<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>packaging Archivi - Gift</title>
	<atom:link href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/tag/packaging/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 16:56:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.5</generator>

<image>
	<url>https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2016/12/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>packaging Archivi - Gift</title>
	<link></link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jan 2026 11:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bioplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[Ho.Re.Ca.]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=82570</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Italia rappresenta oggi un punto di riferimento europeo e globale nella produzione, certificazione e gestione delle stoviglie e degli imballaggi biodegradabili e compostabili. Con una filiera industriale consolidata, un sistema di raccolta e riciclo organico tra i più avanzati del continente e un quadro normativo che ha anticipato le direttive europee, il modello italiano coniuga [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/">Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p id="2df8112c-b3ab-803c-8dd5-eb6e39372c86" class="">L&#8217;Italia rappresenta oggi un punto di riferimento europeo e globale nella produzione, certificazione e gestione delle <strong>stoviglie e</strong> degli <strong>imballaggi biodegradabili e compostabili</strong>. Con una filiera industriale consolidata, un sistema di raccolta e riciclo organico tra i più avanzati del continente e un quadro normativo che ha anticipato le direttive europee, il <strong>modello italiano</strong> coniuga innovazione tecnologica, solidità imprenditoriale e infrastrutture efficienti per la valorizzazione dei materiali compostabili.</p>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8020-9c6d-cdcdd1668fe1" class="">Nel contesto globale della transizione verso un&#8217;economia più sostenibile, il caso italiano dimostra come sia possibile costruire un sistema virtuoso che integra la <strong>chimica verde</strong> con l&#8217;economia circolare. Aziende pioniere come Novamont hanno sviluppato materiali innovativi come il Mater-Bi già dagli anni Novanta, anticipando di decenni la consapevolezza ambientale oggi diffusa. Il <strong>Consorzio Biorepack </strong>ha raggiunto nel 2024 un tasso di riciclo del 57,8%, trasformando i rifiuti organici e gli imballaggi compostabili in ammendante di qualità per l&#8217;agricoltura.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8045-b6ca-d130c0cb397f" class="">Questo modello si è sviluppato sotto la spinta di <strong>normative sempre più stringenti</strong>, a livello europeo e nazionale. La direttiva ‘Single-Use Plastics’ (SUP), e il ‘Packaging and Packaging Waste Regulation’ (PPWR) hanno imposto divieti e restrizioni crescenti alle plastiche monouso convenzionali, creando opportunità significative per i materiali biodegradabili certificati secondo la norma <strong>UNI EN 13432</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-802c-8677-f8f4314898ca" class="">Le sfide ambientali della plastica da fonti fossili</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8047-a2fa-fb1c2c49701b" class="">La produzione e l&#8217;uso diffuso di <strong>plastica da fonti fossili</strong> comportano criticità strutturali che rendono urgente la transizione verso alternative sostenibili. Le materie plastiche tradizionali derivano da petrolio e gas naturale, risorse non rinnovabili la cui estrazione e trasformazione generano elevate emissioni di gas serra. Secondo dati dell&#8217;OCSE, la produzione di plastica è responsabile di circa il 3,4% delle <strong>emissioni globali di CO₂</strong>. La sostituzione con materiali di origine biologica può contribuire a ridurre significativamente l&#8217;impronta carbonica complessiva del settore del packaging.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8036-bd77-f42021a24118" class="">Nonostante i progressi nella raccolta differenziata, il <strong>tasso medio di riciclo della plastica</strong> nell&#8217;UE si attesta intorno al 35-40%, con significative <strong>dispersioni nell&#8217;ambiente</strong>. Secondo l&#8217;UNEP, ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, con impatti devastanti sugli <strong>ecosistemi marini</strong>. A questa criticità si aggiunge l&#8217;inquinamento da <strong>microplastiche</strong>, particelle inferiori a 5 mm generate dalla degradazione incompleta dei materiali plastici convenzionali. Le microplastiche contaminano <strong>suolo, acque</strong> dolci e marine, e <strong>catene alimentari</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a9-80f7-d28c6fedb586" class="">Queste sfide impongono di ripensare radicalmente l&#8217;uso dei materiali a ogni livello della filiera, soprattutto negli imballaggi alimentari e nelle stoviglie monouso, dove è fondamentale combinare le esigenze di protezione del prodotto, igiene e sicurezza con i criteri di sostenibilità ambientale.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-8000-98b0-e473ec2cb287" class="">Bioplastiche e materiali biodegradabili: definizioni tecniche e classificazione</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ca-98ba-f32907ce0243" class="">Le bioplastiche rappresentano un&#8217;alternativa alla plastica tradizionale, ma è importante distinguere tra diverse categorie con caratteristiche tecniche differenti. Secondo European Bioplastics, le bioplastiche si suddividono in tre categorie principali:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-801a-93f4-d1d76cf3c11b" class="bulleted-list">
<li><strong>bioplastiche bio-based ma non biodegradabili</strong> (come bio-PE e bio-PET), che derivano da fonti rinnovabili ma hanno le stesse proprietà chimiche delle plastiche fossili e non si biodegradano;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80f4-a307-de2ac8de0ff9" class="bulleted-list">
<li><strong>bioplastiche bio-based e biodegradabili</strong> (come PLA, PHA e amido termoplastico), che derivano da biomassa rinnovabile e possono biodegradarsi in condizioni specifiche;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-801e-96f0-def3ed9281d7" class="bulleted-list">
<li>bioplastiche fossili ma biodegradabili (come PBAT e PBS), che derivano da fonti fossili ma sono progettate per biodegradarsi.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8016-ae24-c52abd9d75b6" class="">I principali polimeri biodegradabili</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80c0-b4df-d20985d0d62e" class="">I materiali più utilizzati per stoviglie e imballaggi biodegradabili presentano caratteristiche tecniche distintive:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8072-8d79-e8e6dcd8460e" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PLA</strong> (acido polilattico) viene ottenuto dalla fermentazione di zuccheri vegetali derivati da mais, canna da zucchero o barbabietola, e presenta buone proprietà meccaniche e trasparenza. Richiede tuttavia temperature di compostaggio industriale comprese tra 58 e 60°C per biodegradarsi efficacemente, con un punto di fusione tra 130 e 180°C;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80e8-9674-d240c794cb39" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PBAT</strong> (polibutilene adipato-co-tereftalato) è un polimero flessibile spesso combinato con PLA o amido per migliorare la processabilità e la biodegradabilità, con punto di fusione tra 110 e 120°C;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-809c-a32b-f72f9c46d1d8" class="bulleted-list">
<li>il <strong>PBS</strong> (polibutilene succinato) offre eccellenti proprietà meccaniche, resistenza al calore e biodegradabilità anche in condizioni di compostaggio domestico;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8013-be58-ee46f60fe8d7" class="bulleted-list">
<li>l&#8217;<strong>amido termoplastico</strong> (TPS), derivato da amido di mais, patate o altri vegetali, viene spesso utilizzato in blend con altri polimeri per ottimizzare le performance tecniche;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8050-ac7e-f0ebb6fb078c" class="bulleted-list">
<li>i <strong>PHA</strong> (poliidrossialcanoati), prodotti da batteri mediante fermentazione, sono biodegradabili anche in ambiente marino e rappresentano la frontiera più avanzata, benché i costi di produzione rimangano ancora elevati.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80c6-85f6-f66146d9feb6" class="">Compostabilità vs biodegradabilità</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8029-af71-e6d6b330e4a0" class="">È fondamentale distinguere tra biodegradabilità e compostabilità:</p>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8058-9e2e-c08f8cb61cd2" class="bulleted-list">
<li>la <strong>biodegradabilità</strong> indica la capacità di un materiale di decomporsi per azione di microrganismi in CO₂, acqua e biomassa, senza lasciare residui tossici;</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8039-b938-de18e3b8e6af" class="bulleted-list">
<li>la <strong>compostabilità</strong> invece si riferisce alla biodegradabilità in condizioni controllate di compostaggio, con parametri definiti di temperatura, umidità e presenza di ossigeno, tempi stabiliti e assenza di effetti negativi sul compost finale.</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-800d-a3b0-f4280d05ca9b" class="">Un materiale compostabile è sempre biodegradabile, ma non viceversa. Per le stoviglie monouso e gli imballaggi destinati al mercato europeo, la <strong>certificazione di compostabilità</strong> secondo la norma <strong>UNI EN 13432</strong> rappresenta il requisito chiave per garantire la conformità normativa e l&#8217;effettiva valorizzazione attraverso il riciclo organico.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-802a-b571-fe775a06045f" class="">Produzione globale e mercato europeo: dati e tendenze</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8004-834a-e161c4785d2d" class="">Secondo i dati più recenti di European Bioplastics pubblicati nel dicembre 2025, la <strong>capacità produttiva globale</strong> di bioplastiche ha raggiunto 2,31 milioni di tonnellate nel 2025, con proiezioni di crescita significativa fino a 5,73 milioni di tonnellate entro il 2029. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva globale è salito al 72% (73% in Europa) con una produzione effettiva di 1,67 milioni di tonnellate.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80fd-b0bc-eb0933fab264" class="">La <strong>crescita</strong> delle bioplastiche è trainata principalmente dallo sviluppo di polimeri bio-based e biodegradabili come PLA e PHA, dal biopolietilene (bio-PE) e da una crescita costante del biopolipropilene (bio-PP). Il <strong>packaging</strong> rimane il principale segmento di mercato per le bioplastiche, rappresentando il 41,3% (0,95 milioni di tonnellate) del mercato totale nel 2025.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-806d-8679-c6072168ecd4" class="">L’<strong>Asia</strong> mantiene la leadership e si prevede raggiungerà una quota del 70%, nella produzione globale di bioplastiche, nei prossimi anni. L&#8217;<strong>Europa</strong> detiene attualmente circa un quarto della produzione complessiva di biopolimeri, ma questa quota è destinata a ridursi progressivamente con l&#8217;espansione della capacità produttiva asiatica.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80eb-af91-e789f76892cb" class="">Il <strong>mercato europeo</strong> delle <strong>stoviglie monouso biodegradabili</strong> ha registrato una crescita significativa dopo l&#8217;entrata in vigore della Direttiva SUP nel 2021. Il valore del mercato è stato stimato in circa 450 milioni di euro nel 2023, con un tasso di crescita annuo (CAGR) compreso tra il 12 e il 15%. I segmenti principali includono piatti (35% del mercato), bicchieri (28%), posate (22%), vassoi e contenitori (15%). Le applicazioni principali si concentrano nella ristorazione collettiva (40%), nel food delivery (25%), nel retail della grande distribuzione organizzata (20%), e negli eventi e catering (15%).</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-8097-85d7-d3b1f6b0a6e0" class="">Italia: un mercato leader tra crescita e criticità</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8057-9e0c-d747653c1044" class="">L&#8217;<strong>Italia</strong> rappresenta uno dei mercati più avanzati in Europa per le <strong>bioplastiche compostabili</strong>, con una filiera industriale consolidata che ha attraversato dopo un decennio di crescita ininterrotta una fase di difficoltà negli ultimi due anni. Secondo i rapporti annuali di Assobioplastiche e Plastic Consult, l&#8217;industria italiana delle bioplastiche compostabili ha raggiunto il suo picco nel 2022, con 127.950 tonnellate prodotte, un fatturato di 1.168 milioni di euro, 271 aziende attive e 3.005 addetti dedicati.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80b9-a392-d80049aa41d1" class="">Il <strong>calo di fatturato</strong> (828 milioni di euro nel 2023, 704 milioni di euro nel 2024) è stato determinato principalmente dalla riduzione dei listini di materie prime, semilavorati e prodotti finiti. I <strong>volumi di produzione</strong> si sono invece <strong>stabilizzati</strong> intorno alle 121.500 tonnellate, a dimostrazione che la domanda in volume è rimasta relativamente costante, mentre sono <strong>diminuiti i prezzi di vendita</strong>.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a4-8dba-f6967cfd63bb" class="">Per quanto riguarda gli <strong>imballaggi</strong> biodegradabili e compostabili immessi sul mercato italiano, nel 2022 si sono registrate 76,8 mila tonnellate, salite a 79,2 mila tonnellate nel 2023 (+3%). Le borse shopper leggere e ultraleggere, conformi alla norma EN 13432 e ai requisiti stabiliti dagli articoli 226-bis e 226-ter del D.Lgs. 152/2006, rappresentano circa il 93,5% del totale degli imballaggi compostabili immessi al consumo.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8095-8502-ce5c8d32d913" class="">Eccellenza nel riciclo: i risultati di Biorepack</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8019-af56-ca4500e5d662" class="">Il Consorzio Italiano Biorepack, operativo dal novembre 2020 come primo consorzio in Europa dedicato al riciclo organico degli imballaggi in bioplastica compostabile, ha conseguito risultati di eccellenza assoluta. Secondo la Relazione di Gestione 2024, il <strong>tasso di riciclo</strong> ha raggiunto il <strong>57,8%</strong>, con un incremento di 2 punti percentuali rispetto al 2023. Questo risultato supera di 8 punti l&#8217;obiettivo europeo 2025 per la plastica, fissato al 50%, e di 3 punti l&#8217;obiettivo 2030, stabilito al 55%.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a1-8ca6-fd673265f769" class="">La popolazione italiana servita dai <strong>servizi di raccolta e trattamento</strong> ha raggiunto l&#8217;85,5% nel 2024, con una crescita di 11 punti percentuali rispetto al 2023 e di 21 punti rispetto al 2022. L&#8217;Italia si conferma un <strong>modello europeo</strong> per l&#8217;integrazione tra raccolta della frazione organica e riciclo delle bioplastiche compostabili, grazie a un&#8217;infrastruttura di compostaggio industriale tra le più sviluppate del continente, con oltre 360 impianti attivi e una capacità di trattamento dei rifiuti organici che supera i 7 milioni di tonnellate/anno.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8006-a9e8-d1edd10d9ab3" class="">Per facilitare il corretto conferimento degli imballaggi compostabili, Biorepack ha lanciato nel 2025 il marchio collettivo volontario ‘<strong>Organico Biorepack</strong>’ che, come spiega il presidente Marco Versari, ‘<em>verrà posto su tutti gli imballaggi compostabili e aiuterà il cittadino a riconoscerli, a metterli nel posto giusto, ovvero nel contenitore della frazione organica. In questo modo favoriamo il riciclo degli imballaggi compostabili e una buona raccolta dell&#8217;umido</em>’.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-803c-9b91-c13a869f8838" class="">Criticità e concorrenza sleale</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8020-a81b-f9aec4d52b4e" class="">Nonostante i successi nel riciclo, la filiera industriale italiana delle bioplastiche affronta criticità significative. Il fenomeno dei <strong>sacchetti illegali</strong> rappresenta una delle principali minacce: secondo Assobioplastiche, circa il 27% degli shopper presenti sul mercato italiano nel 2024 era costituito da prodotti non conformi, privi di certificazione o non biodegradabili. L&#8217;impatto negativo stimato sulle aziende conformi supera i 150 milioni di euro all&#8217;anno.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-801d-a2ee-e7bb38b6a08c" class="">Si aggiunge la diffusione crescente di <strong>stoviglie ‘pseudo-riutilizzabili’</strong>, vale a dire prodotti monouso commercializzati come riutilizzabili per eludere i divieti imposti dalla direttiva SUP. Questo fenomeno ha evidenti ricadute negative sull&#8217;attività produttiva nazionale, sottraendo quote di mercato agli operatori che rispettano le normative e investono in soluzioni realmente sostenibili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-800a-8a0e-c6e863033f51" class="">La <strong>concorrenza sleale</strong> da parte di manufatti importati dall&#8217;Estremo Oriente a prezzi insostenibili per i produttori europei rappresenta un ulteriore elemento di criticità. Questi prodotti, spesso di qualità dubbia o privi delle necessarie certificazioni, vengono venduti a prezzi che non riflettono i reali costi di produzione nel rispetto degli standard ambientali e lavorativi europei.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8017-b504-d4924d48d8de" class="">Prospettive</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ad-b105-d8a3af46645f" class="">La persistenza di sacchetti illegali e stoviglie pseudo-riutilizzabili continua a frenare la ripresa. Gli effetti positivi del regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi, PPWR, che nella versione finale conferma ampio spazio per le bioplastiche compostabili, saranno perciò misurabili solo nel medio termine.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8071-b272-d504055118dc" class="">L&#8217;impatto concreto dipenderà dalle modalità di implementazione da parte dell&#8217;Italia e degli altri Stati membri, e soprattutto dalla capacità delle istituzioni di contrastare efficacemente l&#8217;illegalità e la concorrenza sleale che attualmente minano la competitività delle imprese virtuose e la tutela dell’ambiente.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-80ba-b46d-e0599ac1ee38" class="">Esempi italiani di eccellenza industriale</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8058-97e5-d6fcdad8235e" class="">Novamont e il Mater-Bi</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8000-9a80-e9350e3d87f6" class="">Un case study emblematico nel panorama italiano delle bioplastiche è rappresentato da <strong>Novamont</strong>, azienda pioniera nella chimica verde fondata nel 1989 a Novara. Novamont ha sviluppato la famiglia di bioplastiche <strong>Mater-Bi</strong>, polimeri biodegradabili e compostabili ottenuti da materie prime rinnovabili, in particolare amido di mais e oli vegetali, integrati con polimeri biodegradabili di sintesi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8050-97c2-ff75d1f862ce" class="">Le <strong>caratteristiche tecniche</strong> del Mater-Bi lo rendono particolarmente versatile per applicazioni nel settore del <strong>packaging e</strong> delle <strong>stoviglie monouso</strong>. Il materiale è certificato secondo la norma UNI EN 13432 per la <strong>compostabilità industriale</strong> e viene prodotto in diverse formulazioni con proprietà ottimizzate per specifiche applicazioni, dai film flessibili ai materiali rigidi e termoformati. La temperatura di lavorazione è compresa tra 140 e 180°C, simile a quella richiesta dalle plastiche convenzionali, permettendo l&#8217;utilizzo degli impianti produttivi esistenti con modifiche minime. La biodegradazione completa avviene in 90 giorni in condizioni di compostaggio industriale, mentre alcune formulazioni sono certificate anche per il <strong>compostaggio domestico</strong> secondo la norma <strong>UNI EN 14995</strong> e per la biodegradabilità in ambiente marino.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8053-87be-efd83a2e77d1" class="">Novamont ha sviluppato un modello innovativo di <strong>bioraffineria integrata</strong> nel territorio, valorizzando colture locali e sottoprodotti agroindustriali. L&#8217;azienda opera attraverso quattro stabilimenti produttivi in Italia, localizzati a Terni, Adria, Patrica e Bottrighe, creando un sistema produttivo distribuito che riduce l&#8217;impatto logistico e rafforza il legame con i territori di riferimento.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80fe-b73d-db5372c003f3" class="">I.M.I. Industria Monouso Italiana S.p.A.</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ff-9f42-c7e30ec2ccc0" class=""><strong>I.M.I. Industria Monouso Italiana S.p.A.</strong> rappresenta un altro esempio storico di eccellenza nella produzione di <strong>stoviglie monouso biodegradabili e compostabili</strong>. L&#8217;azienda è specializzata nella produzione e commercializzazione di stoviglie per il settore della ristorazione collettiva, catering ed eventi, offrendo un portfolio completo che include piatti, bicchieri e posate in polpa di cellulosa, PLA e Mater-Bi, oltre a vassoi e contenitori termoformati per il food delivery e sacchetti per asporto compostabili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80cf-8722-ff68d90ee8e3" class="">Tutti i prodotti I.M.I. sono certificati conformi alla norma UNI EN 13432 dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) e riportano i loghi di compostabilità riconosciuti a livello europeo. Questa certificazione garantisce agli operatori professionali la piena tracciabilità e conformità normativa, requisiti essenziali per le forniture nel settore pubblico e per le aziende della ristorazione che vogliono comunicare il proprio impegno ambientale in modo trasparente e verificabile.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80d3-96e4-cece5ea949ef" class="">Altri protagonisti della filiera italiana</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8062-8858-f04aaca72e62" class="">Il tessuto imprenditoriale italiano nel settore delle bioplastiche compostabili include numerose altre realtà innovative. <strong>BIOPAP S.r.l.</strong> si è specializzata in imballaggi biodegradabili e compostabili in cartoncino accoppiato con bioplastiche, sviluppando soluzioni tecniche per l&#8217;asporto di alimenti sia caldi che freddi che mantengono le proprietà di barriera e resistenza meccanica necessarie per applicazioni alimentari professionali.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-807b-a2ed-fe9e41fae031" class="">Il <strong>Gruppo Saviola</strong>, attraverso il marchio Ecopaper, produce stoviglie in polpa di cellulosa certificata FSC, concentrandosi sul segmento della ristorazione veloce con prodotti che uniscono performance funzionali e sostenibilità certificata. <strong>ApiNolo</strong> invece si è posizionata nel segmento premium e biologico con piatti e vassoi realizzati in foglia di palma naturale biodegradabile, senza alcun trattamento chimico, rivolgendosi a una clientela attenta alla naturalità e alla qualità estetica dei materiali.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-804a-a6e9-e95752de902a" class="">Quadro normativo europeo e nazionale</h2>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8035-915b-eb25a44f71ce" class="">Direttiva SUP</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-803a-9d83-f5d0b3d3ad63" class="">La direttiva (UE) 2019/904 (Single-Use Plastics, SUP) rappresenta la principale normativa europea per la riduzione dell&#8217;impatto ambientale dei prodotti di plastica monouso. L&#8217;articolo 5 della direttiva stabilisce infatti il divieto di immissione sul mercato di posate (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), piatti, cannucce, agitatori per bevande, aste per palloncini, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-805d-8b11-fb8b6368b92b" class="">Un aspetto fondamentale della direttiva SUP è che<strong> i divieti non si applicano ai prodotti monouso compostabili certificati</strong> secondo la norma EN 13432, purché rispettino i criteri di contenuto bio-based definiti dagli Stati membri. Questa esenzione ha rappresentato un importante driver per lo sviluppo del mercato delle stoviglie compostabili, creando opportunità significative per i produttori che hanno investito in tecnologie sostenibili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-807c-9116-cd4e00348aba" class="">Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR<strong>)</strong></h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8051-b4fd-d67f7b857ba5" class="">Il regolamento (UE) 2025/40 (<strong>Packaging and Packaging Waste Regulation</strong>, PPWR) ha sostituito la previgente direttiva 94/62/CE per introdurre misure più stringenti e uniformi a livello europeo. L&#8217;articolo 22 stabilisce restrizioni specifiche agli imballaggi monouso, con il divieto dal 2030 di determinati formati nel settore HORECA e l&#8217;obbligo di percentuali minime di imballaggi riutilizzabili nella ristorazione e nel takeaway.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8089-8c57-f77340b76821" class="">Gli articoli 6 e 7 introducono <strong>requisiti di riciclabilità</strong> che impongono a tutti gli imballaggi di essere progettati per risultare riciclabili entro il 2030, con la definizione di criteri armonizzati per valutare la riciclabilità su scala industriale. L&#8217;articolo 8 stabilisce obiettivi crescenti per il contenuto riciclato minimo negli imballaggi di plastica, con scadenze progressive dal 2030 al 2040.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80d8-8a17-dae79a5d9c7c" class="">L&#8217;articolo 10 regola specificamente la <strong>compostabilità</strong>, stabilendo che gli imballaggi compostabili devono essere certificati secondo le norme EN 13432 o EN 14995 e possono venire commercializzati solo se contribuiscono effettivamente alla raccolta dei rifiuti organici e alla produzione di compost di qualità. Il regolamento introduce inoltre <strong>requisiti di etichettatura specifici</strong> per informare i consumatori sul corretto smaltimento degli imballaggi compostabili.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-805d-957a-f67244fb1d53" class="">I considerando 27 e 28 del regolamento riconoscono il <strong>ruolo delle bioplastiche nella transizione ecologica</strong>, sottolineando però la necessità di valutare l&#8217;impatto ambientale complessivo attraverso analisi del ciclo di vita (LCA). Il testo esprime una preferenza per l&#8217;utilizzo di bioplastiche biodegradabili in applicazioni specifiche dove il recupero del materiale attraverso il compostaggio risulta vantaggioso, tra cui bustine di tè, capsule di caffè ed etichette adesive su prodotti destinati al compostaggio.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-8097-81dd-e2992aaf8049" class="">Normative tecniche armonizzate</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80e0-b90b-d6a829a0df44" class="">La norma <strong>UNI EN 13432</strong>:2002, aggiornata nel 2019, definisce i requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione. La certificazione richiede che il materiale raggiunga una biodegradazione pari o superiore al 90% in 6 mesi secondo il test ISO 14855, una disintegrazione pari o superiore al 90% in 12 settimane con passaggio attraverso un setaccio da 2 mm, l&#8217;assenza di effetti negativi sul compost verificata attraverso test di crescita delle piante, e un contenuto di metalli pesanti inferiore ai limiti definiti dalla norma.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80b6-9f33-c69b105f6ec9" class="">La norma <strong>UNI EN 14995</strong>:2007 stabilisce invece i criteri per la valutazione della <strong>compostabilità domestica</strong>, prevedendo temperature inferiori e tempi più lunghi rispetto al compostaggio industriale. A livello internazionale, la norma ISO 17088 rappresenta lo standard di riferimento per la biodegradabilità delle plastiche, mentre negli Stati Uniti e in altri mercati extraeuropei vengono riconosciuti gli standard ASTM D6400 e D6868 per la compostabilità.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80e0-aa3b-e3871d52cd9d" class="">Normativa italiana</h3>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8027-b002-fbdaef8567f4" class="">La ‘<strong>Plastic Tax</strong>’, introdotta dalla legge di bilancio 2020 all’articolo 1, comma 634-658, prevede un&#8217;imposta di 0,45 euro al chilogrammo sui manufatti con singolo impiego (MACSI) in plastica non riciclata. L&#8217;entrata in vigore di questa misura è stata rinviata più volte ed è attualmente prevista per luglio 2026. La normativa prevede <strong>esenzioni specifiche per i prodotti compostabili certificati</strong> secondo la norma EN 13432, per i dispositivi medici e per gli imballaggi destinati a farmaci.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80bf-9fd4-e77bda5d4f3a" class="">Il <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/direttiva-sup-d-lgs-196-21-nuove-regole-su-oggetti-in-plastica-monouso-dal-14-1-22/"><strong>decreto legislativo 196/2021</strong></a> ha recepito la direttiva SUP in Italia, stabilendo divieti specifici e un apposito quadro sanzionatorio. Il decreto ha armonizzato la normativa italiana con quella europea, introducendo controlli e sanzioni per contrastare l&#8217;immissione sul mercato di prodotti non conformi.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80eb-8668-e463172f02fa" class="">Il <strong>Consorzio Italiano Compostatori</strong> ha pubblicato <strong>linee guida</strong> tecniche per la <strong>certificazione</strong> di compostabilità, sviluppando un sistema di etichettatura riconoscibile attraverso il marchio ‘compostabile CIC’. Questo sistema di certificazione fornisce agli operatori garanzie sulla conformità dei materiali e facilita la comunicazione verso i consumatori finali, riducendo il rischio di confusione tra materiali effettivamente compostabili e prodotti che utilizzano claim ambientali generici o fuorvianti.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-802f-8d27-e9879053f00b" class="">Vantaggi competitivi e driver di mercato</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80ad-82da-e8112d927366" class="">La transizione verso stoviglie e imballaggi biodegradabili è sostenuta da molteplici fattori che si rafforzano reciprocamente. La <strong>domanda dei consumatori</strong> rappresenta un driver fondamentale. Lo Speciale Eurobarometro sull&#8217;ambiente pubblicato nel 2024 rileva che l&#8217;87% degli europei si dichiara preoccupato per l&#8217;impatto ambientale dei prodotti in plastica. Il 58% degli intervistati è disponibile a pagare un ‘premium price’ per prodotti sostenibili, riciclabili e più facili da riparare. Questa disponibilità alla spesa aggiuntiva è particolarmente pronunciata tra i consumatori più giovani e nelle aree urbane.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8030-82b8-d6b9fca2502a" class="">La <strong>responsabilità sociale d&#8217;impresa</strong> beneficia significativamente dall&#8217;adozione di packaging sostenibile. Nel settore food and beverage in particolare, la scelta di materiali compostabili migliora la percezione del brand, aumenta il coinvolgimento dei consumatori e facilita le partnership con la grande distribuzione organizzata, sempre più attenta alle credenziali ambientali dei propri fornitori.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80a1-9b5c-ff0b67b21f74" class="">Gli <strong>incentivi economici e fiscali</strong> dovrebbero completare il quadro dei driver di mercato. Oltre alla Plastic Tax, diversi Stati membri dell&#8217;Unione Europea offrono incentivi per l&#8217;adozione di materiali sostenibili attraverso crediti d&#8217;imposta, contributi per investimenti in ricerca e sviluppo, e riduzioni dei contributi ambientali previsti dai sistemi nazionali di responsabilità estesa del produttore come il CONAI italiano.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-800f-98c5-e1d0cff36a09" class="">Sfide e criticità da affrontare</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8047-b4ca-d947b16f7b40" class="">Nonostante i progressi tecnologici e l&#8217;evoluzione favorevole del quadro normativo, la filiera delle bioplastiche deve ancora superare alcune criticità strutturali. Il <strong>differenziale di costo</strong> rappresenta un ostacolo significativo: le bioplastiche costano mediamente tra il 20 e il 50% in più rispetto alle plastiche convenzionali. Questo gap è determinato principalmente da volumi produttivi ancora limitati rispetto alle plastiche tradizionali e dai costi delle materie prime rinnovabili, che risentono della volatilità dei mercati agricoli.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8070-b2f8-e340ff2e8dc8" class="">La <strong>comunicazione ed educazione del consumatore</strong> rappresentano una sfida cruciale. Persiste una significativa confusione tra i concetti di ‘biodegradabile’, ‘compostabile’ e ‘bio-based’, con il rischio che i consumatori conferiscano impropriamente i materiali compostabili nella raccolta della plastica tradizionale. Sono necessarie campagne educative chiare e sistematiche per garantire il corretto comportamento di conferimento da parte dei cittadini.</p>
</div>
<div dir="auto">
<h2 id="2df8112c-b3ab-804c-9040-eb0e446fd43c" class="">Conclusioni</h2>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-8092-902e-d19a6f7313a9" class="">Stoviglie e imballaggi biodegradabili rappresentano una risposta tecnicamente matura alle sfide ambientali contemporanee. Il <strong>modello italiano</strong>, con eccellenze industriali come Novamont e I.M.I., un <strong>sistema di riciclo</strong> che raggiunge il 57,8% attraverso Biorepack e oltre 360 impianti di compostaggio industriale, si conferma un punto di riferimento europeo. Il quadro normativo, articolato attraverso la Direttiva SUP e il Regolamento (UE) 2025/40, crea un ambiente progressivamente più favorevole alla diffusione di queste soluzioni.</p>
</div>
<div dir="auto">
<p id="2df8112c-b3ab-80dd-a891-cc4fa2e359b3" class="">il biennio 2023-2024 ha tuttavia evidenziato <strong>vulnerabilità strutturali</strong> legate a prodotti illegali (27% del mercato), importazioni a basso costo e stoviglie pseudo-riutilizzabili che eludono le normative. Per le imprese del settore alimentare, della ristorazione e del packaging, investire in materiali biodegradabili certificati non è più solo una scelta etica, ma <strong>una strategia industriale necessaria</strong> in un mercato sempre più regolato. Il successo futuro della filiera dipenderà dalla capacità di contrastare efficacemente l&#8217;illegalità, sostenere l&#8217;innovazione per ridurre i differenziali di costo ed educare i consumatori al corretto conferimento.</p>
<p><em>Dario Dongo</em></p>
</div>
<div dir="auto">
<h3 id="2df8112c-b3ab-80c6-a3e9-f277f528d814" class="">Bibliografia</h3>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8000-8e17-f0b873275fdc" class="bulleted-list">
<li>Assobioplastiche. (2025). <em>11° Rapporto annuale sull&#8217;industria delle bioplastiche in Italia</em>. Milano. <a href="https://assobioplastiche.org/download/xi-rapporto-assobioplastiche-risultati-di-settore-2024-comunicato-stampa">https://assobioplastiche.org/download/xi-rapporto-assobioplastiche-risultati-di-settore-2024-comunicato-stampa</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8098-99da-fdb684985f9d" class="bulleted-list">
<li>Biorepack (2025). Organico Biorepack. Milano. <a href="https://www.biorepack.org/it/marchio-biorepack">https://www.biorepack.org/it/marchio-biorepack</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80e4-a07e-e33e3ed74704" class="bulleted-list">
<li>Biorepack. (2024). <em>Relazione di gestione 2024: raccolta e riciclo degli imballaggi biodegradabili e compostabili</em>. Milano. <a href="https://media.biorepack.org/production/media/y0ih4lfj/01_relazione-sulla-gestione-2024_web.pdf">https://media.biorepack.org/production/media/y0ih4lfj/01_relazione-sulla-gestione-2024_web.pdf</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-807c-89d5-feee320041f5" class="bulleted-list">
<li>Consorzio Italiano Compostatori (CIC). Sistema di certificazione Compostabile CIC. <a href="https://www.compostabile.com/">https://www.compostabile.com/</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-803c-a1f0-cac2363b5483" class="bulleted-list">
<li>Decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 196. Attuazione della direttiva (UE) 2019/904 del Parlamento europeo e del Consiglio del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell&#8217;incidenza di determinati prodotti di plastica sull&#8217;ambiente. Normattiva. <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;196">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2021-11-08;196</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8039-978a-f02348a4fe9e" class="bulleted-list">
<li>Directive (EU) 2019/904 of the European Parliament and of the Council of 5 June 2019 on the reduction of the impact of certain plastic products on the environment. <a href="http://data.europa.eu/eli/dir/2019/904/oj">http://data.europa.eu/eli/dir/2019/904/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8081-a220-d15499469934" class="bulleted-list">
<li>European Bioplastics. (2025). <em>Bioplastics market development update 2025: Global production capacities of bioplastics 2025-2030</em>. Berlin. <a href="https://www.european-bioplastics.org/market/">https://www.european-bioplastics.org/market/</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-800d-8823-c2116b5f1537" class="bulleted-list">
<li>European Commission. (2024). <em>Special Eurobarometer 538: Attitudes of Europeans towards the environment</em>. Brussels <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173">https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3173</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8015-8521-d6f7c6ee4ed1" class="bulleted-list">
<li>Legge 27 dicembre 2019, n. 160. Bilancio di previsione dello Stato per l&#8217;anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022. Normattiva (ultimo aggiornamento all&#8217;atto pubblicato il 19/12/2025). <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019-12-27;160">https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2019-12-27;160</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-809a-a572-c78680da9c5a" class="bulleted-list">
<li>Regulation (EU) 2025/40 of the European Parliament and of the Council of 19 December 2024 on packaging and packaging waste, amending Regulation (EU) 2019/1020 and Directive (EU) 2019/904, and repealing Directive 94/62/EC. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj">http://data.europa.eu/eli/reg/2025/40/oj</a></li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-80c7-a76e-c9ff1a7cbae1" class="bulleted-list">
<li>UNI. (2019). UNI EN 13432:2002 &#8211; Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio e biodegradazione &#8211; Schema di prova e criteri di valutazione per l&#8217;accettazione finale degli imballaggi. Milano: Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Disponibile su: https://store.uni.com</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8039-8b09-cfd5f665e4ae" class="bulleted-list">
<li>UNI. (2007). <em>UNI EN 14995:2007 &#8211; </em>Plastiche &#8211; Valutazione della compostabilità &#8211; Schema di prova e specificazioni. Milano: Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Disponibile su: https://store.uni.com</li>
</ul>
</div>
<div dir="auto">
<ul id="2df8112c-b3ab-8027-b70f-d3da3b941ae3" class="bulleted-list">
<li>UNEP. (2021). <em>From Pollution to Solution: A global assessment of marine litter and plastic pollution</em>. Nairobi: United Nations Environment Programme. <a href="https://www.unep.org/resources/pollution-solution-global-assessment-marine-litter-and-plastic-pollution">https://www.unep.org/resources/pollution-solution-global-assessment-marine-litter-and-plastic-pollution</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/modello-italiano-imballaggi-biodegradabili-compostabili-biorepack/">Stoviglie e imballaggi biodegradabili, il modello italiano</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Packaging in vetro, cresce la domanda ma anche i prezzi di produzione</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/packaging-in-vetro-cresce-la-domanda-ma-anche-i-prezzi-di-produzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 May 2023 15:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[riutilizzo]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=71947</guid>

					<description><![CDATA[<p>La produzione di packaging in vetro è aumentata, nonostante la crisi energetica e l’onda lunga del Covid. Il materiale principe per contenere alimenti e bevande è apprezzato dai consumatori e veicola all’estero vino, spumante e altri gioielli del Made in Italy. Tuttavia, alcune criticità pongono un rischio in termini di mantenimento degli obiettivi di riciclo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/packaging-in-vetro-cresce-la-domanda-ma-anche-i-prezzi-di-produzione/">Packaging in vetro, cresce la domanda ma anche i prezzi di produzione</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La produzione di <em>packaging</em> in vetro è aumentata, nonostante la crisi energetica e l’onda lunga del Covid. Il materiale principe per contenere alimenti e bevande è apprezzato dai consumatori e veicola all’estero vino, spumante e altri gioielli del <em>Made in Italy</em>. Tuttavia, alcune criticità pongono un rischio in termini di mantenimento degli obiettivi di riciclo e di circolarità del settore.</p>
<h2><em>Packaging</em> in vetro, la ripresa e le criticità</h2>
<p><strong>Nel 2022</strong> la produzione di bottiglie in Italia è aumentata dell’1,5% immettendo sul mercato oltre 2 miliardi di pezzi, e quella di vasetti del 2,5%, riferisce Assovetro, l&#8217;Associazione confindustriale degli industriali del vetro.</p>
<p><strong>A minare il ritorno alla normalità</strong>, tuttavia, premono alcuni fattori critici: la volatilità dei prezzi energetici e l’aumento del prezzo del rottame a livelli mai raggiunti in precedenza, passando da circa 25 euro/ton a 200 euro/ton.</p>
<p><strong>Questo aumento</strong>, oltre a incidere sul costo dei contenitori (il rottame rappresenta, nella media circa la metà delle materie prime usate per la produzione di vetro e  1/3 del costo di produzione), pone un rischio in termini di mantenimento degli obiettivi di riciclo e di circolarità del settore: il costo di utilizzo del rottame ha ormai superato, infatti, quello della materia prima.</p>
<blockquote class="td_quote_box td_box_center"><p>Nonostante il perdurare di fattori critici, l’industria del packaging in vetro ha continuato a crescere. Il 2023 dovrebbe essere un anno di assestamento per permetterci di affrontare le sfide del futuro dell’industria del packaging in vetro, come quella della decarbonizzazione con la ricerca di nuovi vettori energetici. (Roberto Cardini, Presidente della sezione contenitori di Assovetro).</p></blockquote>
<h2>Riciclo e riuso, una convivenza sostenibile</h2>
<p><strong>Il riuso</strong> è l’obiettivo centrale della proposta di regolamento europeo su imballaggi e rifiuti da imballaggi (<em>Packaging and Packaging Waste Regulation</em>, PPWR). La sfida richiede di rimodulare le abitudini dei consumatori e la logistica (il punto di rottura del vantaggio ambientale del riutilizzo è stimato in 100 km), nonché la creazione di nuovi modelli di <em>business</em>.</p>
<p><strong>Nel 2021</strong> il riuso ha interessato 186.000 tonnellate di contenitori in vetro. Soprattutto in filiere come quelle dell’acqua e del latte, il vetro si presta perfettamente al riutilizzo, grazie alle sue proprietà che lo rendono estraneo a ogni rischio di cessione chimica e contaminazione.</p>
<p><strong>Il riciclo</strong> rimane essenziale per accompagnare la transizione. In questo, l’Italia eccelle. Il riciclo dei rifiuti di imballaggi in vetro provenienti dalle raccolte differenziate ha raggiunto 2,2 Mt e ha un tasso di riciclo pari al 76,6%, al di sopra del <em>target</em> europeo del 75% al 2030. L’industria del vetro si è impegnata ad arrivare al 90% nel 2030.</p>
<h2>I consumatori preferiscono il vetro</h2>
<p><strong>La preferenza dei consumatori </strong>per il <em>packaging</em> in vetro è nota. Per le caratteristiche di sicurezza alimentare, sostenibilità e riciclabilità, il vetro è stato l’unico materiale da imballaggio ad avere registrato in Europa negli ultimi tre anni una crescita media dell’8%, a fronte di un calo generalizzato tra il 24 e il 41%.</p>
<p><strong>Tre quarti dei consumatori</strong> europei raccomandano di acquistare prodotti confezionati in vetro. La quota sale all’85% tra gli italiani, che sono anche i più ‘ricicloni’ d’Europa: 9 su 10 dichiarano di fare la raccolta differenziata. Un prodotto confezionato in vetro, inoltre, riscuote più fiducia per il 70% degli italiani, secondo l’Indagine InSites 2022.</p>
<h2>La leggerezza del <em>packaging</em> in vetro</h2>
<p><strong>In Italia l’industria</strong> del vetro consuma ogni anno circa 1,1 miliardi di metri cubi di gas (circa l’1,5 per cento del consumo nazionale). Una produzione energivora che anno dopo anno persegue forme di risparmio energetico allo scopo di ridurre il consumo di materie prime, di energia e, di conseguenza, le emissioni di CO2. In questa logica, il peso dei contenitori è stato ridotto: -12% le bottiglie del vino e -18% quelle dello spumante.</p>
<p><strong>Il sempre maggiore utilizzo</strong> del rottame di vetro per la produzione di bottiglie, che in molti casi oggi raggiunge il 90%, fa la differenza. Ogni 10% di rottame utilizzato in sostituzione delle materie prime permette un risparmio del 2,5% di energia e una riduzione delle emissioni di CO2 del 5%.</p>
<h2>L’industria italiana del vetro cavo in cifre</h2>
<p><strong>L’industria</strong> dei contenitori in vetro, prima manifattura europea, con 16 aziende e 39 stabilimenti è presente in quasi tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud, con una maggiore concentrazione al Nord. Conta 7.800 addetti, la quasi totalità con contratto a tempo indeterminato.</p>
<p><strong>Il fatturato</strong> è valutato in 2,5 miliardi di euro l’anno. Nel 2022 l’<em>import</em> di bottiglie e vasi è aumentato dell’11,3% e l’<em>export</em> è diminuito del 4,4%.</p>
<p><strong>Entro il 2024</strong> verranno realizzati 5 nuovi forni di fusione (400 mln di investimento) che garantiranno un incremento della capacità produttiva del 12%. Tre di questi entreranno in funzione già nelle prossime settimane.</p>
<p><em>Marta Strinati </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/packaging-in-vetro-cresce-la-domanda-ma-anche-i-prezzi-di-produzione/">Packaging in vetro, cresce la domanda ma anche i prezzi di produzione</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>8 consumatori su 10 scelgono il packaging in vetro. Ricerca InSites</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/8-consumatori-su-10-scelgono-il-packaging-in-vetro-ricerca-insites/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2022 09:35:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[vetro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=70616</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il vetro si conferma come il materiale da packaging alimentare preferito per 8 consumatori europei su 10. La tendenza viene rilevata dalla ricerca InSites commissionata dalla European Container Glass Federation (FEVE) per la piattaforma dei consumatori Friends of Glass. L’indagine, condotta nel 2022, ha coinvolto più di 4.000 consumatori in 13 paesi europei: Austria, Croazia, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/8-consumatori-su-10-scelgono-il-packaging-in-vetro-ricerca-insites/">8 consumatori su 10 scelgono il packaging in vetro. Ricerca InSites</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il vetro si conferma come il materiale da <em>packaging</em> alimentare preferito per 8 consumatori europei su 10. La tendenza viene rilevata dalla <a href="https://glasshallmark.com/use-glass/consumer-prefer-recycled-glass-study/">ricerca</a> InSites commissionata dalla <em>European Container Glass Federation</em> (FEVE) per la piattaforma dei consumatori <em>Friends of Glass</em>.</p>
<p>L’indagine, condotta nel 2022, ha coinvolto più di 4.000 consumatori in 13 paesi europei: Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Turchia e Regno Unito.</p>
<h2>Le virtù del <em>packaging</em> in vetro</h2>
<p><strong>A orientare</strong> tre quarti dei consumatori europei e l’85% di quelli italiani è la convinzione che il vetro sia parte integrante di uno stile di vita sano, perché è completamente riciclabile, efficacemente riciclato in tutta Europa e sicuro una volta riciclato.</p>
<p><strong>Tanto apprezzamento</strong> si riflette nei numeri. Il vetro è stato l’unico materiale da imballaggio ad aver registrato, negli ultimi 3 anni, nei 13 paesi considerati dalla ricerca, una crescita media dell’8% (il 13% in Italia). Gli altri materiali da imballaggio hanno invece affrontato un calo tra il 24 e il 41%.</p>
<h2>Il vetro è per sempre</h2>
<p><strong>La riciclabilità</strong> all’infinito è una caratteristica molto apprezzata dai consumatori, specie perché priva di rischio di rilascio di contaminanti, come invece accade con la plastica.</p>
<p><strong>Tra gli intervistati</strong>,</p>
<ul>
<li>la metà dichiara di preferire il vetro proprio per la sua perfetta riciclabilità,</li>
<li>8 su 10 affermano di riciclare ‘sempre’ o ‘spesso’ i loro imballaggi in vetro e l’Italia, con 9 consumatori su 10, si conferma il Paese più ‘riciclone’, con un tasso di riciclo record,</li>
<li>l’82% (86% in Italia) apprezza la facile comprensione del corretto conferimento del vetro nella raccolta differenziata. Una chiarezza che invece latita in altri materiali da imballaggio e verrà risolta (si spera) dal 2023, con l’entrata in vigore delle nuove regole in materia di etichettatura ambientale degli imballaggi.</li>
</ul>
<h2>La sostenibilità <em>driver</em> degli acquisti</h2>
<p><strong>Secondo il sondaggio</strong>, la salute e la conservazione del prodotto sono visti come un fattore decisivo negli acquisti di alimenti e bevande.</p>
<p><strong>Il campione </strong>intervistato dimostra una comprensione evoluta e ampia del concetto di sostenibilità:</p>
<ul>
<li>6 consumatori su 10 considerano la riduzione degli sprechi alimentari, il riciclo e la tutela della salute gli elementi chiave di sostenibilità (per gli italiani c’è anche la riduzione dell’uso di plastica usa e getta non biodegradabile),</li>
<li>oltre un terzo dei consumatori intervistati ha dichiarato di scegliere più vetro perché inerte e perché mantiene i prodotti più sicuri e più a lungo, riducendo così gli sprechi alimentari.</li>
</ul>
<p><strong>La richiesta di sostenibilità</strong> è rivolta anche alle aziende:</p>
<ul>
<li>l’80% degli intervistati dichiara che le imprese hanno l&#8217;obbligo morale di utilizzare <em>packaging</em> sostenibili (85% in Italia),</li>
<li>quasi altrettanti (78%) vorrebbero che le aziende apponessero sulle confezioni le credenziali di sostenibilità (84% in Italia).</li>
</ul>
<p><strong>Un prodotto confezionato</strong> in vetro riscuote più fiducia per il 65% del campione e per il 70% degli italiani.</p>
<h2>La<em> top-four</em> degli alimenti con packaging in vetro</h2>
<p><strong>Nella classifica </strong>degli alimenti preferiti se confezionati nel vetro figurano</p>
<ul>
<li>prodotti lattiero-caseari, con il 65% delle preferenze a livello europeo (soprattutto in Turchia e Austria),</li>
<li>bevande analcoliche, con il 54% (soprattutto in Turchia e Regno Unito),</li>
<li>salse con il 50% (Turchia e Polonia al <em>top</em>),</li>
<li>olio (soprattutto in Spagna) con il 47%.</li>
</ul>
<h2>Vino e birra, gli italiani preferiscono il vetro</h2>
<p><strong>La <em>top-four</em></strong> vale anche in Italia. Ma il Belpaese è primo in Europa nella scelta del binomio vetro-vino con il 44% delle preferenze contro una media europea del 32% (in fondo alla classifica la Svizzera con appena il 20% delle preferenze). Il confezionamento in bottiglie di vetro, del resto, è risultato in uno <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/vino-contenitori-di-vetro-meglio-della-plastica/">studio</a> la migliore soluzione per la conservazione delle qualità organolettiche del vino.</p>
<p><strong>Stessa preferenza</strong> riguarda la birra. Il 42% degli italiani la preferisce in vetro (34% la media europea). In totale circa 6 italiani su 10 preferiscono prodotti confezionati in vetro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/8-consumatori-su-10-scelgono-il-packaging-in-vetro-ricerca-insites/">8 consumatori su 10 scelgono il packaging in vetro. Ricerca InSites</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le bottiglie di plastica monouso e l&#8217;inquinamento degli oceani, la denuncia di Greenpeace</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/le-bottiglie-plastica-monouso-la-denuncia-greenpeace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Mar 2017 11:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bottiglie monouso]]></category>
		<category><![CDATA[consumattori]]></category>
		<category><![CDATA[deposito cauzionale]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[impronta ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento da plastica]]></category>
		<category><![CDATA[microplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[MOCA]]></category>
		<category><![CDATA[oceani]]></category>
		<category><![CDATA[packaging]]></category>
		<category><![CDATA[raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[soft drink]]></category>
		<category><![CDATA[usa e getta]]></category>
		<category><![CDATA[vuoto a rendere]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=24264/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le bottiglie di plastica monouso sono la prima causa di inquinamento da plastica negli oceani, ma solo il 6,6% è realizzato in materiale riciclato. Il recente rapporto di Greenpeace denuncia l&#8217;impatto ambientale delle bottiglie di plastica monouso, prima causa di inquinamento da plastica degli oceani e dei mari del pianeta. (1) Con danni irreparabili alla fauna [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/le-bottiglie-plastica-monouso-la-denuncia-greenpeace/">Le bottiglie di plastica monouso e l&#8217;inquinamento degli oceani, la denuncia di Greenpeace</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Le bottiglie di plastica monouso sono la prima causa di inquinamento da plastica negli oceani, ma solo il 6,6% è realizzato in materiale riciclato.</span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il recente <a href="http://www.greenpeace.org.uk/sites/files/gpuk/Bottling-It_FINAL.pdf" target="_blank" rel="noopener">rapporto di Greenpeace</a></b> denuncia l&#8217;impatto ambientale delle bottiglie di plastica monouso, prima causa di inquinamento da plastica degli oceani e dei mari del pianeta. (1) Con danni irreparabili alla fauna marina, poiché servono secoli per smaltire le sostanze chimiche nocive.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Quasi due milioni di tonnellate</b> di bottiglie sono prodotte ogni anno nella sola Inghilterra. (2) Di queste solo il 6,6% è realizzato in materiale riciclato. Negli ultimi dieci anni oltretutto l&#8217;industria delle bevande analcoliche ha quasi abbandonato l&#8217;impiego di contenitori riutilizzabili, in favore di quelli &#8216;usa e getta&#8217;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Nessuno dei colossi intervistati &#8211; Coca-Cola, PepsiCo, Nestlé, Danone</b>, Suntory e Dr Pepper Snapple &#8211; si è impegnato a ridurre le bottiglie di plastica monouso. Soltanto due gruppi su sei considerano il rischio di inquinamento marino in fase di progettazione degli imballi. E hanno definito timidi obiettivi di incremento d&#8217;uso di materiale riciclato. (3)</span></span></p>
<blockquote><p><em><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Se abbiamo intenzione di proteggere i nostri oceani abbiamo bisogno di porre fine all&#8217;età di plastica usa e getta</span></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> (Louise Edge, Greenpeace UK)</span></span></em></p></blockquote>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Greenpeace richiede un maggiore impegno</b> da parte dei produttori di <i>soft drink</i>. Si deve abbandonare la logica della plastica &#8216;usa e getta&#8217;, in vista dell&#8217;impiego di contenitori riutilizzabili. Nel frattanto, bisogna impiegare materiali 100% riciclati.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Le bottiglie di plastica monouso e il ruolo dei consum-Attori</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il cambiamento a ben vedere dipende anche dai consumAttori</b>, come sempre. Quante bottigliette acquistiamo ogni giorno? Ci curiamo del loro smaltimento corretto, ai fini della raccolta differenziata? Educhiamo così i nostri pargoli?</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>La riduzione dell&#8217;usa e getta </b>nei consumi quotidiani, il riutilizzo e il riciclo dei materiali è la premessa per ridurre la nostra impronta ambientale. Le amministrazioni nazionali e locali dovrebbero poi introdurre sistemi di &#8216;vuoto a rendere&#8217;. (4) I quali, ove applicati, hanno incrementato i tassi di riciclo e di raccolta per oltre l&#8217;80% a livello globale. Fino al 98% in Germania. </span></span></p>
<p><em><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Dario Dongo</span></span></em></p>
<h3><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Note</span></span></h3>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(1) 12 milioni di tonnellate di plastica ogni anno finiscono negli oceani, secondo le stime di Greenpeace </span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(2) Il dato riguarda le sole produzioni britanniche dichiarate dai 5 gruppi industriali su 6 che hanno risposto alle domande, Coca-Cola esclusa</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(3) Alcune industrie hanno ridotto lo spessore dei contenitori e iniziato a utilizzare bioplastiche, non derivate dal petrolio. Strumenti utili, eppure insufficienti a compensare la continua crescita dei volumi di produzione</span></span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">(4) Incredibile ma vero, due terzi dei giganti di <i>Big Food </i>intervistati da Greenpeace hanno dichiarato di avere politiche globali contrarie ai sistemi di raccolta delle bottiglie (!)</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/le-bottiglie-plastica-monouso-la-denuncia-greenpeace/">Le bottiglie di plastica monouso e l&#8217;inquinamento degli oceani, la denuncia di Greenpeace</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Page Caching using Disk: Enhanced 

Served from: www.greatitalianfoodtrade.it @ 2026-10-31 17:06:19 by W3 Total Cache
-->