HomeSaluteZucchero nelle bibite. La Svizzera chiede un taglio del 10%

Zucchero nelle bibite. La Svizzera chiede un taglio del 10%

L’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) chiede ai produttori di bibite analcoliche di ridurre del 10% la quantità di zucchero aggiunto nelle bibite commercializzate in Svizzera. (1)

Zucchero nelle bibite, -10% entro il 2024

I consumatori svizzeri consumano in media 110 grammi di zucchero procapite al giorno. Vale a dire oltre il doppio della quantità di zucchero raccomandata dall’OMS (50 g/die in una dieta da 2.000 kcal).

Il Rapporto nazionale sull’alimentazione ‘menuCH‘ indica le bevande analcoliche quale fonte di circa il 40% degli zuccheri aggiunti consumati in Svizzera. (2) L’intervento su questo settore produttivo risulta perciò indispensabile.

Obiettivo della Confederazione è ridurre gli apporti medi di zuccheri aggiunti di almeno il 10% entro il 2024. Ma alcuni operatori non sono disposti a collaborare su base volontaria.

Coca-Cola si oppone, Migros dice sì

La catena Migros ha già accettato. In linea di continuità con la propria adesione alla Dichiarazione di Milano del 2015, Migros si accinge a modificare la ricetta del suo tè freddo. Senza neppure aggiungere edulcoranti, non affatto benefici come si è visto. L’azienda ovvierà infatti alla riduzione di zucchero con l’aggiunta di karkadè, rosa canina o altri ingredienti.

Nessun impegno viene invece assunto da Coca-Cola Svizzera. Il ramo elvetico della multinazionale dichiara che il gusto della bevanda (6 zollette di zucchero per bicchiere) è standardizzato e deciso ad Atlanta. (3) Nessuna modifica può quindi venire apportata sulla ricetta delle sole bottiglie commercializzate in Svizzera. (4)

Allarme obesità e sovrappeso infantile

Il consumo eccessivo di zucchero espone la popolazione a rischi sanitari anche gravi, ribadisce il recente parere EFSA.

Obesità e sovrappeso infantile sono la prima causa di allarme anche in Svizzera, come in Italia, con impatto sul 23% dei bambini tra i 5 e i 9 anni. In assenza di misure efficaci e cogenti, i giovani e giovanissimi rischiano di sviluppare malattie gravi e croniche (NCDs, Non-Communicable Diseases) associate a tali condizioni.

Note

(1) G. Doninelli. Berna chiede meno zucchero nelle bibite. tio.ch 28.3.22 V. https://www.tio.ch/svizzera/attualita/1573930/zucchero-berna

(2) Office fédéral de la sécurité alimentaire et des affaires vétérinaires (OSAV). L’enquête nationale sur l’alimentation menuCH. https://bit.ly/2BbfyNg

(3) Dario Dongo. Coca-Cola, obesità e diritto all’acqua. Studio scientifico. GIFT (Great Italian Food Trade). 19.7.20,

(4) RSI News. Troppo zucchero nelle bibite, salute a rischio. 7.6.22. https://bit.ly/3mVmqmT

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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