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Picolit, da pochi acini una grande storia

Picolit, da pochi acini una grande storia

Il Picolit è la perla dell’enologia friulana, un vino prezioso, come rari e preziosi sono gli acini che i suoi grappoli regalano al viticoltore. Il nome Picolit deriva infatti dalla scarsezza degli acini, al massimo una quindicina per grappolo. Questa caratteristica è dovuta al fatto che molti dei fiori del Picolit, a causa della loro particolare morfologia, non riescono a produrre frutti. Da ciò consegue una resa molto scarsa, che fa del Picolit un vino raro, come una perla appunto. Basti pensare che oggi la sua area di produzione si concentrata nei colli tra Udine e Gorizia per una produzione totale annua di soli 500 ettolitri.

La storia e la fama del Picolit sono legate alla figura del Conte Fabio Asquini da Fagagna, un esperto agronomo che nella seconda metà del ‘700 riuscì a promuovere e a commercializzare il Picolit presso le principali corti europee. Nel 1785 raggiunse il record di 4757 bottiglie da 0,61 litri vendute.

Nei primi anni dell’800 con la morte di Asquini per il Picolit cominciò una lenta fase di declino. Venne riportato in auge circa un secolo dopo grazie alla Famiglia Perusini, che iniziò a rifondare l’antica vigna di Picolit producendo un vino di altissima qualità.