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Italia, sovrappeso e obesità in adulti e anziani. Gli studi ISS

I dati su sovrappeso e obesità in adulti e anziani – raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) negli studi Passi e Passi d’argento, nel periodo 2017-2020 (1,2) – inducono alcune riflessioni sullo stato di salute della popolazione italiana. E su come favorirne il miglioramento, in una logica di prevenzione che può avere impatto favorevole sia sulla qualità della vita individuale, sia sulla spesa sanitaria pubblica.

L’alimentazione torna al centro quale primo strumento di cura, secondo gli insegnamenti di Ippocrate. Per mitigare la prevalenza di malattie gravi e croniche legate a diete squilibrate (Non-Communicable Disease, NCDs), le quali rilevano anche come ‘comorbilità’ e sono associate alle complicanze di infezioni virali. (3) E rinforzare al contempo il sistema immunitario (4,5). Una ragione in più per introdurre anche in Italia il sistema NutriScore.

1) ISS, studio Passi. Sovrappeso e obesità negli adulti in Italia

1.1) Peso in eccesso per 2 adulti su 5

L’ISS ha elaborato i dati antropometrici (peso, altezza, genere) raccolti tramite interviste, nel periodo 2017-2020, su un ampio campione di adulti (110.742) residenti in ogni regione italiana, comprese le province autonome di Trento e Bolzano.

Su tali basi, l’Istituto ha stimato che:

– il 42,4% degli adulti in Italia ha un’indice di massa corporea (IMC o Body Mass Index, BMI= peso (kg) / altezza (m)2) eccessivo. Nei dettagli,

– il 31,6% della popolazione adulta è in sovrappeso (BMI compreso fra 25 e 29,9),

– il 10,8% è affetto da obesità (BMI ≥ 30).

Il peso in eccesso espone anche i soggetti sani, come si è visto, a maggiori rischi di patologie cardiovascolare e diabete. I fattori che vi si associano sono il crescere dell’età, l’identità maschile, le difficoltà economiche e un basso livello di istruzione.

1.2) Dieta mediterranea fuori uso

Il gradiente geografico è a netto sfavore del Meridione. La Campania continua a detenere il primato assoluto di sovrappeso e obesità, che interessano più della metà della popolazione. A seguire Basilicata, Calabria, Puglia, con valori simili. Il tasso di obesità è in lieve aumento, al Sud come al Nord.

La consapevolezza è scarsa, inferiore alla metà nelle persone sovrappeso. Maggiore tra gli obesi i quali tuttavia – in una quota minoritaria (10%) che peraltro corrisponde all’1% della popolazione adulta in Italia, circa 5,1 milioni di persone – ritengono il proprio peso ‘giusto’.

L’attenzione dei medici risulta altrettanto scarsa, tanto più al Meridione. Meno della metà degli intervistati in eccesso ponderale riferisce di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di perdere peso. Ed è ancora più raro il consiglio medico di praticare attività fisica. (6)

2) ISS, studio Passi d’argento. Sovrappeso e obesità negli anziani in Italia

2.1) Peso in eccesso per 3 anziani su 5

Lo studio ISS Passi d’argento considera i dati relativi a 50.419 ultra-65enni, nel quadriennio 2017-2020. Il 58,1% degli over-65 in Italia risulta in eccesso ponderale. Il sovrappeso incide sul 43,9%, l’obesità sul 14,2% degli intervistati.

Il Meridione registra una spiccata prevalenza dell’eccesso ponderale, rispetto al Nord Italia (63% v. 53%). Il sovrappeso è maggiore negli uomini, l’obesità incide in misura doppia sulle persone con difficoltà economiche, superiore del 50% in quelle con livello di istruzione basso.

2.2) Patologie associate

Gli eccessi e le carenze nutrizionali degli over-65 possono provocare la comparsa di processi patologici a carico di vari organi e favorire il processo di invecchiamento dell’organismo.

L’eccesso di peso, da un lato, favorisce l’insorgenza e/o l’aggravamento di patologie preesistenti – dismetaboliche, cardiovascolari, osteo-articolari – e influisce negativamente sulla qualità della vita della persona. La perdita di peso non intenzionale, d’altro canto, è un indicatore della fragilità dell’anziano. (7)

3) Conclusioni provvisorie

3.1) Rischi di salute in Italia

I rischi di salute associati a una cattiva alimentazione in Italia appaiono gravemente sottovalutati da quella stessa amministrazione sanitaria che oggi, unica in Europa, ha la premura di imporre i vaccini agli over-50.

Aiutare i cittadini a correggere la loro alimentazione è un’esigenza prioritaria, a maggior ragione nel Paese che primeggia in UE per età media più avanzata e prevalenza degli anziani in tutte le fasce di età.

3.2) Iniziative necessarie

Il governo italiano deve assumere la responsabilità di introdurre l’unico strumento di informazione nutrizionale che la ricerca scientifica ha dimostrato utile agli scopi, il NutriScore. Anziché avversarlo, dietro ordine di Ferrero e Coldiretti.

È altresì necessario introdurre l’obbligo di formazione in ambito nutrizionale per i medici di base e garantire un’effettivo monitoraggio dello stato di salute della popolazione, con il dovuto supporto, in questa area di prevenzione.

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) Epicentro, Epidemiologia per la sanità pubblica. Passi, 2017-2020. ISS (Istituto Superiore della Sanità). https://www.epicentro.iss.it/passi/dati/sovrappeso

(2) Epicentro, Epidemiologia per la sanità pubblica. Passi d’argento, 2017-2020. ISS. https://www.epicentro.iss.it/passi-argento/dati/obesita

(3) Dario Dongo. Covid-19, una malattia secondaria. Gli studi scientifici. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/covid-19-una-malattia-secondaria-gli-studi-scientifici

(4) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Dieta, sistema immunitario e infezioni virali. Studio scientifico italiano. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.3.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/dieta-sistema-immunitario-e-infezioni-virali-studio-scientifico-italiano

(5) Carlotta Suardi, Emanuela Cazzaniga, Stephanie Graci, Dario Dongo, Paola Palestini (2021). Link between viral infections, immune system, inflammation and diet. International Journal of Environmental Research and Public Health 18:2455, https://doi.org/10.3390/ijerph18052455

(6) La quota di persone in eccesso ponderale che dichiara di seguire una dieta è peraltro significativamente maggiore fra coloro che hanno ricevuto il consiglio medico (42%) rispetto a quelli che non lo hanno ricevuto (14%)

(7) Superati i 75 anni il BMI è soggetto a variazioni legate a fattori biologici e patologici. E con il crescere dell’età, oltre a ridursi la quota di persone in eccesso ponderale, aumenta quella degli anziani che perdono peso in modo involontario (>4,5 kg o >5% del peso negli ultimi 12 mesi). L’8%, nello studio Passi d’argento di cui in nota 2

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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