Sicurezza

Residui di pesticidi, condanna all’amministratore dei supermercati

Residui di pesticidi, condanna all’amministratore dei supermercati

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del legale rappresentante di una catena di supermercati per la presenza di residui di pesticidi nella frutta in quantità superiori ai limiti stabiliti dalla normativa (1,2,3,4,5). È così facile finire nei guai quanto utile organizzarsi per prevenirli. Un approfondimento.

Residui di pesticidi nella frutta, i fatti

La notizia di reato del procedimento in esame è stata registrata a seguito di ispezione delle autorità competenti in un supermercato siciliano, il 12.6.17. Le analisi condotte su un campione di pesche nettarine hanno rilevato ‘la presenza di pesticidi consentiti ma superiori ai limiti di legge’.

La contestazione è stata eseguita nei confronti del ‘legale rappresentante di una complessa struttura societaria che gestiva 51 punti vendita diretti e circa 200 affiliati’. Il quale è stato condannato dal Tribunale di Caltanissetta, con sentenza 4.2.20 confermata dalla Corte di Cassazione il 9.2.21.

Residui di agrochimica negli alimenti oltre le soglie ammesse in UE. Reato e sanzione

‘È vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari: (…)
h) che contengano residui di prodotti, usati in agricoltura per la protezione delle piante e a difesa delle sostanze alimentari immagazzinate, tossici per l’uomo’ (legge 30.4.62, n. 283. Articolo 5, comma 1, lettera ‘h’).

La fattispecie del reato si configura attualmente, secondo interpretazione consolidata, nell’ipotesi di superamento dei livelli massimi di residui stabiliti dai regolamenti europei (i quali hanno preso il sopravvento sulle ordinanze ministeriali a cui la legge faceva in origine richiamo). La sanzione è stabilita nell’ammenda da €103,29 a €2.582,30, che può venire elevata fino a €10.329,14 (legge 283/1962, art. 6). Fatte salve ‘le maggiori pene previste dal Codice penale’. (6)

Legge 283/1962, articolo 5. Elemento soggettivo

La legge 283/1962, come si è visto, è stata oggetto di un recente tentativo di abrogazione. (7) Con la possibile falsificazione del testo della novella approvata dal Consiglio dei ministri, a opera di un funzionario ministeriale, e il ripristino della legalità a poche ore dall’entrata in vigore della riforma. (8)

L’articolo 5 della legge 283/1962 è rimasto perciò in vigore e un reato di natura contravvenzionale. Vale a dire punibile ogni qualvolta la fattispecie materiale del reato – in questo caso, il superamento dei livelli massimi di residui di contaminanti – possa venire attribuita al soggetto responsabile a titolo di:

– dolo. Vale a dire, coscienza e volontà del fatto, (9)

– dolo eventuale, cioè consapevolezza del rischio e sua accettazione, (10)

– colpa. Negligenza, imprudenza, imperizia. (11)

Colpa professionale

La colpa professionale si valuta considerando tutte le misure che l’operatore avrebbe dovuto adottare, in ragione della carica professionale rivestita, al fine di evitare il verificarsi dell’evento dannoso o pericoloso. E il livello di diligenza, prudenza e perizia che ci si deve attendere dal professionista di ciascun settore – secondo dottrina e giurisprudenza consolidata – coincide con la miglior scienza ed esperienza applicabile al contesto storico (12,13).

Il legale rappresentante dell’organizzazione risponde perciò a titolo di colpa – del reato oggetto del procedimento in esame e di altri più gravi, come il commercio di sostanze alimentari nocive (14) – nei casi in cui l’evento dannoso o pericoloso possa venire ricondotto a carenze nelle politiche e procedure stabilite a garanzia di igiene e sicurezza alimentare. (15) Le quali devono garantire, nel caso della distribuzione moderna, il rispetto di tutte le norme applicabili ai prodotti. (16)

Delega di poteri, condizioni di efficacia

Il giudice di legittimità ha chiarito che ai fini dell’esonero di responsabilità penale in capo al legale rappresentante per i reati di cui all’art. 5 della legge 283/1962 ‘le caratteristiche dimensionali ed organizzative che caratterizzano la struttura societaria dovranno essere tali da giustificare il decentramento di compiti e di responsabilità dal legale rappresentante ad altri soggetti.

Diversamente, neppure una formale delega di funzioni potrebbe operare quale limite della responsabilità penale del legale rappresentante dell’impresa.’ (17) Nel caso in esame ‘non veniva però fornito al giudice nessun riscontro probatorio in ordine alle dimensioni e all’organizzazione interna, né un organigramma della società, né documentazione alcuna in ordine alle eventuali specifiche deleghe e ai poteri conferiti ai singoli responsabili.

Delega e manleva da responsabilità

La manleva da responsabilità del legale rappresentante di un’organizzazione complessa, come da sempre insegna la migliore dottrina (13), può venire riconosciuta alla sola condizione che esista una delega formale dei poteri di gestione di uno specifico ambito di attività a un soggetto provvisto delle competenze a ciò necessarie. Ed è a ben vedere essenziale in una serie di ambiti, come qualità e sicurezza alimentare, sicurezza sul lavoro, legislazione ambientale, gestione di coprodotti scarti e reflui, privacy.

I poteri di gestione in autonomia – anche su spesa e personale – di una determinata area o attività sono la sola giustificazione di un’effettiva delega con manleva delle responsabilità. E il soggetto delegato a sua volta deve venire messo a conoscenza delle responsabilità attribuitegli, confermare la propria idoneità e disponibilità ad adempiervi, informando ove del caso fin da principio delle esigenze da affrontare. (17)

Prevenzione del rischio

Spetta agli operatori del settore alimentare e dei mangimi garantire che nelle imprese da essi controllate gli alimenti o i mangimi soddisfino le disposizioni della legislazione alimentare inerenti alle loro attività in tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione e verificare che tali disposizioni siano soddisfatte’ (reg. CE 178/02, articolo 17).

La responsabilità integrata d’impresa postula un’organizzazione effettiva e idonea di politiche e procedure interne, da coordinare a seguito di esame completo delle normative da applicare, analisi del rischio e gap analysis. Un caso apparentemente banale va inteso come sintomo di una sistemica sottovalutazione del rischio che all’insegna del risparmio sui costi non operativi può causare danni anche ben più gravi di una semplice ammenda.

Dario Dongo ed Elena Bosani

Note

(1) Reg. CE 396/2005, concernente i livelli massimi di residui di antiparassitari nei o sui prodotti alimentari e mangimi di origine vegetale e animale, e successive modifiche. Testo consolidato al 6.1.21 su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32005R0396&qid=1618601948272

(2) Reg. UE 609/2013, relativo agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e ai sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso. Testo consolidato all’11.7.17 su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32013R0609&qid=1618601948272

(3) Reg. UE 2018/848, relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici. Testo consolidato al 14.11.20 su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32018R0848&qid=1618601948272

(4) Dir. UE 2020/2184, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano. https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2020/2184/oj

(5) Cassazione Penale, Sezione III, sentenza 9.2.21 n. 9406 http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dllverbo=attach&db=snpen&id=./20210310/snpen@s30@a2021@n09406@tS.clean.pdf

(6) La c.d. riforma Caselli, idealmente approvata in Consiglio dei ministri il 25.2.20, aspira tra l’altro a rafforzare in misura drastica il quadro sanzionatorio stabilito dal codice penale in tale ambito. V. Dario Dongo, Camilla Fincardi. Disegno di legge sui reati agroalimentari, i delitti contro la salute pubblica. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.3.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/disegno-di-legge-sui-reati-agroalimentari-i-delitti-contro-la-salute-pubblica

(7) Dario Dongo. D.lgs. 27/21 e abrogazione della legge 283/1962, questione di legittimità costituzionale. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/d-lgs-27-21-e-abrogazione-della-legge-283-1962-questione-di-legittimità-costituzionale

(8) Dario Dongo. Reati alimentari, il governo Draghi salva la legge 283/1962. #VanghePulite. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/reati-alimentari-il-governo-draghi-salva-la-legge-283-1962-vanghepulite

(9) ‘Il delitto è doloso o secondo l’intenzione, quando l’evento dannoso o pericoloso, che è il risultato dell’azione od omissione e da cui la legge fa dipendere l’esistenza del delitto, è dall’agente preveduto e voluto come conseguenza della propria azione od omissione’ (codice penale, articolo 43)

(10) ‘Nel caso di dolo eventuale l’agente si limita ad accettare il rischio del verificarsi dell’evento che rimane non voluto (in senso stretto); in caso di dolo diretto l’agente lo prevede come probabile e l’accettazione investe non il rischio ma l’evento stesso, il quale, pertanto, è voluto dall’autore della condotta’ (Cassazione penale, Sezioni Unite, sentenza 12.4.96 n. 3571. Nello stesso senso Cass. Pen. Sez. I, 29.1.08 n. 12954)

(11) ‘Il reato è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per l’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline’ (codice penale, articolo 43)

(12) Giovanni Fiandaca Enzo Musco. Diritto penale, Parte generale. 2019, ottava edizione. Zanichelli, Bologna. ISBN: 9788808620316

(13) Tullio Padovani. Diritto Penale. 2019, 12a edizione. Giuffrè, Milano. ISBN 8828809937

(14) Il commercio di sostanze alimentari nocive è punito dal codice penale a titolo di dolo e di colpa, rispettivamente, agli articoli 444 e 452

(15) Dario Dongo. Reg. UE 2081/382. Gestione allergeni, cultura della sicurezza, redistribuzione alimenti. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/reg-ue-2081-382-gestione-allergeni-cultura-della-sicurezza-redistribuzione-alimenti

(16) Dario Dongo. Le responsabilità della GDO. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.3.18, Le responsabilità della GDO – casi | GIFT (greatitalianfoodtrade.it)

(17) Il giudice di legittimità ha di recente ribadito che il legale rappresentante di una società che gestisca una catena di supermercati potrà venire esentato da responsabilità solo qualora si tratti di società di ampie dimensioni, articolata in plurime unità territoriali autonome. E risulti al di là di ogni ragionevole dubbio che – con riguardo a determinate funzioni – sia subentrato un altro soggetto, qualificato ed idoneo, fornito della necessaria autonomia e degli indispensabili poteri discrezionali per la gestione completa del punto vendita. (Cass. Pen. sez. III, sentenza 9406/2021. Così Cass. Pen. Sez. VI, sentenza n. 4650/1983)

Marta Strinati, Dario Dongo. Mele, uva, pere. Troppi residui di pesticidi negli alimenti. Rapporto di Legambiente. 25.12.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/mele-uva-pere-troppi-residui-di-pesticidi-negli-alimenti-rapporto-di-legambiente

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