Salute

Dry January, un mese di leggerezza senza alcol. Provare per credere

Dry January, un mese di leggerezza senza alcol. Provare per credere

Il Dry January – un mese senza alcol – è una sfida collettiva che aspira a coinvolgere quante più persone possibile.

Ecco perché vale la pena di sperimentare un mese di leggerezza e scoprire come fare, anche con l’aiuto della app Try Dry.

Dry January, un mese di pausa

Dry January si basa su un principio semplice, non bere bevande alcoliche durante tutto il mese di gennaio. Una bella occasione, dopo le feste che ne registrano i consumi più elevati, per concedere una pausa:

– all’organismo, rispetto all’unico ‘nutriente non nutritivo’. Vale a dire una sostanza con ben 7 kcal/g (pari a quelle del burro), che non contribuisce alla nutrizione e anzi la disturba, ostacolando digestione e metabolismo, (1)

– alla mente, che non ha bisogno di variabili alterazioni dello stato di coscienza per esprimersi al meglio (cit. Frank Zappa) né tantomeno per mitigare sintomi depressivi. Che l’alcol, a dispetto di transitoria euforia, invece aggrava. (2)

Leggerezza

Provare per credere – magari anche con le bevande analcoliche alternative a quelle tradizionali (es. birra, vino e aperitivi 0% alc. vol.) – la leggerezza autentica di un mese in sobrietà, per il corpo e la mente. Bastano già pochi giorni per sentire la differenza, ed è ciò che spiega il successo della campagna.

Benefici immediati

Alcohol Change, protagonista di Dry January in UK, offre i dati schietti dei sondaggi sui partecipanti alle precedenti edizioni. L’86% risparmia denaro, il 70% dorme meglio e il 66% sente più energia. Oltre alla pelle più luminosa. Benefici immediati, senza trucchi.

La ricerca condotta dal Royal Free Hospital e pubblicata sul British Medical Journal (Mehta et al., 2018), mostra come un mese di pausa possa abbassare la pressione sanguigna e il colesterolo ematico. Oltre a ridurre il rischio di diabete e i livelli di proteine legate al cancro nel sangue. (3)

La app e il coaching

La app Try Dry – per dispositivi Apple e Android – e il coaching tramite email offerti da Alcohol Change UK offrono stimoli a chi partecipa a questa sfida collettiva. (4) Con un supporto pratico ed efficace, disponibile a tutti.

Vivere senza alcol per 31 giorni ci mostra che non abbiamo bisogno dell’alcol per divertirci, rilassarci o socializzare. Ci aiuta a imparare le abilità di cui abbiamo bisogno per gestire il nostro bere. Ciò significa che per il resto dell’anno saremo in grado di decidere meglio quando e quanto bere, in modo da evitare di scivolare nel bere più di quanto vogliamo’ (Alcohol Change UK).

Benessere indimenticabile

Sei mesi dopo il ‘gennaio sobrio’, oltre il 70% delle persone che lo hanno seguito, continuano a bere in modo più sano. Oltre ad avere aumentato i livelli di benessere e generalself-efficacy, come mostra una ricerca condotta dall’Università del Sussex su 4.232 partecipanti (de Visser et al., 2020. V. nota 5).

Santé publique France – l’istituto pubblico di ricerca che ha ideato il NutriScore – ha commissionato uno studio qualitativo basato su interviste ai partecipanti e non-partecipanti al Dry January 2020 in Francia. Per molti dei partecipanti intervistati, seguire Dry January è stato ‘più facile del previsto’, con una serie di vantaggi:

– ‘una sensazione di energia, di essere più in forma, in parte legata a un sonno migliore’,

– ‘perdita di peso, migliore digestione, migliore pelle’,

– ‘ma la cosa più importante sembra essere stato l’orgoglio di aver accettato la sfida!’. (6)

Consapevolezza, pressione sociale e sostegno

I partecipanti hanno spesso preso coscienza del posto dell’alcol nella società e nella loro vita, hanno potuto fare un bilancio del loro consumo identificando le bevande che volevano veramente e rompendo gli automatismi, ripensando certe abitudini (nuove attività), rassicurandosi sulla loro capacità di controllare il loro consumo e di resistere alla pressione di chi li circonda.’ (6)

La pressione sociale è il primo ostacolo incontrato in Francia dai partecipanti a Dry January 2020. ‘Nella sfera sociale e talvolta professionale, quando non si beve, è comune trovarsi di fronte a incomprensioni, derisioni, rifiuti, critiche… Alcuni uomini si sono anche resi conto che l’alcol è spesso associato alla virilità’. Il sostegno reciproco tra i partecipanti, come quello delle persone vicine (partner, colleghi, amici), è perciò importante per riuscire nella sfida. Come pure seguire consigli qualificati. (7)

Mercato miope

Il mercato è miope. Le bevande alternative sono ancora limitate, scarsamente disponibili, poco attraenti o addirittura troppo dolci o troppo costose, secondo i consumatori francesi. Indisponibili nel food service e nel food delivery, aggiungiamo noi.

La cultura del bere senza alcol si è diffusa con un successo inatteso in un Paese di grandi bevitori quale l’Inghilterra, come si è visto. (8) Mentre in Italia è ancora difficile – anzi quasi impossibile – ordinare una birra analcolica con la pizza, il mondo va avanti.

Provare per credere.

Dario Dongo

Note

(1) L’alcol inibisce la scomposizione dei nutrienti in molecole utilizzabili diminuendo la secrezione di enzimi digestivi dal pancreas. Compromette inoltre l’assorbimento dei nutrienti, danneggiando le cellule che rivestono lo stomaco e l’intestino e disabilitando il trasporto di alcuni nutrienti nel sangue. E quando i nutrienti vengono digeriti e assorbiti, l’alcol può impedire che essi vengano completamente utilizzati alterando il loro trasporto, stoccaggio ed escrezione. V. NIAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism, USA), No. 22 PH 346, Oct. 1993. https://bit.ly/3sUR9on

(2) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Coronavirus, perché eliminare o ridurre al minimo i consumi di bevande alcoliche. GIFT (Great Italian Food Trade). 6.4.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/coronavirus-perché-eliminare-o-ridurre-al-minimo-i-consumi-di-bevande-alcoliche

(3) Gautam Mehta et al. (2018). Short-term abstinence from alcohol and changes in cardiovascular risk factors, liver function tests and cancer-related growth factors: a prospective observational study. BMJ Open 2018;8:e020673. doi:10.1136/bmjopen-2017-020673

(4) Dry January (2022). Alcohol Change, UK. https://alcoholchange.org.uk/get-involved/campaigns/dry-january

(5) Richard O. de Visser, James Nicholls (2020). Temporary abstinence during Dry January: predictors of success; impact on well-being and self-efficacy. Psychology & Health, 35:11, 1293-1305, doi: 10.1080/08870446.2020.1743840

(6) Société française d’alcoologie (2020). Évaluation qualitative du Défi de Janvier – Dry January 2020 Logiques d’engagement et expériences des participants. Alcoologie et Addictologie, n. 43/2021

(7) V. https://www.vivre-cancer.fr/actualites/relever-ledefidejanvier/

(8) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Bollicine di qualità a zero alcol, l’inatteso successo sul mercato UK. GIFT (Great Italian Food Trade). 3.1.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/bollicine-di-qualità-a-zero-alcol-l-inatteso-successo-sul-mercato-uk

(8) France: le «dry january» entre l’absence de soutien de l’État et le poids des lobbies viticoles. RFI. 2.1.22, https://www.rfi.fr/fr/france/20220102-france-le-dry-january-entre-l-absence-de-soutien-de-l-%C3%A9tat-et-le-poids-des-lobbies-viticoles

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