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	<title>lievitazione Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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	<title>lievitazione Archivi - Gift</title>
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		<title>Pandoro di Verona: storia, arte dolciaria e identità culturale</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/pandoro-di-verona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 18:54:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolci di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[dolci natalizi]]></category>
		<category><![CDATA[dolci tipici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[lievitazione]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti dolciari]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti tradizionali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pandoro di Verona è tra i più celebri dolci lievitati italiani, emblema della tradizione natalizia e dell’eccellenza dolciaria veneta. La sua soffice struttura, il profumo di vaniglia e la caratteristica forma a stella a otto punte riflettono un equilibrio rigoroso fra artigianalità, competenze tecniche e qualità delle materie prime. La produzione si basa su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="2af8112c-b3ab-809f-b231-cd8285de3cea" class="">Il <strong>pandoro di Verona</strong> è tra i più celebri dolci lievitati italiani, emblema della tradizione natalizia e dell’eccellenza dolciaria veneta. La sua <strong>soffice</strong> struttura, il profumo di vaniglia e la caratteristica <strong>forma a stella</strong> a otto punte riflettono un equilibrio rigoroso fra artigianalità, competenze tecniche e qualità delle materie prime. La produzione si basa su un processo complesso, fondato su <strong>lievitazioni lente</strong>, ingredienti selezionati e sulla maestria dei pasticceri.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-800f-be47-db5d3eb49bf9" class="">Storia e leggende</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-8009-8d5c-d1c9b13fb369" class="">Le origini del pandoro si collocano in un ampio quadro storico, nel quale la tradizione alimentare veneta si intreccia con le influenze culturali della Repubblica di Venezia e con l’evoluzione delle tecniche di produzione dolciaria. Molti storici ritengono che i primi antenati del pandoro siano da ricercarsi nei <strong>dolci medievali</strong> delle corti veneziane, riservati alle celebrazioni e caratterizzati da impasti ricchi di burro, zucchero e uova, ingredienti che all’epoca rappresentavano un lusso e un segno di status sociale (Montanari, 2019). In questo contesto nasce anche il <em><strong>nadalin</strong></em>, un dolce veronese documentato dal XIII secolo, considerato l’antenato diretto del moderno pandoro. Il nadalin possiede una struttura più compatta, un profilo aromatico simile e una marcata connotazione festiva, elementi che ne hanno alimentato la fama e la continuità nel tempo.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-8072-b0d0-ffccaadc604a" class="">La vera svolta avviene nel <strong>XIX secolo</strong>, quando la pasticceria italiana si rinnova grazie alle <strong>tecniche di fermentazione</strong> più efficaci, alla maggiore disponibilità di zucchero raffinato e all’affermazione di un’<strong>estetica del dolce</strong> che privilegia la morbidezza e la leggerezza. È in questo clima culturale che Domenico Melegatti, nel 1894, registra il celebre brevetto della forma a stella a otto punte, conferendo al pandoro la sua identità moderna e riconoscibile. Il brevetto non riguarda soltanto l’estetica, ma anche un processo di lavorazione più innovativo, capace di garantire una <strong>lievitazione regolare </strong>e una <strong>consistenza soffice</strong>, tratti che ancora oggi definiscono il prodotto (Gonzato, 2018).</p>
<p id="2af8112c-b3ab-80a5-b4f4-cd3f481bb014" class="">Nel corso del Novecento, il pandoro consolida la propria presenza sulle tavole italiane e si afferma come dolce nazionale delle feste di fine anno, insieme al panettone. Ha un valore culturale e territoriale, inserendosi tra i prodotti identitari della <strong>tradizione veronese</strong> e contribuendo alla sua tutela come patrimonio gastronomico. Questa combinazione di storia, leggenda e riconoscimento culturale contribuisce a rafforzare il fascino di un dolce che, pur rinnovandosi, rimane fedele alle sue radici.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-8074-ab8c-ef65cf424208" class="">Ingredienti e processo produttivo</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-805f-938a-d7d98a924b93" class="">Il pandoro di Verona è il risultato di un <strong>processo produttivo complesso</strong> e rigoroso, nel quale la qualità degli ingredienti rappresenta un elemento determinante. Alla base dell’impasto vi è una <strong>farina di grano tenero di forza</strong>, capace di sviluppare una maglia glutinica robusta, necessaria per sostenere le lunghe lievitazioni tipiche di questo dolce. A questa si aggiungono <strong>burro </strong>ottenuto esclusivamente da creme di latte vaccino, <strong>zucchero, uova</strong> di categoria A e loro tuorli, <strong>lievito madre</strong> con eventuale aggiunta di lievito di birra e <strong>vaniglia naturale</strong>. L’equilibrio tra questi ingredienti è fondamentale per permettere all’impasto di svilupparsi in maniera armoniosa e di acquisire una consistenza soffice e una fragranza elegante.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-80bb-b03d-dca6edbe1cbb" class="">La <strong>lavorazione</strong> si articola in diverse fasi, ognuna cruciale per il risultato finale. Si parte con la preparazione della pasta madre, che costituisce la base della fermentazione. Segue un primo impasto, a cui si aggiungono gradualmente burro e tuorli secondo una tecnica di emulsione lenta e calibrata. Le <strong>successive lievitazioni</strong>, particolarmente lunghe, consentono all’impasto di sviluppare un’<strong>alveolatura fine e regolare</strong>, mentre le piegature garantiscono elasticità e morbidezza. La formatura nello stampo a stella permette una <strong>cottura uniforme</strong> che valorizza la colorazione dorata del dolce. Una volta sfornato, il pandoro viene lasciato raffreddare secondo metodi studiati per non comprometterne la struttura.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-806f-8ba6-dfa853ec8cc1" class="">Proprietà nutrizionali</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-8076-87e1-db92582ed4fd" class="">Come molti dolci tradizionali tipici delle ricorrenze invernali, il pandoro è un alimento ad alta densità energetica, destinato ad un consumo occasionale, tipicamente legato al periodo natalizio. In media, 100 grammi di pandoro apportano tra le 400 e le 420 kcal, con una predominanza energetica derivante dai carboidrati (55–60 grammi) e dai grassi (tra i 15 e i 20 grammi). Le proteine oscillano tra i 6 e gli 8 grammi, mentre la fibra varia tra uno e due grammi.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-802d-ad9f-f7020c5a0212" class="">Usi gastronomici</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-8051-b411-cf73b79ae229" class="">Il pandoro di Verona è apprezzato innanzitutto nella sua <strong>forma tradizionale</strong>, semplicemente spolverato di zucchero a velo. Il suo sapore delicato ne favorisce la <strong>combinazione</strong> con frutta fresca, salse al cioccolato, composte di agrumi e vini da dessert. La sua struttura soffice e la sua neutralità aromatica lo rendono peraltro molto versatile anche in ambito gastronomico e professionale. Nella <strong>cucina gourmet</strong> il pandoro viene così impiegato come base per tiramisù natalizi, zuccotti, semifreddi o dessert al piatto. Una leggera tostatura ne esalta la fragranza e lo rende ideale per accompagnare creme e semifreddi.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-80e8-bd5b-e2c6407a8726" class="">Consigli per gli acquirenti</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-80c1-9f76-d636e338516c" class="">Per i consumatori che desiderano scegliere un pandoro di qualità, è importante prestare attenzione alla lista degli ingredienti, laddove la presenza di burro e uova quali uniche fonti di lipidi nell’impasto sono la regola, mentre gli <strong>aromi naturali</strong> di vaniglia rappresentano un indicatore di eccellenza. A livello visivo, un pandoro ben realizzato presenta una forma regolare, una superficie dorata e una consistenza soffice ma non secca. L’aroma deve risultare naturale, con un equilibrio tra le note di burro e vaniglia.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-80ad-9407-d461caaf1c78" class="">Per i buyer professionali, nel contesto internazionale, diventa essenziale rivolgersi a produttori affidabili che garantiscano standard elevati di qualità alimentare. In questo ambito, la squadra di <strong>GIFT</strong> – Great Italian Food Trade offre un supporto qualificato nella ricerca di fornitori italiani certificati, nella verifica dei requisiti produttivi e nella consulenza commerciale per l’export. Il lavoro di GIFT facilita il dialogo con i produttori e consente ai buyer di individuare soluzioni personalizzate, riducendo i rischi e potenziando le opportunità nei mercati esteri.</p>
<h2 id="2af8112c-b3ab-8029-a69a-ea2e44be90bc" class="">Conclusioni</h2>
<p id="2af8112c-b3ab-807b-9f00-dc59ee246715" class="">Il pandoro di Verona è un’eccellenza che racchiude storia, tecnica e cultura gastronomica. La sua evoluzione, dalle corti medievali alla produzione contemporanea, rappresenta un percorso di perfezionamento continuo nel quale tradizione e innovazione convivono armoniosamente.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-809c-93fe-d11aa1f949b1" class="">La maestria artigiana, la qualità degli ingredienti e il rigore delle procedure produttive rendono questo dolce un’icona italiana destinata a durare nel tempo, confermando il suo ruolo centrale nelle celebrazioni natalizie e nella diffusione della cultura gastronomica italiana nel mondo.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-80b3-ad91-df9e1e666b45" class="">Grazie all’impegno di produttori, studiosi e operatori del settore, il pandoro continua a raccontare Verona e la sua tradizione, mantenendo intatta la magia di un dolce semplice e sofisticato al tempo stesso.</p>
<p id="2af8112c-b3ab-80e1-bcf3-c6fbe6ba1642" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover: Photo courtesy Luca Fraccaro</em></p>
<h3 id="2af8112c-b3ab-80d2-98d3-d8cabd63dec4" class="">Bibliografia</h3>
<ul id="2af8112c-b3ab-80ac-bae8-feadf7abe389" class="bulleted-list">
<li>Gonzato, S. (2018). Lievito madre. Storia della fabbrica salvata dagli operai (ISBN 13: 978-8854518445). Ed. Neri Pozza, Milano. <a href="https://neripozza.it/libro/9788854518445">https://neripozza.it/libro/9788854518445</a></li>
</ul>
<ul id="2af8112c-b3ab-809b-8c0a-c15f94317f05" class="bulleted-list">
<li>Montanari, M. (2019). Il riposo della polpetta. Storia della cucina e dell’alimentazione (ISBN 13: 978-8806243087). Ed. Laterza, Bari</li>
</ul>
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		<title>Panettone di Milano: storia e identità gastronomica</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolci-italiani/dolci-di-natale/panettone-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 12:04:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dolci di Natale]]></category>
		<category><![CDATA[dolci natalizi]]></category>
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		<category><![CDATA[lievitazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Panettone di Milano è un’eccellenza gastronomica italiana, simbolo della tradizione natalizia meneghina e ambasciatore del ‘Made in Italy’ dolciario nel mondo. Caratterizzato da una lievitazione naturale, ingredienti pregiati come burro, uvetta e canditi e una tecnica di produzione tramandata nella storia, questo dolce racchiude in sé secoli di storia culturale e artigianale. Il disciplinare [&#8230;]</p>
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<div class="page-body">
<p id="2ad8112c-b3ab-800a-8960-d51a74c0ba81" class="">Il <strong>Panettone di Milano</strong> è un’eccellenza gastronomica italiana, simbolo della <strong>tradizione natalizia</strong> meneghina e ambasciatore del ‘Made in Italy’ dolciario nel mondo. Caratterizzato da una <strong>lievitazione naturale</strong>, <strong>ingredienti pregiati</strong> come burro, uvetta e canditi e una tecnica di produzione tramandata nella storia, questo dolce racchiude in sé <strong>secoli di storia</strong> culturale e artigianale. Il disciplinare del ‘Panettone Tipico della Tradizione Artigiana Milanese’ (Comitato dei Maestri Pasticceri della Tradizione Milanese) aspira a preservare i criteri di autenticità e qualità, garantendo un prodotto radicato nella tradizione milanese.</p>
<h2 id="2ad8112c-b3ab-8033-a129-c470e1130fd8">Storia e leggende</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80fc-a42a-cd60ecbea59e" class="">Le origini del Panettone di Milano paiono risalire al <strong>XV secolo</strong>. Secondo Pietro Verri, nella ‘<em><strong>Storia di Milano</strong></em>’ (1782-1799), la notte di Natale si celebrava una cerimonia chiamata ‘<strong>rito del ceppo</strong>’: un grosso ceppo ornato di fronde veniva acceso nel camino e la famiglia si riuniva attorno al fuoco per spezzare e condividere tre grandi pani di frumento (Verri, 2010). Durante la cerimonia, il ceppo acceso era visto come simbolo dell’albero cosmico, il fuoco rappresentava la redenzione, mentre i tre pani simboleggiavano la Santissima Trinità.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80a2-815a-ccbb61085422" class="">La leggenda più nota attribuisce invece la creazione del panettone a un giovane di nome Toni, sguattero alla corte di Ludovico il Moro, che nel 1495, dopo un errore in cucina, inventò un dolce aggiungendo al pane burro, uova, canditi e uvetta. Questo ‘pane di Toni’ (‘<strong>Pan de Toni</strong>’) sarebbe stato apprezzato così tanto da diventare un simbolo natalizio. Un’altra versione vede protagonista Ughetto degli Atellani, falconiere, che per conquistare la figlia del fornaio creò un dolce simile con gli stessi ingredienti, mentre un’altra leggenda riferisce a una suora di nome Ughetta che arricchì l’impasto del pane in convento con zucchero, burro e frutta candita (Porzio, 2007).</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80e3-8cad-f0b2c7aea8f4" class="">Nel corso dei secoli, il pane festivo evolse da semplice ‘pane grande’ natalizio a dolce lievitato. Nel <strong>XIX secolo</strong> il termine ‘<strong>panaton</strong>’ (o ‘panatton de Natale’) compare nei vocabolari milanesi (Cherubini, 1839-1856). La diffusione industriale del panettone ebbe poi luogo nel XX secolo con Angelo Motta, che rese alta la forma cilindrica avvolgendola in carta di paglia (Porzio, 2007).</p>
<h2 id="2ae8112c-b3ab-8012-b3a1-c405b7b0ad56" class="">Panettone di Milano, ingredienti e processo produttivo</h2>
<p id="2ae8112c-b3ab-80e2-bdca-fe615454417a" class="">Il <strong>disciplinare</strong> del Panettone Tipico della Tradizione Artigiana Milanese specifica con rigore sia gli ingredienti ammessi sia le fasi della lavorazione, al fine di preservare l’autenticità del prodotto e garantire uno standard elevato di qualità (Comitato dei Maestri Pasticceri della Tradizione Milanese).</p>
<p id="2ae8112c-b3ab-8032-b2f5-db6670c0433c" class="">Gli <strong>ingredienti</strong> consentiti comprendono acqua, farina di frumento, zucchero, uova fresche o tuorli pastorizzati o congelati, latte in diverse forme tecnologiche (pastorizzato, UHT, condensato, fermentato o yogurt), burro di cacao, burro o burro anidro, uvetta sultanina e scorze di arancia e cedro canditi di calibro adeguato, lievito naturale a base di pasta acida e sale. Sono ammessi inoltre miele, malto, estratto di malto, vaniglia e aromi naturali. Nessun altro ingrediente è ammesso.</p>
<p id="2ae8112c-b3ab-80db-af62-f36edbae2cc4" class="">Il <strong>processo produttivo</strong> si articola in più fasi. Si parte dalla preparazione o conservazione del <strong>lievito madre</strong>, ottenuto attraverso impasti di farina e acqua acidificati dalla microflora naturale composta da lieviti e batteri lattici. Ogni pasticcere adotta un proprio ritmo di rinfreschi e parametri di fermentazione, frutto di esperienza e tradizione. Seguono uno o più impasti lievitati, che prevedono <strong>tempi intermedi di fermentazione</strong> e aggiunte successive degli ingredienti. L’impasto finale viene porzionato, arrotondato attraverso la tecnica della pirlatura e collocato nei pirottini. La lievitazione conclusiva avviene nello stampo e culmina con la scarpatura, ovvero il taglio a croce sulla sommità dell’impasto. Il panettone viene quindi cotto (circa cinquanta minuti a 190°C per un formato da un chilogrammo) e successivamente raffreddato capovolto, passaggio indispensabile per conservare la struttura soffice e l’alveolatura interna.</p>
<p id="2ae8112c-b3ab-8081-a848-d6965c00fbb8" class="">Le <strong>caratteristiche del prodotto</strong> finito devono rispettare standard precisi. Il panettone deve contenere almeno il venti per cento di uvetta e canditi e almeno il dieci per cento di burro sul peso dell’impasto. La struttura deve risultare soffice, elastica e ben alveolata, la forma cilindrica con cupola deve essere integra e la scarpatura chiaramente visibile. L’aroma è quello tipico della lievitazione naturale, complesso e privo di note artificiali.</p>
<h2 id="2ae8112c-b3ab-8026-a774-f0d9e4d9e360" class="">Proprietà nutrizionali</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-8000-819e-d50a44ea7596" class="">I valori nutrizionali del panettone riportati nelle tabelle di composizione degli alimenti raccolte dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi in economia agraria) attribuiscono in media a 100 g di panettone 337 kcal, carboidrati 56,2 g di cui zuccheri 22,9 g, grassi 10,7 g, proteine 6,4 g.</p>
<p id="2ae8112c-b3ab-807b-8489-e1c639253b5b" class="">Questi dati mostrano come il panettone sia un alimento energetico, ricco di zuccheri semplici e grassi, tipico dei dolci delle ricorrenze. La lievitazione naturale, caratteristica dell’autentico Panettone di Milano, può migliorare la digeribilità e favorire una migliore assimilazione dei nutrienti.</p>
<h2 id="2ae8112c-b3ab-80e5-b6a4-e94f5dcd0219" class="">Usi del panettone di Milano</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-801f-a39f-c9a3e83c27b9" class="">Il Panettone di Milano si consuma tradizionalmente come dessert delle feste, specialmente durante il Natale, ma è molto apprezzato anche a colazione o merenda, accompagnato da bevande calde come tè, caffè o latte. Nella cucina moderna il Panettone di Milano viene anche utilizzato come ingrediente di dessert più complessi, a volte tostato o in crumble, accanto a creme e gelati. La sua struttura soffice e l’aroma ricco lo rendono adatto a molteplici abbinamenti, mantenendo al contempo la sua dimensione tradizionale.</p>
<h1 id="2ad8112c-b3ab-8082-9296-ea57c3a44980" class="">Consigli per gli acquirenti</h1>
<p id="2ad8112c-b3ab-8031-af13-f1a03411b3d8" class="">Per chi desidera acquistare un Panettone di Milano di qualità autentica, è importante scegliere prodotti artigianali con lievitazione naturale, che rispettino un disciplinare tradizionale. Vale la pena verificare l’etichetta per accertarsi che siano presenti solo gli ingredienti tipici (burro, uvetta, canditi, uova, lievito madre). Il profilo organolettico dev’essere coerente: un panettone vero presenta una alveolatura fine, una cupola ben formata e un aroma ricco ma naturale.</p>
<p id="2ae8112c-b3ab-80bf-886e-da57c305c081" class="">Per i buyer professionali internazionali, è cruciale richiedere schede tecniche, analisi di laboratorio e la conferma della produzione artigianale. Il team <strong>GIFT</strong> (<em>Great Italian Food Trade</em>), con la sua esperienza nel settore, supporta gli acquirenti stranieri nella selezione di produttori italiani affidabili, certificati e capaci di garantire continuità qualitativa e conformità ai criteri tradizionali.</p>
<h2 id="2ae8112c-b3ab-80af-8c19-c1c9e96e8aca" class="">Conclusioni</h2>
<p id="2ad8112c-b3ab-80f3-afcd-fea855792177" class="">Il Panettone di Milano rappresenta una pietra miliare della pasticceria italiana: la sua storia è un intreccio di usi antichi, leggende e imprenditoria moderna. La sua produzione, se guidata dal disciplinare tradizionale, celebra la lunga lievitazione naturale, ingredienti nobili e una maestria artigiana che ha resistito al tempo. Per chi acquista, che sia un appassionato o un buyer professionale, selezionare con attenzione significa valorizzare l’autenticità e celebrare la tradizione milanese.</p>
<p id="2ad8112c-b3ab-80ed-8fc1-c050d354a17e" class=""><em>Dario Dongo</em></p>
<p><em>Credit cover: Photo courtesy Federico Vergani</em></p>
<h3 id="2ad8112c-b3ab-8016-ab50-f88b1b069fec" class="">Bibliografia</h3>
<ul id="2ae8112c-b3ab-8011-bc23-c7204493bdbb" class="bulleted-list">
<li>Cherubini Francesco. Vocabolario milanese-italiano. Regia Stamperia, Milano, 1839-1856</li>
</ul>
<ul id="2ae8112c-b3ab-80aa-b555-e0fac69a701d" class="bulleted-list">
<li>CREA, AlimentiNutrizione. Tabelle di composizione degli alimenti: Panettone, packed (codice 216000, ultimo aggiornamento dicembre 2019). <a href="https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/216000">https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/216000</a></li>
</ul>
<ul id="2ad8112c-b3ab-80ff-a092-fd6905001fc1" class="bulleted-list">
<li>Porzio, S. (2007). Il panettone. Storia, leggende, segreti e fortune di un protagonista del Natale. Guido Tommasi Editore-Datanova. ISBN 8895092317</li>
</ul>
<ul id="2ad8112c-b3ab-80ef-a46b-d3cedd53ce29" class="bulleted-list">
<li>Verri, P. (2010). Storia di Milano (R. Pasta, cur.). Edizioni di Storia e Letteratura. ISBN 9788863721683. Disponibile su IBS: <a href="https://www.ibs.it/storia-di-milano-libro-pietro-verri/e/9788863721683">https://www.ibs.it/storia-di-milano-libro-pietro-verri/e/9788863721683</a></li>
</ul>
</div>
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