Sicurezza

Mucca pazza in Brasile, blocco all’export in Cina

Mucca pazza in Brasile, blocco all’export in Cina

Due casi di mucca pazza in Brasile fanno scattare il blocco all’export in Cina, ove è destinata quasi la metà delle esportazioni del primo produttore al mondo di carni bovine. (1)

I prioni (agenti patogeni) sono stati identificati sulle carcasse di animali lavorate negli impianti di due Stati della federazione brasiliana, Mato Grosso e Minas Gerais, a circa 1.500 km di distanza.

In Italia intanto, si attende da anni un decreto che garantisca l’informazione sull’origine delle carni al ristorante.

Mucca pazza in Brasile, due casi ‘atipici’

Il governo brasiliano, il 3.9.21, ha riferito trattarsi del quarto e quinto caso di mucca pazza rilevati in Brasile negli ultimi 23 anni. Adducendo che si tratterebbe di una forma ‘atipica’ del morbo di Creutzfeldt-Jakob di origine spontanea, cioè indipendente dalla somministrazione di farine di carni contaminate (2,3).

Il laboratorio dell’OIE (Organizzazione mondiale per la salute animale) di Alberta, Canada, avrebbe confermato la presenza di encefalopatia spongiforme (BSE) nei campioni di carni esaminati il 2.9.21. Il governo di Brasilia, nel riferire ciò, asserisce l’assenza di ‘alcun rischio per la salute animale o umana’. Affermazione che appare, quantomeno, prematura. (4)

Carni bovine brasiliane, blocco all’export in Cina

Le importazioni cinesi di carni bovine dal Brasile hanno registrato una crescita record, +76% nel 2020 rispetto all’anno precedente, fino a raggiungere il 43% delle esportazioni brasiliane di settore. (5) Tale fenomeno può spiegarsi con la carenza di carni suine nel Paese più popoloso del pianeta, a causa dell’African Swine Fever (ASW, peste suina africana. V. nota 6) che ha costretto a eliminare metà dei circa 440 milioni di capi allevati nel Paese, e alla forte svalutazione del real, la moneta brasiliana, nel 2020.

La Cina – ove le normative a presidio della sicurezza alimentare sono state rafforzate in misura significativa, negli ultimi due decenni (7) – ha immediatamente sospeso le importazioni di carni dal Brasile. Una misura d’emergenza precauzionale e doverosa, che dovrebbe venire immediatamente seguita anche dalla Commissione europea. Con buona memoria della crisi che travolse il settore delle carni nel Vecchio Continente, un quarto di secolo fa, proprio a causa della BSE.

Carni brasiliane, quali costi?

La globalizzazione dello sfruttamento di ecosistemi, comunità locali rapinate delle loro terre e lavoratori ha raggiunto uno dei suoi culmini con l’accordo di partenariato economico tra l’UE e i Paesi del Mercosur (Mercado Común del Sur America). L’accordo raggiunto il 28.6.19 contempla l’esportazione a dazio zero, dal Sud America all’UE di 99 mila tonnellate di carni bovine e 140 mila t di carni avicole. (8)

I veri costi delle carni brasiliane e argentine ‘a buon mercato’ si sono già registrati anche nella crisi della zootecnia nel Vecchio Continente. Quella bovina in particolare, ove ancora ci si ostina a predicare valori e applicare regole a tutela di lavoratori e ambiente, sicurezza alimentare e benessere animale. Sia pure a gradazioni diverse, come si è visto nell’esempio del caporalato alla tedesca. (9)

Origine delle carni al ristorante, decreto subito!

I consumatori italiani hanno il diritto di conoscere l’origine delle carni al ristorante e nelle collettività (fast-food e food delivery, pubblici esercizi, mense scolastiche aziendali e ospedaliere, catering). Come accade in Francia già dal 2002 e come il Consorzio Italia Zootecnia, con l’accorato sostegno di chi scrive, invoca dal 2017 (10,11,12).

La miope politica agricola, pilotata dal cerchio magico di Coldiretti in conflitto d’interessi con gli allevatori italiani, ha finora ignorato questa legittima istanza di trasparenza sulla filiera alimentare. (13) Ma il vaso è colmo, alla vergogna delle rapine delle terre e deforestazioni in Amazzonia e nel Cerrado si aggiunge ora una crisi di sicurezza alimentare.

Origine delle carni nelle collettività, decreto subito!

Dario Dongo

Note

(1) Nayara Figueiredo. Beef giant Brazil halts China exports after confirming two mad cow disease cases. Reuters. 4.9.21, https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/beef-giant-brazil-halts-china-exports-after-confirming-two-mad-cow-disease-cases-2021-09-04/

(2) La nutrizione dei bovini con farine animali contaminate dai prioni, si ricorda, è all’origine della zoonosi da BSE (encefalopatia spongiforme, o morbo di Creutzfeldt-Jakob) che ha travolto il settore delle carni bovine in Europa alla fine del secolo scorso

(3) L’impiego di farine animali come materie prime per mangimi, vietato in Europa da oltre due decenni, è tuttora consentito in altri Paesi che esportano carni bovine in UE. In Canada ad esempio, come si è visto, sebbene soltanto a maggio 2021 l’OIE abbia dichiarato ‘trascurabile’ il rischio BSE in tale Paese (v. https://bit.ly/3h414RQ)

(4) L’affidabilità del governo brasiliano sul fronte della sicurezza alimentare, con particolare riguardo al settore delle carni, ha già mostrato i suoi limiti nel precedente scandalo Carne fraca (2017). Si vedano i precedenti articoli:

Brasile, operazione ‘carne debole’. Veterinari corrotti dai colossi e certificati sanitari falsi sulle carni bovine e di pollame destinate all’export,

Operazione carne fraca. Riflessioni su globalizzazione, sicurezza alimentare e diritti 

(5) Dom Phillips, Michael Stamdaert. Eating up the rainforest: China’s taste for beef drives exports from Brazil. The Guardian. 16.3.21, https://www.theguardian.com/environment/2021/mar/16/eating-up-the-rainforest-chinas-taste-for-beef-drives-exports-from-brazil

(6) Dario Dongo, Carmela Mele, Alfonso Piscopo. Peste suina africana, allerta massima anche in Europa. GIFT (Great Italian Food Trade). 17.10.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/peste-suina-africana-allerta-massima-anche-in-europa-approfondimento

(7) V. apposito capitolo, nell’ebook ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo

(8) Dario Dongo, Giulia Torre. UE – Mercosur, accordo tossico sul commercio. GIFT (Great Italian Food Trade). 14.7.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/ue-mercosur-accordo-tossico-sul-commercio

(9) Dario Dongo. Macelli e industrie delle carni. Dietro i contagi ai Covid-19, il caporalato alla tedesca. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.7.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/macelli-e-industrie-delle-carni-dietro-i-contagi-ai-covid-19-il-caporalato-alla-tedesca

(10) Dario Dongo. Origine di tutte le carni al ristorante, la lezione francese. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.11.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/ristorazione/origine-di-tutte-le-carni-al-ristorante-la-lezione-francese

(11) Dario Dongo. Origine carni al ristorante, la proposta di decreto-legge del Consorzio Italia Zootecnica. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.5.17, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/origine-carni-al-ristorante-la-proposta-di-decreto-legge-del-consorzio-italia-zootecnica

(12) Dario Dongo. Origine carni bovine al ristorante, lo schema di decreto legge del Consorzio L’Italia Zootecnica. Analisi di dettaglio. FARE (Food and Agriculture Requirements). 27.5.17, https://www.foodagriculturerequirements.com/archivio-notizie/origine-carni-bovine-al-ristorante-lo-schema-di-decreto-legge-del-consorzio-l-italia-zootecnica-analisi-di-dettaglio_1

(13) V. paragrafo Piemonte-Roma, i conflitti d’interessi, nel precedente articolo dedicato a Coalvi (Consorzio di Tutela della Razza Piemontese), su https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/coalvi-gli-allevatori-piemontesi-sciolgono-il-cappio-di-coldiretti

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