Salute

Bevande zuccherate e dolcificate, snack dolci. Studi su mortalità prematura e sugar tax

Bibite zuccherate e dolcificate, snack dolci. Dopo il recente rapporto FAO sui cibi ultraprocessati – a cui entrambe le categorie appartengono – si segnalano due nuovi studi scientifici. Su JAMA Internal Medicine e British Medical Journal (BMJ), ulteriori spunti circa la mortalità prematura associata al consumo di tali alimenti e l’efficacia della sugar tax per ridurne gli apporti.

Bevande zuccherate (e ‘dolcificate’) e mortalità prematura, lo studio in 10 Paesi europei

Lo studio di coorte Association Between Soft Drink Consumption and Mortality in 10 European Countries, pubblicato il 3.9.19 su JAMA Internal Medicine, è stato condotto nell’ambito della European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC). (1) Dall’1.1.92 al 32.12.2000, su 451.743 individui – età media 50,8 anni, 71,1% donne – in 10 Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito). (2)

L’obiettivo della ricerca è stato quello di esaminare la correlazione tra il consumo totale di bevande analcoliche – zuccherate e dolcificate con edulcoranti artificiali (3) – e un eventuale incremento della mortalità prematura. Un’analisi di peculiare importanza, considerate la diffusione e frequenza di consumo di tali bibite. E la sottovalutazione dei rischi di salute pubblica a ciò associati. (4)

Un maggiore consumo di bevande analcoliche, zuccherate e dolcificate artificialmente, è stato associato a un rischio più elevato di mortalità per tutte le cause. Il consumo di bibite zuccherate artificialmente è stato inoltre associato alla morte per malattie circolatorie, quello di bevande analcoliche dolcificate con zucchero è stato associato alla morte per malattie digestive‘.(5)

L’indagine ha riscontrato un significativo incremento dei rischi, in particolare, tra i consumatori regolari di bevande analcoliche zuccherate e/o dolcificate (due o più bicchieri al giorno), a raffronto con i consumatori occasionali (un bicchiere al mese, o meno).

Sugar tax, una misura di salute pubblica

La soda tax – vale a dire, l’imposta sul consumo di bevande zuccherate – ha già dimostrato un impatto favorevole nei diversi Paesi ove è stata applicata negli ultimi decenni. Non solo in termini di riduzione dei consumi ma soprattutto di riformulazione dei prodotti. Al punto che oggi in Inghilterra le bibite analcoliche hanno in media la metà degli zuccheri rispetto a quelle identiche referenze vendute in Italia.

La sugar tax – vale a dire, la tassa proporzionata alle quantità di zucchero presenti nei cibi ultraprocessati di largo consumo (es. snack dolci, merendine, bibite analcoliche) – può peraltro risultare ancor più utile a realizzare gli obiettivi di salute pubblica. Stimolando effettivamente le industrie di produzione a rivedere le ricette dei propri prodotti in modo da migliorarne i profili nutrizionali. Un salto di qualità che può contribuire, in misura sostanziale, al miglioramento della dieta della popolazione.

Lo studio ‘Potential impact on prevalence of obesity in the UK of a 20% price increase in high sugar snacks: modelling study’ è stato pubblicato il 4.9.19 sul British Medical Journal. (6) Con l’obiettivo di stimare il potenziale impatto – sull’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI) e la prevalenza dell’obesità, nella popolazione britannica – di un aumento del 20% del prezzo degli snack ricchi di zucchero. E 2un risultato sorprendente, di impatto doppio rispetto alla soda tax. Per la semplice ragione che i maggiori apporti di zucchero nella dieta della popolazione esaminata provengono proprio dagli snack dolci.

Una tassa del 20% sui dolci, secondo i ricercatori, farebbe ridurre l’apporto energetico medio individuale di 8900 kcal ogni anno. Già dopo i primi 12 mesi si otterrebbe quindi:

– una riduzione media della massa corporea individuale di 1,3 kg,

– la diminuzione del tasso di obesità nel Regno Unito, in misura del 2,7%. Con un ulteriore, apprezzabile vantaggio.

I risultati di questo studio suggeriscono che l’aumento del prezzo degli snack ad alto contenuto di zuccheri potrebbe essere un contributo importante nella riduzione delle disuguaglianze di salute causate da malattie correlate all’alimentazione’. (7)

L’aumento del prezzo del junk food, evidenzia lo studio, è in grado di produrre un effetto più favorevole sulle famiglie a basso reddito, ove tuttora si riscontrano più elevati tassi di obesità e malattie correlate. La tassazione degli zuccheri presenti nei cibi ultraprocessati costringerebbe infatti le industrie che non intendano perdere quote di mercato a riformulare i prodotti (food product improvement). Favorendo così le fasce meno abbienti della popolazione a scegliere alimenti più equilibrati dal punto di vista nutrizionale, rispetto al più caro cibo-spazzatura.

Dulcis in fundo, la politica italiana

Il neo ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti ha a sua volta debuttato con una dichiarazione ispirazionale, tassare merendine e bevande zuccherate. Un’idea che raccoglie il più ampio supporto non solo di chi scrive ma soprattutto di milioni di genitori, dei pediatri, della comunità scientifica e della società civile. Di tutti coloro che hanno a cuore la salute dei bambini e dei giovani italiani, gravemente minacciata da obesità, sovrappeso e malattie correlate a una cattiva alimentazione proprio a causa del cibo spazzatura.

Vorrei delle tasse di scopo, per esempio sulle bibite gasate e sulle merendine o tasse sui voli aerei che inquinano. L’idea è: faccio un’attività che inquina (volare), ho un sistema di alimentazione sbagliato? Metto una piccola tassa e con questa finanzio attività utili, la scuola e stili di vita sani’ (Lorenzo Fioramonti, ministro dell’Istruzione, al Corriere della Sera, 19.9.19. V. nota 8)

Il ministro dell’Istruzione potrà dimostrare la sua serietà inserendo nei programmi didattici l’educazione alla ‘salute nelle scuole’. Basterà attuare con efficacia quanto deliberato il 17.1.19 in Conferenza Stato-Regioni. Dovrà poi confrontarsi con il Ministro della Salute Roberto Speranza per evitare che l’idea di sugar tax non venga falcidiata proprio dal ‘fuoco amico’ (di Big Food). Come accadde ad aprile 2017, quando l’ex ministro Maurizio Martina vanificò l’ottima idea del Collega Pier Carlo Padoan.

#sugartax, #Égalité!

Dario Dongo e Sabrina Bergamini 

Note

(1) Gli studi di coorte – fondamentali nella ricerca epidemiologica, in medicina come in altri ambiti (es. psicologia, scienze sociali, ecologia) sono una forma di studio longitudinale (nel contesto delle ricerche osservazionali). Vengono realizzati su un campione più o meno ampio di individui, c.d. coorte, che condividono una o più caratteristiche (es. data di nascita, area di residenza), ovvero un’esperienza (es. consumi di determinati alimenti, esposizione a inquinanti atmosferici). I quali sono soggetti ad analisi periodiche, volte a valutare l’evoluzione e l’impatto di fattori di rischio, in un periodo più o meno ampio

(2) Amy Mullee, Dora Romaguera, Jonathan Pearson Stuttart. (2019). Association Between Soft Drink Consumption and Mortality in 10 European Countries.

JAMA Intern Med. Sept. 3, 2019. doi:10.1001/jamainternmed.2019.2478, su https://jamanetwork.com/journals/jamainternalmedicine/article-abstract/2749350

(3) Sui c.d. dolcificanti artificiali, si vedano anche i precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolcificare/dolcificanti-un-mondo-di-additivi e https://www.greatitalianfoodtrade.it/dolcificare/dolcificanti-zero-calorie-effetto-paradosso

(4) Si noti bene che, tra i 521.330 partecipanti alla ricerca, ne sono stati esclusi 69.587 (13,3%). Sono stati esclusi dal campione, in particolare, coloro che:

– hanno riportato in fase iniziale diabete, malattie cardiache, ictus, tumori,

– hanno riferito apporti dietetici non plausibili, ovvero carenti di informazioni sui consumi di bibite nelle fasi di follow-up

(5) V. studio citato in nota 2, abstract. Traduzione informale degli scriventi

(6) Gli studi di modellizzazione (modelling studies) utilizzano modelli matematici per comprendere, definire, quantificare e simulare gli scenari che possono derivare da variazioni in un sistema. Quali ad esempio l’adozione di politiche sanitarie e/o fiscali. I modelli vengono sviluppati mediante analisi degli eventi nel corso del tempo e tra le popolazioni, sulla base di dati pertinenti al contesto della valutazione, ricavati da fonti primarie o secondarie

(7) Pauline F D Scheelbeek, Laura Cornelsen, Theresa M Marteau, Susan A Jebb, Richard D Smith. (2019). Potential impact on prevalence of obesity in the UK of a 20% price increase in high sugar snacks: modelling study. BMJ 2019;366:l4786. doi: https://doi.org/10.1136/bmj.l4786

(8) V. articolo ‘Scuola, il neoministro Fioramonti: tassa sulle merendine per pagare di più i prof’. Corriere della Sera, 19.9.19

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