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Carciofi, tradizionali ricette

Il merito della diffusione dei carciofi è tutto toscano. Per quanto le ricette famose siano “carciofi alla romana“, “alla giudia” e “carciofi ripieni” (meno campanilisti), l’attuale consumo dipende in buona parte da una nobile forchetta, di nome Caterina de’ Medici, sposa fiorentina di Enrico II di Francia.

Greci e Romani li conoscevano bene e ne usavano i fiori per cagliare il latte. La selezione di carciofi selvatici vede una svolta nel medioevo, quando i coltivatori riprendono l’azione portata avanti dagli Etruschi, portando a compimento la creazione del “carciofo moderno“, ingrediente oggi di numerose autentiche ricette.

Il Belpaese ne produce ben il 30% a livello mondiale, detenendo così il primato di paese coltivatore, potendone anche sfoggiare alcune pregiate varietà, come, ad esempio: Brindisino, Paestum, Spinoso Sardo, Verde di Palermo, Romanesco e Violetto di Toscana. Le regioni che più di tutte si dedicano a questa coltura sono Sicilia, Sardegna e Puglia.

Le poche calorie contenute (20 kcal circa per 100 g) sono solo una delle proprietà di questi ortaggi, importantissimi nel settore farmacologico, ricchi di sodio, potassio, fosforo, calcio e flavonoidi. Un ottimo motivo per degustare carciofi e ricette relative, “alla romana” o semplicemente ripieni.