Salute

Cibo-spazzatura, tilt sistema immunitario

Cibo-spazzatura, tilt sistema immunitario

Il cibo-spazzatura manda in tilt il sistema immunitario. Come e perché, lo spiega un recente studio dell’Università di Bonn. (1) Infiammazioni acute, alterazioni del DNA, accelerazione di patologie come arteriosclerosi e diabete.

Cibo-spazzatura, tilt sistema immunitario

Il sistema immunitario reagisce a una dieta squilibrata – per eccesso di zuccheri, grassi e calorie – come se si trattasse di un’infezione batterica.

Si attiva così una forte reazione infiammatoria, che si protrae anche dopo avere ristabilito equilibrio nella dieta.

L’infiammazione, sul lungo termine, può condurre allo sviluppo di arteriosclerosi e diabete, malattie la cui occorrenza è infatti aumentata in misura significativa negli ultimi decenni.

Il recente studio ‘Global Burden of Disease aveva già attribuito alle diete squilibrate la responsabilità del 20% delle morti premature, a seguito di analisi condotta in 195 Paesi dal 1990 al 2015. La ricerca dell’Università di Bonn può aiutare a spiegarne le ragioni. 

Cibo-spazzatura, la ricerca dell’Università di Bonn

La ricerca dell’Università di Bonn – che verrà a breve pubblicata sulla rivista Cell – ha coinvolto gruppi di ricerca nei Paesi Bassi, Stati Uniti, Norvegia e Germania. 

Gli scienziati hanno sottoposto i topi, per un mese,  a una ‘dieta occidentale’ dei nostri tempi,  ricca di zuccheri e grassi,  nonché povera di fibre

La dieta malsana ha portato ad un inaspettato aumento del numero di alcune cellule immunitarie nel sangue dei topi, in particolare granulociti e monociti’, spiega la ricercatrice Anette Christ. 

I successivi ‘studi genomici  hanno dimostrato che la dieta occidentale aveva attivato un gran numero di geni nelle cellule progenitrici. I geni coinvolti includevano i responsabili della proliferazione e della maturazione’, aggiunge il Prof. Dr. Joachim Schultze del Life & Medical Sciences Institute (LIMES, Università di Bonn) e del German Center for Neurodegenerative Diseases (DZNE). 

Il junk-food induce così il sistema immunitario ad attivare una reazione aggressiva, da cui deriva un’infiammazione acuta. E nonostante il successivo ripristino di una dieta equilibrata, le cellule immunitarie e i loro precursori rimangono attivi. Poiché l’attacco del cibo spazzatura ha riprogrammato geneticamente molte delle cellule coinvolte.

Il ‘sensore junk-food’ nelle cellule immunitarie

Solo recentemente è stato scoperto che il sistema immunitario innato ha una forma di memoria’, spiega il prof. Eicke Latz, direttore dell’Istituto per l’immunità innata dell’Università di Bonn e scienziato del DZNE. ‘Dopo un’infezione, le difese del corpo rimangono in una sorta di stato di allarme, in modo che possano rispondere più rapidamente a un nuovo attacco’. 

Nello studio, questo processo non è stato innescato da un batterio, ma da una dieta malsana. E gli scienziati sono stati inoltre in grado di identificare il ‘sensore junk-food’ responsabile dell’attivazione delle difese immunitarie. 

Un complesso processo di segnalazione intracellulare (c.d. inflammasome, NLRP3) riconosce gli agenti infettivi e altre sostanze nocive – come in questo caso, il cibo-spazzatura – e rilascia messaggeri altamente infiammatori.

Si innesca altresì una modifica dell’informazione genetica. ‘L’inflammasoma innesca tali cambiamenti epigenetici’, prosegue il prof. Latz. ‘Il sistema immunitario reagisce di conseguenza anche a piccoli stimoli con risposte infiammatorie più forti.

Cibo-spazzatura, pericoli per la salute

Queste risposte infiammatorie possono a loro volta accelerare lo sviluppo di malattie vascolari o diabete di tipo 2. Nell’arteriosclerosi ad esempio, la reazione infiammatoria contribuisce direttamente alla crescita delle placche, poiché le cellule immunitarie appena attivate migrano costantemente nelle pareti dei vasi alterati. E quando le placche diventano troppo grandi possono scoppiare, causando la coagulazione del sangue e l’ostruzione dei vasi sanguigni che può condurre a ictus e infarti.

Questi risultati hanno una rilevanza sociale importante’, spiega ancora il prof. Latz. ‘Le basi di una dieta sana devono diventare una parte molto più importante dell’educazione di quanto non lo siano attualmente. Solo in questo modo possiamo immunizzare i bambini in una fase iniziale contro le tentazioni dell’industria alimentare. I bambini hanno una scelta di ciò che mangiano ogni giorno. Dovremmo consentire loro di assumere decisioni consapevoli riguardo alle loro abitudini alimentari’.

Le lobby di Big Food, intanto, sono riuscite a bloccare l’introduzione dei profili nutrizionali, che la Commissione europea avrebbe dovuto introdurre 9 anni fa (!) per impedire l’impiego di claim nutrizionali e salutistici sul junk-food. Con la complicità purtroppo anche dei lobbisti e dei politici italiani. Vergogna!

Dario Dongo

Note

(1) Anette Christ, Patrick Günther, Mario A.R. Lauterbach , Peter Duewell, Debjani Biswas, Karin Pelka, Claus J. Scholz, Marije Oosting, Kristian Haendler, Kevin Baßler, Kathrin Klee, Jonas Schulte-Schrepping, Thomas Ulas, Simone J.C.F.M. Moorlag, Vinod Kumar, Min Hi Park, Leo A.B. Joosten, Laszlo A. Groh, Niels P. Riksen, Terje Espevik, Andreas Schlitzer, Yang Li, Michael L. Fitzgerald, Mihai G. Netea, Joachim L. Schultze und Eicke Latz: ‘Western diet triggers NLRP3-dependent innate immune reprograming’, su Cell, 11.1.2018, DOI: 10.1016/j.cell.2017.12.013

(2) Latz e Schultze sono membri del gruppo di eccellenza ‘ImmunoSensation’, che studia il sistema immunitario innato. Latz è considerato un leader nel campo dell’immunità innata ed è stato insignito del Premio Gottfried Wilhelm Leibniz per il suo lavoro a dicembre 2017. Questo è considerato uno dei premi scientifici più prestigiosi in Germania.

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