Sicurezza

Alimenti ultraprocessati, malattie e mortalità prematura. Studio in Italia

Alimenti ultraprocessati, malattie e mortalità prematura. Studio in Italia

Il consumo di alimenti ultraprocessati si correla anche in Italia a mortalità prematura e malattie gravi non trasmissibili (NCDs, Non-Communicable Diseases).

Lo studio pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition (Bonacci et al., 2021) indaga altresì sulle principali cause del danno. Gli zuccheri in testa. (1)

Cibi ultraprocessati, lo studio scientifico italiano

La correlazione tra il consumo di cibi ultraprocessati (Ultra-Processed Foods, UPF) e il rischio di mortalità prematura è stata valutata in un ampio campione della popolazione adulta italiana. 22.475 individui tra uomini e donne, età media 55 ± 12, reclutati in Molise e seguiti per 8,2 anni nell’ambito dello studio Moli-sani (2005-2010).

I consumi alimentari sono stati valutati sulla base del Food Frequency Questionnaire (FFQ) EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), adattato alla popolazione italiana. Considerando un totale di 188 alimenti, classificati in 74 gruppi con simili caratteristiche nutrizionali o utilizzi in cucina.

Obiettivi della ricerca

I ricercatori italiani hanno voluto:

1) valutare le correlazioni tra il consumo di alimenti ultraprocessati, la mortalità prematura per tutte le cause e quella legata ad alcune cause specifiche, (2)

2) esplorare il contributo dei vari nutrienti (es. zuccheri, grassi saturi) contenuti negli ultraprocessed foods al rischio di mortalità prematura, e

3) verificare se alcuno dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari possa collegare il consumo di UPF e la mortalità.

Gli alimenti ultraprocessati sono stati identificati utilizzando la classificazione NOVA e il livello dei loro consumi è stato misurato in rapporto percentuale (grammi/giorno) rispetto al totale del cibo consumato.

Malattie cardiovascolari e ictus

I maggiori rischi di mortalità per malattie cardiovascolari e cardiopatia ischemica/cerebrovascolare, oltreché di mortalità prematura per tutte le cause, sono stati riscontrati nella categoria di individui con i consumi di UPF più elevati (>14,6% rispetto al cibo totale).

Gli zuccheri in eccesso – negli alimenti ultraprocessati, tra i quali figurano anche le bevande zuccherate – risultano spiegare il 36,3% della relazione tra il consumo di UPF e la mortalità ischemica/cerebrovascolare. Altri fattori nutrizionali (es. grassi saturi) non hanno mostrato altrettanta influenza.

Conclusioni provvisorie

L’elevato consumo di cibi ultraprocessati viene associato, nello studio in esame, con una minore aderenza alla dieta mediterranea. Riscontrandosi ancora una volta i maggiori apporti di energia (kcal), grassi e grassi saturi, zucchero e sodio (sale), e le minori quantità di fibre alimentari.

L’Italia agroalimentare però insiste nel rivendicare la ‘libertà di non (far) conoscere’ i profili nutrizionali degli alimenti, dichiarando guerra al sistema NutriScore che è stato sviluppato da Santé publique France e approvato da IARC (International Agency for the Research of Cancer, WHO) proprio per aiutare i cittadini a nutrirsi con più equilibrio.

Cui prodest?

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) Marialaura Bonaccio, Augusto Di Castelnuovo, Simona Costanzo, Amalia De Curtis, Mariarosaria Persichillo, Francesco Sofi, Chiara Cerletti, Maria Bendetta Donati, Giovanni de Gaetano, Licia Iacoviello (2021). Ultra-processed food consumption is associated with increased risk of all-cause and cardiovascular mortality in the Moli-sani Study. Am. J. Clin. Nutr. 113:446-445, https://doi.org/10.1093/ajcn/nqaa299

(2) Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna. Alimenti ultraprocessati, il peggior male. Appello degli scienziati sul British Medical Journal. GIFT (Great Italian Food Trade). 16.8.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/alimenti-ultraprocessati-il-peggior-male-appello-degli-scienziati-sul-british-medical-journal

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