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Microplastiche, un nuovo fattore di rischio cardiovascolare

Uno studio italiano dimostra che la presenza di microplastiche nelle placche della carotide aumenta il rischio cardiovascolare, con più eventi di infarto, ictus e morte. (1)

Microplastiche e rischio cardiovascolare, lo studio

I ricercatori hanno selezionato 312 persone (età 18-75 anni) sottoposte a endoarterectomia carotidea, vale a dire un intervento per la rimozione di placche ateromatose (grasso e tessuto cicatriziale) a livello della biforcazione terminale dell’arteria carotide.

I pazienti sono stati reclutati dall’Ospedale Cardarelli e dall’Ospedale del Mare, entrambi di Napoli, e dall’Università di Salerno dal 1 agosto 2019 al 31 luglio 2020.

Dopo l’analisi della placca aterosclerotica rimossa, i ricercatori hanno diviso i pazienti in due gruppi, a seconda della presenza o meno di microplastiche.

Individuate sempre due plastiche

Le analisi hanno evidenziato la presenza di due sole microplastiche, tra le undici ricercate: il polietilene e il cloruro di polivinile. Entrambe vengono impiegate in un’ampia gamma di applicazioni, inclusa la produzione di contenitori per alimenti e cosmetici e le tubazioni per l’acqua.

La presenza di microplastiche nel corpo umano si spiega con l’inalazione e l’ingestione dei frammenti nanometrici (1 nanometro è un miliardesimo di metro) che le plastiche cedono, soprattutto nella fase di degradazione del materiale. Contaminanti che viaggiano attraverso l’aria, l’acqua, gli alimenti. (2,3,4)

Le microplastiche sono già state ritrovate nella placenta, nei polmoni, nel sangue. (5,6,7) E ora si è dimostrato che esse si accumulano anche nelle placche aterosclerotiche.

Microplastiche nelle placche aterosclerotiche

Su 257 pazienti che – al netto di decessi, ictus ed esclusione per abbandono dello screening- hanno completato il follow-up:

  • 150 pazienti (58,4%) avevano una quantità rilevabile di polietilene nella placca carotidea asportata e
  • 31 di questi (12,1%) avevano anche una quantità misurabile di cloruro di polivinile nella placca carotidea.

Il livello medio di plastica (frammenti di meno di 200 nm) per ciascun mg di placca è stato misurato in 21,7 μg per il polietilene e 5,2 μg per il cloruro di polivinile.

I risultati del follow-up

Nei 36 mesi di follow-up (fino al 1° luglio 2023) i pazienti sono stati seguiti dai medici con visite e analisi. Ne è emerso che nei 257 partecipanti rimasti l’incidenza di infarto miocardico non fatale, ictus non fatale e morte per qualsiasi causa è stata di

  • 7,5%, vale a dire 8 pazienti su 107, nel gruppo senza presenza di microplastiche nella placca,
  • 20%, pari a 30 pazienti su 150, nel gruppo con microplastiche nella placca.

I danni delle microplastiche nel corpo umano

Considerata l’ipotesi già esposta in letteratura che le microplastiche possano indurre processi proinfiammatori, i ricercatori hanno anche misurato nei pazienti quattro marcatori infiammatori (interleuchina-18, interleuchina-1β, interleuchina-6 e TNF-α). L’analisi ha confermato la correlazione.

Studi preclinici hanno inoltre predetto quanto emerge dallo studio italiano.

È stato segnalato che le nanoplastiche di polietilene inducono una serie di effetti nocivi sul sistema cardiovascolare negli embrioni di pesce zebra, promuovendo lo sviluppo di versamenti pericardici, l’inibizione dell’angiogenesi e l’induzione di uno stato protrombotico. Dati simili sono disponibili da studi sugli effetti del cloruro di polivinile. Tuttavia, nella maggior parte degli studi preclinici, vengono valutati livelli elevati di MNP, ordini di grandezza superiori a quelli osservati nel presente studio, un fattore che rende difficile l’estrapolazione della rilevanza dei risultati preclinici per gli esseri umani’, spiegano gli autori dello studio.

Marta Strinati

Note

(1) Raffaele Marfella, M.D., Ph.D., Francesco Prattichizzo, Ph.D., Celestino Sardu, M.D., Ph.D., Gianluca Fulgenzi, Ph.D., Laura Graciotti, Ph.D., Tatiana Spadoni, Ph.D., Nunzia D’Onofrio, Ph.D., Lucia Scisciola, Ph.D., Rosalba La Grotta, Ph.D., Chiara Frigé, M.Sc., Valeria Pellegrini, M.Sc., Maurizio Municinò, M.D. Microplastics and Nanoplastics in Atheromas and Cardiovascular Events. N Engl J Med 2024; 390:900-910. March 7, 2024. DOI: 10.1056/NEJMoa2309822

(2) Dario Dongo. Microplastiche via col vento, contaminata anche l’aria. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.4.19

(3) Marta Strinati. Una nuova analisi svela l’enorme mole di nanoplastiche nell’acqua in bottiglia. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.1.24

(4) Marta Strinati. Microplastiche dentro la frutta e la verdura. Lo studio italiano. GIFT (Great Italian Food Trade). 21.6.20

(5) Marta Strinati, Dario Dongo. Microplastiche anche nei nostri polmoni. Lo studio britannico. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.4.22

(6) Marta Strinati. Microplastiche nel sangue, prima evidenza nell’uomo. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.3.22

(7) Marta Strinati. Microplastiche nella placenta umana. La scoperta di ricercatori italiani. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.12.20

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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