Sicurezza

Benessere animale, parere EFSA sui bovini al macello. Status quo e prospettive

Benessere animale, parere EFSA sui bovini al macello. Status quo e prospettive

Il benessere animale può – anzi deve – venire migliorato anche in tutte le fasi, successive all’allevamento, che conducono i bovini al macello. E la riduzione al minimo delle sofferenze dipende, nella quasi totalità dei casi, dalla competenza del personale. È quanto afferma EFSA nel parere ‘Welfare of cattle at slaughter’, pubblicato il 3.11.20. (1) Un’analisi di status quo e prospettive, a seguire.

Bovini al macello, 40 fattori di rischio

La European Food Safety Authority identifica 40 fattori di rischio per il benessere dei bovini al macello. 39 delle 40 possibili cause di sofferenza sono attribuite all’inadeguatezza del personale, dovuta a incapacità tecnica ed eccessivo affaticamento. Una soltanto alla errata progettazione della struttura.

La dettagliata analisi interessa tutte le fasi dell’attività antropica, dall’arrivo dei bovini al macello fino al loro sezionamento. Il parere EFSA in esame non considera il trasporto degli animali dagli allevamenti ai macelli, a cui verrà dedicato un rapporto di aggiornamento delle precedenti valutazioni (v. successivo paragrafo EFSA e benessere animale, lavori in corso).

Le questioni da affrontare

La cattiva gestione delle attività esaminate può condurre a 12 conseguenze negative sul benessere degli animali. Stress da caldo e da freddo, affaticamento, sete prolungata, fame prolungata in primis. Ma anche impedimento e limitazione dei movimenti, problemi di riposo, stress sociale, dolore, paura e angoscia. EFSA perciò raccomanda l’adozione di una serie di misure per prevenire ogni sofferenza inutile negli animali al macello. L’ABC, in sintesi.

A) Accettazione al macello

A partire dall’arrivo dei bovini allo stabilimento gli addetti devono verificare le condizioni di salute degli animali, tenendo conto che l’aspetto di quelli visibili dall’esterno del mezzo è certamente migliore di quelli all’interno.

‘I bovini dovrebbero essere scaricati il prima possibile e quelli con forti dolori, segni di malattia o coloro che non possono muoversi autonomamente, dovrebbero essere ispezionati e dovrebbe essere applicata immediatamente una procedura per la macellazione di emergenza’. (1)

B) Stazionamento e spostamenti

Nella fase di stazionamento EFSA raccomanda attenzione alle misure basilari. Garantire anzitutto l’accesso all’acqua, uno spazio adeguato al movimento e la protezione da condizioni meteorologiche avverse.

La stessa cura va riposta nelle fasi di spostamento all’interno del macello. Nella fase finale ‘non dovrebbero essere utilizzati metodi di contenzione, stordimento e macellazione che causano dolore e paura gravi‘.

C) Stordimento e macellazione

‘Slaughter without stunning should not be practiced.  (…) Pre-cut stunning is the only preventive measure for the welfare consequences connected with cutting’ (Welfare of cattle at slaughter, EFSA opinion, 3.11.20).

Lo stordimento – a tutt’oggi escluso dalla macellazione rituale, anche in UE – è considerato essenziale, da parte di EFSA, per prevenire le sofferenze al momento dell’uccisione degli animali. E in ogni caso si deve portare attenzione sia nella fase di contenimento che lo precede, sia nella sua esecuzione che dev’essere immediata ed effettivamente idonea a indurre lo stato di incoscienza.

EFSA e benessere animale, lavori in corso

Il rapporto in esame segue i precedenti sul benessere animale alla macellazione di pollame (2019), conigli (gennaio 2020) e suini (giugno 2020). A luglio 2020 la Commissione Europea he chiesto a EFSA ulteriori pareri sul benessere durante il trasporto e benessere dei suini (entro giugno 2022), benessere di polli da carne e galline ovaiole (dicembre 2022), benessere dei vitelli (marzo 2023). (2)

L’Autorità dovrà inoltre aggiornare i diversi pareri sul benessere delle diverse specie di animali durante il trasporto. E contribuire all’aggiornamento delle pratiche condivise in ambito di OIE (World Animal Health), che già il parere in esame supera nel sottolineare la doverosa attenzione a:

– scarico e spostamento di bovini gravemente feriti,

– uso di stimoli dolorosi per spostare gli animali,

– macellazione senza stordimento (v. sopra).

Benessere animale e sicurezza alimentare

Il reg. UE 2017/625 sui controlli pubblici ufficiali nella sicurezza alimentare, come si è visto, ha aggiornato la definizione di ‘prodotti alimentari a rischio’ introdotta in Europa dal General Food Law (reg. CE 178/02, articolo 14, in vigore dall’1.1.05).

A decorrere dal 14.12.19 gli alimenti che derivano da animali maltrattati – vale a dire, sottoposti a condizioni incompatibili non solo con le regole UE sulla sanità animale, oggetto di recente riforma, ma anche con quelle sul benessere animale – si qualificano come ‘alimenti a rischio’ (reg. UE 2017/625, art. 3.24). E devono perciò venire ritirati dal mercato, secondo quanto prescritto dal General Food Law (reg. CE 178/02, articolo 19).

Commissione europea, dalle parole ai fatti

La Commissione europea ha presentato la strategia Farm to Fork, il 20.5.20. Un documento ampio e ridondante di buoni propositi, proposto in contemporanea con la EU Strategy on Biodiversity, dopo lo European Green Deal (annunciato l’11.12.19).

Dalle parole ai fatti, il programma di riforma delle regole UE sul benessere animale è stato posticipato di almeno 2 anni. Nonostante la Corte dei Conti europea, nel proprio rapporto speciale sull’animal welfare (2018), avesse denunciato gravi carenze rispetto agli standard minimi definiti dall’OIE. Le tre succitate strategie, frattanto, sono state rinnegate nella riforma della PAC 2021-2027. Cosa attendersi dunque?

Il ruolo dei consumAttori

I consumAttori sono di fatto gli unici a poter imporre il miglioramento del benessere animale, attraverso scelte ben precise. Premettendo il grande rispetto di coloro che abbraccino le scelte vegetariana e vegana, si propongono alcuni consigli a coloro che mantengano i prodotti di origine animale nella propria dieta:

– meno ma meglio. Le proteine vegetali sono idonee a soddisfare le esigenze nutrizionali di ciascuno, come si è visto. I consumi di carne possono dunque venire ridotti, ma è necessario scegliere prodotti sostenibili e rispettosi del benessere animale, oltreché di qualità. I quali, logicamente, hanno prezzi superiori,

– ‘senza antibiotici’, in cima alla lista. Il non-utilizzo di antibiotici è il primo segnale di buona salute degli animali. L’Italia è il primo Paese al mondo ad avere adottato strategie di allevamento – vedi il modello Algatan – in grado di rafforzare gli animali al punto da poter ridurre al minimo e anche evitare l’impiego di antibiotici. I prodotti ‘senza antibiotici’ (carni, uova, pesci di allevamento) sono sempre più presenti a scaffale e meritano di venire privilegiati sia per premiare la zootecnia virtuosa, sia per abbattere i rischi di antibiotico-resistenza,

– bio. Gli animali allevati con il sistema biologico sono a loro volta soggetti a una serie di regole che ne garantiscono il benessere,

– alimenti locali. Le indicazioni d’origine obbligatorie sulle etichette della quasi totalità delle carni (escluse quelle equine e di coniglio, oltre alle ‘preparazioni di carni’) permettono di eseguire una scelta altrettanto importante. Gli animali allevati e macellati nello stesso Paese sono stati assoggettati a trasporti più brevi e stress minore.

– filiera italiana. La Federazione europea dei sindacati nei settori alimentare, agricolo e turistico (EFFAT), nella propria relazione 25.6.20, ha messo in luce lo sfruttamento dei lavoratori nelle industrie delle carni di Germania (primo produttore in UE), Polonia e Olanda. Un recente rapporto delle autorità governative ha invece mostrato frodi diffuse sulla tracciabilità delle carni in Francia. Scegliere carni italiane significa riporre fiducia nel sistema veterinario dei controlli ufficiali che primeggia a livello globale, oltre a contribuire al PIL nazionale.

Prospettive

In attesa che il legislatore europeo introduca le riforme attese da anni, si attendono due passi avanti fondamentali:

– origine obbligatoria delle carni di ogni specie e dei pesci serviti dalle collettività (ristoranti, fast-food, mense, catering), mediante apposita normativa italiana pienamente compatibile con il diritto UE,

– telecamere nei macelli. L’Inghilterra ha introdotto per legge l’obbligo di utilizzare sistemi di telecamere a circuito chiuso in tutti i macelli. Coop Italia sta chiedendo di fare altrettanto ai propri fornitori. È ora di procedere, magari anche con un’apposita norma nazionale.

Dario Dongo

Note

(1) EFSA Panel on Animal Health and Welfare (AHAW). Welfare of cattle at slaughter. 03 November 2020.
https://doi.org/10.2903/j.efsa.2020.6275. Su https://efsa.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.2903/j.efsa.2020.6275

(2) Eurogroup for Animals (2020). Analysis of new mandates received by the European Food Safety Authority (EFSA). https://www.eurogroupforanimals.org/sites/eurogroup/files/2020-07/Analysis%20of%20new%20EFSA%20mandates.docx.pdf

(3) EFSA. Animal welfarehttps://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/animal-welfare

(4) Si apprezza la sincerità di Andrea Gavinelli (Capo Unità G3, DG Sante, Commissione europea) il quale, nella sua presentazione ‘Animal welfare within the Farm to Fork strategy’, pone a sua volta un dubbio sulle misure che potranno venire effettivamente adottate. V. diapositiva 11, Main point of reflection, su https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/animals/docs/aw_platform_20200615_pres-02.pdf

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