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PFAS nell’acqua piovana e negli alimenti, urge un bando globale

Le sostanze chimiche tossiche PFAS (Per- and polyfluorinated alkyl substances) – una grande famiglia di 5.000 sostanze chimiche non presenti in natura e altamente persistenti, perciò note come ‘Forever Chemicals’ – hanno inquinato in modo irreversibile l’acqua piovana e l’ambiente dell’intero pianeta.

Proteggere le popolazioni dai rischi correlati all’esposizione ai PFAS è estremamente difficile e oneroso. Tanto più in quanto le loro molecole sono state rilevate nel sangue e nel latte materno di persone e animali selvatici in tutto il mondo.

È perciò improrogabile un bando globale alla sintesi e utilizzo di queste molecole, che devono venire sostituite al più presto nella produzione di molti oggetti di uso quotidiano ove esse sono ancora contenute. Pentole e padelle antiaderenti, packaging alimentare in carta e cartone, tessuti impermeabili, cosmetici, materiale elettronico (es. smartphone), etc.

Lo scenario apocalittico è descritto in uno studio dell’Università di Stoccolma (Cousins et al., 2022) pubblicato su Environmental Science & Technology, la rivista della American Chemical Society. (1)

1) Dall’Antartide al Tibet, PFAS nell’acqua piovana

I ricercatori svedesi hanno vagliato le rilevazioni sulla contaminazione ambientale relative a 4 tipi di PFAS (PFOS, PFOA, PFHxS e PFNA), raccolte a partire dal 2010. (2) L’indagine mostra l’ubiquitarietà dell’inquinamento ambientale da PFAS, diffuso anche nelle aree più remote del pianeta.

Perfino le acque piovane dell’Antartide e il Tibet hanno rivelato la presenza di PFAS a livelli superiori ai limiti di contaminazione da ultimo stabiliti per l’acqua potabile dall’EPA (Environmental Protection Agency, USA). 4 pg/l e 20 pg/l, rispettivamente, per PFOA e PFOS.

2) Svezia in allarme, Italia in silenzio

Le aree più popolate e industrializzate sono ovviamente più colpite dal fenomeno, come si è visto in Italia nei casi del Veneto e della valle del Po, a partire dal Piemonte. Ed è così anche in Svezia. Un test di laboratorio condotto da Eurofins per la rivista Testfakta rivela come i gamberi dei laghi svedesi abbiano livelli di PFAS molto maggiori di quelli con origine Turchia, Spagna ed Egitto. (3)

Basta consumare 3-5 gamberi svedesi per superare la dose settimanale tollerabile di assunzione dei 4 tipi di PFAS citati, identificata da EFSA in 4,4 ng/kg di peso corporeo. (4)

Considerato che da questi stessi laghi proviene l’acqua potabile, non sorprende che nel recente biomonitoraggio europeo HB4EU gli adolescenti svedesi siano risultati i più contaminati da PFAS, seguiti dai ragazzi francesi e norvegesi. (5)

3) I forever chemicals

La caratteristica più allarmante dei PFAS è l’impossibilità di degradarsi. Ed è perciò essi vengono indicati come ‘forever chemicals’.

La persistenza è generalmente vista come una proprietà pericolosa meno immediata della tossicità, ma in realtà è il fattore chiave che fa perdere il controllo sui problemi di inquinamento. La persistenza consente alle sostanze chimiche di diffondersi su grandi distanze, provoca un’esposizione a lungo termine, anche per tutta la vita, e porta a livelli sempre più elevati nell’ambiente finché le emissioni continuano. 

Questi livelli crescenti con alta probabilità prima o poi porteranno a effetti negativi’, avvertono gli autori dello studio.

4) Quali danni per la salute

Le fonti di esposizione ai PFAS sono innumerevoli. Dal consumo di acqua potabile e alimenti contaminati (ove le sostanze migrano anche attraverso il packaging in carta e cartone idrorepellente) all’inalazione di aria contaminata all’aperto e polvere nei locali chiusi. Oltre al contatto con abiti impermeabilizzati e cosmetici (o loro confezioni) che li contengano, nonché coi materiali elettronici.

I rischi per la salute accertati o fortemente sospettati aumentano di pari passo con l’evoluzione della ricerca su sostanze chimiche tossiche e interferenti endocrini. Già ora l’esposizione ai PFAS è correlata a diverse malattie e problemi di salute, come cancro, infertilità, ipercolesterolemia e compromissione del sistema immunitario.

5) Bando globale, TINA (There Is No Alternative)

La progressiva restrizione e il bando di tutti i PFAS su scala globale sono l’unica soluzione disponibile per impedire che queste sostanze chimiche tossiche continuino ad avvelenare il pianeta e accumularsi nell’organismo di esseri umani e animali.

ChemTrust (Protecting humans and wildlife from harmful chemicals) indica con chiarezza la strategia da seguire, nei termini che seguono. (6)

5.1) Responsabilità dei governi

I governi devono agire subito per:

  • promuovere l’eliminazione graduale di tutti i PFAS, a livello UE e in sede di accordi internazionali, (7)
  • garantire che l’ambiente sia monitorato con attenzione a un’ampia gamma di sostanze chimiche tossiche PFAS,
  • lavorare a una nuova regolamentazione protettiva di tutte le sostanze chimiche sintetiche altamente persistenti.

5.2) Responsabilità dell’industria

Il reg. CE 1907/06, c.d. REACH (registration, evaluation, authorisation and restriction of chemicals) ha definito limiti e condizioni di utilizzo di diversi altri sottogruppi di PFAS.

L’industria continua tuttavia a sostituire i PFAS regolamentati con altre sostanze chimiche della famiglia PFAS, circa 4.500 secondo ChemTrust. La concentrazione complessiva di PFAS nell’ambiente continua perciò ad aumentare.

Le industrie devono impegnarsi immediatamente per eliminare gradualmente le sostanze chimiche PFAS, sostituendole con alternative più sicure e non-PFAS.

5.3) Legislazione UE in divenire

Cinque Stati membri UE – Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Danimarca – stanno lavorando dal 2020 a una proposta di restrizione di tutti i PFAS a livello UE, mediante riforma dell’Allegato XV al regolamento REACH, che si auspica potrà entrare in vigore nel 2025.

La Commissione europea ha a sua volta incluso nella sua nuova ‘Chemicals Strategy for Sustainability‘ (CSS, 2020) alcune azioni che comprendono l’eliminazione graduale di tutti i PFAS ‘in tutti gli usi non essenziali’. (8)

6) Scelte di acquisto e di consumo

I consumatori possono mitigare l’esposizione agli PFAS – e contribuire a ridurre l’offerta di oggetti di uso quotidiano con queste sostanze chimiche pericolose – scegliendo i soli prodotti che ne garantiscano l’assenza. In sintesi:

  • rinunciare all’acquisto di teglie, padelle e pentole con rivestimenti ‘anti-aderenti’,
  • evitare il consumo di alimenti da fast-food e take-away custoditi in buste impermeabilizzate o confezioni in materiali plastici (in assenza di garanzie PFAS-free),
  • rinunciare ai cosmetici che riportino in lista ingredienti (INCI) sostanze chimiche i cui nomi contengano le diciture ‘fluoro’ o ‘PTFE’,
  • scartare i fili interdentali rivestiti con PTFE,
  • selezionare i soli prodotti tessili e indumenti impermeabili con etichette ‘PFAS-free’ o ‘PFC-free’.

Il movimento ‘NO to PFAS’ – ideato da Chemsec, organizzazione finanziata dal governo svedese – promuove la svolta per una chimica non pericolosa e ha già raccolto l’adesione di numerosi marchi. (9)

#SDG3, Ensure Health and Well-being. #SDG14, Life below water. #SDG15, Life on land.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note

(1) Ian T. Cousins, Jana H. Johansson, Matthew E. Salter, Bo Sha, Martin Scheringer. Outside the Safe Operating Space of a New Planetary Boundary for Per- and Polyfluoroalkyl Substances (PFAS). Environ. Sci. Technol. 2022, 56, 16, 11172–11179. August 2, 2022 https://doi.org/10.1021/acs.est.2c02765

(2) I PFAS sono circa 5mila. Quelli più studiati sono acido perfluoroottansolfonico (PFOS), acido perfluoroottanoico (PFOA), acido perfluoroesansolfonico (PFHxS) e acido perfluorononanoico (PFNA).

(3) Peter Willebrand. Svensk kräftskiva med bitter eftersmak. Testfakta, 15.8.22 https://www.testfakta.se/sv/livsmedel/article/svensk-kraftskiva-med-bitter-eftersmak

(4) EFSA. Risk to human health related to the presence of perfluoroalkyl substances in food. EFSA Journal, 17.8.20

(5) V. https://www.hbm4eu.eu/

(6) ChemTrust – una collaborazione tra CHEM Trust, una Charity registrata in UK e CHEM Trust Europe – è accreditata come stakeholder presso ECA (European Chemical Agency) e il Chemicals Stakeholder Forum (UK). Oltre a partecipare alle coalizioni di EDC Free Europe, European Environment Bureau e International POPS Elimination Network. V. PFAS, the Forever Chemicals. https://chemtrust.org/pfas/

(7) La Stockholm Convention on Persistent Organic Pollutants è un trattato internazionale volto a eliminare o limitare la produzione e l’uso delle sostanze chimiche tossiche di maggior interesse globale. La Convenzione oggi considera due sottogruppi di PFAS:

  • PFOS e sostanze correlate, dal 2009, in vista della loro restrizione globale,
  • PFOA e sostanze correlate, la cui eliminazione globale è stata prevista a partire dal 2019. V. ChemTrust. Persistent Organic Pollutants (POPs). https://chemtrust.org/pops/

(8) Michael Warhurst. The EU Chemicals Strategy for Sustainability – one year on. ChemTrust. https://chemtrust.org/css-one-year-on/  7.10.21

(9) ChemSec. Members. https://chemsec.org/pfas/pfas-movement-members/

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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