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Microplastiche nel sangue, prima evidenza nell’uomo

Per la prima volta le microplastiche sono state individuate nel sangue umano. La scoperta di un team di ricercatori olandesi è descritta nello studio appena pubblicato su Environment International. E rivela il ritrovamento di plastica nel sangue del 77% dei partecipanti alla ricerca.

Microplastiche nel sangue, la via per il biomonitoraggio

Il sangue costituisce il 6-7% del peso corporeo negli esseri umani. Irriga gli organi del corpo ed è la via di trasporto dell’ossigeno, dei nutrienti e potenzialmente anche delle particelle di plastica verso altri tessuti e organi. È quindi una matrice ideale per condurre il biomonitoraggio delle particelle di plastica nell’uomo.

Lo scopo dello studio olandese era la definizione di un metodo utile a individuare e misurare le sole particelle plastiche nel sangue umano, eliminando le interferenze di altri tipi di particelle.

Le plastiche ricercate

Gli scienziati hanno cercato 5 polimeri tra i più diffusi nei materiali plastici:

– polietilene (PE), impiegato nella produzione di coperchi e contenitori per alimenti, come le borracce che cedono sostanze chimiche all’acqua contenuta, di cui abbiamo riferito, (2)

– polipropilene (PP), un polimero termoplastico molto usato nella produzione di contenitori per alimenti,

– polietilene tereftalato (PET), l’uso più comune è nell’imbottigliamento di acqua e bevande, anche in questo caso con il rischio di migrazione di sostanze chimiche nell’alimento, come abbiamo visto, (3)

– materiali contenenti stirene polimerizzato (PS), come polistirene, polistirene espanso (EPS) e acrilonitrile butadiene stirene (ABS),

– poli(metilmetilacrilato) (PMMA), meno diffuso nei consumi ma selezionato dai ricercatori perché utilizzato in varie applicazioni all’interno del corpo umano (inclusi i filler sintetici in medicina estetica).

Queste sostanze si trovano nei materiali a contatto con gli alimenti (MOCA), nei tessuti e in molti prodotti di consumo di uso quotidiano, inclusi quelli ‘per la cura della persona che potrebbero essere ingeriti (es. PE nel dentifricio, PET nel lucidalabbra), polimeri dentali, nanoparticelle polimeriche di rilascio di farmaci (ad es. PMMA, PS), residui di inchiostro per tatuaggi (ad es. particelle di acrilonitrile-butadiene stirene)’, avvertono gli autori dello studio.

Di conseguenza questi polimeri sono anche tra i più diffusi inquinanti plastici ambientali, presenti nell’aria, nell’acqua e negli alimenti, vie di esposizione (per ingestione e inalazione) incontrollabili. (4)

Microplastiche nel sangue del 77% dei partecipanti

Il ritrovamento di microplastiche è confermato nel 77% dei partecipanti, vale a dire in 17 dei 22 donatori, in diverse concentrazioni, con una media di 1,6 µg di particelle di plastica totali/ml di sangue. Sono stati misurati fino a tre diversi tipi di polimeri in un singolo campione.

I polimeri più presenti nel sangue analizzato sono

– PET, rilevato nel 50% del campione (11 donatori),

– PS, 36% (8 individui),

– PE, 23% (5 persone),

– PMMA, 5% (in un solo donatore).

I primi tre polimeri più presenti sono anche quelli rilevati nelle concentrazioni più elevate. I livelli massimi sono 2,4 µg/ml di sangue per il PET, 4,8 µg/ml per il PS e 7,1 µg/ml per il PE.

L’unico polimero assente alle analisi è il PP.

Salute pubblica, mancano i dati

Lo studio olandese aggiunge un nuovo tassello per ispirare politiche di sanità pubblica. Attualmente, infatti, i dati sul rischio tossicologico e sull’esposizione umana alle microplastiche sono ritenuti insufficienti per una valutazione del rischio per la salute umana.

La comunità scientifica, intanto, continua a produrre evidenze di una esposizione ormai fuori controllo. Le microplastiche sono state rinvenute nelle feci e nella placenta umana. Gli esperimenti sugli animali confermano.

In uno studio sull’esposizione polmonare acuta a sfere di nanopolistirene (20 nm) nei ratti, è stata dimostrata la traslocazione di particelle di plastica nei tessuti placentari e fetali. Il bioaccumulo di piccole microparticelle di polistirene nel fegato, nei reni e nell’intestino è stato osservato dopo la somministrazione orale nei topi in vivo’, riferiscono gli autori dello studio, che riferiscono inoltre come in un altro studio sui mammiferi vi è la prova che ‘i vettori polimerici di dimensioni nanometriche sono in grado di fornire farmaci attraverso la barriera ematoencefalica’.

Le conclusioni

Dagli animali all’uomo, lo studio in esame ‘supporta l’ipotesi che l’esposizione umana alle particelle di plastica determini l’assorbimento delle particelle nel flusso sanguigno.

Ciò indica che almeno alcune delle particelle di plastica con cui gli esseri umani entrano in contatto possono essere biodisponibili e che la velocità di eliminazione, ad esempio, attraverso le vie biliari, i reni o il trasferimento e la deposizione negli organi è più lenta della velocità di assorbimento nel sangue’, concludono i ricercatori.

Marta Strinati

Note

(1) Heather A. Leslie, Martin J. M. van Velzen, Sicco H. Brandsma, Dick Vethaak, Juan J. Garcia-Vallejo, Marja H. Lamoree. Discovery and quantification of plastic particle pollution in human blood. Environment International, 2022. https://doi.org/10.1016/j.envint.2022.107199.

(2) Marta Strinati. Borracce in plastica, alti livelli di migrazione di sostanze chimiche. GIFT (Great Italian Food Trade), 12.2.22 https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/borracce-in-plastica-alti-livelli-di-migrazione-di-sostanze-chimiche

(3) Marta Strinati. PET riciclato, più sostanze chimiche migrano dalle bottiglie alle bevande. GIFT (Great Italian Food Trade), 21.3.22. https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/pet-riciclato-pi%C3%B9-sostanze-chimiche-migrano-dalle-bottiglie-alle-bevande_1

(4) Sulle vie di esposizione umana alle microplastiche si veda:

Dario Dongo, Microplastiche via col vento, contaminata anche l’aria. GIFT (Great Italian Food Trade), 24.9.19. https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-via-col-vento-contaminata-anche-l-aria

Marta Strinati, Microplastiche dentro la frutta e la verdura. Lo studio italiano. GIFT (Great Italian Food Trade), 21.6.20. https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-dentro-la-frutta-e-la-verdura-lo-studio-italiano

Marta Strinati, Microplastiche nell’acqua potabile, l’Oms chiede valutazione dei rischi. GIFT (Great Italian Food Trade), 22.8.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/microplastiche-nell-acqua-potabile-l-oms-chiede-valutazione-dei-rischi

Dario Dongo, Ylenia Patti Giammello, Plastiche e microplastiche nel Mediterraneo, una sfida culturale. GIFT (Great Italian Food Trade), 30.8.19. https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/plastiche-e-microplastiche-nel-mediterraneo-una-sfida-culturale

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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