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Dop e Igp al ristorante, la frode in menù

Dop e Igp al ristorante, la frode in menù

Le eccellenze dell’agroalimentare italiano sono sempre più in voga nell’offerta della ristorazione. DOP e IGP aggiungono valore, al menù come al conto. Ma quando la promessa si rivela un bidone, anche l’oste rischia la gattabuia. E non c’è scampo ai RAC, il Reparto Agroalimentare dei Carabinieri.

RAC, una pioggia di sanzioni

Nel solo mese di aprile 2019, i militari del RAC hanno proceduto ad accertamenti e contestazioni nei confronti di una serie di ristoratori. I quali falsamente millantavano l’impiego di prodotti DOP e IGP in alcuni loro piatti. Salvo invece utilizzare, al loro posto, ingredienti di valore e qualità inferiori.

Le frodi smascherate dai militari dei RAC riguardano alcune delle più celebri e apprezzate specialità, tra Dop e Igp (qui l’elenco completo aggiornato ad aprile 2019). In dettaglio,

– la focaccia di Recco col formaggio IGP. Registrata tra le indicazioni geografiche nel 2015 è largamente imitata, con risultati spesso lontani dall’originale. Anche gli chef in tv ne usurpano il nome, facendo infuriare il Consorzio di tutela. Ma la gustosa sfoglia farcita di formaggio fresco, per evocare il territorio di Recco, deve rispondere alle caratteristiche indicate nel disciplinare della IGP. (1) Che sono risultate assenti, in parte o del tutto, nelle focacce controllate dal RAC di Torino in numerosi panifici, pizzerie e ristoranti. Da Pavia a La Spezia, sanzioni a pioggia per 28mila euro.

– Parmigiano Reggiano Dop, Mozzarella di bufala campana Dop e Gorgonzola Dop sono invece i prodotti a denominazione protetta evocati impropriamente nei menù di alcuni ristoranti della capitale. Il RAC di Roma ha accertato che in luogo dei citati pregiati ingredienti, i ristoratori impiegavano diversi formaggi a pasta dura, mozzarelle di latte misto, formaggi erborinati ‘Made in Germany’. Si è così proceduto alla contestazione del delitto di frode in commercio.

Frode in commercio. Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a duemilasessantacinque euro’ (codice penale, articolo 515).

Torna alla mente il ‘Cambonzola’, una delle tante contraffazioni del ‘Made in Italyrealizzate in area germanica che nel 2015 il nostro sito GIFT (Great Italian Food Trade) ha denunciato pubblicamente.

Attenzione ai fornitori

Il ristoratore è sempre responsabile della veridicità delle notizie offerte sul menù. Commette perciò una frode, ad esempio, quando presenta come ‘abbattuto il pesce che è invece congelato. O quando chiama ‘mozzarella’ la volgare ‘pasta filante’, sulla pizza o nei tramezzini. E rischia l’accusa di frode anche quando utilizza false Dop e Igp, più o meno (in)consapevolmente.

I RAC hanno avviato le pulizie di primavera, sanzioni amministrative per oltre 30mila euro nel solo mese di aprile 2019. In aggiunta alle segnalazioni di notizie di reato, Le operazioni hanno sventato frodi relative a cinque prodotti a denominazione protetta.

– Speck Alto Adige Igp. 1,5 tonnellate di falso speck sono stati sequestrati nelle province autonome di Trento e Bolzano dal RAC di Parma. Merce sequestrata presso aziende produttrici e punti vendita, per 13.600 euro di valore.

– Prosciutto di Parma Dop. 0,3 ton di prosciutti (24 cosce) sono state sequestrate in un prosciuttificio del Parmense per violazione del disciplinare. I documenti di certificazione, a strascico dello scandalo di ‘Prosciuttopoli’, non riportavano infatti le date di nascita dei suini utilizzati.

– Mozzarella di Bufala Campana Dop. 0,9 tonnellate di imballaggi, 26 mila confezioni destinate ad avvolgere mozzarelle di latte misto (bufalino e vaccino) falsamente proposte come Mozzarella di Bufala Campana Dop. I RAC di Roma sono intervenuti in due caseifici, nelle province di Napoli e Caserta. (2)

– Ricotta di bufala adulterata. In uno dei caseifici campani di cui sopra è stata inoltre scoperta l’aggiunta di zucchero nella ricotta di bufala, per addolcirne il sapore. I carabinieri hanno sequestrato 15 kg di zucchero raffinato, destinato allo zuccheraggio – espediente tipico nella produzione di vino in Francia e Germania – della ricottaL’operazione campana si è conclusa con la denuncia di tre persone all’autorità giudiziaria, per i delitti di frode in commercio e vendita di sostanza alimentari non genuine come genuine.

– Pistacchio di Bronte Dop. Anche il celebre pistacchio siciliano, come gli altri prodotti di qualità protetta di cui sopra, viene contraffatto sul suo stesso territorio. Sanzioni amministrative per 9mila euro in due esercizi commerciali nelle province di Catania e Messina.

Marta Strinati e Dario Dongo

Note

(1) Le caratteristiche della focaccia di Recco IGP sono indicate su https://www.focacciadirecco.it/index.php/la-focaccia/metodo-di-produzione.html

(2) Ricordiamo il singolare caso della ‘MuMu Mozzarella Tokyo Dop‘, segnalata dal Consorzio di tutela della DOP bensì realizzata con la collaborazione di due caseifici che appartengono al consorzio stesso

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