riso

vialone nano

vialone nano

Vialone nano antico riso veronese

Vialone Nano, tipologia di riso trovata per caso, stando alle leggende, nella cascina di Sant’Alessio nel 1920, dove in mezzo agli altri tipi di riso italiano e colture diversificate spiccarono tre spighe nere. In realtà la sua introduzione nell’agricoltura risale al 1937, quando la stazione sperimentale di Vercelli incrociò le varietà Vialone e Nano.

Questa specie venne introdotta nel 1945 nella provincia di Verona, che ne è tutt’oggi caratterizzata, avendo anche dato origine ad un consorzio italiano IGP ed alla “strada del riso Vialone Nano“. Qui le sementi vengono coltivate inizialmente per immersione in acqua di risorgiva (caratteristica peculiare), subendo poi, alternativamente, periodi di inondazioni e di “asciutte“.

Presenta chicchi con una forma di dente pronunciato e sezione tondeggiante, assieme al Carnaroli è il più indicato per la preparazione di risotti, contenendo anch’esso un elevato quantitativo di amilosio ed essendo, quindi, capace di mantenere la cottura. Rispetto al suo “cugino” principesco è preferibile nei tipi di piatti più morbidi e mantecati “all’onda“.

Nella cucina tradizionale padana e della città di Romeo e Giulietta viene spesso utilizzato in timballi, tastasale (ricetta tipica), risotto con zucca, pesce e rane.

Informazioni sull'autore

Aggiungi commento

Clicca qui per scrivere un commento