Salute

Gestione crisi, il piano generale della Commissione europea

Gestione crisi, il piano generale della Commissione europea

La gestione delle crisi di sicurezza alimentare e sui mangimi in UE segue un nuovo piano generale – a decorrere dal 13.3.19 – a seguito di apposita decisione 19.2.19 della Commissione europea. (1)

Sicurezza alimentare e gestione crisi, le questioni da affrontare 

L’inefficacia dell’apparato preposto a gestire le emergenze su prodotti alimentari e mangimi viene accennata nelle premesse del documento di Bruxelles. Viene ripreso solo uno dei numerosi esempi di crisi gestite malissimo, in prevalenza legate a frodi alimentari. (2) Il ‘caso Fipronil’, l’acaricida che ha contaminato le uova dal Belgio e da numerosi altri Paesi, poi diffuse in ogni territorio del Mercato interno nell’estate 2017. (3)

La Commissione guidata da Vytenis Andriukaitis, come prevedibile, manca dell’onestà intellettuale necessaria a riconoscere i propri errori. Tantomeno accenna alla più grave delle crisi di sicurezza mai neppure gestita, per inaccettabile asservimento a Big Food, con dolosa omissione di atti d’ufficio doverosi e urgenti. Vale a dire, la conclamata contaminazione chimica della gran parte dei cibi con olio di palma – ivi comprese le formule sostitutive del latte per neonati e i cibi destinati ai bambini – con sostanze genotossiche e cancerogene.

Le responsabilità vengono così scaricate su Stati membri e laboratori e centri di ricerca. Con l’ipocrisia di non distinguere tra i governi omertosi e inefficienti – Germania, Regno Unito, Belgio e Olanda ‘in primis’ – e quelli virtuosi come l’Italia, da sempre prima per il numero di segnalazioni nel sistema di allerta. Non a caso il nostro Paese, grazie a un sistema di controlli pubblici ufficiali a cui sono dedicate risorse senza pari e al suo coordinamento da parte del Ministero della Salute, è stato coinvolto in misura marginale nei gravi incidenti pan-europei, dalla BSE a oggi. (4)

Il coordinamento tra (alcuni) governi e la Commissione europea è stato spesso carente e tardivo, la comunicazione del rischio incoerente e disomogenea. Ancor prima e pur peggio, la valutazione del rischio ha registrato posizioni differenziate con esiti sconfortanti per i cittadini e consumatori, i quali hanno perso fiducia nei confronti dell’intera filiera alimentare e di chi è chiamato a controllarla. Causando danni inestimabili a intere filiere, come quella avicola nel caso dell’influenza aviaria, e reazioni di grave sfiducia rispetto alle procedure in essere (per quanto attiene, ad esempio, al rinnovo di autorizzazione del glifosate). (5)

Gestione crisi, obiettivi del nuovo piano CE

La decisione 300/2019 aggiorna il piano generale della Commissione europea, per fare fronte alle situazioni in cui si verifichino o si abbia fondato timore di rischi (diretti o indiretti) per la salute pubblica legati ad alimenti e mangimi. Bruxelles riconosce la necessità di una serie di interventi sulla base delle esperienze – in prevalenza negative, come sopra accennato – maturate negli anni. Bisogna perciò rafforzare, modificare e puntualizzare quanto a suo tempo stabilito nella precedente decisione della Commissione frattanto abrogata. (6)

I rischi per la salute pubblica possono essere di natura biologica, chimica e fisica e comprendono i pericoli connessi alla radioattività e agli allergeni. L’impostazione, i principi e le procedure pratiche del piano generale potrebbero però anche essere considerati come orientamenti per la gestione di altri incidenti di origine alimentare che non comportano i suddetti rischi per la salute pubblica.’(Decisione CE 2019/300, Considerando 8)

Obiettivo principale del nuovo piano generale di gestione crisi di sicurezza alimentare e dei mangimi in UE è la tutela della salute pubblica. Si ambisce a garantire un livello adeguato di preparazione delle autorità (nazionali ed europee) preposte a valutare e gestire gli e incidenti legati a contaminazioni fisiche, chimiche e microbiologiche, oltreché alla radioattività, sulle derrate destinate alle filiere di ‘food and feed’.

Gestione crisi di sicurezza alimentare in UE, i 3 concetti-chiave

Il nuovo piano generale per la gestione di eventuali emergenze legati a rischi sanitari su alimenti e mangimi si basa su tre concetti-chiave. Gradualità, coordinamento delle azioni, strategia di comunicazione.

1) Gradualità

Il piano generale si attiva quando le misure urgenti provvisorie adottate dagli Stati membri e/o dalla Commissione stessa non siano sufficienti a prevenire, ridurre o eliminare il rischio per la salute umana. (7) Sono previsti due livelli di intervento:

– il coordinamento rafforzato (art. 10) o, nei casi più gravi,

– l’istituzione di un’unità di crisi (art. 12).

La classificazione del rischio è essenziale e dev’essere tempestiva. Tenuto conto di natura, gravità e prevedibile ampiezza dell’incidente, ma anche delle sensibilità politiche e dei consumatori. Sono a tal uopo necessari monitoraggi continui, raccolta e analisi dati, formazione e riunioni periodiche tra i coordinatori e i punti di contatto nazionale.

2) Coordinamento

Il coordinamento tra Stati membri e Commissione, come quello tra sistemi di allerta e laboratori, deve garantire una risposta rapida all’insorgere dell’emergenza, per consentire la messa a punto di strategie efficaci. Viene perciò rafforzato il collegamento tra SARR (Sistema di allarme rapido e di reazione) e RASFF (Sistema di allerta rapido su alimenti, mangimi e materiali a contatto), nella logica ‘One Health’.

La Commissione è responsabile del coordinamento delle azioni necessarie ed è coadiuvata dai coordinatori statali, membri dell’unità di crisi nonché e responsabili a livello nazionale di coordinare le crisi legate a alimenti e mangimi e gestire la strategia di comunicazione (articoli 18, 19).

3) Comunicazione e trasparenza

Trasparenza e strategia di comunicazione sono i due elementi essenziali a gestire le crisi. Le informazioni devono essere precise, fondate, coerenti, pertinenti e tempestive. Peculiare attenzione va dedicata al consumatore, la cui fiducia verso il sistema è cruciale nella misura in cui il sistema stesso si confermi affidabile. (8)

Il flusso di notizie dovrebbe quindi venire gestito dalla Commissione in sinergia e sintonia con i coordinatori statali (come mai si è finora registrato). In linea con le agenzie scientifiche europee (Efsa, Ecdc) e le reti internazionali (Infosan).

Dario Dongo e Marina De Nobili

Note

(1) Dec. CE 2019/300, ‘che istituisce un piano generale per la gestione delle crisi riguardanti la sicurezza degli alimenti e dei mangimi’, su https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019D0300&from=IT

(2) Nello stesso periodo del caso Fipronil è emersa una crisi di ben altra gravità, sulle carni suine tedesche e olandesi contaminate da Epatite E, che è invece rimasta sotto silenzio. Pochi mesi divampò anche in Europa lo scandalo globale delle carni brasiliane, ‘Carne Fraca. Pochi anni prima l’agghiacciante ‘Horsegate che coinvolse l’intera compagine di Big Food. Senza dimenticare l’ITX, sostanza pericolosa migrata nel latte per neonati Nestlé, né i casi più recenti. Dai piselli ungheresi surgelati alla Listeria alla salmonella negli alimenti Lactalis per la prima infanzia

(3) Sul caso Fipronil si richiamano i precedenti scritti e riflessioni, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/uova-al-fipronil-riflessioni-sull-ennesima-frode-alimentare-in-europahttps://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/bollino-fipronil-free-sulle-uova-magari-nohttps://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/fipronil-prima-riunione-a-bruxelleshttps://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/fipronil-prima-riunione-a-bruxelles

(4) Per approfondimenti sul tema, con raffronto tra le regole vigenti in UE e quelle adottate in USA e Cina, si fa richiamo al nostro ebook gratuito ‘Sicurezza alimentare, regole cogenti e norme volontarie’, su https://www.greatitalianfoodtrade.it/libri/sicurezza-alimentare-regole-cogenti-e-norme-volontarie-il-nuovo-libro-di-dario-dongo. Le gravi criticità del sistema di gestione crisi vigente in USA e Canada sono evidenziate nel precedente articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/usa-e-canada-sotto-silenzio-il-più-grande-richiamo-del-2018

(5) Non si dimentichi la sottovalutazione, da parte dell’autorità tedesca per la valutazione del rischio (BfR), già nel 2011, dei gravi pericoli per la salute pubblica legati all’esposizione al glifosato. Si veda l’articolo https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/armi-di-distruzione-di-massa-il-glifosato

(6) Cfr. decisione 2004/478/CE, abrogata da quella in esame. Entrambe le decisioni sono state adottate ai sensi ai sensi del reg. CE 178/02, articolo 55

(7) Cfr. reg. CE 178/02, articoli 53, 54

(8) La disastrosa gestione dell’emergenza E.Coli nei germogli da parte della Germania, nel 2011, è costata all’UE 277 milioni di euro (per recuperare la fiducia dei consumatori verso cetrioli e pomodori mediterranei, innocenti vittime di disinformazione teutonica). Ed è stata la terza crisi generata dalla Germania in 12 mesi, nel 2011-2012, dopo ol bacillus cereus nelle mozzarelle e le diossine nei mangimi (v. https://ilfattoalimentare.it/germania-lo-scandalo-diossina-dilaga-a-macchia-dolio-lacune-e-ritardi-nei-controlli.html)

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