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World Food Day, 2019. Eat Local, Buy Local, Act Global!

World Food Day, 2019. Eat Local, Buy Local, Act Global!

16 ottobre, World Food Day. Il cibo per tutti, di cui da anni si chiacchiera invano, non si è ancora visto. (1) Si deve allora ripartire dal basso, per condividere una nuova strategia. Eat Local, Buy Local, Act Global!, l’ABC.

AAA Politica alimentare in Italia cercasi

La politica alimentare in Italia è una messinscena. Il governo giallo-verde ha legittimato i fanghi tossici in agricoltura, quello giallo-rosso stenta a garantire distanze di sicurezza tra le irrorazioni di agrotossici e case, scuole, ospedali, piste ciclabili. L’agricoltura ‘sostenibile’ è invocata solo come chiave di accesso ai finanziamenti pubblici, mentre i consumi di pesticidi in Italia sono 2,4 volte superiori alla media europea.

La politica serve solo i grandi monopoli, tra le due sponde di pesticidi e sementi da un lato, cibo spazzatura dall’altro. I nostri politicanti sono così POP (Profit Over People) da aver pure rinunciato a una timida Sugar Tax, per arginare l’epidemia che dilaga. L’obesità, uno dei tre fattori della Global Syndemic che affligge l’Italia come l’Europa e il resto del mondo. assieme a malnutrizione e cambiamento Gli alimenti ultraprocessati ne sono prima causa, ma tuttora sfuggono a ogni regola.

Eat Local, Buy Local, Act Global! L’ABC

Si deve allora ripartire dal basso. Con una Global Mass che non ha bisogno di parate bensì di semplici azioni quotidiane. L’ABC a seguire.

A) Eat Local. Le filiere corte, eque e solidali possono nutrire il corpo e la mente. Possibilmente anche il cuore, grazie all’agricoltura didattica e sociale, urbana e periferica, l’apicoltura e i pascoli per le api. E più in generale, grazie alle relazioni umane e le condivisioni che l’agricoltura contadina tende a favorire. Restituire vita ad aree abbandonate e terreni incolti, creare occupazione e valore sul territorio, sperimentare solidarietà. E mangiare bene, in accordo con la natura e le stagioni.

B) Buy Local. La distribuzione a sua volta ha un ruolo da non sottovalutare. La globalizzazione dello sfruttamento si va aggravando ad opera dei monopolisti dell’ecommerce, che stritolano i loro fornitori come i lavoratori. Per raccogliere la nostra ricchezza e trasferirla esentasse nei paradisi fiscali. Una cyber-tax del 3% è del tutto ridicola, come la commissione di una carta di credito. È ora di capire che dietro l’illusione del risparmio quotidiano stiamo impoverendo il Paese. A discapito delle filiere locali di produzione e di distribuzione – le uniche a non poter delocalizzare – e dei loro indotti.

C) Act Global. Al contempo bisogna lottare contro la globalizzazione dello sfruttamento di contadini e lavoratori, ecosistemi e consumatori. Portare avanti iniziative come la petizione #Buycott, che invitiamo tutti a sottoscrivere. E coltivare ogni giorno il nostro potere di consumAttori, mediante scelte drastiche e sistematiche di spesa sostenibile. Quanto più coese saranno le nostre scelte – e così, la ‘domanda’ di mercato – tanto più rapida sarà la trasformazione dell’offerta, che vi si dovrà allineare.

Sempre più Bio

Il Manifesto del bio 2030 è un traguardo da raggiungere, a livello locale e nazionale. L’Italia potrà fare scuola in Europa e nel mondo, nel percorso verso l’agroecologia che è davvero l’unica soluzione per redimere i territori dall’inquinamento causato dagli agrotossici. Con ulteriori vantaggi.

Bisogna investire sulla biodiversità, la protezione dell’ambiente e della salute pubblica, tuttora esposti a gravi rischi a causa dell’abuso di pesticidi. E investire sulla nostra salute, grazie ai cibi biologici che sono ‘buoni e giusti’ anche per il nostro microbioma, come la scienza ha dimostrato. Anche gli agricoltori più renitenti ne trarranno beneficio. Come pure Coldiretti ha iniziato (stentatamente) a riconoscere e i dati di mercato (ampiamente) dimostrano.

Eat Local, Buy Local, Act Global!

Dario Dongo

Note

(1) Ad memoriam si ricordano i primi due Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals, SDGs), in Agenda ONU 2030. Eradicare la povertà estrema e la fame. Alcune note al riguardo nei precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/buona-pasqua-per-pochi-rapporti-fao-wfp-omshttps://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/sdgs-le-trasformazioni-doverose-per-la-filiera-alimentare

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