HomeSaluteGli emulsionanti aumentano il rischio cancro. Studio

Gli emulsionanti aumentano il rischio cancro. Studio

Il consumo di emulsionanti, additivi largamente presenti negli alimenti industriali, è collegato a un aumento del rischio di cancro al seno e alla prostata. L’evidenza emerge da uno studio (Sellem et al., 2024) pubblicato su PLos Medicine e condotto dai ricercatori francesi del Gruppo di ricerca sull’epidemiologia nutrizionale (Cress-Eren). (1)

Emulsionanti, additivi ‘cosmetici’ poco raccomandabili

Gli emulsionanti vengono aggiunti in moltissimi alimenti confezionati allo scopo di migliorare la consistenza del prodotto e prolungarne la durata. Sono i tipici ingredienti ‘cosmetici’ degli alimenti ultraprocessati, al pari di aromi, coloranti, esaltatori di sapidità etc. (2)

Se ne trovano in cioccolatini o snack, in margarine e piatti pronti, ma persino nelle merende al latte per bambini, nei gelati, nei corn flakes, nella pasta fresca, nei formaggi spalmabili, come abbiamo visto. (3)

Studi in vitro e sugli animali, nonché studi clinici sull’uomo evidenziano che il consumo di emulsionanti causa alterazione del microbiota, assottigliamento del muco intestinale, peggioramento dell’infiammazione intestinale e aumento di recidiva, favorendo potenzialmente l’insorgenza di alcune forme di cancro. (4)

Il nuovo studio epidemiologico

Il nuovo studio per la prima volta analizza i possibili collegamenti tra il consumo di emulsionanti e l’insorgenza di cancro in un ampio studio condotto sulla popolazione generale.

I ricercatori francesi hanno infatti analizzato i dati su dieta e salute di 92.000 adulti (età media 45 anni, 79% donne) partecipanti allo studio di coorte francese NutriNet-Santé. Il gigantesco progetto di ricerca sulla relazione tra alimentazione (dieta, attività fisica, stato nutrizionale) e salute dal 2009 ha già generato più di 270 pubblicazioni scientifiche internazionali.

I risultati

L’analisi incrociata dei dati riferiti dai partecipanti sui loro consumi alimentari (specificati per marca e ingredienti) con quelli sanitari, dopo un follow-up medio di 7 anni, ha mostrato che

  • un’assunzione più elevata di mono e digliceridi degli acidi grassi (E471) è associata a un aumento del rischio di cancro

– in generale, +15%,

– al seno, +24%,

– alla prostata, +46%.

  • un maggiore consumo di carragenina (E407 ed E407a) aumenta del +32% il rischio di cancro al seno, in confronto al gruppo con un consumo inferiore.

È bene sottolineare che le cartelle cliniche relative ai 2.604 casi di tumori diagnosticati sono state esaminate da un comitato medico. E che sono stati presi in considerazione anche gli altri fattori di rischio cancro tra cui età, sesso, indice di massa corporea (BMI), livello di istruzione, storia familiare, fumo, alcol e livelli di attività fisica, nonché la qualità nutrizionale complessiva della dieta (consumi di zucchero, sale etc.) e lo stato di menopausa.

Un nuovo caso biossido di titanio?

Gli autori della ricerca ricordano che si tratta del primo studio osservazionale in questo ambito, insufficiente a stabilire con certezza un nesso di causa ed effetto.

TuttaviaSe questi risultati dovessero essere replicati in altri studi in tutto il mondo, porterebbero nuove intuizioni chiave al dibattito sulla rivalutazione delle normative sull’uso degli additivi nell’industria alimentare, per proteggere meglio i consumatori’, precisano Mathilde Touvier, direttrice della ricerca all’Inserm, e Bernard Srour, professore junior all’INRAE, principali autori dello studio.

Le evidenze scientifiche sugli ‘effetti avversi’ degli emulsionanti cominciano a diventare corpose. E nell’immobilismo di legislatori e industria alimentare è facile prevedere una replica del caso biossido di titanio (E171), classificato ‘all’improvviso’ da EFSA come pericoloso per la salute, dopo migliaia di studi ignorati per anni. E peraltro ancora in circolazione in farmaci e dentifrici, nonostante l’evidenza di assorbimento tramite le mucose del cavo orale. (5,6)

Marta Strinati

Note

(1) Sellem L, Srour B, Javaux G, Chazelas E, Chassaing B, Viennois E, et al. (2024) Food additive emulsifiers and cancer risk: Results from the French prospective NutriNet-Santé cohort. PLoS Med 21(2): e1004338. https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1004338

Lo studio è condotto da un team di ricercatori francesi di Inserm, INRAE, Università Sorbona Parigi Nord, Università Parigi Cité e Cnam.

(2) Marta Strinati. Identikit degli alimenti ultraprocessati, eccesso di nutrienti critici e additivi ‘cosmetici’. GIFT (Great Italian Food Trade). 2.9.23

(3) Vedi precedenti articoli di Marta Strinati su GIFT (Great Italian Food Trade):

Pasta fresca ripiena, il gusto delle etichette ingannevoli. 38 prodotti a confronto. 10.2.22
Corn flakes e cereali ripieni, 24 a confronto. 22.1.22.
Frùttolo e altre merende al latte, 10 prodotti a confronto. 25.9.21
Formaggi freschi spalmabili e in fiocchi, 18 prodotti a confronto. 30.7.21
Gelato confezionato, troppi additivi sospetti. La nostra indagine di mercato su 20 prodotti. 6.7.21

(4) Marta Strinati. Il ruolo degli alimenti ultraprocessati nelle malattie infiammatorie intestinali. GIFT (Great Italian Food Trade). 15.11.22

(5) Dario Dongo. Biossido di titanio in alimenti e integratori, stop dal 7.2.22. GIFT (Great Italian Food Trade). 20.1.22

(6) Marta Strinati. Nuovo studio sui rischi del biossido di titanio presente in dentifrici e farmaci. GIFT (Great Italian Food Trade). 10.8.23

Marta Strinati
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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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