Salute

Lindt, allergeni nascosti

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Prosegue l’indagine di Great Italian Food Trade sul rispetto delle regole europee a tutela dei consumatori allergici. Il caso Lindt.

Allergie e intolleranze alimentari, celiachia e informazione al consumatore

L’informazione specifica sulla presenza di ingredienti allergenici – anche in tracce, o in forma derivata (1) – nei prodotti alimentari, ha un rilievo sanitario cruciale. Il suo difetto può infatti comportare gravi rischi per la salute delle categorie vulnerabili di consumatori (reazioni immuni e choc anafilattici di esito anche letale in caso di allergie, patologie di gravità crescente per le intolleranze). (2)

Il regolamento ‘Food Information to Consumers ha rafforzato la protezione dei consumatori allergici e intolleranti sotto due aspetti:

– introduzione dell’obbligo di attribuire evidenza grafica alle parole-chiave dei singoli allergeni, in modo da agevolarne l’identificazione nella lettura della lista ingredienti,

– estensione del dovere inderogabile d’informazione specifica a tutti gli alimenti, quand’anche venduti sfusi o preincartati, ovvero somministrati nei pubblici esercizi (ivi comprese le attività di catering).

Il caso Lindt & Sprüngli

Prosegue l’esame di etichette a marchi blasonati, come Mulino Bianco e Nestlé, non conformi alle regole europee di informazione specifica in tema di allergeni.

La situazione si ripete con Lindt & Sprüngli, laddove addirittura il cioccolato ‘99% cacao’ può contenere ‘frutta a guscio’, non meglio identificata, oltre a latte e persino soia.

È sempre utile denunciare l’illegittimità del riferimento generico alla frutta a guscio, stigmatizzato da ultimo nelle Linee guida della Commissione europea. Con l’invito alle autorità sanitarie competenti a risvegliarsi da un oblio già durato una dozzina d’anni e perciò non ulteriormente tollerabile.

È tempo che ciascuno assuma le proprie responsabilità. Gli operatori, su entrambi fronti di autocontrollo e informazione al consumatore. Gli enti di controllo, su prescrizioni e sanzioni.

Dario Dongo

Note

(1) Al di fuori dei soli prodotti derivati da ingredienti allergenici espressamente esclusi dagli obblighi di informazione specifica, ai sensi del reg. UE 1169/11, Allegato II. A seguito di valutazioni scientifiche dell’Efsa, che ha accertato l’incapacità di alcune sostanze – pur derivate da ingredienti allergenici – di innescare reazioni patologiche nel soggetti sensibili alle loro materie prime

(2) Il prodotto alimentare recante notizie inesatte sulla presenza di allergeni si qualifica perciò come alimento a rischio di sicurezza alimentare, ai sensi del reg. CE 178/02, articolo 14

Informazioni sull'autore

Dario Dongo

Dario Dongo

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) e cofondatore del Fatto Alimentare.