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Le risposte ai dubbi sul NutriScore

Il NutriScore è un simbolo, ormai abbastanza noto, applicabile sull’etichetta degli alimenti per favorire una dieta equilibrata. È tra i principali candidati al sistema che verrà adottato in tutta la UE, nonostante l’opposizione del governo italiano. Per sciogliere dubbi e fraintendimenti, Santé publique France, agenzia del ministero della Salute, ha pubblicato una brochure. (1)

NutriScore

Del NutriScore abbiamo riferito ampiamente su questo sito. (2) Riassumendo, il logo ideato dai ricercatori francesi attribuisce un punteggio di facile e immediata comprensione sul profilo nutrizionale dell’alimento, grazie alla sintesi espressa con un colore e una lettera articolati su 5 livelli.

Il range va dalla lettera A accompagnata dal colore verde scuro, attribuita agli alimenti da consumare con maggiore frequenza, alla lettera E (colore rosso) per quelli da ridurre al minimo.

I dubbi sul NutriScore

Le opinioni contrarie in Italia a questo sistema di etichettatura nutrizionale poggiano sui dubbi che il NutriScore possa penalizzare alimenti tipici Made in Italy, come l’olio extravergine di oliva o il parmigiano reggiano.

A questo proposito, Santé publique France pubblica alcune precisazioni

– nel quotidiano è bene tendere a consumare solo alimenti classificati come A e B. Quelli risultati in classe D ed E possono venire consumati ma in piccole quantità e non troppo spesso,

– il punteggio C non è necessariamente buono o cattivo, dipende dal tipo di alimento. Se si tratta di uno yogurt, è bene cercare meglio, perché ve ne sono molti in classe migliore. Se si tratta dell’olio di oliva o di colza, si è di fronte al miglior punteggio possibile per un alimento molto calorico ma anche ricco di proprietà benefiche,

– il punteggio NutriScore riferito in etichetta riguarda l’alimento così come viene venduto. Per questo, non deve stupire che le patate fritte surgelate siano classificate con A. Si tratta di patate tagliate a bastoncini. L’evoluzione del profilo nutrizionale dipende dalla preparazione: cotte al forno rimangono in A, fritte in olio e condite con maionese e altre salse assumono tutt’altro tenore.

L’evoluzione della piramide alimentare

L’intento di fondo del sistema NutriScore è simile a quello della più familiare piramide alimentare ideata nel 1922 dal dipartimento USA per l’Agricoltura.

Già un secolo fa, la sanità pubblica cercava di migliorare l’alimentazione della popolazione inserendo alla base della piramide gruppi di alimenti da consumare con maggiore frequenza e all’apice quelli da ridurre al minimo.

Comparazione nutrizionale istantanea

A differenza della piramide alimentare, rimasto un concetto astratto, dopo 100 anni di evoluzione nell’etichettatura degli alimenti, il NutriScore consente di

– individuare a colpo d’occhio il profilo nutrizionale del singolo alimento confezionato,

– comparare all’istante – prima dell’acquisto – due prodotti della stessa categoria, individuando quello con profilo nutrizionale più equilibrato.

Una prova in Italia con Yuka

Questo vantaggio è ancora negato ai consumatori italiani. Nell’attesa, una efficace alternativa è offerta – a chi usa lo smartphone – dalle app di comparazione istantanea degli alimenti, come Yuka.

La geniale app, anch’essa lanciata in Francia, fornisce infatti un giudizio basato sul NutriScore (oltre che sulla presenza di additivi poco raccomandabili) mediante la lettura del codice a barre. Proprio per questo, tra lo stupore generale, è finita nel mirino dell’Antitrust. (3)

Yuka e Made in Italy

Sui prodotti simbolo del Made in Italy prima citati, abbiamo interrogato la app Yuka. Con i seguenti risultati

– l’olio extravergine di oliva ha un giudizio eccellente, 75/100, aumentato a 85/100 se bio,

– il parmigiano reggiano è giudicato mediocre (32/100, più 10 punti se bio), a causa del tenore di grassi saturi (20%), dell’apporto calorico e della quantità di sale (1,6%). Un risultato sovrapponibile a quello del formaggio francese Camembert.

Come detto, la valutazione deve considerare il tipo di alimento e il consumo che se ne fa quotidianamente. In Italia come in Francia. Senza temere di informare correttamente la popolazione.

Marta Strinati

Note

(1) Le Nutri-Score pour mieux manger en un coup d’œil. Santé publique France. https://www.reseau-national-nutrition-sante.fr/img_base/references/nutriscore-information-brochure-reseau-national-nutrition-sante.pdf

(2) Dario Dongo. Codex Alimentarius, il NutriScore e le linee guida WHO. GIFT (Great Italian Food Trade) 29.9.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/codex-alimentarius-il-nutriscore-e-le-linee-guida-who

Dario Dongo. NutriScore, pieni voti della IARC e dei cittadini in Spagna. GIFT (Great Italian Food Trade) 18.9.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/nutriscore-pieni-voti-della-iarc-e-dei-cittadini-in-spagna

(3) Dario Dongo. Nutriscore e Yuka, l’Antitrust si butta nella mischia. GIFT (Great Italian Food Trade) 24.11.21. https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/nutriscore-e-yuka-l-antitrust-si-butta-nella-mischia

Marta Strinati
Marta Strinati
Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".
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