Sicurezza

Cocktail tossici? Valutazione del rischio delle esposizioni multiple a interferenti endocrini

Cocktail tossici? Valutazione del rischio delle esposizioni multiple a interferenti endocrini

Gli interferenti endocrini (Endocrine disruptors, ED), v. l’area dedicata del sito dell’Istituto Superiore di Sanità, spesso sono presenti individualmente a bassi livelli nella nostra alimentazione e nell’ambiente. Bisogna tuttavia valutare il rischio delle esposizioni multiple: quando l’esposizione avvenga attraverso un’unica modalità (es. nella dieta) e/o gli ED abbiano azione o bersaglio comuni, la situazione può diventare preoccupante.

Ftalati nei MOCA, valutazione EFSA (2019)

A settembre 2019, la Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA, European Food Safety Authority) ha valutato i rischi associati a cinque ftalati utilizzati nei MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti) (1,2). DBP, BBP e DEHP sono ED con effetti avversi sulla riproduzione nei roditori di laboratorio. La loro azione sul sistema endocrino segue un identico percorso, la riduzione del testosterone fetale, con un chiaro danno allo sviluppo riproduttivo maschile (aumento di anomalie congenite alla nascita e di infertilità nell’adulto). Anche il DINP a sua volta induce un calo transitorio del testosterone nel feto.

EFSA ha stabilito una dose giornaliera tollerabile (Tolerable Daily Intake, TDI) per il gruppo dei primi quattro ftalati – DBP, BBP, DEHP e DINP – sulla base dei comuni effetti di interferenza endocrina. Sulla base dei dati disponibili, l’esposizione alimentare cumulativa agli ftalati ED da ogni fonte (MOCA e ambiente) non presenta rischi in Europa. (3) Le stime più prudenziali hanno infatti indicato un livello di esposizione pari al 23% della TDI definita per il gruppo delle sostanze in esame.

Ftalati, esposizione aggregata

La dieta, nondimeno, è soltanto una delle componenti dell’esposizione aggregata agli ftalati, i quali sono presenti anche nell’aria degli spazi interni, nella polvere e in numerosi oggetti di uso comune. (4)

La European Chemical Agency (ECHA, Agenzia Chimica Europea), nel 2017, aveva stimato nell’intervallo del 5%-25% il contributo dell’alimentazione all’esposizione aggregata (vale a dire da tutte le fonti) agli ftalati nelle donne (poiché la gravidanza è la condizione più vulnerabile agli effetti sul sistema endocrino). (5)

I dati disponibili (sull’esposizione attraverso i soli MOCA) non consentono perciò di escludere che l’esposizione aggregata agli ftalati ED possa effettivamente eccedere le soglie di sicurezza nelle fasce con esposizione più alta (ad es. per stili alimentari e/o di vita) nella categoria di consumatori più vulnerabile, le donne in età fertile.

Esposizione cumulativa ai pesticidi con effetti cronici sulla tiroide. Parere EFSA (2020)

A marzo 2020 EFSA ha pubblicato il parere ‘Cumulative dietary risk characterisation of pesticides that have chronic effects on the thyroid’ (6,7). La valutazione parte da un lungo percorso iniziato da EFSA per giungere a un approccio scientifico al problema dei multi residui, vale a dire, la presenza di residui multipli di pesticidi (ciascun residuo il limite massimo legale) in una frazione importante di alimenti vegetali (oltre il 20%). Il parere riporta la valutazione del possibile rischio cumulativo di una serie di pesticidi con effetti sulla tiroide (Cumulative assessment grouping, CAG). Secondo l’approccio sviluppato da EFSA è stata basata sugli effetti ‘fenotipici’ (vale a dire le alterazioni riscontrate sulla tiroide nei test con roditori da laboratorio), anziché sui meccanismi che li provocano. Infatti i meccanismi possono essere disparati, in quanto una sostanza può interferire con il trasporto dello iodio e/o con la sintesi e/o il trasporto e/o il metabolismo degli ormoni tiroidei: tuttavia, tutti questi percorsi conducono infine a un ipotiroidismo. Il CAG ha compreso oltre 70 principi attivi, soprattutto fungicidi.

Tutte le sostanze esaminate sono state caratterizzate sulla base dei rispettivi livelli di dose che non provocano effetti nocivi sulla tiroide (No Observed Adverse Effect Levels, NOAELs) nei test a lungo termine su animali da laboratorio, considerando i dati raccolti attraverso tutti gli studi, nelle diverse specie e in ambo i sessi. Ciò ha condotto a dover considerare le inevitabili incertezze scientifiche nella composizione dei CAGs, in particolare riguardo al ruolo dei metaboliti e la estrapolazione dei dati tra più specie. (8)

Livelli di esposizione

I livelli di esposizione sono stati calcolati utilizzando i dati di monitoraggio raccolti dagli Stati membri nel periodo 2014-2016 e i dati sui consumi alimentari individuali di 10 popolazioni in diversi Paesi europei (adulti, bambini e infanti di 1-3 anni). Le stime sono state ottenute da diversi percentili sulla distribuzione dei livelli di esposizione, espresse in ‘margine totale di esposizione’ (‘total margin of exposure’).

Il livello di allerta – ai fini della considerazione di eventuali raccomandazioni al legislatore europeo – è stato convenuto nel margine totale di esposizione inferiore a 100 riferito al 99,9 percentile della distribuzione dell’esposizione (in pratica, al consumatore più esposto su 1000 soggetti. In base ai dati disponibili si è concluso che l’allerta è assente (con una certezza >99%) per gli adulti e, con certezza gradatamente inferiore, per i bambini (95-90%) e gli infanti (90-85%). Poiché l’approccio è stato molto prudenziale, si è così considerato che le preoccupazioni per effetti cronici sulla tiroide siano molto improbabili.

Conclusioni provvisorie

Le conclusioni del parere testé citato contengono due importanti riserve, emerse anche dalla consultazione pubblica che ha preceduto la pubblicazione del parere definitivo. L’insufficienza dei dati non ha consentito di:

– includere nella valutazione alcuni importanti metaboliti con effetti sulla tiroide di pesticidi attualmente in uso, in quanto tali metaboliti non sono compresi nei dati di monitoraggio, (9)

– definire un CAG per analizzare gli effetti sullo sviluppo mediati dalle disfunzioni della tiroide: mentre sappiamo che la tiroide è particolarmente importante per lo sviluppo prenatale e infantile, la definizione NOAEL per tali effetti è ancora in fieri.

Le analisi finora condotte costituiscono dunque un importante passo avanti nell’ambito di una valutazione scientifica del rischio che è tuttora in corso, nella sua notevole complessità. (10)

Alberto Mantovani

(traduzione dall’inglese e note a cura di Dario Dongo)

Note

(1) Dario Dongo, Luca Foltran. Ftalati e BPA nell’organismo umano. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.11.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/ftalati-e-bpa-nell-organismo-umano

(2) EFSA (2019). Update of the risk assessment of di‐butylphthalate (DBP), butyl‐benzyl‐phthalate (BBP), bis(2‐ethylhexyl)phthalate (DEHP), di‐isononylphthalate (DINP) and di‐isodecylphthalate (DIDP) for use in food contact materials. EFSA Journal 2019;17(12):5838. doi: 10.2903/j.efsa.2019.5838

(3) Dario Dongo. Tossicità chimica dei materiali a contatto con gli alimenti, appello dei ricercatori. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.3.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi/tossicità-chimica-dei-materiali-a-contatto-con-gli-alimenti-appello-dei-ricercatori

(4) Dario Dongo. Sostanze chimiche tossiche in oggetti di uso quotidiano, il rapporto inglese. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.7.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/sostanze-chimiche-tossiche-in-oggetti-di-uso-quotidiano-il-rapporto-inglese

(5) ECA (2017). Opinion on an Annex XV dossier proposing restrictions on four phthalates (DEHP, BBP, DBP, DIBP)https://echa.europa.eu/documents/10162/a265bf86-5fbd-496b-87b4-63ff238de2f7

(6) Dario Dongo. Pesticidi, siamo tutti cavie di Big 4. GIFT (Great Italian Food Trade). 23.8.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/pesticidi-siamo-tutti-cavie-di-big-4

(7) EFSA (2020). Cumulative dietary risk characterisation of pesticides that have chronic effects on the thyroid. EFSA Journal, April 2020 18(4). doi: 10.2903/j.efsa.2020.6088

(8) Per quanto riguarda la composizione CAG, l’incertezza è stata affrontata mediante valutazione delle evidenze scientifiche e tecniche di elicitazione. È stata ricavata una stima mediana di 71 per il numero di principi attivi che causano ipotiroidismo. I componenti CAG principali erano lo ione bromuro, seguito dai fungicidi propineb, mancozeb, ziram (tutti i ditiocarbammati), tiabendazolo, pirimetanile e ciprodinil e l’erbicida clorpropham

(9) Dario Dongo. Interferenti endocrini, una nuova banca dati rivela le omissioni di Bruxelles. GIFT (Great Italian Food Trade). 12.6.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/interferenti-endocrini-una-nuova-banca-dati-rivela-le-omissioni-di-bruxelles

(10) Dario Dongo. Pesticidi e microbioma, intervista al Prof. Alberto Mantovani. GIFT (Great Italian Food Trade). 22.5.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/sicurezza/pesticidi-e-microbioma-intervista-al-prof-alberto-mantovani

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