Salute

Soia migliore bevanda vegetale

Soia migliore bevanda vegetale

La soia è la migliore bevanda vegetale disponibile sul mercato. Lo afferma un team di ricercatori della McGill University (Canada), che ha studiato i profili nutrizionali delle bevande più consumate da allergici e intolleranti al lattosio – oltreché dai vegani – quali alternative al latte vaccino.

Soia migliore bevanda vegetale tra 4

Obiettivo della ricerca – pubblicata sul Journal of Food Science Technology (1) – è approfondire le caratteristiche delle bevande vegetali spesso utilizzate in alternativa al latte. 

Sebbene queste bevande siano pubblicizzate come sane e salubri, sono state fatte poche ricerche per comprendere le implicazioni nutrizionali del loro consumo nel breve e lungo termine. Inoltre, i consumatori associano queste alternative a un sostituto diretto del latte vaccino’, scrivono i ricercatori.

Lo studio mette perciò a confronto i profili nutrizionali delle bevande a base di soia, riso, mandorle e cocco, da un lato, con quello del latte vaccino.

Latte vaccino insuperabile

Sono stati evidenziati i pro e i contro di ciascuna delle bevande vegetali. Nessuna ha però scalzato dal suo podio storico il latte, che si conferma insuperabile dal punto di vista nutrizionale.

Alimento sano e completo, il latte fornisce i nutrienti essenziali (grasso, carboidrati e proteine) e vanta numerose citazioni in letteratura scientifica quale alimento benefico alla salute. Al di là delle polemiche nei suoi confronti, che sono proposte con ciclicità bensì sostanzialmente prive di sostegno scientifico. 

Pro e contro delle bevande vegetali

La soia è stata eletta come la miglior bevanda vegetale – a raffronto con riso, mandorla e cocco – in ragione del suo profilo nutrizionale equilibrato. Ricca in proteine, è apprezzata anche per la presenza di isoflavoni. (2) Gli svantaggi riguardano invece il sapore poco gradevole, la presenza di sostanze c.d. antinutrizionali (3) e l’indisponibilità per i soggetti ad essa allergici

Il latte di mandorla – l’unico dei quattro liquidi  vegetali che può venire designato col nome ‘latte’, senza venir tacciato di milk sounding – ottiene la medaglia d’argento. È apprezzato per l’elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi (MUFA) e l’ottimo sapore. Con l’unico svantaggio, al pari della soia, di non essere disponibile ai soggetti allergici alle relative proteine.

La bevanda di riso – sebbene realizzata a partire da un cereale prezioso per la nutrizione a livello planetario, oltreché fruibile in caso di allergie – non brilla dal punto di vista nutrizionale. A causa dell’assenza di proteine e di una quantità – perciò sproporzionata – di carboidrati. Addirittura, i ricercatori sollevano il timore che il  consumo abituale di tale bevanda come alternativa al latte possa causare malnutrizione nei bambini, ove non si porti attenzione a una dieta equilibrata.

La bevanda a base di cocco riceve un giudizio favorevole per quanto attiene al sapore e al valore energetico, in genere contenuto. Non rappresenta un rischio per gli allergici, e tuttavia perde il confronto a causa sia dell’assenza di proteine, sia dell’elevata quantità di grassi saturi.

Viva la soia, rigorosamente non OGM

Il solo elemento di possibile criticità della soia che coglie la nostra attenzione – sebbene non considerato dagli studiosi dell’università McGill, che non a caso ha sede in Canada – è l’ampia diffusione su scala planetaria di soia OGM

Franken-food e i Franken-seed rappresentano tuttora, dal nostro punto di vista, (4) una concreta minaccia per la salute umana e animale, oltreché per l’ambiente. A maggior ragione in quanto, come è nel caso della soia, la modifica genetica abbia il solo scopo di fare resistere la pianta al glifosato o altri micidiali agrotossici.

La soia italiana rappresenta invece una grande opportunità. L’Italia è oggi leader in Europa nella coltivazione di soia rigorosamente non-OGM, oltre a essere il primo Paese ad avere imposto l’agricoltura integrata, cioè la riduzione d’impiego di pesticidi al livello minimo possibile. (5)

L’origine della soia in etichetta delle bevande va perciò sempre verificata. Se italiana è meglio, europea va comunque bene. In assenza di notizie, meglio dubitare e lasciare a scaffale.

Dario Dongo e Marta Strinati

Note

(1) Cfr. https://link.springer.com/article/10.1007/s13197-017-2915-y

(2) Gli isoflavoni sono fitonutrienti a cui viene attribuita la capacità di contribuire alla prevenzione di alcuni tumori

(3) Le sostanze antinutrizionali riducono l’assimilazione di nutrienti e/o micronutrienti

(4) La posizione di Great Italian Food Trade sulla biologia sintetica è stata espressa nell’ebook gratuito ‘OGM la Grande Truffa’ https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/ogm-la-grande-truffa. Con ulteriori aggiornamenti sul pericoloso fenomeno della diffusione incontrollata dei c.d. nuovi OGM https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/nuovi-ogm-nessuna-regola

(5) Il paradosso italiano è infatti quello di essere leader in Europa per la produzione di soia non-OGM e di usare invece quella OGM che proviene dal Sud America per allevare i nostri animali, al di fuori delle filiere bio e di quelle certificate per uso di mangimi non-OGM. Ne abbiamo scritto su https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/ogm-tra-proclama-e-realt%C3%A0-il-paradosso-italiano