Progresso

Strategia UE 2030 per la biodiversità, consultazione pubblica

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La Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sulla EU 2030 Biodiversity Strategy, la strategia da attuare entro il 2030 a salvaguardia della biodiversità. Ciascuno di noi – a titolo individuale o in rappresentanza di associazioni, istituti di ricerca, altri enti pubblici e privati, imprese e cooperative – può esprimere i propri commenti, entro il 20.1.20, seguendo il link https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/initiatives/ares-2019-7908307_it .

Biodiversità, un patrimonio da salvare

La biodiversità – intesa come la varietà della vita sulla Terra – è un presupposto fondamentale per il benessere sostenibile e la prosperità umana. L’Unione europea si accinge perciò a definire gli obiettivi specifici da perseguire entro il 2030 ai fini della sua salvaguardia. Da condividere nel più ampio consesso della XV Conferenza ONU sulla biodiversità, il prossimo ottobre in Cina (a Kunming).

Cambiamenti climatici, inquinamento e diffusione di specie aliene invasive – insieme allo sfruttamento eccessivo di suoli e bacini idrici – sono indicati quali cause principali della perdita di biodiversità. Trascurando il ruolo micidiale dei pesticidi  e della ‘plutocrazia colturale’. Vale a dire, la concentrazione delle produzioni agricole globali su un limitatissimo numero di piante e animali, a discapito della straordinaria ricchezza di specie e varietà autoctone.

Tutela dell’ambiente, ruoli e responsabilità dell’Europa

I ruoli e le responsabilità dell’Europa nella tutela dell’ambiente si radicano sul Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Laddove sono previste:

– la competenza concorrente, dell’UE con gli Stati Membri, in materia ambientale (art. 4.2.e),

– le esigenze di proteggere l’ambiente, in particolare nel contesto di promozione dello sviluppo sostenibile, tra le politiche dell’Unione (art. 11),

– l’azione UE in materia ambientale (art. 191).

L’Unione Europea, su tali basi, partecipa in qualità di membro effettivo alla Convenzione delle Nazioni Unite sulla biodiversità.

Biodiversità in UE, regole e prospettive

Natura 2000 è di fatto lo strumento principale finora adottato in UE per mantenere la biodiversità. Una rete ecologica istituita ai sensi della c.d. direttiva habitat e diffusa sui territori di tutti i Paesi membri. (1) Con la finalità di garantire la preservazione nel lungo periodo di habitat naturali nonché specie di flora e fauna rare o a rischio di estinzione.

Alla rete Natura 2000 – che ha consentito di realizzare le Zone di Protezione Speciale (ZPS), in linea con quanto previsto dalla c.d. direttiva uccelli (2) – si aggiungono altri strumenti normativi già adottati in UE. Quali la direttiva-quadro sulla strategia per l’ambiente marino e il regolamento sulle specie esotiche invasive. (3)

Lo European Green Deal, annunciato dalla Commissione Europea sotto la guida di Ursula von der Leyen, dovrebbe altresì contribuire alla preservazione di ecosistemi e biodiversità. A condizione di introdurre efficaci restrizioni all’impiego degli agrotossici e di incentivare le produzioni bio, anche su piccola e micro-scala (es. agricoltura contadina).

I nuovi OGM – dagli ingannevoli acronimi NBT (New Breeding Tecniques) e GE (Gene Editing) – costituiscono invece una grave minaccia alla biodiversity, al pari degli OGM tradizionali. Ed è perciò che si dovrà impedire che l’Europa semplifichi la procedura per la loro autorizzazione. Senza rinunciare alla doverosa valutazione scientifica del rischio, che deve inderogabilmente precedere ogni autorizzazione a immettere nell’ambiente organismi geneticamente modificati.

EU 2030 Biodiversity Strategy, gli obiettivi dichiarati

La EU 2030 Biodiversity Strategy si fonda su tre parole-chiave. Proteggere, ripristinare e integrare:

▪ proteggere la natura, aumentare la copertura e l’efficacia delle aree protette secondo rete Natura 2000,

▪ ripristinare gli ecosistemi danneggiati, compresi quelli più ricchi di carbonio e quello che mantengono uno stato ecologico apprezzabile,

▪ integrare appieno le considerazioni relative alla biodiversità nelle altre politiche europee e affrontare il problema dell’impatto dell’UE sulla biodiversità globale.

Altri obiettivi inseriti nell’iniziativa attengono alla promozione dell’uso sostenibile di ecosistemi forestali, agricoli, marini e di acqua dolce e urbani. Alla garanzia di risorse finanziarie adeguate, in modo da accrescere le conoscenze grazie anche ai contributi dei cittadini e delle parti sociali interessate.

La consultazione in corso

La Commissione europea ha invitato le parti sociali interessate a offrire contributi ai lavori del Gruppo di coordinamento per la Biodiversità e la Natura. Con riguardo agli obiettivi e misure in corso di elaborazione, che verranno presentati nel 2021. Quanto più i contributi verranno corredati da riferimenti precisi a dati e studi pubblicati, tanto più risulterà doverosa la loro considerazione da parte delle istituzioni europee coinvolte.

Dario Dongo e Martina Novelli

Note

(1) V. https://www.minambiente.it/pagina/direttiva-habitat

(2) V. https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/biodiversita/Direttiva_uccelli_2009.pdf

(3) Cfr. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32008L0056https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?qid=1417443504720&uri=CELEX:32014R1143

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