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	<title>food &amp; drink Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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		<title>Alibaba e Coop Italia, Cina e cibo Made in Italy. Un&#8217;opportunità per tutti?</title>
		<link>https://www.greatitalianfoodtrade.it/notizie/alibaba-e-coop-italia-cina-e-cibo-made-in-italy-unopportunita-per-tutti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Ravera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 13:21:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Alibaba]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È passata quasi inosservata la notizia dell&#8217;approdo di Coop Italia sul campione planetario dell&#8217;ecommerce, il mese scorso. Alibaba, Cina e alimenti Made in Italy. Un&#8217;opportunità per tutti, accogliere l&#8217;invito dello strepitoso Jack Ma? (1) Alcune brevi riflessioni a seguire. La comunicazione in generale e la politica in particolare tendono a generalizzare, senza fare le opportune [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È passata quasi inosservata la notizia dell&#8217;approdo di Coop Italia sul campione planetario dell&#8217;ecommerce, il mese scorso. Alibaba, Cina e alimenti <em>Made in Italy</em>. Un&#8217;opportunità per tutti, accogliere l&#8217;invito dello strepitoso Jack Ma? (1) Alcune brevi riflessioni a seguire.</p>
<p><strong>La comunicazione in generale e la politica in particolare</strong> tendono a generalizzare, senza fare le opportune distinzioni di dimensioni e numeri. È invece utile fare i conti con la realtà. Per aggredire con successo un mercato dalle dimensioni e caratteristiche come quello della RPC, sono necessarie ingenti risorse (finanziarie, umane, tempo), analisi di mercato accurate e strategie di medio-lungo termine. Che ben pochi gruppi dispongono, nel panorama italiano del <em>food &amp; drink</em>.</p>
<p><strong>Una considerazione preliminare</strong> vale a introdurre il concetto. I colossi USA che dominano il mercato digitale dell&#8217;Occidente, malgrado enormi investimenti effettuati, sono finora falliti nella penetrazione del mercato cinese (v. infografica su dati 2016).</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-26091" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2017/06/coop-alibaba-interna.jpg" alt="" width="640" height="400" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2017/06/coop-alibaba-interna.jpg 640w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2017/06/coop-alibaba-interna-300x188.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2017/06/coop-alibaba-interna-320x200.jpg 320w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong>Si potrebbe obiettare che il protezionismo</strong> in auge nel mercato cinese è più forte in settori a elevato valore aggiunto e replicabili internamente. I servizi offerti dai citati colossi USA sono infatti presidiati da gruppi cinesi (Alibaba, Baidu, Tencent, Huawei) che di fatto controllano e dominano il mercato interno.</p>
<p><strong>Il food italiano potrebbe avere migliori <em>chance</em></strong>, grazie a marchi iconici e prodotti inimitabili. A condizione però che tali valori immateriali siano presidiati da un livello di organizzazione, capacità finanziaria e investimenti a portata di pochissimi. L&#8217;avventura potrebbe viceversa rivelarsi fallimentare per le PMI, i cui prodotti rischiano venire &#8216;clonati&#8217; dai giganti internazionali (con buona memoria del successo globale del <em>Parmesan</em> a marchio Kraft) prima di raggiungere i volumi di vendite e il <em>cash flow</em> necessari a riorganizzare le produzioni su larga scala.</p>
<p><strong>Non bisogna perciò sottovalutare la capacità</strong> dei produttori locali di emulare lavorazioni storicamente credute inimitabili. Grazie anche all&#8217;acquisizione di <em>know how</em> e tecnologie originali, come nel caso delle conserve di pomodoro. (2) O all&#8217;acquisto di intere aziende, quali l&#8217;oleificio Salov di Lucca &#8211; titolare del marchio &#8216;Filippo Berio&#8217; &#8211; da parte del gruppo cinese Yimin, nel 2014. (3)</p>
<p><strong>I volumi sono determinanti</strong>. Con le dovute proporzioni, la Cina rappresenta per i più grandi operatori italiani quello che la GDO rappresenta in Italia per gli artigianali. La prospettiva cioè di incrementare i ricavi in misura significativa senza rinunciare alla propria identità e alla qualità dei prodotti. E se le pratiche commerciali della GDO europea sono inique, quelle di Amazon vanno ben oltre. Essendo richiesti &#8211; tra l&#8217;altro &#8211; la spedizione delle merci nella RPC e il noleggio degli spazi a magazzino a spese del fornitore. In attesa della vendita (preceduta da sdoganamento <em>on demand</em>), sulla quale peraltro non vi sono garanzie.</p>
<p><strong>Il cerchio così si chiude</strong>, per tornare al punto di partenza. Servono solidità finanziaria, organizzazione, investimenti. Senza dimenticare il marchio. Che non va soltanto registrato ma anche reso conoscibile &#8211; prima ancora che visibile &#8211; nel Paese più popoloso del mondo. Dove a tutt&#8217;oggi <em>brand</em> come <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/amazon-linternet-of-things-allassalto-del-retail-fisico-cosa-come-che-fare/">Amazon o eBay hanno scarso significato</a>, un eufemismo. Altrimenti, meglio guardare altrove.</p>
<p><strong>Auguriamo dunque al sistema-Paese</strong> che Coop Italia possa assumere il ruolo del Marco Polo del III millennio. E magari, che altri operatori della GDO italiana decidano di seguirla. Serve aprire una nuova rotta verso l&#8217;Impero di Mezzo, per le produzioni agro-alimentari italiane.</p>
<p><em>Dario Dongo e Fabio Ravera</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Note</strong></p>
<p>(1) La statura intellettuale di Jack Ma può venire intesa ascoltando la sua memorabile lezione di storia e geopolitica, ai restanti leader del pianeta, quest&#8217;anno a Davos https://youtu.be/sC6IgkDg46E</p>
<p>(2) Cfr. <a href="http://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2017/04/08/pomodoro-cina-italia" target="_blank" rel="noopener">http://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2017/04/08/pomodoro-cina-italia</a></p>
<p>(3) In barba alla retorica sull&#8217;italianità dei cibi italiani e l&#8217;origine delle loro materie prime, l&#8217;extra vergine di oliva spagnolo a marchio Filippo Berio (di proprietà cinese) ha rappresentato il Made in Italy all&#8217;ultimo festival enogastronomico del Los Angeles Times</p>
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