grecia, esteso ad Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna.</li>
</ul>
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<p id="2c68112c-b3ab-8039-84a8-e3ddc2e04d45" class="">Questa concentrazione di riconoscimenti testimonia la <strong>ricchezza e</strong> la <strong>diversità del patrimonio agroalimentare italiano</strong>, radicato in una tradizione millenaria di rispetto per il territorio, la biodiversità e la salute.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-809b-b3d7-fb645ca5584f" class="">La relazione con la dieta mediterranea</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-8009-87c0-d82a6129d3b8" class="">È importante contestualizzare il nuovo riconoscimento della cucina italiana all&#8217;interno del più ampio quadro della <strong>dieta mediterranea</strong>, già iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO nel 2010:</p>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80c3-81ba-e3fe78ce2e4f" class="bulleted-list">
<li>la dieta mediterranea &#8211; riconosciuta come <strong>candidatura transnazionale</strong> di Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Cipro, Croazia e Portogallo &#8211; rappresenta ‘un insieme di abilità, conoscenze, pratiche e tradizioni che spaziano dal paesaggio alla tavola’ (UNESCO, 2024);</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-808a-80fc-e069462b557f" class="bulleted-list">
<li>il riconoscimento della <strong>cucina italiana</strong> si distingue per la sua <strong>specificità nazionale</strong> e per l&#8217;enfasi sulla <strong>sostenibilità</strong> e la <strong>diversità bio-culturale</strong>, elementi che caratterizzano in modo peculiare l&#8217;approccio italiano alla preparazione e al consumo del cibo.</li>
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<p id="2c68112c-b3ab-807c-9acf-ce442e86f153" class="">Emerge tuttavia un <strong>paradosso</strong> significativo: mentre la dieta mediterranea ottiene riconoscimenti internazionali, i giovani italiani sembrano allontanarsi da questa tradizione. Secondo l&#8217;Osservatorio Waste Watcher International, solo l&#8217;8% dei <strong>giovani</strong> tra 18-24 anni consuma 11-15 porzioni settimanali di verdura, contro il 25% degli over 65. Per la frutta, la percentuale scende al 9% tra i 25-34 anni, mentre raggiunge il 29% tra gli <strong>anziani</strong> (Il Pais, 2024). Questo dato solleva interrogativi importanti sulla necessità di rafforzare l&#8217;educazione alimentare e la trasmissione intergenerazionale delle pratiche culinarie tradizionali.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80a4-8c18-cc17383f3ea6" class="">L&#8217;impatto economico e culturale</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-8053-ac85-de60695883a7" class="">Il riconoscimento UNESCO rappresenta non solo un traguardo culturale, ma anche un&#8217;<strong>opportunità economica</strong> straordinaria per l&#8217;Italia. Come dichiarato dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel 2024 l&#8217;<strong>export agroalimentare italiano</strong> ha raggiunto i 68 miliardi di euro, con un ulteriore aumento del 6% nei primi otto mesi dell&#8217;anno (Adnkronos, 2025). Secondo le previsioni di Nomisma, le esportazioni agroalimentari italiane cresceranno del 5% nel primo semestre <strong>2025</strong>, superando per la prima volta i <strong>70 miliardi di euro</strong> (Food Service, 2025).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-8039-b99f-e0e1a9540a3b" class="">Gli studi condotti dalla Cattedra UNESCO dell&#8217;Università Unitelma Sapienza di Roma, diretta da Pier Luigi Petrillo, dimostrano l&#8217;<strong>impatto tangibile dei riconoscimenti UNESCO</strong> sui territori. A Pantelleria, dopo il riconoscimento della pratica agricola della coltivazione della vite nel 2014, l&#8217;aumento dei turisti è stato del 9,7%, fino al 75% per il <strong>turismo</strong> fuori stagione. Si è inoltre registrato un aumento del 500% della forza lavoro nel settore dell&#8217;<strong>agriturismo</strong> in dieci anni. Dopo il riconoscimento dell&#8217;arte del pizzaiuolo napoletano, i corsi professionali sono cresciuti del 283% e le scuole accreditate del 420% (La Presse, 2025).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-805f-919f-f920580e75c2" class="">Il settore agroalimentare, con la sua <strong>produzione diversificata</strong>, rappresenta un pilastro dell&#8217;<strong>economia italiana</strong>. Nel 2024, il solo comparto cacao e cioccolato ha prodotto 372.665 tonnellate, con un export in crescita del 4,9%. I prodotti da forno hanno raggiunto 1.463.994 tonnellate per un valore di 7,937 miliardi di euro, i vegetali (inclusi succhi e conserve 1.384.093 tonnellate, mentre i <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/surgelati-italia-consumi-crescita/">surgelati</a> hanno superato il milione di tonnellate (Food Service, 2025).</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-809a-ac78-f421e72f7d41" class="">Sostenibilità e contrasto agli sprechi</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-8016-96f0-cc48feb76dae" class="">Un elemento centrale del riconoscimento UNESCO è l&#8217;attenzione alla <strong>sostenibilità</strong> e al <strong>contrasto agli sprechi alimentari</strong>. La cucina italiana è storicamente caratterizzata da ricette ‘anti-spreco’ che valorizzano ogni parte degli ingredienti e promuovono un consumo consapevole delle risorse, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG 12).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-80b6-8f85-fc7eb156444a" class="">L&#8217;UNESCO ha riconosciuto come la pratica culinaria italiana rifletta un <strong>rispetto profondo per gli ingredienti e</strong> per <strong>la biodiversità territoriale</strong>. Le comunità locali sono coinvolte nella preservazione di <strong>varietà agricole</strong> autoctone, tecniche di <strong>produzione tradizionale</strong> e sistemi alimentari sostenibili che collegano il produttore al consumatore attraverso <strong>filiere corte</strong>.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80b1-994d-f0a6210b282e" class="">Il contesto internazionale</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-80d4-ac08-d78aed6dd81e" class="">L&#8217;UNESCO ha onorato numerose <strong>tradizioni gastronomiche</strong> sin dall&#8217;istituzione della lista del patrimonio culturale immateriale, nel 2008. Tra i <strong>precedenti riconoscimenti</strong> figurano la gastronomia francese, la cucina messicana, il caffè arabo (2024), la pratica e il rituale del caffè turco (2013), la cultura della colazione in Malesia (2024), il borsch ucraino (2022) e la baguette francese (2022) (Gambero Rosso, 2025).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-8042-82e6-f1da3da2a5ec" class="">Tuttavia, come sottolineato da Francisco Humberto Cunha, professore dell&#8217;Università di Fortaleza in Brasile e ricercatore per UNESCO, mentre esistono altri riconoscimenti relativi a cucine specifiche, come le pratiche associate al ceviche peruviano, ‘<em><strong>il caso dell&#8217;Italia</strong></em><em> è davvero </em><em><strong>il primo</strong></em> <em><strong>con una portata così significativa</strong></em>’ da coprire l&#8217;intero concetto di una cucina nazionale (Washington Post, 2025).</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80bf-a1bd-cd32fe02ee5e" class="">Prospettive future e sfide</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-80ed-8f11-e6da00410e38" class="">Il riconoscimento UNESCO porta con sé sia opportunità che responsabilità. Come sottolineato dall&#8217;UNESCO stesso, le iscrizioni nella lista del patrimonio immateriale impongono un onere aggiuntivo ai Paesi per salvaguardare i propri tesori culturali (CNN, 2025). L’Italia dovrà quindi attuare <strong>campagne educative</strong>, <strong>programmi di valorizzazione </strong>del patrimonio alimentare e partnership con le <strong>comunità locali</strong>. Queste misure dovranno anche rafforzare gli sforzi per proteggere la <strong>biodiversità</strong> e incoraggiare il <strong>consumo responsabile</strong>.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-8045-9f96-e5f626316367" class="">Una sfida particolare riguarda l&#8217;<strong>equilibrio tra tradizione e innovazione</strong>. Nel dibattito dell&#8217;ultimo anno non è mancata la tensione tra la necessità di preservare pratiche tradizionali e il rischio di irrigidire tradizioni che sono sempre state vive e in evoluzione. Come evidenziato da alcuni critici, esiste il pericolo di cristallizzare la cucina italiana in una forma statica, quando invece la sua forza è sempre stata nella <strong>capacità di adattarsi e innovare</strong> pur mantenendo salde le proprie radici (La Presse, 2025).</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-808e-be8e-c548260e1e5d" class="">Un&#8217;altra sfida significativa riguarda la <strong>trasmissione intergenerazionale</strong> delle pratiche culinarie. Secondo i dati dell&#8217;Osservatorio Waste Watcher International, il 64% degli italiani ritiene che l&#8217;<strong>educazione alimentare nelle scuole</strong> sia la misura più apprezzata per promuovere una dieta sana, percentuale che sale al 73% tra gli over 55 (Il Pais, 2024). Tuttavia, i giovani tra 18-24 anni mostrano preferenze diverse: il 58% preferirebbe l&#8217;adozione di <strong>etichette</strong> che possano aiutare nella scelta di prodotti più idonei, mentre quasi un giovane su tre (27%) propone di tassare i cibi non salutari.</p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-80ca-ac0c-d82eb851208e" class="">Conclusioni</h2>
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<p id="2c68112c-b3ab-808b-beae-d9fc6b7c6d7e" class="">Il riconoscimento UNESCO della cucina italiana conferma che l&#8217;Italia non è solo ‘il Paese del cibo buono’, ma il custode di un patrimonio immateriale di valore universale. Si celebra <strong>un sistema culturale</strong> articolato, fondato su tradizione, sostenibilità e lotta agli sprechi, biodiversità, diversità culturale, benessere e inclusione sociale, senso di comunità.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-809b-9612-e5e165853ad6" class="">Come sottolinea il dossier di candidatura curato da Pier Luigi Petrillo, <strong>la cucina italiana è ‘un atto d’amore’</strong> verso il cibo, la famiglia, il territorio e le generazioni future. La sfida sarà ora quella di preservare e tramandare questo patrimonio alle future generazioni, adattandolo ai cambiamenti sociali ed ambientali ma senza tradirne l&#8217;essenza più profonda.</p>
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<p id="2c68112c-b3ab-807d-abdd-f723867471db" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@sociravegna?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Sofia Ciravegna</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-piatto-di-pasta-con-funghi-e-parmigiano-lZjkrD9Z2qo?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
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<h2 id="2c68112c-b3ab-805f-b5bf-f1aa03cae305" class="">Riferimenti</h2>
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<ul id="2c68112c-b3ab-807f-8812-e3d5c0f08496" class="bulleted-list">
<li>Adnkronos. (2025, 10 dicembre). <em>Unesco, la cucina italiana è Patrimonio dell&#8217;Umanità. Meloni: &#8220;Primi al mondo con questo riconoscimento&#8221;</em>. <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/cucina-italiana-patrimonio-unesco_6XLLK3v2Tg99BglhUec52Y">https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/cucina-italiana-patrimonio-unesco_6XLLK3v2Tg99BglhUec52Y</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8005-b108-f985890fd0b8" class="bulleted-list">
<li>CNN. (2025, 10 dicembre). <em>Italian cuisine becomes world&#8217;s first to be awarded UNESCO status</em>. <a href="https://www.cnn.com/2025/12/10/travel/italian-cuisine-unesco-status">https://www.cnn.com/2025/12/10/travel/italian-cuisine-unesco-status</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-805f-8238-f12ec33077af" class="bulleted-list">
<li>Euronews. (2025, 10 dicembre). <em>Italian cuisine makes UNESCO intangible cultural heritage list</em>. <a href="https://www.euronews.com/culture/2025/12/10/food-for-thought-italian-culinary-traditions-make-unescos-intangible-cultural-heritage-lis">https://www.euronews.com/culture/2025/12/10/food-for-thought-italian-culinary-traditions-make-unescos-intangible-cultural-heritage-lis</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8067-ab85-ff16cd12c8e7" class="bulleted-list">
<li>Food Service. (2025, 10 dicembre). <em>La Cucina italiana è Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità UNESCO</em>. <a href="https://www.foodserviceweb.it/2025/12/10/la-cucina-italiana-e-patrimonio-immateriale-dellumanita-unesco/">https://www.foodserviceweb.it/2025/12/10/la-cucina-italiana-e-patrimonio-immateriale-dellumanita-unesco/</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80d2-a5fd-e26ec14cf3a9" class="bulleted-list">
<li>Gambero Rosso. (2025). <em>Cosa deciderà davvero l&#8217;Unesco sulla cucina italiana</em>. https://www.gamberorosso.it/notizie/attualita/patrimonio-unesco-cucina-italiana-come-funziona/</li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80d3-bc3a-ce109e0e7080" class="bulleted-list">
<li>Il Pais. (2024, 14 novembre). <em>Dieta Mediterranea, patrimonio UNESCO ma i giovani italiani non la praticano</em>. <a href="https://www.ilpais.it/2024/11/14/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco-ma-i-giovani-italiani-non-la-praticano/">https://www.ilpais.it/2024/11/14/dieta-mediterranea-patrimonio-unesco-ma-i-giovani-italiani-non-la-praticano/</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80f7-a1df-c43756959151" class="bulleted-list">
<li>La Cucina Italiana. (2024, 25 luglio). <em>Cucina italiana patrimonio umanità UNESCO: Perché è importante, Petrillo</em>. <a href="https://www.lacucinaitaliana.it/article/cucina-italiana-patrimonio-umanita-unesco-perche-importante-petrillo/">https://www.lacucinaitaliana.it/article/cucina-italiana-patrimonio-umanita-unesco-perche-importante-petrillo/</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8023-a616-d40fac4f424d" class="bulleted-list">
<li>La Cucina Italiana. (2025, 10 dicembre). <em>Patrimonio Unesco in cucina: Lista completa a oggi</em>. <a href="https://www.lacucinaitaliana.it/article/patrimonio-unesco-in-cucina-lista-completa-a-oggi/">https://www.lacucinaitaliana.it/article/patrimonio-unesco-in-cucina-lista-completa-a-oggi/</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8089-88c7-d7b59fb9407c" class="bulleted-list">
<li>La Presse. (2025, 10 dicembre). <em>La cucina italiana Patrimonio dell&#8217;Umanità Unesco: Sostenibilità e diversità bioculturale, le tappe del percorso</em>. <a href="https://www.lapresse.it/cultura/2025/12/10/la-cucina-italiana-patrimonio-dellumanita-unesco-sostenibilita-e-diversita-bioculturale-le-tappe-del-percorso/">https://www.lapresse.it/cultura/2025/12/10/la-cucina-italiana-patrimonio-dellumanita-unesco-sostenibilita-e-diversita-bioculturale-le-tappe-del-percorso/</a></li>
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<ul id="2c68112c-b3ab-8014-9e5c-cf1d46a7bf02" class="bulleted-list">
<li>UNESCO. (2024). <em>Dieta Mediterranea</em>. Commissione Nazionale Italiana per l&#8217;UNESCO. <a href="https://www.unesco.it/it/iniziative-dellunesco/patrimonio-culturale-immateriale/dieta-mediterranea/">https://www.unesco.it/it/iniziative-dellunesco/patrimonio-culturale-immateriale/dieta-mediterranea/</a></li>
</ul>
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<ul id="2c68112c-b3ab-80e0-a585-eb82b79b0395" class="bulleted-list">
<li>UNESCO. (2025). <em>Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity</em>. UNESCO Intangible Cultural Heritage. <a href="https://ich.unesco.org/en/RL/italian-cooking-between-sustainability-and-biocultural-diversity-02093">https://ich.unesco.org/en/RL/italian-cooking-between-sustainability-and-biocultural-diversity-02093</a></li>
</ul>
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<ul id="2c68112c-b3ab-801c-a566-dc3ae579b0e4" class="bulleted-list">
<li>Washington Post. (2025, 10 dicembre). <em>UNESCO recognizes &#8216;Italian cooking&#8217; as indelible world heritage</em>. https://www.washingtonpost.com/world/2025/12/10/italy-cooking-unesco-world-heritage/</li>
</ul>
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		<title>2018, anno del cibo italiano</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/2018-anno-del-cibo-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jan 2018 17:13:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tipici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Unesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2018 è l&#8217;anno del cibo italiano. Una iniziativa ministeriale per valorizzare il patrimonio enogastronomico del Bel paese Occhi puntati sul patrimonio enogastronomico della Penisola. I ministeri delle Politiche agricole e dei Beni culturali hanno proclamato il 2018 anno del cibo italiano. Il prossimi dodici mesi saranno dunque volti a celebrare e promuovere in Italia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/2018-anno-del-cibo-italiano/">2018, anno del cibo italiano</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il 2018 è l&#8217;anno del cibo italiano. Una iniziativa ministeriale per valorizzare il patrimonio enogastronomico del Bel paese</b></span></span></span></strong></h2>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Occhi puntati sul patrimonio enogastronomico della Penisola. I ministeri delle Politiche agricole e dei Beni culturali hanno proclamato il 2018 anno del cibo italiano. Il prossimi dodici mesi saranno dunque volti a celebrare e promuovere in Italia e nel mondo le migliori produzioni alimentari Made in Italy e a rilanciare i riconoscimenti Unesco legati al cibo italiano. </span></span></span></p>
<h2 align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>L&#8217;Italia del cibo tutelata dall&#8217;Unesco</b></span></span></span></strong></h2>
<p align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Nel patrimonio immaterale dell&#8217;Umanità </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">riconosciuto dall&#8217;Unesco trovano posto antiche e preziose tradizioni. La dieta mediterranea, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano, iscritta nell&#8217;elenco appena pochi mesi fa. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Una lista nella quale si spera ora di inserire anche il Prosecco, per il quale è stata già inviata la candidatura, e l&#8217;Amatriciana.</span></span></span></p>
<h2 align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Oltre 5mila specialità alimentari tradizionali italiane</b></span></span></span></strong></h2>
<p align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Un anno rischia di non bastare </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">per promuovere le 5.047 specialità alimentari tradizionali, censite da uno studio della Coldiretti. L&#8217;elenco contempla quelle specialità gastronomiche ottenute secondo regole tradizionali e protratte per almeno 25 anni.</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><br />
La ripartizione per categorie è la seguente.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">1.521 diversi tipi di pane, pasta e biscotti,</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">1.424 verdure fresche e lavorate, </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">791 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">497 formaggi, </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">253 piatti composti o prodotti della gastronomia, </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">147 bevande tra analcoliche, birra, liquori e distillati, </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">167 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">159 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei. </span></span></span></p>
<h2 align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le specialità regionali italiane</b></span></span></span></h2>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">A dominare la classifica delle specialità regionali è la Campania. Ma ciascuna regione italiana dà un contributo rilevante. Ecco (tra parentesi) quante specialità vanta ciascuna di esse, e il richiamo a una preparazione degna di un assaggio.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Campania</b> (515). Tra gli altri troviamo la colatura di alici di Cetara, un liquido dal sapore intenso, frutto della sapiente stagionatura e pressatura delle alici salate.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Toscana</b> (461). Qui sono molto conosciuti gli stinchi di morto, biscotti rustici salati tipici del Grossetano e del Senese di colore giallo senape, chiamato anche anacini in quanto profumato dai semi di anice.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Lazio</b> (461). Nella regione viene seminato da tempo immemorabile il fagiolo del purgatorio di Gradoli che rappresenta il piatto fondamentale del mercoledì delle ceneri, denominato “pranzo del purgatorio”.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Emilia-Romagna</b> (388). Si apprezza il <i>savòr</i>, una marmellata di mosto d’uva (Saba) con aggiunta di frutta. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Veneto</b> (376). Va fiero della polenta di montagna che si ottiene dalla farina di mais sponcio,</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Piemonte</b> (338). Rinomato il <i>brus</i>, un prodotto della lavorazione di robiole ben stagionate, ideali se di latte di capra.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Liguria</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (294). La </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>prescinseua</i></span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> è</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> una cagliata fresca leggermente acidula componente essenziale della famosa focaccia al formaggio di Recco. Il nome nasce dal termine genovese presû che significa caglio. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Puglia</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> (276). Il </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Fallone di Gravina</i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> è un formaggio fresco prodotto nella zona di Gravina, in provincia di Bari. Va consumato freschissimo, preferibilmente nel giorno di produzione.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Calabria</b> (268). T<span style="color: #222222;">ipiche di tutta la Calabria, specie quella di origini magno-greca, le </span><span style="color: #222222;"><i>Lagane e ciciari</i></span><span style="color: #222222;"> sono tagliatelle condite con ceci.</span></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Lombardia</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> (248), </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Di Milano ma diffusa in tutta la Lombardia occidentale è la </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>cassoela</i></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, una sorta di stufato con costine, luganega e verze, a cui si possono aggiungere altre parte del maiale come cotenna e piedino a seconda della zona.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sicilia</b> (244). Lo <i>squartucciato</i>, dolce molto decorato e ripieno di fichi, è protagonista della Festa di San Giuseppe a Poggioreale.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Sardegna</b> (193). Da conoscere <i>sa pompia</i>, un frutto endemico sardo simile al limone che cresce solo nella zona della Baronia.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Friuli-Venezia Giulia</b> (169). I friulani vanno fieri della <i>porcaloca</i>, un’oca intera disossata farcita con filetto di maiale, cucita a mano, legata cotta e affumicata.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Molise</b> (159). Andando in Molise non si può rinunciare ad assaggiare le <i>sagnetelle</i>, fettuccine di farina di grano duro larghe e lunghe quanto due dita riunite della mano.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Marche</b> (151). Nella regione è tipico della tradizione contadina della zona di Jesi la lonza di fico, un dolce a base di fichi essiccati impastati con noci, mandorle tritate e mistrà, infine avvolto in foglie di fico. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Abruzzo</b> (148). Il comune abruzzese di Campotosto è famoso per la sua mortadella, meglio nota, per la sua forma, come coglioni di mulo.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Basilicata</b> (114). Nel comune lucano di Episcopia si trovano le r<i>sskatiedde cca muddiche</i>, una pasta preparata con la mollica di pane. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Provincia autonoma di Trento</b> (105). Tipica del Trentino è la <i>luganega</i>, la salsiccia che rappresenta un emblema della gastronomia provinciale.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Alto Adige</b> (90). Giunge dalla Valle Aurina dell’Alto Adige il <i>graukase</i>, detto “formaggio grigio”, probabilmente il formaggio più magro che esista con il 2% di grassi e 150 calorie per etto. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Umbria</b> (69). La regione va orgogliosa della fagiolina del Trasimeno, varietà rara e particolare di legume conosciuto fin dal tempo degli Etruschi. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><b>Val d’Aosta</b></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> (32). Tra i suoi prodotti tradizionali, annovera l’olio di noci, condimento prezioso e di alta qualità per carne, pesce, verdure e formaggi.</span></span></span></p>
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