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	<title>Big Food Archivi - Gift</title>
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	<description>GIFT – Prodotti alimentari italiani: origine, regole, fornitori</description>
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		<title>Inquinamento da plastica, le responsabilità di Big Food</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Strinati&nbsp;--&nbsp;Dario Dongo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 07:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Imballaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Big Food]]></category>
		<category><![CDATA[imballaggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le responsabilità di Big Food per la continua crescita dei consumi di materiali plastici &#8211; con impatto anche sull’emergenza climatica, come si è visto &#8211; e l&#8217;inquinamento da plastica riemergono con evidenza nel recentissimo studio dell’Università del Queensland (Phelan et al., 2022). (1) Inquinamento da plastica, il peso degli imballaggi alimentari I ricercatori australiani hanno condotto una revisione sistematica di 68 [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le responsabilità di <em>Big Food</em> per la continua crescita dei consumi di materiali plastici &#8211; con impatto anche sull’emergenza climatica, <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/plastica-ed-emissioni-di-gas-serra-unemergenza-da-prevenire-studio-scientifico/">come si è visto</a> &#8211; e l&#8217;inquinamento da plastica riemergono con evidenza nel recentissimo studio dell’Università del Queensland (Phelan et al., 2022). (1)</p>
<h2>Inquinamento da plastica, il peso degli imballaggi alimentari</h2>
<p><strong>I ricercatori australiani </strong>hanno condotto una revisione sistematica di 68 rapporti di ‘sostenibilità’ aziendale (CS, <em>Corporate Sustainability</em>) per esaminare le azioni di <em>Big Food</em> contro l&#8217;inquinamento da plastica.</p>
<p><strong>Le <em>Corporation</em></strong> sotto esame sono i primi venditori globali di cibo e bevande, con un fatturato complessivo pari a circa 784 miliardi di dollari. Dal campione sono stati esclusi i produttori di alcolici, quasi sempre confezionati in vetro o alluminio.</p>
<h2><em>Greenwashing</em> impunito</h2>
<p><strong>L’analisi dei rapporti</strong> di sostenibilità aziendale è stata focalizzata sulla ricerca e analisi di ogni richiamo ai concetti di ‘<em>inquinamento da plastica</em>’, ‘<em>strategie di imballaggio sostenibile</em>’ e ‘<em>responsabilità del produttore</em>’. E gli impegni (229 menzioni), <em>ça va sans dir,</em> prevalgono sulle azioni (198 richiamo).</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>&#8216;I risultati mostrano che <strong>la transizione verso imballaggi sostenibili nel settore alimentare e delle bevande è lenta e incoerente</strong>.&#8217; </em>(1)</span></p>
<p><strong>I ricercatori </strong>annotano oltretutto l’attuale carenza di regole che consentano di affermare ‘<em>la responsabilità delle industrie per il mancato rispetto degli impegni da essi assunti su base volontaria</em>’. Sebbene in alcuni Paesi il <em>greenwashing</em> possa venire punito quale pubblicità ingannevole.</p>
<h2>Gli oneri a carico del consumatore</h2>
<p><strong><em>Big Food</em></strong> appare concentrata sull’informazione relativa alla raccolta differenziata, anziché sulla riduzione dei consumi e la progettazione di imballaggi sostenibili. Come tra l’altro prescritto in UE dalla direttiva SUP (<em>Single Use Plastics</em>).</p>
<p><strong>Lo studio</strong> annota perciò di fatto una delega di responsabilità sulla gestione dell’imballaggio interamente a carico del consumatore. Una delega peraltro impropria, nonché priva di valore nei Paesi tuttora privi di un efficiente sistema di raccolta dei rifiuti plastici.</p>
<p><a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-59893" src="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material.jpg" alt="Big Food inquinamento da plastica in mare" width="1400" height="771" srcset="https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material.jpg 1400w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material-300x165.jpg 300w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material-1024x564.jpg 1024w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material-768x423.jpg 768w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material-990x545.jpg 990w, https://www.greatitalianfoodtrade.it/wp-content/uploads/2022/01/Chart-—-Distribution-of-marine-litter-items-by-material-1320x727.jpg 1320w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a></p>
<h2>Giochi di parole</h2>
<p><strong>La maggior parte dei rapporti CS</strong> non affronta il tema dell’inquinamento da plastica. In riferimento agli imballaggi in plastica, evitano di utilizzare parole con una connotazione percepita negativa come ‘<em>rifiuto</em>’ e ‘<em>inquinamento</em>’.</p>
<p><strong>Tra i pochi esempi positivi</strong>, i ricercatori indicano quelle aziende che usano propriamente i termini del fenomeno:</p>
<p>&#8211; 6 imprese (9%) riferiscono all&#8217;inquinamento da plastica,</p>
<p>&#8211; 9 (13%) citano l’inquinamento di plastica oceanico o marino,</p>
<p>&#8211; 12 (18%) richiamano la plastica monouso.</p>
<p><strong>Le aziende</strong> che affrontano il tema dell&#8217;inquinamento da plastica nel rapporto di sostenibilità aziendale menzionano anche il cambiamento climatico, la perdita di cibo e altre sfide sociali.</p>
<h2>La classifica</h2>
<p><strong>Dall’analisi degli impegni</strong>, degli obiettivi, dei finanziamenti e delle azioni concrete riferiti nei rapporti CS, i ricercatori hanno ricavato 5 tipi di comportamento aziendale rispetto al fenomeno dell’inquinamento da plastica:</p>
<h3>1) Da minimo a nessun riconoscimento e nessuna reattività</h3>
<p>È il comportamento di <strong>più della metà (57%) delle aziende esaminate</strong>, che di fatto ignora il fenomeno dell’inquinamento da plastica. Vi compare <strong>Ferrero</strong>, unica multinazionale italiana considerata nello studio (sebbene con sede in Lussemburgo, con regime fiscale più leggero di quello italiano).</p>
<h3>2) Riconoscimento debole e reattività debole</h3>
<p>È il profilo di 15 aziende (22%), che <strong>non riconoscono l&#8217;inquinamento da plastica</strong>, direttamente o indirettamente, nei loro rapporti CS.</p>
<h3>3) Riconoscimento forte e reattività debole</h3>
<p>8 aziende (12%) dimostrano una <strong>consapevolezza del problema che però non affrontano con decisione</strong>. Si tratta di Fonterra, Friesland Campina, Grupo Bimbo, Kellogg&#8217;s Company, Keurig Dr Pepper, Kirin Holdings, Nestlé Malaysia e Nestlé India,</p>
<h3>4) Riconoscimento forte e reattività forte</h3>
<p>È il profilo di 3 <em>big</em>: <strong>PepsiCo, Mars e Danone</strong>, impegnati concretamente nell’incremento di plastica riciclata e nella riduzione di impiego di plastica vergine negli imballaggi.</p>
<h3>5) Forte riconoscimento, forte reattività e <em>leadership</em></h3>
<p>Altri 3 colossi <strong>Unilever, Nestlé e The Coca-Cola Company</strong> hanno assunto la <em>leadership</em> sulla questione. Nei loro rapporti CS compaiono obiettivi, azioni, iniziative e impegni rispettati.</p>
<p>Proprio questi ‘virtuosi’, del resto, sono <strong>i più consolidati inquinatori globali</strong> con imballaggi in plastica. Un circolo vizioso.</p>
<h2>Conclusioni provvisorie</h2>
<p><strong>L’inquinamento da plastica</strong> degli ecosistemi acquatici e terrestri rappresenta, a livello globale, una delle più gravi crisi ambientali tuttora prive di soluzioni concrete. Con impatto nocivo sulla salute umana e animale, per l’esposizione a micro e nanoplastiche. E la Commissione europea, come si è visto, è in procinto di rivedere solo in parte la <em>Marine Strategy Framework Directive</em> (MSFD).</p>
<p><strong>La responsabilità estesa</strong> dei produttori, pur considerata nella direttiva SUP (<em>Single-Use Plastics</em>), non appare tuttavia sufficiente a risolvere l’obiettivo primario di ridurre l’impiego dei materiali. Un’iniziativa politica è perciò indispensabile per raggiungere obiettivi misurabili in questa direzione, che si trova al vertice della scala di Lansink, il modello dell’<a href="https://www.egalite.org/economiacircolare/">economia circolare</a>. Il riutilizzo deve altresì venire incentivato, anche con misure fiscali, attraverso schemi di deposito con cauzione già sperimentati con successo in alcuni Stati membri UE.</p>
<p>#SDG3, #SDG12, #SDG14, #SDG15</p>
<p><em>Marta Strinati e Dario Dongo</em></p>
<p><em>Immagine di copertina da <a href="https://zerowasteeurope.eu/press-release/the-european-commission-steps-forward-to-reduce-plastic-pollution/">ZeroWasteEurope</a> </em></p>
<h3>Note</h3>
<p>(1) Anya Phelan, Katie Meissner, Jacquelyn Humphrey, Helen Ross (2022). <em>Plastic pollution and packaging: Corporate commitments and actions from the food and beverage sector</em>, Journal of Cleaner Production, Volume 331, 2022, <a href="https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2021.129827">https://doi.org/10.1016/j.jclepro.2021.129827</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/inquinamento-da-plastica-le-responsabilita-di-big-food/">Inquinamento da plastica, le responsabilità di Big Food</a> proviene da <a href="https://www.greatitalianfoodtrade.it">Gift</a>.</p>
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