Salute

ViviSmart, un anno di educazione nutrizionale

I risultati del progetto ViviSmart – promosso da Coop Italia, Danone e Barilla, per riavvicinare le famiglie italiane alla dieta mediterranea e a uno stile di vita salutare – sono stati presentati all’Università Lumsa, a Roma, il 6.2.19. I bambini coinvolti bevono più acqua, consumano frutta e verdura, rinunciano a un po’ dei giochi sedentari per praticare esercizio fisico, trascinano i genitori nel cambiamento. 

Il 45,9% dei minori in Italia è obeso o sovrappeso ma cambiare si può, anzi si deve. (1) E ViviSmart offre un ottimo esempio da seguire. W!

#ViviSmart, lezioni e laboratori

Il progetto ViviSmart è stato sperimentato nell’anno scolastico 2017-2018 su 1.525 bambini in 16 scuole. Sono stati coinvolti 80 insegnanti e 16 supermercati in 4 città (Milano, Parma, Genova e Bari). Oltre alle attività in aula, assieme agli insegnanti, i giovani consumatori hanno partecipato alle iniziative organizzate nei punti vendita di Coop Italia. Il primo gruppo della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ad avere eliminato:

– i grassi idrogenati da merendine e altri prodotti a marchio, già a inizio millennio. Dando vita alla linea ‘Club 4-10’, dedicata a bambini e ragazzi, con minori quantità di grassi, zuccheri e sale,

– l’olio di palma (e così i grassi saturi che esso contiene in ragione del 50%), escluso da tutti i prodotti a marca Coop Italia a partire dal 2016.

‘Il progetto educativo ViviSmart ha utilizzato più strumenti di comunicazione’, spiega Renata Pascarelli, responsabile Qualità di Coop Italia. ‘I nostri punti vendita hanno ospitato le stazioni informative che nel corso di 15 weekend hanno fornito alle famiglie notizie chiare e semplici su salute e dieta, con focus su diversi alimenti. Per coinvolgere i ragazzi abbiamo organizzato laboratori con animatori che hanno spiegato con vivacità i principi a base di una sana alimentazione e di un corretto stile di vita. Gli esperimenti sensoriali hanno stimolato la curiosità dei bambini verso la piramide alimentare della dieta mediterranea. Guidandoli a un esercizio di spesa consapevole, grazie alle nuove nozioni acquisite‘.

Smart, come Vivi meglio

Meglio Vivi con un approccio ‘Smart, cioè ‘Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Timely’. Gli obiettivi di salute devono essere concreti e realistici, alla portata delle famiglie coinvolte. Devono essere misurabili e poter venire raggiunti entro un periodo definito. Bisogna perciò evitare lo stile classico della lezione frontale, o della dottrina ‘calata dall’alto’. Proprio perché, come spiega Roberto Ciati di Barilla, ‘imporre regole non funziona. Bisogna invece coinvolgere attivamente gli individui e le famiglie‘.

La strategia d’intervento è stata messa a fuoco da un gruppo multidisciplinare di esperti che i gruppi Coop Italia, Danone e Barilla hanno deciso di dedicare a questa iniziativa di pubblica utilità. Un ottimo esempio di CSV (‘Contributing to Social Values’). ‘Il progetto ha avuto inizio tre anni e mezzo fa’, racconta Salvatore Castiglione di Danone. ‘Abbiamo cercato di comprendere le ragioni del fallimento di altri programmi per sviluppare un modello innovativo, che ruoti attorno alle famiglie. Un progetto pilota, che ha dimostrato di funzionare e che vorremmo ampliare ad altri partner‘.

ViviSmart, effetti sulle abitudini alimentari

L’Università LUMSA, insieme alle Università Parthenope di Napoli e Roma Tre, ha misurato l’efficacia del progetto di educazione alimentare ViviSmart. Un questionario è stato sottoposto in tre diverse fasi – prima, durante e dopo l’esecuzione del programma – a 609 ragazzi che vi hanno partecipato. E a 249 loro coetanei che invece non lo hanno seguito (gruppo di controllo).

I dati mostrano come l’11% dei partecipanti  a ViviSmart abbia iniziato a bere più acqua e con maggior frequenza, durante la giornata. Ed è aumentato il numero di giovani consumatori sia di frutta (+6%), sia di verdura (+13%).

L’attività fisica – purtroppo assai ridotta nelle nuove generazioni, abituate a trascorrere ore e ore davanti a videogiochi, tv e smartphone – è lievemente migliorata, da 3,4 a 3,8 ore di esercizio a settimana.

L’effetto alone

La maggiore consapevolezza dei bambini nei confronti dei profili nutrizionali degli alimenti è stata annotata dagli insegnanti stessi (36 su 52). I quali hanno osservato un cambiamento nel tipo di merenda consumata a scuola, con una maggiore presenza di frutta e una riduzione di panini con salumi, merendine e altri spuntini a elevata densità energetica.

Ancor più i genitori hanno notato il cambiamento. Il 50% degli intervistati afferma che i bambini ora chiedono di comprare cibi diversi, più vicini alla dieta mediterranea. Contribuiscono così a modificare le abitudini alimentari dell’intera famiglia, provocando il c.d. ‘effetto alone’.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note

(1) Oltre un terzo della popolazione adulta (35,5% vs 35,3% del 2015) è in sovrappeso, poco più di una persona su dieci è obesa (10,4% vs 9,8% del 2015). Complessivamente, il 45,9% (45,1% nel 2015) dei soggetti di età ≥18 anni è in eccesso ponderale. In Italia, nel periodo 2001-2016, è aumentata la percentuale delle persone in sovrappeso (33,9% vs 36,2%), ma soprattutto è aumentata la quota degli obesi (8,5% vs 10,2%). Le differenze rilevate sul territorio sono considerevoli e si conferma il gradiente Nord-Sud e Isole: come per il 2015, le regioni meridionali presentano la prevalenza più alta di persone di 18 anni e oltre obese (Abruzzo 14,2%, Puglia 13,1% e Molise 12,4%) e in sovrappeso (Basilicata 40,6%, Calabria 40,4% e Molise 39,8%) rispetto alle regioni settentrionali, che mostrano i dati più bassi di prevalenza (obesità: PA di Bolzano 8,1%, PA di Trento 8,3% e Lazio 8,6%; sovrappeso: PA di Bolzano 30,7%, PA di Trento 31,6% e Valle d’Aosta 31,7%). Fonte: Rapporto OsservaSalute 2017 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

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