Sicurezza

Covid-19, World Water Report. Precauzioni impossibili al 55% dell’umanità

Covid-19, World Water Report. Precauzioni impossibili al 55% dell’umanità

#Restiamo a casa, manteniamo le distanze di sicurezza, laviamo spesso le mani, sanifichiamo le superfici. Basterebbe solo avere un alloggio dignitoso, spazio vitale, acqua e sapone, soluzioni disinfettanti.

Le precauzioni indicate da WHO per contrastare il contagio da Covid-19 sono impossibili al 55% dell’umanità, come conferma UNESCO nel World Water Report 2020. (3) Ed è ora che il 45% più fortunato inizi a occuparsene, per la propria stessa salute. Il nuovo virus costringe alla solidarietà anche i cuori oscuri, per la loro stessa sopravvivenza.

Acqua e servizi sanitari, un diritto di carta

‘L’acqua potabile e i servizi igienico-sanitari sono un diritto umano essenziale per il pieno godimento del diritto alla vita e di tutti gli altri diritti umani’ (ONU, Assemblea Generale, 28.7.10).

Un diritto di carta, sistematicamente negato dai 193 Stati membri delle Nazioni Unite alle loro popolazioni. Peggio ancora, diversi Stati membri ONU utilizzano l’acqua come strumento di pressione politica nei confronti di altre popolazioni. È il water grabbing, un crimine internazionale contro l’umanità tanto diffuso quanto impunito. (1)

L‘assicurazione, a tutti gli abitanti del pianeta, di acqua potabile e servizi igienici’ è stata così inserita tra i ‘Sustainable Development Goals’ (SDGs), in Agenda ONU 2030. È il sesto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile, strettamente legato ai primi due (‘End Poverty’ e ‘Zero Hunger’).

World Water Report 2020 (Unesco)

Il World Water Report 2020 – pubblicato il 22.3.20 da UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) conferma i dati della sua edizione precedente. (3) Si rinnova l’allarme lanciato nel rapporto UNICEF-OMS 18.6.19, che abbiamo già condiviso https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/l-acqua-che-manca.

Nulla è cambiato, se non in peggio, rispetto alla precedente edizione del WWR. Almeno 2,2 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile, 4,2 sono prive dei servizi igienico-sanitari di base. La desertificazione avanza, come pure si è evidenziato nella (sola) Giornata mondiale a ciò dedicata. Da ultimo il 17.6.19, come già abbiamo scritto.

Rapida urbanizzazione, disuguaglianze sociali, povertà e cambiamenti climatici, incremento della domanda (aumentata di 6 volte nell’ultimo secolo) sono i principali fattori alla base della crisi idrica. E l’urbanizzazione, tra i vari fattori, è l’unico fenomeno finora considerato inarrestabile. (4)

Aree di intervento

L’emergenza climatica viene indicata in WWR 2020 come un fattore cruciale per la disponibilità di acque sicure per il consumo. Il riscaldamento globale, nel favorire l’evaporazione dei bacini idrici, riduce la quantità di ossigeno disciolto nelle acque. Si riduce così la capacità di auto-purificazione dei bacini idrici, a cui segue la loro maggiore esposizione a inquinamento e patogeni, soprattutto in occasione di alluvioni e siccità.

L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici peraltro non accenna, in alcuna sua parte, al tema dell’acqua. Sebbene le emissioni di gas-serra, come accennato, siano direttamente associate alla crisi idrica.

L’agricoltura a sua volta rappresenta il 69% dei prelievi di acqua dolce, a cui si aggiungono quelli per l’industria e la produzione di energia. (4) Ed è la stessa UNESCO – come già la FAO (Food and Agriculture Organization) a raccomandare la conversione a tecniche di ‘agricoltura di conservazione’, o ecoagricoltura. In modo da preservare la struttura del suolo, la materia organica e l’umidità, nonostante le piogge più basse.

Trattamento delle acque reflue e valorizzazione energetica

UNESCO indica inoltre l’opportunità di investire sul trattamento delle acque reflue, tuttora limitato al solo 10-20% dei reflui globali, in vista del loro reimpiego in agricoltura e industria. Con attenzione al rischio di contaminazione da microplastiche, come emerso nel primo studio condotto in Lombardia su uno dei più grandi impianti WWTP (Waste Water Treatment Plant) del Nord Italia.

Le tecniche di trattamento da privilegiare sono quelle che consentono di estrarre dalla materia organica il metano che può venire utilizzato per generare l’energia necessaria al processo. Come già sperimentato efficacemente in alcuni Paesi afflitti da carenze idriche come Giordania, Messico, Perù e Thailandia. Queste tecniche hanno consentito ai servizi pubblici interessati di ridurre le emissioni di migliaia di tonnellate di CO2, risparmiando nel contempo e migliorando la qualità del servizio.

Acqua per tutti = Salute di tutti

COVID-19 aggrava la vulnerabilità dei Paesi a Basso-Medio Reddito (Low-Middle Income Countries) proprio a causa delle carenze di acqua potabile e servizi igienici. Alle malattie che già si associano a tali carenze – tra cui dissenteria e infezioni respiratorie, a cui sono attribuite almeno 1000 morti infantili ogni giorno (WWR) – si aggiunge ora il nuovo coronavirus.

Indicazioni specifiche e aiuti su come affrontare COVID-19 devono venire indirizzati al più presto verso i Paesi a Basso-Medio Reddito (Low-Middle Income Countries, LMIC). Tenuto debito conto delle condizioni di vita reali delle loro comunità, prima che la pandemia si diffonda nel continente africano e in vari altri LMIC, dal Centro-Sud America all’Asia. (5)

Covid-19, le raccomandazioni di WHO

WHO (World Health Organization), l’11.3.20, ha dichiarato la pandemia Covid-19. In relazione a ‘nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie’. E ha rivolto alle popolazioni del mondo una ‘General Public Health Information’.

‘Stay Home, Save Lives. Help stop coronavirus’. Un messaggio chiaro e forte, a cui seguono cinque raccomandazioni essenziali:

1) #stayathome as much as you can, #RestiamoaCasa il più possibile,

2) #keepsafedistance, manteniamo le distanze di sicurezza tra le persone,

3) #washhandsoften, laviamo le mani spesso e con cura,

4) #coveryourcough, proteggiamo gli altri dalla nostra tosse e starnuti (e altre esalazioni), coprendoci il viso,

5) #sick? Call ahead! In caso di sintomi d’infezione (respiratori e/o gastrointestinali), chiamiamo il medico (e sottoponiamoci a isolamento domiciliare, per almeno 14 giorni).

Ulteriori raccomandazioni, sul sito web di WHO, riferiscono a:

– non toccare occhi, naso e bocca,

– igiene respiratoria (inspirare a bocca chiusa, coprire bocca e naso con il gomito, o una salvietta da gettare subito, in caso di tosse o starnuto),

– tenersi aggiornati sulle raccomandazioni delle autorità sanitarie.

Dario Dongo

Note

(1) Emanuele Bompian e Marirosa Iannelli. Water grabbing. Guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo, Emi, Verona, 2018. ISBN: 978-88-307-2402-0

(2) UN, Office of the Hight Commissioner for Human Rights (2017), Report of the Special Rapporteur on the human rights to safe drinking water and sanitation, 19.07.2017, https://ap.ohchr.org/documents/dpage_e.aspx?si=A/HRC/36/45,

(3) Unesco (Mar 2020). World Water development Report. ISBN: 978-92-3-100371-4.

(4) UN (Jul 2018). The World in 2050 (TWI2050). Transformations to Achieve the Sustainable Development Goals. V. https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/il-mondo-nel-2050-trasformazioni-necessarie

(5) Swaminathan Natarajan. Coronavirus: Why washing hands is difficult in some countries. BBC News, 18.3.20, https://www.bbc.com/news/amp/world-51929598#click=https://t.co/qcf52LUhe7

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