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	<title>Federbio Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Oct 2026 13:31:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Federbio Archivi - Gift</title>
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		<title>Crescita record dei consumi di alimenti biologici. Il rapporto &#8216;Bio in cifre 2020&#8217;</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/crescita-record-dei-consumi-di-alimenti-biologici-il-rapporto-bio-in-cifre-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2020 04:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura biologica]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura contadina]]></category>
		<category><![CDATA[alimenti biologici]]></category>
		<category><![CDATA[Federbio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I consumi domestici di alimenti biologici in Italia registrano un’ulteriore crescita, +11% nel canale GDO (Grande Distribuzione Organizzata), +4,4% il totale delle vendite che hanno raggiunto il record di 3,3 miliardi di euro (giugno 2020). + 180% in dieci anni (!). La relazione di ISMEA &#8216;Bio in cifre 2020&#8217; è stata presentata insieme al rapporto annuale SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull&#8217;agricoltura biologica), all’incontro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I consumi domestici di alimenti biologici in Italia registrano un’ulteriore crescita, +11% nel canale GDO (Grande Distribuzione Organizzata), +4,4% il totale delle vendite che hanno raggiunto il record di 3,3 miliardi di euro (giugno 2020). + 180% in dieci anni (!).</p>
<p>La relazione di ISMEA &#8216;Bio in cifre 2020&#8217; è stata presentata insieme al rapporto annuale SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull&#8217;agricoltura biologica), all’incontro organizzato da Coldiretti l’1.10.20.</p>
<h2>Democratizzazione del bio, il ruolo della GDO</h2>
<p><strong>Durante il <em>lockdown</em></strong> imposto da Covid la vendita di alimenti biologici nei supermercati è cresciuta a due cifre (+11%). Un dato che conferma la crescente consapevolezza del valore dei cibi biologici per la salute e il sistema immunitario, come si è visto.</p>
<p><strong>La GDO</strong> ha finalmente assunto un ruolo da protagonista nella democratizzazione del bio, che da anni invochiamo. La vicinanza continua ai consumAttori ha così consentito alla distribuzione moderna di intercettarne le richieste &#8211; attestate da ultimo nei rapporti <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/rapporto-coop-2020-gli-italiani-a-tavola-in-era-covid-19">Coop 12.9.20</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/consumi-alimentari-in-italia-il-rapporto-di-immagino-2019">Osservatorio Immagino 2019</a> (GS1-Italy) &#8211; e ampliare l’offerta dei prodotti più <em>green</em>.</p>
<p><strong>Il fresco</strong> è la più grande novità. Con il trionfo delle uova bio, le cui vendite impennano (+9,7%). E gli ortaggi, che a loro volta registrano un balzo nelle vendite (+7,2%). Un successo per tutti gli operatori della filiera, che avvicina il sistema alimentare italiano agli obiettivi previsti dal <a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/il-manifesto-del-bio-2030/">Manifesto del Bio 2030</a>, introdotto alla fiera SANA il 6-9.9.19.</p>
<h2>Cresce il bio italiano ma anche di importazione</h2>
<p><strong>L&#8217;Italia</strong> si conferma nel 2019 il primo Paese europeo per numero di aziende agricole certificate bio. Un dato coerente con l’estrema frammentazione della nostra filiera produttiva ma anche, e soprattutto, con la <em>leadership</em> europea del Bel Paese nel valore aggiunto in agricoltura. Gli operatori certificati sono 80.643 (+2%) e le superfici coltivate a biologico sfiorano oggi i 2 milioni di ettari +2% rispetto al 2018, +79% rispetto al 2010.</p>
<p><strong>Aumentano </strong>altresì le importazioni di prodotti bio da paesi extracomunitari, con un incremento complessivo del 13,1%. Il colpo d&#8217;ala è del 35,2% per le colture industriali, destinate all&#8217;industria di trasformazione (piante saccarifere, tessili, oleifere, spezie ed erbe aromatiche). I cereali e la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie crescono rispettivamente del 16,9% e 22,8%.</p>
<h2>Più controlli sulle importazioni</h2>
<p><strong>L&#8217;approvvigionamento </strong>sui mercati extra-UE, secondo Coldiretti, potrebbe essere ridimensionato a vantaggio delle produzioni nazionali stringendo le viti dei controlli pubblici ufficiali. In particolare, subordinando l&#8217;ingresso delle merci non solo alle verifiche documentali ma anche a ispezioni fisiche e controlli analitici.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>&#8216;L’Italia </strong>è uno dei maggiori importatori di alimenti biologici da paesi extracomunitari da dove nel 2019 ne sono arrivati ben 210 mila tonnellate di cui quasi 1/3 dall’ Asia. Occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli europei&#8217; </em>(Ettore Prandini, presidente di Coldiretti).</span></p>
<h2><em>Italian Bio Pride</em></h2>
<p><strong>La spiccata tendenza</strong> degli italiani verso le produzioni alimentari <em>Made in Italy </em>dovrebbe quindi fungere da volano alla crescita del biologico nostrano. E la crescente attenzione verso il bio dovrebbe a sua volta consentire una più equa redistribuzione del valore a favore degli agricoltori che ne sappiano cogliere le opportunità.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>&#8216;Promuovere</strong> il ricorso a materia prima italiana certificata riducendo i volumi delle importazioni potrà inoltre fornire un ulteriore stimolo di crescita al comparto e concorrere al raggiungimento del target del 25% di superficie investita a coltivazioni biologiche, indicato nella strategia Farm to Fork, uno dei pilastri del New Green Deal. Un’occasione da non perdere, visto anche il boom di domanda di prodotto 100% italiano a cui abbiamo assistito negli ultimi anni&#8217; </em>(Raffaele Borriello, direttore generale di Ismea).</span></p>
<h2>Testo Unico del biologico, finalmente in arrivo</h2>
<p><strong>Regole stringenti </strong>e controlli accurati sulle importazioni sono essenziali per tutelare il bio italiano. Uno slancio ulteriore può provenire dal Testo Unico per il biologico, che la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova indica trovarsi ora in fase di approvazione al Senato.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>&#8216;Tutto il nostro agroalimentare</strong> si poggia, e si radica, sulla distintività e sulla eccellenza della qualità e il biologico deve essere una delle punte di diamante, in un&#8217;ottica di tutela dell&#8217;ambiente e della biodiversità. Se abbassiamo l&#8217;asticella delle regole, se riduciamo il rigore del controllo sul biologico facciamo un favore ai competitor delle nostre aziende e danneggiamo tutto il sistema agroalimentare italiano (&#8230;) Se qualcuno in Europa pensa di far aumentare le superfici a biologico abbassando il livello delle regole, in modo da fare diventare tutto biologico, noi non ci stiamo&#8217;</em> (Teresa Bellanova, ministra per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali).</span></p>
<h2>Il plauso e le richieste di FederBio</h2>
<p><strong>FederBio</strong> è la federazione nazionale che dal 1992 riunisce e rappresenta la quasi totalità delle organizzazioni operanti nelle filiere dell’agricoltura biologica e biodinamica. <em>From seed to fork </em>e <em>from feed to fork </em>(dai semi e dai mangimi alla forchetta), vi aderiscono le principali realtà nella produzione, distribuzione, certificazione, normazione e tutela degli interessi di operatori e tecnici bio. Con l’obiettivo di tutelarne e favorirne lo sviluppo, anche a livello internazionale. FederBio è infatti associata a <a href="https://www.ifoam.bio/">IFOAM</a>, l’organizzazione che dal 1972 riunisce oltre 100 organizzazioni regionali e piattaforme di settore biologico. Nonché ad ACCREDIA, l’ente italiano per l’accreditamento degli organismi di certificazione.</p>
<p><strong>Maria Grazia Mammuccini</strong>, sua presidente, celebra i risultati e rinnova le richieste per lo sviluppo del sistema biologico in Italia. Con attenzione alle strategie presentate dalla Commissione europea tra dicembre 2019 e maggio 2020. <em>Green New Deal, Farm to Fork</em> (f2f), ma anche <em>Biodiversity</em>. Le quali dovranno ricevere adeguato sostegno nella nuova PAC (Politica Agricola Comune), all’insegna di una transizione ecologica che deve tradursi in aiuti concreti ai suoi protagonisti.</p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>‘I numeri presentati</strong> evidenziano che la tendenza dei cittadini è sempre più orientata verso un’alimentazione biologica. Dobbiamo dunque supportare con iniziative concrete e un quadro legislativo coerente la conversione al vero biologico. Il rischio è che la forte domanda dei consumatori italiani sia coperta da prodotti biologici di importazione a scapito del bio Made in Italy, mentre abbiamo bisogno di rafforzare i produttori agricoli nel nostro Paese attraverso lo sviluppo di filiere etiche fondate sul principio del “giusto prezzo”.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>In questo momento</strong> storico in cui l’Europa, con il Green Deal e le strategie Farm to Fork e biodiversità, sta puntando fortemente sul biologico, l’Italia non può permettersi di perdere l’opportunità per accelerare il percorso di transizione verso il modello biologico e perdere il proprio ruolo di leader come numero di operatori.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>La spinta </strong>per il biologico che viene oggi da Coldiretti rappresenta un punto importante per il settore e l’evento &#8216;Rivoluzione Bio&#8217; che si terrà il 9 ottobre 2020, giorno di apertura di SANA RESTART, sarà un momento fondamentale di dialogo per tutto il sistema del bio. Sarà soprattutto un’occasione di confronto con le istituzioni, tutte le organizzazioni del mondo agricolo alla presenza della ministra Bellanova per mettere in campo le migliori idee e i progetti strategici per diffondere le produzioni biologiche creando opportunità concrete per il territorio rurale e per le nuove generazioni.</span></em></p>
<p><em><span style="color: #008000;"><strong>Siamo molto soddisfatti</strong> che anche la Ministra Bellanova abbia evidenziato il biologico come un driver fondamentale per lo sviluppo agroecologico, auspicando che l’approvazione definitiva della legge sul biologico avvenga già nei prossimi mesi’’</span></em><span style="color: #008000;"> (Maria Grazia Mammuccini, Presidente di FederBio).</span></p>
<h2>Agroecologia contadina, da oltre 10 anni in attesa di una legge</h2>
<p><strong>L’agricoltura contadina</strong>, vale la pena annotare, continua a ricevere scarsa considerazione. Le imprese microscopiche e familiari dedicate all’ecoagricoltura sono state finora escluse, di fatto, dai contributi europei. E da oltre 10 anni attendono una legge-quadro volta a valorizzare il loro ruolo essenziale per la società e l’economia dei territori, oltre alla loro salvaguardia.</p>
<p><a href="http://www.liberiagricoltori.it/index.html"><strong>LiberiAgricoltori</strong></a><strong> e <a href="http://www.assorurale.it/chi_siamo_per_cosa_lottiamo.html">Assorurale</a> </strong>rappresentano diverse decine di migliaia di agricoltori, sull’intero territorio italiano. I quali si battono da un paio di decenni, in raccordo con il coordinamento globale de <a href="https://viacampesina.org/en/">La Via Campesina</a>, per ottenere il riconoscimento dei diritti universali dei contadini e delle comunità rurali. Diritti proclamati dall’Assemblea generale ONU, il 17.11.18, e tuttora privi di attuazione concreta. Per la sovranità alimentare e il rispetto della dignità dei lavoratori, la biodiversità e la protezione degli ecosistemi, la filiera corta e solidale.</p>
<p><strong>È giunta l’ora </strong>che il Parlamento italiano approvi il disegno di legge che ha già raccolto il consenso delle parti politiche, senza tuttavia riscuotere il loro effettivo interesse. La tutela dell’agricoltura contadina ed ecologica non può attendere oltre e deve a sua volta trovare spazio nel regime degli aiuti. Sotto l’egida del recente decalogo FAO per l’agroecologia. Senza dimenticare il principio di eguaglianza, che figura al 10° posto tra i <em>Sustainable Development Goals</em> (SDGs). Oltreché nella Costituzione della Repubblica italiana (articolo 3), a tutt’oggi fondata sul lavoro.</p>
<p><em>Dario Dongo e Marta Strinati</em></p>
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		<item>
		<title>Nasce Italian Input List, database delle sostanze ammesse nel biologico</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/nasce-italian-input-list-database-delle-sostanze-ammesse-nel-biologico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 07:52:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Federbio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FederBio, in collaborazione con FiBL, istituto svizzero leader in ricerca e consulenza sull&#8217;agricoltura biologica, lancia la Italian Input List. Una banca dati on line ove verificare i &#8216;mezzi tecnici&#8217; ammessi nell&#8217;agricoltura biologica in Italia. Dai concimi agli additivi, i ‘mezzi tecnici‘ ammessi nel bio I mezzi tecnici (o input) sono quei materiali impiegati nelle coltivazioni, negli allevamenti e nella produzione alimentare biologica. Vale a dire [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>FederBio, in collaborazione con FiBL, istituto svizzero <em>leader</em> in ricerca e consulenza sull&#8217;agricoltura biologica, lancia la <em>Italian Input List</em>. Una banca dati <em>on line</em> ove verificare i &#8216;mezzi tecnici&#8217; ammessi nell&#8217;<a href="https://www.foodtimes.eu/it/pianeta/il-manifesto-del-bio-2030/">agricoltura biologica in Italia</a>.</p>
<h2>Dai concimi agli additivi, i ‘mezzi tecnici‘ ammessi nel bio</h2>
<p><strong>I mezzi tecnici </strong>(o <em>input</em>) sono quei materiali impiegati nelle coltivazioni, negli allevamenti e nella produzione alimentare biologica. Vale a dire fertilizzanti, ammendanti, substrati, fitosanitari, detergenti e disinfettanti, materie prime e additivi per mangimi, coadiuvanti tecnologici.</p>
<p><strong>Tutti gli <em>input</em></strong> devono essere conformi all&#8217;elenco stabilito in Allegato al reg. CE 889/08 e agli standard condivisi tra FederBio e FiBL. I quali sono stati messi a punto con i contributi di un comitato consultivo composto da rappresentanti di istituti di ricerca (IBIMET-CNR, CREA, Fondazione MACH, IAMB, Università di Cagliari e Laimburg), organizzazioni di operatori e organismi di certificazione che aderiscono a FederBio.</p>
<h2><em>Italian Input List</em>, la banca dati di riferimento</h2>
<p><strong>La banca dati</strong> degli <em>input</em> ammessi nelle produzioni bio è uno strumento di grande aiuto per gli operatori del biologico. In modo da verificare l’effettiva possibilità di utilizzare i materiali presentati come idonei a tali produzioni. Con l’obiettivo di prevenire contaminazioni da sostanze non autorizzate e non dichiarate in etichetta dei prodotti, quali ad esempio i fosfiti e la matrina.</p>
<p><strong>La rilevazione</strong> negli alimenti biologici anche solo di tracce delle sostanze vietate può infatti causare gravi danni anche agli operatori in buona fede. Comportando il declassamento automatico delle produzioni, da biologiche a convenzionali. Oltre a mettere a repentaglio la fiducia dei consumatori nei confronti dell&#8217;intero comparto.</p>
<p><span style="color: #008000;"><em><strong>&#8216;L’agricoltura biologica </strong>è la forma di agricoltura più controllata https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/controlli-bio-in-italia-l-abc-e-i-dati e certificata in Europa. Servono altrettanta chiarezza, rigore e corretti schemi di certificazione dei mezzi tecnici per la difesa e dei fertilizzanti, ad oggi di fatto l’unico comparto della filiera bio che non è certificato. Ecco perché questa piattaforma rivoluziona il settore attraverso elenchi affidabili di mezzi tecnici vigilati dal FiBL</em>’ (Enrico Maria Casarotti, delegato ai mezzi tecnici presso l’Ufficio di Presidenza di FederBio).</span></p>
<h2>La rete europea degli input ammessi nel bio</h2>
<p><strong>Il database italiano</strong> confluisce nella <a href="https://www.inputs.eu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>European Input List</em></a>, alla quale già partecipano le piattaforme nazionali di Olanda, Germania, Austria, Svizzera e Croazia. L&#8217;archivio europeo raccoglie sia i requisiti europei, sia quelli definiti a livello nazionale. Con eventuali criteri aggiuntivi per l’utilizzo di <em>input</em> formulati in ragione delle esigenze specifiche dell’agricoltura bio nelle diverse aree geografiche.</p>
<p><strong>La <em>Italian Input List</em></strong>, già on line, è aperta alla registrazione dei prodotti da parte delle aziende produttrici. A partire da febbraio 2020, l&#8217;archivio potrà venire consultato mediante appositi indici di ricerca delle sostanze.</p>
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		<title>Orti online, partecipazione digitale e consegna a domicilio </title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/orti-online-partecipazione-digitale-e-consegna-a-domicilio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo&nbsp;--&nbsp;Guido Cortese]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 16:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura contadina]]></category>
		<category><![CDATA[Biofarm]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna amica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Orti urbani, orti online con ‘partecipazione digitale’ alla vita nei campi e consegna dei prodotti a domicilio. Tre brillanti iniziative mostrano come i #sognidorto possono davvero realizzarsi. Grazie a un’alleanza tra  agricoltura contadina  e ConsumAttori attenti al valore autentico del cibo. Senza trascurare le premesse. Il cibo del contadino è sempre più buono? È  davvero [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Orti urbani, orti <em>online</em> con ‘partecipazione digitale’ alla vita nei campi e consegna dei prodotti a domicilio. Tre brillanti iniziative mostrano come i #sognidorto possono davvero realizzarsi. Grazie a un’alleanza tra  agricoltura contadina  e ConsumAttori attenti al valore autentico del cibo. Senza trascurare le premesse.</p>
<h2>Il cibo del contadino è sempre più buono?</h2>
<p><strong>È  davvero migliore</strong>, il cibo del contadino? Dipende. Il ‘km0’ ha un vantaggio certo, la riduzione dei trasporti e del loro impatto ambientale. E la relazione umana ha un buon peso sulla bilancia. Ma non basta. Prova ne è il successo &#8211; relativamente modesto, rispetto agli enormi investimenti &#8211; di  Campagna amica. Cosa manca allora? Anzitutto, la dimostrazione dell’effettiva sostenibilità delle pratiche agronomiche, che non è affatto scontata.</p>
<p><strong>Il cibo del contadino </strong> ha un valore riconoscibile e apprezzato quando è  biologico. Poiché è questa l’unica garanzia identitaria di ciò che il ConsumAttore riconosce come ‘buono e sano’. Buono per l’ecosistema  e la biodiversità, di cui l’agricoltore ‘bio’ è e custode. E sano, grazie alla sostanziale assenza di residui di prodotti chimici i cui pericoli per la salute pubblica stanno emergendo con crescente evidenza.</p>
<p><strong>L’agricoltura contadina</strong>, locale ed eco-logica, può dunque assumere un ruolo chiave nella definizione di un nuovo patto sociale con i consumatori che ricevono garanzia di prodotti ‘buoni e sani’. Una garanzia di base è insita nella certificazione biologica e nei relativi controlli. E non è un caso che la stessa Coldiretti, madre di Campagna amica, abbia di recente siglato <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/biologico-in-volata-coldiretti-sale-a-bordo" target="_blank" rel="noopener">un accordo</a> con Federbio.</p>
<p><strong>Il patto tra agricoltori e consumAttori</strong>  può venire rafforzato con ulteriori forme di condivisione. Dalla presenza fisica dei consumatori nelle aziende agricole &#8211; grazie a iniziative come quelle promosse da #Vazapp!  &#8211; alla loro ‘partecipazione digitale’. Che può venire realizzata con diversi strumenti innovativi, dalla <em>blockchain</em> all’installazione di videocamere che consentano a ciascuno di osservare i campi e i laboratori, assaporare la natura attraverso uno smartphone quando non si abbia occasione di fare visite ‘fuori porta’.</p>
<p><strong>L’abbreviazione della filiera</strong>  &#8211; dai campi al domicilio dei consumatori, o ai <a href="https://ilfattoalimentare.it/laltra-spesa-tutto-sui-gas.html" target="_blank" rel="noopener">Gruppi di Acquisto Solidale</a> (GAS), secondo tradizione &#8211; può apportare vantaggio agli agricoltori, non più costretti a ‘svendere’ le loro derrate e a trasformare (o destinare agli animali) l’ortofrutta meno ‘bella’. Ma anche di ciò non bisogna abusare, poiché i consumatori stessi devono trarne un vantaggio. Non solo idealistico, ma anche economico. E la GDO a sua volta sta organizzando filiere ‘bio’ che sono inevitabilmente meno ‘eque’ ma tendono ad avvicinarsi alla portata di tutte le tasche. La formazione del prezzo deve quindi considerare anche tale aspetto, per contemperare il valore autentico dei prodotti dell’eco-agricoltura locale con le esigenze di spesa di un pubblico non elitario a cui bisogna potersi rivolgere.</p>
<h2>Orti <em>online</em>, un modello di innovazione  sostenibile</h2>
<p><strong>Gli orti ‘online’</strong>  possono rappresentare un modello di innovazione sostenibile e condivisa sui territori. Possono stimolare la domanda interna di prodotti locali, favorire l’economia dei distretti e generare occupazione. Oltre a proteggere le aree rurali da abbandono, inquinamento e cemento. Magari anche mettendo le basi per un turismo diffuso in aree altrimenti vocate alla <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-03-05/l-italia-paesi-fantasma-sicilia-piemonte-borghi-restano-senza-abitanti-164107.shtml?uuid=AB9h3raB" target="_blank" rel="noopener">desertificazione sociale</a>. La ‘<em>green economy</em>’, spesso predicata a vanvera nei convegni delle alte istituzioni, trova così applicazione concreta. Sviluppando nuovi modelli d’impresa &#8211; anche cooperativa e sociale &#8211; per produrre ‘con occhi nuovi’ cibi buoni e giusti e reinventare il mercato locale del ‘<em>food &amp; drink</em>’.</p>
<p><strong>L’ecommerce dei colossi</strong>  globali &#8211; che pure miete consensi presso le PMI italiane &#8211; non sembra essere il contesto più appropriato a questo contesto. (1) Amazon, con il recente investimento su Deliveroo, ottimizzerà senz’altro la logistica con una distribuzione puntuale e capillare, a partire dalle grandi città. Ma il suo modello di  business  è del tutto iniquo perciò incompatibile con il concetto-base di filiera equa. All’evasione fiscale  si aggiungono lo sfruttamento dei lavoratori e l’opacità d’informazione al consumatore.</p>
<p><strong>L’economia locale </strong> non ha bisogno di piegarsi alle vessazioni contrattuali ed economiche dell’ecommerce globale. Né di regalare provvigioni sproporzionate, fino al 20%, per un servizio di ‘<em>marketplace</em>’ di cui gli orti  online  non hanno neppure bisogno. La loro visibilità può venire promossa a costi ben inferiori, affidandosi anche alle risorse fisiche sui territori e al passa-parola. E la digitalizzazione può venire realizzata anche con l’aiuto di informatici freelance e software ‘<em>open-source</em>’. Magari organizzandosi in rete, per condividere i costi dell’innovazione sostenibile, o affidandosi a un  <em>marketplace</em>  locale, non avido come i colossi. Solo in questo modo si possono mantenere prezzi ragionevoli per i consumatori, senza rinunciare alla propria meritata quota di valore.</p>
<h2>Garden Chef, Korto, Biofarm. Tre esperienze di  orti  <em>online</em></h2>
<p><strong>Il modello di orto  online</strong>  è stato sviluppato con varie iniziative, la cui varietà conferma come la fantasia non abbia limiti quando basata su buone idee. Non sempre ‘bio’ &#8211; come a noi più piace, quale emblema del massimo rispetto verso la natura e chi la abita &#8211; ma pur sempre interessanti. Tutti basati su uno schema di vendita diretta, dal produttore al consumatore. I primi due esempi, a Torino e nei pressi, richiamano l’idea pre-rinascimentale di addomesticare le terre che circondano le città per soddisfare la domanda di cibo dei borghi e Comuni. Quando ancora mancavano i mercati globali, nazionali o regionali, ogni Comune aveva il proprio serbatoio di produzione ortofrutticola.  Perché rinunciarvi proprio ora?</p>
<p><strong>Garden Chef</strong>. L&#8217;ex informatico Davide Almondo avvia nel 2014 un percorso di orticoltura urbana, in alcuni giardini di demanio pubblico della città di Torino. I riconoscimenti di merito dell&#8217;ex-sindaco Piero Fassino e del fondatore di  <em>Slow Food</em>  Carlo Petrini stimolano Davide a dare vita, nello stesso anno, a un progetto ancora più ambizioso,  <em>Garden Chef</em>. L’idea è coltivare alcuni terreni periurbani per produrre un cibo di qualità destinato alla ristorazione. L&#8217;idea di una cucina che si serve di materie prime del proprio orto è nuova a una metropoli come Torino e si sviluppa con due ristoranti cittadini. Uno dei quali è l&#8217;orto pensile &#8211; più precisamente, una serra bioclimatica &#8211; al grattacielo Sanpaolo, a 150 metri di altezza. Innovazione vertiginosa, di valenza simbolica per l’avanguardia ‘<em>green</em>’ metropolitana, se pure di impatto sociale irrilevante.</p>
<p><strong>Korto</strong>.  Lo stesso Davide mette a frutto l’esperienza orticola urbana per un progetto invece dedicato alle famiglie della città, Korto. Frutta e verdura vengono coltivate su diversi ettari di terra, nel parco della Reggia di Venaria Reale e a Chivasso, in provincia. Una cassetta di ortofrutta prodotta a pochi chilometri da casa viene consegnata ogni settimana a buon prezzo alle famiglie abbonate. La ‘partecipazione digitale’ dei cittadini è favorita dalle webcam sui campi, grazie alle quali è possibile seguire la crescita dei vegetali, le attività agricole, la cura dell&#8217;ambiente. Il servizio è ora momentaneamente sospeso, poiché si stanno sviluppando gli impianti di trasformazione di alcuni alimenti. E altre novità, ancora da disvelare.</p>
<p><a href="https://www.biorfarm.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Biofarm</strong></a> è un progetto più ampio che ambisce a stabilire una relazione diretta tra i consumatori e gli agricoltori che applicano il metodo biologico nelle diverse regioni d’Italia. Il rapporto può addirittura venire stabilito con Ie singole piante, che possono venire ‘adottate’. Nell’ottica di condividere, sia pure ‘in remoto, i cicli della natura e l’impresa dell’agricoltura. Costi iniziali, manutenzione, rese e rischi, stagionalità. Cambia la prospettiva del consumAttore che può così apprendere il significato delle sue esigenze. L’egocentrismo del &#8216;volere&#8217; questo o quel prodotto si declina in un rapporto trasparente &#8211; se pur mediato dalla tecnologia &#8211; con la natura e i suoi frutti. Quanto vive la pianta, di cosa ha bisogno, quando posso raccogliere le messi, con chi condivido questa risorsa?</p>
<p><em>Dario Dongo e Guido Cortese</em></p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) Il 7.5.19 Amazon ha siglato un’intesa anche con l’ICE, per promuovere il ‘<em>Made in Italy</em>’ all’estero. Ma a quali condizioni? L’Antitrust, da noi ripetutamente interpellata per valutare le pratiche commerciali manifestamente sleali e fuorilegge applicate dal colosso USA ai suoi fornitori, ha finora omesso di considerare clausole vessatorie che arrecano ingiusto danno a migliaia di imprese italiane. Quindi, all’economia nazionale.</p>
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		<title>Biologico in volata, Coldiretti sale a bordo</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/biologico-in-volata-coldiretti-sale-a-bordo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati&nbsp;--&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Apr 2019 08:23:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[AssoBio]]></category>
		<category><![CDATA[biologico]]></category>
		<category><![CDATA[Coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Federbio]]></category>
		<category><![CDATA[Nomisma]]></category>
		<category><![CDATA[Vinitaly]]></category>
		<category><![CDATA[vino biologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il biologico vola e anche Coldiretti vi sale a bordo, siglando un accordo con FederBio al Vinitaly di Verona. AssoBio a sua volta coordina un progetto co-finanziato dall’UE per promuovere il valore dell’agricoltura biologica.  Vinitaly 2019, brindisi al bio  Vinitaly 2019 celebra ancora l’inarrestabile crescita del vino biologico. In vigna e a scaffale: &#8211; il 12% dei vigneti italiani è certificato come biologico (un record) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;">Il </span><span style="color: #222222;">biologico vola e anche Coldiretti </span><span style="color: #222222;">vi sale a bordo, siglando un accordo con FederBio al </span><span style="color: #222222;">Vinitaly</span><span style="color: #222222;"> di Verona. AssoBio a sua volta coordina un progetto co-finanziato dall’UE per promuovere il valore dell’agricoltura biologica. </span></span></span></p>
<h4 align="JUSTIFY"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vinitaly 2019, brindisi al</b> <b>bio </b></span></span></span></h4>
<p><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://www.vinitaly.com/" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Vinitaly 2019</b></span></span></a></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">celebra ancora l’inarrestabile crescita del </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">vino biologico</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. In vigna e a scaffale:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; il 12% dei vigneti italiani è certificato come biologico (un record) e fornisce circa 500 milioni di litri di vini bio,</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; le <i>performance</i> dei vini bio nei supermercati italiani hanno registrato una crescita media del 46%, a fronte del +7% del convenzionale (fonte FederBio). Con un picco del + 67,8% sulle bollicine bio (+45,6% le IGT, +41,9% DOC e DOCG. Dati 2018, fonte Assobio).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Crescita a tre cifre, </b>secondo l’Osservatorio bio 2019 di Nomisma. +314% le vendite di vini e spumanti bio in GDO, dal 2016 al 2019, a raggiungere i 31,5 milioni di euro (dati Nielsen). Le referenze bio in assortimento sono aumentate del 222% in 3 anni (’16-‘18), da 154 a 479. </span></span></span></p>
<h4><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>AssoBio, progetto europeo di promozione</b></span></span></span></h4>
<p><span style="color: #222222;">‘</span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>European Organic Partners</b></i></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>’ (<a href="http://www.eop.bio/avvisiegare.html" target="_blank" rel="noopener">EOP</a>) </b></span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">è il consorzio costituito da Assobio, l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione di prodotti biologici. EOP si occuperà tra l’altro di promuovere l&#8217;agroalimentare biologico nell’ambito di un progetto del valore di 8 milioni di euro, co-finanziato all’80% dall’UE. Da attuarsi proprio nei primi tre Paesi produttori di alimenti nel vecchio continente (Germania, Francia e Italia).</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Aiuti concreti </b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">per promuovere le aziende bio nelle fiere di settore, formazione e </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>workshop</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, comunicazione. Quanto serve a condividere con il grande pubblico i valori e le prospettive del bio in Europa</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">, superando una volta per tutte la disinformazione di regime.</span></span></span></p>
<h4><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Biologico, il grande passo di Coldiretti</b></span></span></span></h4>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Coldiretti</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">prima confederazione agricola in Europa &#8211; </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">dichiara di essere pronta a promuovere l&#8217;agricoltura biologica tra i suoi associati. Un segno dei tempi, la svolta a pochi mesi da posizioni ancora critiche</span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">. Un segnale di speranza soprattutto, l’idea che il 70% delle imprese agricole in Italia possa decidere di liberare l’ambiente italiano e i suoi consumatori dagli agrotossici.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Il protocollo d&#8217;intesa</b></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; di ciò si tratta, per adesso &#8211; è stato siglato con FederBio, altra storica organizzazione, guidata </span></span></span><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">da Paolo Carnemolla. Il quale, in un’intervista a GIFT, spiegò le complessità burocratiche che rallentano il sistema e gli strumenti adottati per prevenire e contrastare le frodi.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Riforma del sistema di certificazione</b>, semplificazione degli adempimenti, tracciabilità digitale delle produzioni e delle importazioni bio. Questo è il programma che le due organizzazioni hanno concordato di promuovere assieme.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Marta Strinati e Dario Dongo</i></span></span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/biologico-in-volata-coldiretti-sale-a-bordo/">Biologico in volata, Coldiretti sale a bordo</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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