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	<title>caffeina Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>caffeina Archivi - Gift</title>
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		<title>Caffè e longevità: il ruolo del recettore NR4A1</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/caffe/caffe-e-longevita-il-ruolo-del-recettore-nr4a1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 07:52:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caffè]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
		<category><![CDATA[decaffeinato]]></category>
		<category><![CDATA[health claims]]></category>
		<category><![CDATA[polifenoli]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La correlazione tra consumo regolare di caffè e riduzione della mortalità generale trova una prima spiegazione a livello molecolare. Uno studio condotto presso la Texas A&#38;M University pubblicato su Nutrients (Hailemariam et al., 2026) identifica l&#8217;interazione specifica tra i composti fenolici della bevanda e il recettore nucleare NR4A1, un regolatore chiave della risposta cellulare allo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La correlazione tra <b>consumo regolare di caffè</b> e <b>riduzione della mortalità generale</b> trova una prima spiegazione a livello molecolare. Uno studio condotto presso la Texas A&amp;M University pubblicato su <i>Nutrients</i> (Hailemariam et al., 2026) identifica l&#8217;interazione specifica tra i <b>composti fenolici</b> della bevanda e il recettore nucleare <b>NR4A1</b>, un regolatore chiave della risposta cellulare allo stress e all&#8217;infiammazione. L&#8217;analisi documenta come la bioattività dell&#8217;estratto risieda principalmente nella <b>frazione polifenolica</b> e nei <b>diterpeni</b>, prescindendo dalla presenza di <b>caffeina</b> e confermando il valore nutrizionale del <b>caffè decaffeinato</b>.</p>
<h2>Le evidenze epidemiologiche su consumo di caffè e sopravvivenza</h2>
<p>Il <b>consumo abituale di caffè</b> è associato in modo consistente, negli studi epidemiologici, a una <b>riduzione della mortalità</b> per tutte le cause, cardiovascolare e oncologica. L&#8217;evidenza è documentata su coorti di grandi dimensioni negli Stati Uniti (Di Maso et al., 2021), nel Regno Unito (Liu et al., 2022) e nell&#8217;area mediterranea, dove la coorte spagnola di Valencia (Torres-Collado et al., 2021) e lo studio italiano <b>Moli-sani</b> — 20.487 partecipanti seguiti per una mediana di 8,3 anni, con consumo standardizzato sulla tazzina da 30 mL — hanno rilevato una riduzione del rischio di mortalità cardiovascolare con un consumo intorno a <b>3-4 tazzine al giorno</b> (Ruggiero et al., 2021).</p>
<h2>Funzioni protettive e duali del recettore nucleare NR4A1</h2>
<p><b>NR4A1</b>, noto anche come <b>Nur77</b>, appartiene alla famiglia dei geni a espressione precoce indotti da <b>stress cellulare e infiammazione</b>. Nei tessuti sani svolge una <b>funzione protettiva</b>: nei modelli murini privi del recettore il danno d&#8217;organo risulta più severo e la sopravvivenza inferiore. Nelle cellule tumorali solide, al contrario, il recettore è sovraespresso e sostiene la proliferazione.</p>
<p>Ne deriva un <b>comportamento duale</b> delle molecole capaci di legarlo: <b>agonisti</b> nei tessuti normali, <b>agonisti inversi</b> nel contesto tumorale, dove ne spengono l&#8217;attività pro-proliferativa. È definito <b>&#8216;orfano&#8217;</b> perché a lungo non se ne conoscevano i ligandi fisiologici.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p><b>Resveratrolo</b>, <b>quercetina</b> e <b>kaempferolo</b> erano già stati identificati come tali: da qui l&#8217;ipotesi degli autori sui composti del caffè.</p>
<h2>La metodologia dell&#8217;analisi sperimentale sugli estratti</h2>
<p>Gli estratti sono stati preparati per <b>infusione del caffè in acqua bollente</b> — 50 g di macinato in 250 mL, agitazione per 8-10 minuti, filtrazione — da partite di Honduras, Messico, Guatemala, El Salvador e Colombia, nelle versioni per <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/caffe/caffe-italiano-eccellenza-mondiale/">moka/filtro</a>, per <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/caffe/caffe-espresso/">espresso</a> e <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/caffe/caffe-decaffeinato-metodi-estrazione-benefici-salute/">decaffeinato</a>. Accanto agli estratti sono stati testati i singoli costituenti: <b>acidi caffeico, ferulico, clorogenico e p-cumarico</b>, derivati dell&#8217;acido cinnamico, <b>caffeina</b>, <b>acido chinico</b> e i diterpeni <b>cafestolo</b> e <b>kahweolo</b>.</p>
<p>L&#8217;impianto sperimentale poggia su tre livelli convergenti:</p>
<ul>
<li>il <b>legame fisico al dominio recettoriale</b> è stato misurato con due tecniche indipendenti — quenching della fluorescenza e risonanza plasmonica di superficie — integrate da simulazioni di docking molecolare su strutture cristallografiche;</li>
<li>gli <b>effetti cellulari</b> sono stati valutati su una linea di rabdomiosarcoma umano notoriamente NR4A1-responsiva;</li>
<li>la <b>verifica di dipendenza dal recettore</b> è stata ottenuta silenziandolo geneticamente e osservando se gli effetti del caffè venissero meno. Un passaggio decisivo, perché discrimina tra un effetto mediato dal recettore e uno generico. Tutti i dati derivano da <b>triplicati biologici</b>, con analisi della varianza e analisi statistica dei confronti fra ciascuna dose e il controllo.</li>
</ul>
<h2>Affinità di legame ed effetti sulle linee cellulari</h2>
<p>Estratti e polifenoli si legano a NR4A1 con costanti di dissociazione comprese fra <b>1,23 e 9,59 µmol/L</b>, valori indicativi di un&#8217;interazione specifica. L&#8217;affinità maggiore spetta all&#8217;<b>acido caffeico</b> e all&#8217;<b>acido clorogenico</b>, quest&#8217;ultimo particolarmente rappresentato nella bevanda. Anche <b>cafestolo e kahweolo</b>, i diterpeni caratteristici del chicco, si legano al recettore. Va ricordato che questi ultimi composti, liposolubili, sono trattenuti dai filtri di carta e risultano quindi presenti soprattutto nel <b>caffè non filtrato</b> — espresso e moka, stile italiano, <i>in primis</i> (Ren et al., 2019).</p>
<p>Sul piano funzionale, estratti e singoli composti riducono la <b>proliferazione cellulare</b>, e l&#8217;effetto si attenua nelle cellule con recettore silenziato, risultando parzialmente reversibile con la sua sovraespressione. Gli stessi composti riducono l&#8217;attività nel saggio di transattivazione — comportamento tipico degli <b>agonisti inversi</b> — e abbassano l&#8217;espressione di due prodotti genici pro-oncogeni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In un secondo modello cellulare, su macrofagi stimolati con lipopolisaccaride, i polifenoli del caffè hanno inibito la via infiammatoria <b>NF-kB</b>, replicando l&#8217;effetto di un ligando di riferimento.</p>
<h2>Il ruolo secondario della caffeina rispetto ai composti fenolici</h2>
<p><b>Caffeina</b> e <b>acido chinico</b> si legano al recettore ma non ne modificano la transattivazione, con effetti funzionali variabili e complessivamente deboli. Gli autori li qualificano come <b>ligandi selettivi e funzionalmente marginali</b>. L&#8217;attività descritta è dunque caratteristica dei <b>polifenoli</b> e dei <b>diterpeni</b>.</p>
<p>Il riscontro è coerente con il dato sperimentale relativo al <b>caffè decaffeinato</b> colombiano, che ha ridotto la crescita cellulare al pari degli altri campioni.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>La <b>decaffeinizzazione</b> rimuove selettivamente l&#8217;alcaloide e lascia in larga misura inalterato il patrimonio di acidi clorogenici e composti fenolici. Resta da chiarire in quale misura i diversi processi industriali — ad acqua, con solventi organici o con anidride carbonica supercritica — preservino tale profilo, aspetto che merita verifiche dedicate.</p>
<h2>Implicazioni biologiche per la risposta antinfiammatoria</h2>
<p>Lo studio offre una spiegazione biologicamente plausibile — non ancora dimostrata nell&#8217;uomo — dell&#8217;associazione fra consumo abituale e minore mortalità. L&#8217;ipotesi degli autori è che <b>NR4A1</b> operi come <b>sensore nutristico/nutrizionale</b> di composti dietetici protettivi, ipotesi rafforzata dall&#8217;osservazione che l&#8217;espressione del recettore diminuisce con l&#8217;età.</p>
<p>Chi limita l&#8217;assunzione di caffeina per sensibilità individuale, qualità del sonno o indicazione medica non rinuncia necessariamente alla <b>componente fenolica</b> della bevanda. Il dato sperimentale suggerisce in modo diretto che il <b>decaffeinato</b> può assolvere le medesime funzioni, sia pure su un&#8217;unica origine e con le riserve sui diversi processi di decaffeinizzazione.</p>
<h2>Iter normativo europeo per la validazione degli health claim</h2>
<p>Nell&#8217;Unione Europea le indicazioni sulla salute possono comparire in etichetta o in pubblicità solo previa autorizzazione, sulla base di una valutazione dell&#8217;<b>EFSA</b> che accerti il nesso di causa-effetto tra il consumo dell&#8217;alimento e l’effetto fisiologico rivendicato (<b>reg. CE 1924/2006</b>). La normativa di attuazione richiede che il dossier scientifico a sostegno della domanda di autorizzazione consista in via principale di <b>studi sull&#8217;uomo</b>, ordinati secondo una gerarchia che rifletta la forza probatoria dei diversi disegni sperimentali (<b>reg. CE 353/2008</b>, art. 5). Al vertice si collocano gli <b>studi d&#8217;intervento randomizzati e controllati</b>; le evidenze <i>in vitro</i> e sull&#8217;animale possono fornire soltanto supporto alla plausibilità del meccanismo.</p>
<p>I limiti dichiarati dagli stessi autori sono espliciti. Il lavoro è condotto <i>in vitro</i> su una linea cellulare trasformata; le concentrazioni attive superano quelle raggiungibili nel plasma dopo il consumo di una tazzina; il caffè contiene oltre mille composti che agiscono per vie molteplici, e l&#8217;interazione con NR4A1 costituisce verosimilmente un fattore concorrente e non esclusivo. Nella prospettiva di un dossier si dovrà altresì provvedere alla <b>caratterizzazione del prodotto</b> — matrice variabile per origine botanica, tostatura, macinatura ed estrazione — e alla <b>verifica di biodisponibilità</b> dei composti fenolici.</p>
<p>La caratterizzazione del legame tra polifenoli del caffè e recettore NR4A1 segna un passaggio fondamentale nella comprensione dei percorsi metabolici legati alla longevità. Per tradurre queste evidenze <i>in vitro</i> in indicazioni sulla salute autorizzate ai sensi del Regolamento (CE) 1924/2006, il percorso richiede tuttavia la conduzione di trial clinici controllati sull&#8217;uomo e una precisa standardizzazione delle matrici estratte. Il team di <a href="https://www.fareagrifood.com">FARE (Food and Agriculture Requirements)</a> si pone al fianco delle imprese e dei consorzi di filiera per pianificare le strategie di ricerca e la costruzione dei dossier scientifici necessari alla valorizzazione dei prodotti.</p>
<p><i>Dario Dongo</i></p>
<p><em>Credit cover <a href="https://unsplash.com/it/@gabimirandan?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Gabi Miranda</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/tazza-da-te-in-ceramica-bianca-riempita-con-caffe-marrone-niAkR1H24tE?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></em></p>
<h3>Bibliografia</h3>
<h4>Studio in esame</h4>
<p>Hailemariam, A., Upadhyay, S., Oany, A. R., Tsui, W. N. T., Srivastava, V., Sivaram, G., Churion, K., Chapkin, R. S., Davidson, L. A., Eitan, S., Cai, J. J., Norton, R., &amp; Safe, S. (2026). Brewed coffee and its components act through orphan nuclear receptor 4A1 (NR4A1). <i>Nutrients</i>, 18(6), Article 877. <a href="https://doi.org/10.3390/nu18060877">https://doi.org/10.3390/nu18060877</a></p>
<h4>Studi epidemiologici</h4>
<p>Di Maso, M., Boffetta, P., Negri, E., La Vecchia, C., &amp; Bravi, F. (2021). Caffeinated coffee consumption and health outcomes in the US population: A dose-response meta-analysis and estimation of disease cases and deaths avoided. <i>Advances in Nutrition</i>, 12(4), 1160-1176. <a href="https://doi.org/10.1093/advances/nmaa177">https://doi.org/10.1093/advances/nmaa177</a></p>
<p>Liu, D., Li, Z.-H., Shen, D., Zhang, P.-D., Song, W.-Q., Zhang, W.-T., Huang, Q.-M., Chen, P.-L., Zhang, X.-R., &amp; Mao, C. (2022). Association of sugar-sweetened, artificially sweetened, and unsweetened coffee consumption with all-cause and cause-specific mortality: A large prospective cohort study. <i>Annals of Internal Medicine</i>, 175(7), 909-917. <a href="https://doi.org/10.7326/M21-2977">https://doi.org/10.7326/M21-2977</a></p>
<p>Ruggiero, E., Di Castelnuovo, A., Costanzo, S., Persichillo, M., De Curtis, A., Cerletti, C., Donati, M. B., de Gaetano, G., Iacoviello, L., &amp; Bonaccio, M. (2021). Daily coffee drinking is associated with lower risks of cardiovascular and total mortality in a general Italian population: Results from the Moli-sani study. <i>The Journal of Nutrition</i>, 151(2), 395-404. <a href="https://doi.org/10.1093/jn/nxaa365">https://doi.org/10.1093/jn/nxaa365</a></p>
<p>Torres-Collado, L., Compañ-Gabucio, L. M., González-Palacios, S., Notario-Barandiaran, L., Oncina-Cánovas, A., Vioque, J., &amp; García-de la Hera, M. (2021). Coffee consumption and all-cause, cardiovascular, and cancer mortality in an adult Mediterranean population. <i>Nutrients</i>, 13(4), Article 1241. <a href="https://doi.org/10.3390/nu13041241">https://doi.org/10.3390/nu13041241</a></p>
<h4>Altri studi</h4>
<p>Ren, Y., Wang, C., Xu, J., &amp; Wang, S. (2019). Cafestol and kahweol: A review on their bioactivities and pharmacological properties. <i>International Journal of Molecular Sciences</i>, 20(17), Article 4238. <a href="https://doi.org/10.3390/ijms20174238">https://doi.org/10.3390/ijms20174238</a></p>
<h4>Riferimenti normativi</h4>
<p>Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council of 20 December 2006 on nutrition and health claims made on foods. Consolidated text: 13/12/2014. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13">http://data.europa.eu/eli/reg/2006/1924/2014-12-13</a></p>
<p>Commission Regulation (EC) No 353/2008 of 18 April 2008 establishing implementing rules for applications for authorisation of health claims as provided for in Article 15 of Regulation (EC) No 1924/2006 of the European Parliament and of the Council. Consolidated text: 21/12/2009. <a href="http://data.europa.eu/eli/reg/2008/353/2009-12-21">http://data.europa.eu/eli/reg/2008/353/2009-12-21</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Infarti e aritmie. Il lato oscuro degli energy drink. 16 a confronto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/energy-drink-infarti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 11:35:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
		<category><![CDATA[energy drink]]></category>
		<category><![CDATA[rischio cardiovascolare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.greatitalianfoodtrade.it/?p=80047</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli energy drink possono minacciare la salute dei consumatori, soprattutto quelli più giovani. Il loro consumo abituale e/o massiccio è infatti associato a danni al sistema cardiovascolare. L’indagine di mercato su 16 energy drink disponibili in Italia rivela inoltre la presenza di coloranti e additivi chimici poco raccomandabili, oltre a caffeina e zucchero in quantità. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli energy drink possono minacciare la salute dei consumatori, soprattutto quelli più giovani. Il loro consumo abituale e/o massiccio è infatti associato a danni al sistema cardiovascolare.</p>
<p>L’indagine di mercato su 16 energy drink disponibili in Italia rivela inoltre la presenza di coloranti e additivi chimici poco raccomandabili, oltre a caffeina e zucchero in quantità.</p>
<h2>Red Bull, Monster e altri energy drink</h2>
<p><strong>La ricetta-base</strong> degli energy drink è composta da un alto tenore di caffeina, in combinazione con taurina, saccarosio (o edulcoranti di sintesi, nelle versioni sugar free), vitamine del gruppo B, ginseng e altri estratti di erbe.</p>
<p><strong>La caffeina</strong>, in tutti i prodotti esaminati, ha una concentrazione sempre superiore ai 150 mg/L. Ed è perciò obbligatorio riportare in etichetta di tali bevande, ai sensi del Food Information Regulation (EU) 1169/11, l’avvertenza:</p>
<p><strong>‘<em>Alto contenuto di caffeina. Non adatto ai bambini o alle donne in gravidanza o durante l’allattamento</em>’.</strong></p>
<h2>Caffeina, concentrazioni e dosi folli</h2>
<p><strong>La concentrazione</strong> di caffeina, nei 16 prodotti esaminati, varia da 240 a 320 mg/L. Vale a dire, dal 160% fino al 213% rispetto alla dose che il legislatore europeo classifica come ‘alta’.</p>
<p><strong>La quantità di caffeina</strong> oltretutto aumenta in proporzione al formato della lattina, fino a superare i 160 mg di caffeina in una lattina di Monster. Una dose obiettivamente eccessiva.</p>
<figure id="attachment_80049" aria-describedby="caption-attachment-80049" style="width: 696px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-80049" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-777x1024.jpg" alt="TABELLA ENERGY DRINK CLASSICI" width="696" height="917" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-777x1024.jpg 777w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-228x300.jpg 228w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-768x1012.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-1166x1536.jpg 1166w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-150x198.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-300x395.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-696x917.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI-1068x1407.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-CLASSICI.jpg 1510w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-80049" class="wp-caption-text">Rilevazione gennaio 2025</figcaption></figure>
<h2>Caffeina, ‘health claims’ non ammessi e sicurezza alimentare</h2>
<p><strong>L’ingrediente</strong> caratteristico degli energy drink &#8211; la caffeina, di provenienza dichiarata come naturale nella sola bevanda di Coop &#8211; può stimolare il sistema nervoso centrale e aumentare la lucidità mentale, riducendo la sonnolenza. I relativi ‘health claims’ non sono stati peraltro approvati, ai sensi del Nutrition and Health Claims Regulation (EC) 1924/06, e il loro suggerimento anche implicito è perciò vietato.</p>
<p><strong>La sicurezza alimentare</strong> di bevande che contengono caffeina è stata valutata da EFSA (European Food Safety Authority), nel 2015. Secondo l’Autorità, non destano preoccupazione in un adulto sano di 70 kg</p>
<p>&#8211; dosi singole fino a 200 mg di caffeina e</p>
<p>&#8211; fino a 400 mg totali di sostanza nell’arco della giornata. (1)</p>
<h2>Bambini e ragazzi, basta un drink per sforare</h2>
<p><strong>Per bambini e adolescenti</strong>, invece, ‘<em>le informazioni disponibili sono insufficienti per ricavare un&#8217;assunzione sicura di caffeina</em>’, dichiara l’Authority. Viene quindi esteso a questa fasce di popolazione (vulnerabile per definizione) il criterio stabilito per gli adulti sani.</p>
<p><strong>La dose giornaliera</strong> da non superare è dunque stabilita in 3 mg per kg di peso corporeo. Vale a dire, per esempio</p>
<ul>
<li>150 mg al giorno per un peso corporeo di 50 kg, tipico di un adolescente</li>
<li>120 mg per un pre-adolescente (13 anni) di 40 kg</li>
<li>75 mg per un bambino decenne di 25 kg.</li>
</ul>
<p><strong>I conti sono presto fatti</strong>. Ai più giovani basta una lattina di energy drink per superare la soglia di sicurezza. Senza contare l’ulteriore consumo di caffeina contenuta in altre fonti alimentari come tè, cioccolato e altre bevande (come la Coca-Cola, che ne contiene oltre 106 mg/L).</p>
<h2>Eccesso di caffeina, quali effetti?</h2>
<p><strong>Gli adulti </strong>hanno quasi certamente sperimentato almeno una volta gli spiacevoli effetti di un eccesso di caffeina, anche solo per via di un caffè di troppo. Effetti che gli ‘energy drink’ possono amplificare, per il dosaggio e la combinazione con zucchero e altri ingredienti (si veda il paragrafo successivo).</p>
<p><strong>Agitazione</strong>, palpitazioni, insonnia e altri disturbi del sonno sono gli effetti collaterali più noti. Ma non i soli. A risentirne è infatti anche il sistema cardiovascolare.</p>
<p><strong>Uno studio</strong> (Kaur<em> et al</em>., 2022) sottolinea che il consumo di energy drink è stato più volte associato a danni al sistema cardiovascolare, come aritmie atriali e ventricolari, infarti del miocardio, cardiomiopatie e morte cardiaca improvvisa. Gli autori ne definiscono i consumi ‘<em>un problema di salute pubblica in crescita negli ultimi decenni</em>’. (2)</p>
<h2>Caffeina mista ad altri stimolanti</h2>
<p><strong>Ogni ingrediente </strong>degli energy drink può contribuire a questi effetti nocivi.</p>
<p><strong>La caffeina</strong> agisce sul sistema cardiovascolare attraverso vari meccanismi &#8211; come il blocco della vasodilatazione dei letti vascolari, l&#8217;aumento del tono simpatico e l&#8217;azione inotropa positiva sul miocardio &#8211; che determinano l&#8217;aumento acuto della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna.</p>
<p><strong>Gli altri ingredienti </strong>caratteristici degli energy drink &#8211; come taurina, zuccheri e vitamine del gruppo B &#8211; a loro volta ‘<em>possono contribuire a questi esiti aumentando la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna (BP) e la contrattilità del cuore, oltre a prolungare il QTc (l’intervallo misurato con l’ECG, ndr)</em>’.</p>
<h2>Zuccheri semplici, malattie cardiovascolari e diabete</h2>
<p><strong>Gli zuccheri semplici</strong>, vale a dire saccarosio, glucosio o sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, sono anch’essi responsabili dei rischi cardiovascolari descritti nello studio in esame. Nei prodotti da noi esaminati, gli zuccheri variano dal 7,4 al 15%. Fino alla dose di 55 g &#8211; pari a 11 cucchiaini di zucchero in una sola porzione &#8211;  in una lattina di Monster.</p>
<p>‘<em>È stato notato che <strong>zucchero e caffeina hanno effetti sinergici</strong> che causano un aumento significativamente elevato della glicemia e dell&#8217;insulina dopo il loro consumo’. </em>Ciò vuol dire che nel lungo termine il consumo di questi drink porta a obesità e resistenza all’insulina.<em> ‘E il diabete è un importante fattore di rischio e una delle cause più comuni di malattie cardiovascolari’</em>.</p>
<h2>Altri ingredienti ‘attivi’</h2>
<p><strong>Le vitamine del gruppo B</strong> sono quasi sempre presenti negli energy drink. Note come integratore benefico, anche queste possono probabilmente aumentare gli effetti stimolatori degli altri ingredienti presenti in queste bevande, ipotizzano gli autori dello studio.</p>
<p><strong>Guaranà e yerba mate</strong>, due piante spesso presenti negli energy drink, sono a loro volta ricche di caffeina. ‘<em>Questi ingredienti potrebbero anche aumentare gli effetti avversi della caffeina sul sistema cardiovascolare</em>’, annotano i ricercatori.</p>
<p><strong>Ginkgo biloba e ginseng</strong>, a loro volta spesso presenti negli energy drink, vengono indicati dai ricercatori (Kaur <em>et al</em>., 2022) come potenzialmente nocivi:</p>
<p>&#8211; alcuni casi clinici descrivono gravi eventi emorragici dovuti agli estratti di ginkgo biloba, probabilmente a causa del suo effetto di antagonismo del fattore di attivazione piastrinica;</p>
<p>&#8211; l’uso prolungato di ginseng è invece associato a effetti collaterali cardiovascolari, come aumento della pressione arteriosa, sindrome del QT lungo o fibrillazione atriale.</p>
<h2>Sale/sodio</h2>
<p><strong>A dispetto dei sapori dolcificati</strong>, le bevande energetiche contengono anche dosi non trascurabili di sale.</p>
<p><strong>Il tenore più elevato</strong>, 0,24%, è presente nella bibita di Eurospin che così fornisce 60 mg di sale per porzione. La dose massima di sale per lattina è invece contenuta nella Monster, 0,96 g.</p>
<h2>Additivi e coloranti</h2>
<p><strong>Additivi</strong>, aromi e coloranti completano la ricetta dei drink ‘energizzanti’.</p>
<p><strong>Physik, Burn, Monster, Lemonsoda, Crazy Tiger e Eurospin </strong>contengono il conservante benzoato di sodio (E 211) o acido benzoico (E 210), la cui diffusione nelle bevande suggerisce la facilità di superamento della dose giornaliera tollerabile per i bambini. Entrambi gli additivi sono associati a reazioni di ipersensibilità e allergia (asma, prurito, arrossamento) e sono sospettati di favorire l&#8217;iperattività nei bambini, da soli o in mix con alcuni coloranti azoici.</p>
<p><strong>Lemonsoda</strong> contiene invece i fosfati di sodio, correlati a un aumento del rischio cardiovascolare e al peggioramente dell’infiammazione intestinale. (3)</p>
<p><strong>Molti energy drink</strong> ‘classici’ contengono inoltre coloranti fortemente sconsigliati:</p>
<p><strong>&#8211; Burn e Lidl</strong> aggiungono il caramello ammoniacale (E 150d), che può contenere un composto sospettato di essere cancerogeno (gruppo 2b) dalla IARC e deve essere evitato in caso di intolleranza ai solfiti.</p>
<p><strong>&#8211; Eurospin e Lidl zero</strong> impiegano invece il caramello E150c, a base di ammoniaca, che può contenere una sostanza (THI) immunotossica e una sospettata da Iarc di essere cancerogena (classe 2b). <strong>Psychik</strong> contiene invece caramello 150b, da evitare in caso di intolleranza ai solfiti.</p>
<p><strong>San Benedetto</strong>, infine, aggiunge un colorante di Southampton, il rosso E129 che, come recita l’avvertenza obbligatoria in etichetta ‘<em>Può influire negativamente sull&#8217;attività e l&#8217;attenzione dei bambini</em>’.</p>
<h2>Sugar free, dalla padella alla brace</h2>
<p><strong>La ricerca di prodotti sugar free </strong>è una tendenza consolidata e in crescita, come rileva da alcuni anni l’Osservatorio Immagino. (4) Anche tra gli energy drink l’offerta prospera. Ma con cosa viene sostituito lo zucchero?</p>
<p><strong>Nel campione</strong>, la versione sugar free è sempre a base di edulcoranti sintetici: aspartame, acesulfame k e sucralosio. Nei prodotti di Eurospin e San Benedetto troviamo anche i ciclammati. Tutte queste sostanze sono sconsigliate da WHO perché sono inutili per perdere peso ed espongono a malattie come il diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e mortalità. (5)</p>
<p><strong>Aspartame e acesulfame K</strong>, peraltro, in un recente studio di coorte condotto su 102.865 adulti francesi (Debras et al., 2022) sono associati anche a un aumento del rischio di cancro, in particolare al seno, e di tumori legati all’obesità. (6)</p>
<figure id="attachment_80051" aria-describedby="caption-attachment-80051" style="width: 696px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-large wp-image-80051" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-896x1024.jpg" alt="TABELLA ENERGY DRINK SENZA ZUCCHERO" width="696" height="795" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-896x1024.jpg 896w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-263x300.jpg 263w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-768x878.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-1344x1536.jpg 1344w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-150x171.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-300x343.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-696x795.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO-1068x1220.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2025/01/TABELLA-ENERGY-DRINK-SENZA-ZUCCHERO.jpg 1514w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption id="caption-attachment-80051" class="wp-caption-text">Rilevazione gennaio 2025</figcaption></figure>
<p><strong>Le versioni ‘senza zuccheri aggiunti’</strong> contengono poi a volte gomma arabica e di xanthan, il cui abuso causa disturbi intestinali.</p>
<h2>Aromi e coloranti nella versione gusto frutta</h2>
<p><strong>Con o senza zucchero</strong>, si moltiplicano gli energy drink al gusto di frutta. Un sottogruppo che peraltro non è migliore dal punto di vista della qualità nutrizionale.</p>
<p><strong>La ricetta base</strong> è sostanzialmente identica a quella delle bevande energizzanti ‘classiche’. Stessa quantità di zuccheri o stessi edulcoranti di sintesi, caffeina, taurina etc.</p>
<p><strong>I vari gusti </strong>vengono ottenuti con aromi di sintesi (genericamente definiti ‘aromi’), come nella Red Bull, o aromi naturali (nella Monster) che richiamano il sapore del frutto citato in etichetta.</p>
<p><strong>Quanto ai coloranti</strong>, oltre alla presenza dei caramelli di cui già detto, si segnala la Monster Energy Ultra Strawberry Dreams che nella sua bibita con 160 mg di caffeina a porzione inserisce anche l’E129 e l’E110 segnalati come causa di ADHD e pertanto accompagnati dall’avvertenza in etichetta: ‘<em>Può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini</em>’.</p>
<h2>Uso, abuso e avvertenze</h2>
<p><strong>In qualsiasi forma e gusto</strong>, è un dato di fatto che gli energy drink siano intesi da certe fasce di popolazione come uno stimolante utile allo ‘sballo’.</p>
<p><strong>Ingurgitare diverse lattine di drink</strong> o abbinarvi gli alcolici (con effetto che attenuta la sonnolenza indotta dell’alcol ma non gli effetti di stordimento) è però pericoloso e i produttori &#8211; che ne sono a conoscenza &#8211; provano a limitare le proprie responsabilità con avvertenze in etichetta del tipo:</p>
<p><em>‘Non mescolare con l’alcool. Consumare in modo responsabile’,</em> Monster.</p>
<p><em>‘Consumare in modo responsabile’,</em> Burn.</p>
<p><em>‘Consumare moderatamente’,</em> Red Bull e Lemonsoda.</p>
<p><em>‘Non adatto ai diabetici e alle persone sensibili alla caffeina. Non consumare con alcol né durante un’intensa attività sportiva’,</em> Lidl.</p>
<h2>Marketing sfrenato</h2>
<p><strong>È difficile</strong> conciliare le avvertenze alla cautela con l’incoraggiamento al consumo veicolato dal marketing e dalle sponsorizzazioni con eventi e personaggi sportivi considerati un modello da emulare. Qualche esempio.</p>
<p><strong>Bere una lattina di Burn</strong> ‘<em>alimenterà il fuoco che è in te. Artisti, Musicisti, gli Stylist ed Appasionati tutti sanno di cosa stiamo parlando. Apri una lattina di Burn Energy e lo scoprirai anche tu!</em>’.</p>
<p><strong>I creativi </strong>&#8211; o aspiranti tali &#8211; sono nel mirino del marketing. ‘<em>Musicisti, rivoluzionari, studenti, guerrieri della strada, metallari, geek, hipster e biker l&#8217;amano&#8230; l&#8217;amerai anche Tu!</em>’, garantisce Monster.</p>
<h2>Danni temporanei e permanenti</h2>
<p><strong>Il consumo di energy drink</strong>, a dispetto del marketing, è associato a sofferenze temporanee e reazioni molto gravi. Gli autori dello studio in esame (Kaur <em>et al</em>., 2022) li riassumono così:</p>
<p><strong>‘</strong><em><strong>Gli effetti collaterali acuti</strong> associati agli ED (energy drink, ndr) sono mal di testa, disagio, irritabilità, eccitabilità, malessere, disidratazione, nervosismo, insonnia, nausea/vomito, dolore addominale e xerostomia (secchezza delle fauci, ndr).</em></p>
<p><em><strong>Alcune altre conseguenze più gravi e persino fatali </strong>che sono state segnalate dal consumo di ED includono crisi epilettiche, emorragia intracerebrale, epatite acuta, rabdomiolisi, insufficienza renale acuta e psicosi’</em>.</p>
<p><strong>Tutto ciò</strong> in aggiunta ai già citati danni cardiovascolari, che ‘<em>includono aritmie sopraventricolari e ventricolari, vasospasmi coronarici, ischemia/infarti miocardici e morte cardiaca improvvisa in pazienti altrimenti sani. I sintomi di presentazione in questi pazienti erano spesso dolore al petto, palpitazioni, nausea e vomito’</em>.</p>
<p><strong>Un recente studio italiano</strong> (Costantino <em>et al.</em>, 2023) offre una revisione completa degli effetti confermati dell&#8217;abuso acuto o cronico di bevande energetiche sulla salute umana. Una collezione di dati impressionante accompagnata da una considerazione inquietante:</p>
<p>‘<em>Questa revisione evidenzia la necessità di un maggiore rigore nella valutazione della <strong>morte cardiaca improvvisa</strong>, in particolare nei giovani, poiché potrebbero essere coinvolte sostanze legali come le bevande energetiche</em>’, scrivono gli autori dello studio. (7)</p>
<h2>Restrizioni alla vendita di energy drink</h2>
<p><strong>I ricercatori </strong>invocano la regolamentazione di queste bevande e maggiori studi sull’interazione dei vari ingredienti in esse contenuti. Gli energy drink continuano invece a essere disponibili senza restrizioni, persino nelle vending machine.</p>
<p><strong>Soltanto in alcuni Paesi </strong>sono previste restrizioni alla vendita ai minori. In Polonia, Lituania, Lettonia e Turchia la vendita è consentita solo ai maggiori di 18 anni. Il governo ceco ha votato una misura analoga e il Regno Unito ne sta discutendo. (8)</p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies. Scientific Opinion on the safety of caffeine. EFSA Journal. 27.5.15 <a href="https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4102">https://doi.org/10.2903/j.efsa.2015.4102</a></p>
<p>(2) Amandeep Kaur, Hamza Yousuf, Devyani Ramgobin-Marshall, Rahul Jain, Rohit Jain. Energy drink consumption: a rising public health issue. Rev. Cardiovasc. Med. 2022, 23(3), 83. <a href="https://doi.org/10.31083/j.rcm2303083">https://doi.org/10.31083/j.rcm2303083</a></p>
<p>(3) Marta Strinati. <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/caffe-al-ginseng-attenzione-agli-additivi-20-prodotti-a-confronto/">Caffè al ginseng, attenzione agli additivi. 20 prodotti a confronto</a>. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 5.7.24</p>
<p>(4) Marta Strinati. Food consumption in Italy in the XVI edition of the Osservatorio Immagino. FT (<em>Food Times</em>). 21.12.24</p>
<p>(5) Marta Strinati. ‘Senza zuccheri’? Gli edulcoranti sintetici sono inutili e nocivi, avverte WHO. GIFT (<em>Great Italian Food Trade</em>). 15.5.23</p>
<p>(6) Marta Strinati. <a href="https://www.foodtimes.eu/planet-en/aspartame-and-health-risks-brief-scientific-review/">Aspartame and health risks, brief scientific review</a>. FT (<em>Food Times</em>). 20.8.23</p>
<p>(7) Lo studio italiano. Costantino A, Maiese A, Lazzari J, Casula C, Turillazzi E, Frati P, Fineschi V. The Dark Side of Energy Drinks: A Comprehensive Review of Their Impact on the Human Body. <em>Nutrients</em>. 2023 Sep 9;15(18):3922. doi: 10.3390/nu15183922. PMID: 37764707; PMCID: PMC10535526.</p>
<p>(8) <a href="https://www.beverfood.com/energy-drink-l-europa-chiede-divieti-ai-minori-efsa-non-stabilisce-limiti-i-giovani-wd/">Energy Drink: l’Europa chiede divieti per i più piccoli, ma l’EFSA non stabilisce limiti per i giovani</a>. <em>Beverfood</em>. 29.11.24</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/energy-drink-infarti/">Infarti e aritmie. Il lato oscuro degli energy drink. 16 a confronto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caffè decaffeinato con o senza solventi chimici. 20 a confronto</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/caffe-decaffeinato-con-o-senza-solventi-chimici-20-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jun 2024 09:58:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[caffeina]]></category>
		<category><![CDATA[indagine di mercato]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze chimiche tossiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel caffè decaffeinato l’estrazione della caffeina può avvenire mediante l’uso di solventi chimici (uno dei quali probabile cancerogeno) o con il metodo ‘naturale’ con acqua e anidride carbonica. Entrambe le versioni sono diffuse sul mercato italiano, come mostra la nostra analisi di marche MDD, discount e industria privata su 20 decaffeinati: 13 caffè decaffeinati macinati [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/caffe-decaffeinato-con-o-senza-solventi-chimici-20-a-confronto/">Caffè decaffeinato con o senza solventi chimici. 20 a confronto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel caffè decaffeinato l’estrazione della caffeina può avvenire mediante l’uso di solventi chimici (uno dei quali probabile cancerogeno) o con il metodo ‘naturale’ con acqua e anidride carbonica.</p>
<p>Entrambe le versioni sono diffuse sul mercato italiano, come mostra la nostra analisi di marche MDD, discount e industria privata su 20 decaffeinati: 13 caffè decaffeinati macinati per moka, di cui uno bio, e 7 solubili.</p>
<h2>Caffè decaffeinato, l’alternativa ‘antistress’</h2>
<p><strong>Il caffè decaffeinato</strong> è il perfetto sostituto di quello ‘intero’ per chi tende a bere più di 3-4 tazzine di caffè al giorno o deve astenersi su suggerimento del medico.</p>
<p><strong>Benefico</strong> per il sistema nervoso negli adulti in buona salute (1), il caffè produce livelli aumentati di stress, se consumato in eccesso. (2)</p>
<h2>L’estrazione della caffeina</h2>
<p><strong>La denominazione</strong> di caffè decaffeinato richiede una riduzione della caffeina naturalmente presente a un livello non superiore a</p>
<ul>
<li>0,10% nel caffè torrefatto,</li>
<li>0,30% nel caffè solubile. (3)</li>
</ul>
<p><strong>L’abbattimento</strong> è notevole. Nelle miscele più consumate in Italia, infatti, la caffeina ammonta a</p>
<ul>
<li>1,2-1,5% per l’arabica,</li>
<li>2-4% per la robusta.</li>
</ul>
<h2>Estrazione con solvente o con acqua</h2>
<p><strong>L’estrazione della caffeina</strong> dal caffè verde avviene mediante un trattamento con acqua e vapore per gonfiare i chicchi seguito dall’impiego di una sostanza che ne estrae la caffeina.</p>
<p><strong>Le sostanze autorizzate</strong> come solvente sono quattro.</p>
<h3>1) Acqua</h3>
<p><strong>L’estrazione</strong> della caffeina mediante immersione dei chicchi in acqua è il metodo più naturale ma anche complicato. In questo modo, infatti, assieme alla caffeina vengono estratti anche molti aromi del caffè. Vi si può rimediare saturando l’acqua con altri aromi del caffè oppure estraendo la caffeina (anche mediante solventi) dall’acqua di risulta per poi reimmetterli nel caffè.</p>
<h3>2) Acetato di etile</h3>
<p><strong>L’acetato di etile</strong> è presente anche in natura nella frutta, ma nell’industria ne viene impiegata la versione di sintesi. È efficace come solvente, estrae la sola caffeina, ma viene poco impiegato perché lascia un aroma fruttato ed è altamente infiammabile.</p>
<p><strong>Nel caffè</strong> ne è ammesso un residuo di 20 mg/kg. (7)</p>
<h3>3) Anidride carbonica supercritica</h3>
<p><strong>L’anidride carbonica</strong>, sottoposta a una pressione minima di 72 bar e una temperatura di 31°C, assume proprietà intermedie tra quelle di un liquido e quelle di un gas che ne consentono molteplici usi. Per le sue caratteristiche chimiche questo fluido è paragonabile a un solvente organico, molto affine al mondo delle sostanze dal carattere lipofilo.</p>
<p><strong>La tecnica</strong> viene impiegata per la rimozione della caffeina dal caffè (dal 1991), ma anche per l’estrazione della componente amaricante dal luppolo per l’industria birraria, il trattamento del sughero per ridurre il possibile difetto del sentore di ‘tappo’ nei vini e per l’estrazione del CBD dalla Cannabis Sativa L. (4,5)</p>
<h3>4) Diclorometano, solvente probabilmente cancerogeno</h3>
<p><strong>Il diclorometano</strong> (o cloruro di metilene) è il solvente tradizionalmente impiegato per l’estrazione della caffeina. Viene aggiunto nella vasca d’acqua in cui è immerso il caffè verde e poi rimosso mediante evaporazione. È efficace nel rimuovere la sola caffeina mantenendo intatto il profilo organolettico del caffè.</p>
<p><strong>L’aspetto negativo</strong> di questo solvente è la sua tossicità. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) lo ha classificato nella categoria 2A, vale a dire ‘probabile cancerogeno per l’uomo’. (6)</p>
<p><strong>Due elementi</strong> dovrebbero attenuare i rischi di inquinamento ambientale e di esposizione umana alla sostanza mediante il consumo di caffè decaffeinato con l’impiego di diclorometano:</p>
<p>&#8211; il solvente viene recuperato a fine ciclo e reimmesso in produzione,</p>
<p>&#8211; il diclorometano evapora a 40 °C, pertanto è considerato sostanzialmente assente nel prodotto finito (la torrefazione avviene a circa 200 °C).</p>
<p><strong>Nel caffè torrefatto</strong> ne è ammesso un residuo non superiore a due parti per milione (ppm), vale a dire 2 mg/kg. (7)</p>
<h3>4.1) La battaglia negli Stati Uniti contro il diclorometano</h3>
<p><strong>Negli Stati Uniti</strong> l’organizzazione CSPI (Center for Science in the Publica Interest) e altre associazioni dei consumatori da marzo 2024 chiedono alla FDA (Food and Drug Administration) di vietare l’impiego del diclorometano nelle produzioni alimentari.</p>
<p><strong>L’Agenzia statunitense</strong> per la protezione ambientale (EPA, Environmental Protection Agency), infatti, ha deciso la graduale eliminazione del diclorometano, a partire da luglio 2024, negli usi industriali non alimentari, proprio a causa del rischio cancerogenicità per l’uomo. (8,9) Gli impieghi alimentari restano quindi orfani delle misure di precauzione.</p>
<h2>Il decaffeinato in Italia, con e senza solvente</h2>
<p><strong>La qualifica di probabile cancerogeno</strong> per l’uomo spinge intanto l’industria del caffè a sostituire il diclorometano con solventi più costosi come l’anidride carbonica e l’acqua.</p>
<p><strong>Fa eccezione il caffè decaffeinato biologico</strong>. In questo caso, l’unico metodo autorizzato per estrarre la caffeina è quello naturale.</p>
<p><strong>7 su 12 &#8216;naturali&#8217;</strong></p>
<p><strong>Dei 20 caffè</strong> decaffeinati per moka esaminati, sette sono presentati come ottenuti con metodo ‘naturale’. Tra questi compare l’unico prodotto biologico.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-74753 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-620x1024.jpg" alt="caffè decaffeinato con metodo naturale" width="620" height="1024" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-620x1024.jpg 620w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-182x300.jpg 182w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-768x1269.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-929x1536.jpg 929w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-150x248.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-300x496.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka-696x1150.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab1-deka.jpg 962w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p><strong>I restanti sei</strong> sono privi di indicazione sul tipo di solvente impiegato. Come di consueto, in mancanza di indicazioni obbligatorie sul metodo impiegato per estrarre la caffeina, soltanto le dichiarazioni volontarie rese in etichetta aiutano a distinguere. Se ne deduce che l&#8217;estrazione avviene mediante solvente chimico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-74754 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-720x1024.jpg" alt="caffè decaffeinato con solvente" width="696" height="990" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-720x1024.jpg 720w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-211x300.jpg 211w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-768x1092.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-150x213.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-300x426.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente-696x989.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-2-deka-solvente.jpg 916w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<h2>Decaffeinato solubile, soltanto uno è &#8216;naturale&#8217;</h2>
<p><strong>Ben 6 dei 7 caffè decaffeinati solubili</strong> sono privi di indicazioni sul metodo adottato per estrarre la caffeina.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-74755 size-large" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-900x1024.jpg" alt="caffè decaffeinato solubile con solventi" width="696" height="792" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-900x1024.jpg 900w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-264x300.jpg 264w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-768x874.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-150x171.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-300x341.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi-696x792.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3-deka-solubile-solventi.jpg 928w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p>L&#8217;unico decaffeinato solubile dichiaratamente ottenuto con metodo &#8216;naturale&#8217; è di Nescafé.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-74756" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-1024x313.jpg" alt="decaffeinato solubile naturale" width="696" height="213" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-1024x313.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-300x92.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-768x235.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-150x46.jpg 150w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-696x213.jpg 696w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale-1068x327.jpg 1068w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2024/06/tab-3.1-solubile-naturale.jpg 1268w" sizes="auto, (max-width: 696px) 100vw, 696px" /></p>
<p><em>Marta Strinati</em></p>
<p><em>Immagine di copertina, Couleur by Pixabay</em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/il-caffe-puo-proteggere-il-sistema-nervoso/">Il caffè può proteggere il sistema nervoso</a>. Food Times. 22.8.21</p>
<p>(2) Marta Strinati. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/consumatori-e-salute/gli-effetti-del-consumo-abituale-di-caffe-sullattivita-cerebrale/">Gli effetti del consumo abituale di caffè sull’attività cerebrale</a>. Food Times. 10.3.22</p>
<p>(3) V. decreto ministeriale 20 maggio 1976, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 dell&#8217;11 giugno 1976 e successive modifiche <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/1991/03/19/091G0122/ORIGINAL">https://www.normattiva.it/eli/id/1991/03/19/091G0122/ORIGINAL</a></p>
<p>(4) Deborha Decorti. <a href="https://www.foodtimes.eu/it/sistemi-alimentari/pastorizzazione-fredda-e-co2-supercritica/">Pastorizzazione fredda e CO2 supercritica</a>. Food Times. 26.3.19</p>
<p>(5) DM 23 gennaio 1991, n. 87. Regolamento recante modificazione al decreto ministeriale 20 maggio 1976, riguardante la disciplina della produzione e del commercio del caffè decaffeinato. <a href="https://www.normattiva.it/eli/id/1991/03/19/091G0122/ORIGINAL#:~:text=%C3%88%20consentita%20la%20decaffeinizzazione%20del,pubblicato%20nella%20Gazzetta%20Ufficiale%20n">https://www.normattiva.it/eli/id/1991/03/19/091G0122/ORIGINAL#:~:text=%C3%88%20consentita%20la%20decaffeinizzazione%20del,pubblicato%20nella%20Gazzetta%20Ufficiale%20n</a>.</p>
<p>(6) IARC (2017), pp . 177-255</p>
<p>(7) DECRETO 4 agosto 2011, n. 158. Regolamento recante recepimento della direttiva 2010/59/UE della Commissione del 26 agosto 2010 che modifica la direttiva 2009/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri riguardanti i solventi di estrazione, impiegati nella preparazione dei prodotti alimentari e dei loro ingredienti. (11G0200) (GU Serie Generale n.225 del 27-09-2011) <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/09/27/011G0200/sg#:~:text=%2D%20La%20direttiva%202009%2F32%2F,e'%20stata%20pubblicata%20nella%20G.U.U.E.">https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2011/09/27/011G0200/sg#:~:text=%2D%20La%20direttiva%202009%2F32%2F,e&#8217;%20stata%20pubblicata%20nella%20G.U.U.E.</a></p>
<p>(8) Zachary Goldstein. EPA banned methylene chloride, but it’s still used in foods. CSPI 23.5.24 <a href="https://www.cspinet.org/cspi-news/epa-banned-methylene-chloride-its-still-used-foods">https://www.cspinet.org/cspi-news/epa-banned-methylene-chloride-its-still-used-foods </a></p>
<p>(9) National Toxicology Program, Department of Health and Human Services. Report on Carcinogens, Fifteenth Edition. Dichloromethane <a href="https://ntp.niehs.nih.gov/sites/default/files/ntp/roc/content/profiles/dichloromethane.pdf">https://ntp.niehs.nih.gov/sites/default/files/ntp/roc/content/profiles/dichloromethane.pdf</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/caffe-decaffeinato-con-o-senza-solventi-chimici-20-a-confronto/">Caffè decaffeinato con o senza solventi chimici. 20 a confronto</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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