Salute

Sicurezza alimentare, rapporto FAO-OMS

Sicurezza alimentare, rapporto FAO-OMS

FAO (Food Agriculture Organization) e WHO (World Health Organizationhanno discusso con l’Unione Africana e il WTO (World Trade Organization) il futuro della sicurezza alimentare globale. Ad ad Addis Abeba (Etiopia), il 12-13.2.19.

‘The future of food safety, 2019

The Future of Food Safety’ è il rapporto presentato da FAO, WHO, WTO e African Union alla Conferenza di Addis Abeba. Si riafferma anzitutto un diritto umano fondamentale, l’accesso a cibo sicuro e nutriente, oltreché all’acqua potabile. ‘Le sfide globali di oggi stanno trasformando il modo in cui produciamo, commercializziamo, consumiamo e pensiamo al cibo’. Il diritto universale al cibo rimane però un’utopia – al di là dei ‘solenni’ impegni verbali di vari governi – a causa di denutrizione e malnutrizione, nonché dei pericoli di sicurezza alimentare.

Ogni anno in tutto il mondo muoiono oltre 420.000 persone e circa 600 milioni di persone – quasi una su dieci – si ammalano dopo aver mangiato cibo contaminato. Infatti, è noto che i pericoli alimentari causano oltre 200 malattie acute e croniche, dalle infezioni del tratto digerente al cancro’, indica il rapporto. (1) E alle sofferenze umane si aggiunge il pregiudizio economico. ‘Gli alimenti contaminati ostacolano lo sviluppo socio-economico, sovraccaricano i sistemi sanitari e compromettono la crescita economica, il commercio e il turismo’. (2)

‘The future of food safety, 5 messaggi-chiave

Cinque messaggi-chiave sono affermati nel rapporto internazionale ‘The future of Food Safety’:

– la sicurezza alimentare è parte integrante degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Developers Goals, SDGs),

– il cibo non sicuro ha un enorme e inaccettabile impatto sulla salute umana e sull’economia,

– l’agricoltura è sotto pressione ed è indispensabile adottare pratiche agricole sostenibili. Per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni, mitigare il cambiamento climatico, promuovere la crescita economica e l’equità sociale,

– dalla produzione agricola primaria al consumo, la sicurezza alimentare è una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione di tutti gli attori della filiera, sulla base di standard internazionali e regole armonizzate,

– una sana alimentazione richiede cibo sicuro e nutriente. Gli alimenti a rischio, come quelli squilibrati dal punto di vista nutrizionale, mettono a rischio lo sviluppo dei bambini ed espongono le popolazioni a malattie non trasmissibili (Non-Communicable Diseases, NCDs). Un circolo vizioso che va interrotto.

Diritto universale al cibo e ‘food security

La c.d. ‘food security’ – vale a dire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari – è seriamente minacciata da cambiamento climatico, degrado ambientale, scarsità d’acqua e impoverimento dei suoli, perdita di biodiversità. Bisogna invertire la rotta.

È fondamentale adottare procedure sostenibili per coltivare, produrre e consumare alimenti sicuri e salutari, preservando al tempo stesso le risorse del nostro pianeta’.

Il prossimo Forum internazionale sulla sicurezza degli alimenti e sul commercio, a Ginevra il 23-24.4.19, sarà dedicato alla sicurezza alimentare negli scambi internazionali. Focus sulle sfide e le opportunità legate a nuove tecnologie e knowledge transfer. Nonché sull’armonizzazione delle regole a presidio della sicurezza alimentare e dei controlli.

Sicurezza alimentare, come proteggere i consumatori del pianeta 

Sicurezza chimica e contaminazione microbiologica degli alimenti continuano a comportare gravi rischi per la salute pubblica. L’incapacità di prevenire e controllare tali rischi, in particolare nei Paesi a basso-medio reddito, ostacola gravemente le loro economie e compromette la sicurezza degli scambi in una filiera globale sempre più interconnessa.

Oggi, proteggere la salute dei consumatori spazia dall’ispezione su additivi alimentari e residui di pesticidi alla prevenzione della contaminazione chimica e microbiologica o alla valutazione della sicurezza di pratiche moderne, a volte controverse, come la modifica genetica degli alimenti o l’uso di antimicrobici che promuovono la crescita nella produzione animale. I tempi sono cambiati ma l’obiettivo di proteggere i consumatori rimane lo stesso.’

Le micotossine ad esempio possono causare la tossicità di mais, caffè, cacao, con grave impatto sulla salute delle popolazioni più esposte. Si aggiunge poi il grande tema della sicurezza degli alimenti di origine animale, che postula l’adozione di pratiche igieniche adeguate in tutte le fasi di alimentazione, allevamento e macellazione. Con impatto, tra l’altro, sull’emergenza sanitaria globale della resistenza agli antibiotici.

Sicurezza alimentare, l’antibiotico-resistenza

La resistenza agli antibiotici è una delle emergenze di salute pubblica più pressanti a livello globale. Gli antibiotici perdono efficacia e diventa difficile – quando non impossibile – curare malattie come polmoniti, tubercolosi, salmonellosi e altre infezioni, anche le più banali. Con tempi di ricovero più lunghi, aumento dei costi sanitari e della mortalità. ‘Ogni anno, circa 700.000 persone muoiono in tutto il mondo a causa di infezioni resistenti agli antimicrobici’. Nei Paesi a basso e medio reddito e non solo, ricorda l’Organizzazione mondiale della sanità.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), nello studio pubblicato su ‘The Lancet’ il 5.11.18, stima che le infezioni da batteri antibiotico-resistenti abbiano provocato 33 mila decessi nel 2015 in Europa. Italia e Grecia registrano tra l’altro una spiccata prevalenza di infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, pari al 21,3% del totale dell’area europea (172 su 875 mila casi). (3) L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) a sua volta prevede che le infezioni da ‘super-batteri’ potranno causare circa 2,4 milioni di decessi in Europa, Australia e Nord America tra il 2015 e il 2050, se non verranno rafforzate le iniziative di contrasto all’antibiotico-resistenza.

La FAO incoraggia quindi l’adozione di pratiche di produzione alimentare che riducano l’uso di antimicrobici, migliorino l’igiene nella lavorazione degli alimenti per limitare la contaminazione incrociata, controllino i progressi fatti nella produzione di cibo privo di agenti patogeni resistenti agli antimicrobici.

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo un mare… di problemi da risolvere.

#Égalité!

Dario Dongo e Sabrina Bergamini

 

Note

(1) Curiosamente, l’incidenza annuale delle tossinfezioni alimentari in USA (1 su 6 abitanti) è quasi doppia rispetto a quella su scala globale (1 su 11). Sullo stato della sicurezza alimentare in USA, si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/usa-e-canada-sotto-silenzio-il-più-grande-richiamo-del-2018

(2) Il costo della (in)sicurezza alimentare nei Paesi a Basso-Medio Reddito (LMIC, Low-Medium Income Countries) è stimato in circa 95 miliardi di US$ in termini di perdita di produttività

(3) Cfr. Alessandro Cassini et al. (2018). ‘Attributable deaths and disability-adjusted life-years caused by infections with antibiotic-resistant bacteria in the EU and the European Economic Area in 2015: a population-level modelling analysis’. The Lancet. https://doi.org/10.1016/S1473-3099(18)30605-4

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