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Vitamina K2, essenziale ai neonati e preziosa per i bambini e gli anziani

La vitamina K2 ha un ruolo essenziale per la salute dei neonati ed è preziosa sia per i bambini, sia per gli anziani ove esercita tra l’altro un’azione cardioprotettiva. In aggiunta alle note virtù di regolare la coagulazione del sangue e la salute delle ossa, e a vari altri benefici.

Una recente rassegna scientifica pubblicata su Children (Kozioł-Kozakowska A, Maresz, 2022) integra la copiosa letteratura scientifica su una vitamina che l’organismo umano non è in grado di sintetizzare e deve perciò assumere attraverso gli alimenti. (1)

Vitamina K2, le fonti

La vitamina K (naftochinone) è liposolubile e viene distinta in due tipi in funzione dell’origine.

– K1 (fillochinone), di origine vegetale e presente principalmente nelle verdure a foglia verde, come spinaci, broccoletti, lattuga, cavoletti di Bruxelles.

– K2 (menachinone) MK-7, di origine batterica e presente in elevata quantità nel ‘natto’, un piatto giapponese a base di semi di soia fermentati (in copertina). La sua forma MK-4 si trova anche in organi animali il cui consumo è peraltro raro (fegato, cervello, reni, pancreas).

Altre fonti importanti di vitamina K2 sono la carne (soprattutto il pollo, la pancetta e il prosciutto), i tuorli d’uovo e i latticini ad alto contenuto di grassi, come i formaggi duri.

Vitamina K in alghe e microalghe

Alghe e microalghe a loro volta costituiscono preziose fonti di vitamina K:

– l’alga nori (Porphyra sp., o laver) essiccata contiene circa 2600 μg/100 g di vitamina K,

– le alghe wakame (Undaria pinnatifida) e hijiki (Sargassum fusiforme), essiccate, contengono rispettivamente 1293 μg/100 g e 175 μg/100 g di vitamina K1,

– microalghe e cianobatteri sono altresì preziose fonti di vitamina K (2,3).

fig.1 vitamina k2

Fig. 1 – Vitamina K in alghe e microalghe (Simes et al., 2020. V. note 2,3).

Vitamina K2 e attivazione delle proteine essenziali

La ricerca scientifica ha ormai chiarito che la vitamina K2 attiva le proteine che svolgono funzioni biologiche cruciali:

– mineralizzazione di ossa e denti, anche in funzione anti carie,

– salute cardiovascolare,

– sviluppo cerebrale,

– salute delle articolazioni,

– controllo del peso corporeo.

Gli studi scientifici ripercorsi dalla rassegna in esame suggeriscono una implementazione di vitamina K2 già in alcune condizioni patologiche di infanzia e adoloscenza, quali:

– fratture,

– obesità,

– anemia di Cooley,

– fibrosi cistica,

– malattie infiammatorie intestinali e malattie del fegato,

– disabilità grave, spesso associata a malnutrizione, malassorbimento, cambiamenti nel microbiota e disfunzione epatica.

vitamina K2
Kozioł-Kozakowska A, Maresz K. The Impact of Vitamin K2 (Menaquionones) in Children’s Health and Diseases: A Review of the Literature. Children. 2022

Vitamina K2, integrazione dietetica necessaria

Oltre ai casi citati relativi a patologie, una diminuzione significativa dei livelli di assunzione di vitamina K e, in particolare, di vitamina K2, è causata dall’impoverimento nutritivo dei modelli alimentari occidentali negli ultimi 50 anni. Con gravi conseguenze sulla salute.

Ad aggravare la situazione contribuiscono le terapie utilizzate nella pratica pediatrica a base di antibiotici e glucocorticoidi per lunghi periodi:

– i primi alterano il microbiota intestinale inibendo la produzione di vitamina K,

– i secondi causano significative riduzioni della formazione ossea, specie nello scheletro in crescita, inducendo osteoporosi.

Rischio di carenza nei neonati

La carenza di vitamina K è frequente nei neonati. Ciò dipende dalla scarsa sintesi della vitamina a causa di un intestino ancora poco colonizzato dai batteri, dal ridotto passaggio di vitamina K attraverso la barriera placentare e dal suo basso accumulo nel latte materno (a eccezione di quello delle neomamme del Giappone orientale).

Tale carenza nel neonato può causare emorragie, anche letali. Una forma sicura di prevenzione è un’unica somministrazione intramuscolare di vitamina K alla nascita, come raccomandato dal rinomato ospedale pediatrico Bambino Gesù, a Roma, che spiega ‘Tale somministrazione è consigliata in tutti i neonati (e non solo in quelli con aumentato rischio di emorragia’. (4)

Vitamina K, il ruolo nell’età adulta e per gli anziani

Le proteine che dipendono dalla vitamina K (vitamin K-dependent proteins, VKDPs) – ampiamente distribuite nei tessuti, anche al di fuori del fegato – sono note soprattutto per il loro ruolo protettivo delle ossa e del sistema cardiovascolare. Oltre a essere coinvolte nella differenziazione e proliferazione cellulare, l’infiammazione e la trasduzione del segnale.

La carenza di vitamina K è stata perciò associata a diverse patologie croniche come le malattie cardiovascolari (CVD), malattia renale cronica, osteoartrite, artrite reumatoide, osteoporosi, cancro, demenza, alcune patologie della pelle, declino funzionale e disabilità. Patologie in gran parte associate a calcificazione patologica e infiammazione, ove si evidenzia il ruolo di VKDPs e vitamina K.

Lo studio prospettico di Rotterdam – condotto su 4.807 soggetti senza precedenti di infarto miocardico e seguiti per 7 anni – bassi livelli di vitamina K2 (non anche di K1) sono stati associati a un rischio significativo di malattia coronarica (Coronary heart disease, CHD), mortalità per tutte le cause e calcificazione aortica grave. (5)

Nello studio di coorte Prospect-EPIC – che ha arruolato 16.057 donne prive di malattie cardiovascolari (CVD), con un follow-up medio di 8,1 anni – è stata identificata un’associazione inversa tra vitamina K2 (in particolare MK-7, MK-8 e MK-9) e rischio di CHD, con una riduzione dell’85-100% degli eventi coronarici per ogni aumento di 10 µg nell’assunzione di vitamina K2. (6)

K2, sicura ed efficace

Nella forma MK-7, la vitamina K2 ha una storia documentata di uso sicuro ed efficace nei bambini e negli adulti. L’unica controindicazione possibile è l’uso di farmaci anticoagulanti, come le cumarine, che possono interferire con la vitamina K.

Il gruppo di esperti scientifici sui prodotti dietetici, la nutrizione e le allergie (NDA) di EFSA con il parere del 22.5.17 ha confermato i valori di riferimento per la dieta stabiliti dal Comitato scientifico per l’alimentazione umana nel 1993.

I quantitativi giornalieri di assunzione adeguata di vitamina K sono indicati in:

– 10 µg per lattanti di età compresa tra 7 e 11 mesi;

– 12 µg per bambini di età compresa tra 1 e 3 anni;

– 20 µg per bambini di età compresa tra 4 e 6 anni;

– 30 µg per bambini di età compresa tra 7 e 10 anni;

– 45 µg per i bambini di età compresa tra 11 e 14 anni;

– 65 µg per adolescenti di età compresa tra 15 e 17 anni e

– 70 µg per gli adulti, comprese donne in gravidanza e donne in allattamento. (7)

Marta Strinati e Dario Dongo

Immagine di copertina da Nippon.com, https://www.nippon.com/hk/japan-glances/jg00116/

Note

(1) Kozioł-Kozakowska A, Maresz K. The Impact of Vitamin K2 (Menaquionones) in Children’s Health and Diseases: A Review of the Literature. Children. 2022; 9(1):78. https://doi.org/10.3390/children9010078

(2)  Dina C. Simes, Carla S. B. Viegas, Nuna Araújo, Catarina Marreiros (2020). Vitamin K as a Diet Supplement with Impact in Human Health: Current Evidence in Age-Related Diseases. Nutrients.  2020 Jan;  12 (1): 138. doi: 10.3390 / nu12010138

(3) La sintesi della vitamina K1 è riportata in diverse specie di macroalghe e microalghe come Porphyra sp. (Rhodophyta), Sargassum muticum, Sargassum fusiforme, Undaria pinnatifida, Nannochloropsis oculata (Ochrophyta), Tetraselmis suecica, Dunaliella salina, Desmodesmus asymmetricus, Chlorella vulgaris, Chlamydomonas reinhardtii (Chlorophyta), Isochrysis galbana, Pavlova lutheri (Haptophyta), Skeletonema costatum (Bacillariophyta). Diverse specie di cianobatteri – come Anabaena cylindrica, Anabena variabilis, Spirulina sp. Nostoc muscorum, Synechocytis sp – sono altresì descritte per la capacità di biosintetizzare e produrre vitamina K1 (Simes et al., 2020)

(4) Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Vitamina Khttps://www.ospedalebambinogesu.it/vitamina-k-89768/

(5) Geleiinse J.M., Vermeer C., Grobbeehlight D.E., Schurgers L.J., Knapen M.H.J, Van Der Meer I.M., Hofman A., Witteman J.C.M. (2004). Dietary Intake of Menaquinone Is Associated with a Reduced Risk of Coronary Heart Disease: The Rotterdam Study. J. Nutr. 2004;134:3100-3105. doi: 10.1093/in/134.11.3100

(6) Gast G.C., de Roos N.M., Sluijs I., Botsnary M.L., Beulens J.W., Geleinse J.M., Witteman J.C, Grobbee D.E., Peeters P.H., van der Schouw Y.T. (2009). A high menaquinone intake reduces the incidence of coronary heart disease. Nutr. Metab. Cardiovasc. Dis. 2009;19:504-510. doi:10.1016/j.numecd.2008.10.004

(7) Valori di riferimento per la dieta: l’EFSA pubblica parere sulla vitamina K. 22.5.17 https://www.efsa.europa.eu/it/press/news/170522-1

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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