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Storico accordo delle Nazioni Unite contro l’inquinamento da plastica

Il 2 marzo 2022 a Nairobi, in occasione della ripresa della quinta sessione dell’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEA-5.2), è stata adottata la risoluzione ‘End plastic pollution: Towards an international legally binding instrument‘ per porre fine all’inquinamento da plastica e definire un accordo internazionale giuridicamente vincolante entro il 2024. (1) Questo accordo storico è stato sostenuto da capi di Stato, ministri dell’Ambiente e altri rappresentanti di 175 Paesi.

La risoluzione delle Nazioni Unite sulla plastica

La risoluzione è basata su tre progetti di risoluzione iniziali di varie nazioni e istituisce un Comitato intergovernativo di negoziazione (INC), che inizierà i suoi lavori quest’anno, con lo scopo di completare un progetto di accordo globale giuridicamente vincolante entro la fine del 2024.

La Commissione dovrebbe presentare uno strumento giuridicamente vincolante che abbia diverse alternative per affrontare l’intero ciclo di vita della plastica, la progettazione di prodotti e di materiali riutilizzabili e riciclabili, la necessità di migliorare la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla tecnologia, lo sviluppo e la cooperazione scientifica e tecnica.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) convocherà entro la fine del 2022 un forum aperto a tutte le parti interessate, insieme alla prima sessione dell’INC, per condividere le conoscenze e le migliori pratiche in diverse parti del mondo. Conclusi i lavori dell’INC, l’UNEP convocherà una conferenza diplomatica per adottarne i risultati e aprirli alla firma.

Un approccio di economia circolare

La produzione di plastica è aumentata esponenzialmente negli ultimi decenni e ora ammonta a circa 400 milioni di tonnellate all’anno, cifra che raddoppierà nel 2040, diventando un’industria mondiale del valore di 522,6 miliardi di dollari. Si auspica che con questo accordo si raggiunga un approccio integrato di economia circolare utile a ridurre il volume di materie plastiche che entrano negli oceani di oltre l’80% entro il 2040 e diminuire la produzione di plastica vergine del 55 per cento.

Una misura, quest’ultima, che potrebbe fare risparmiare ai governi 70 miliardi di dollari entro il 2040, ridurre le emissioni di gas serra del 25% e creare 700.000 nuovi posti di lavoro, principalmente nel Sud del mondo. Aiutando il controllo della triplice crisi planetaria: cambiamento climatico, perdita di biodiversità, inquinamento e rifiuti, come ricorda Inger Andersen, direttrice esecutiva del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UN-Environment Programme).

I danni alla salute della plastica

L’esposizione alla plastica può danneggiare la salute umana, compromettendo la fertilità e l’attività ormonale, metabolica e neurologica (2 ). La combustione aperta di plastica contribuisce all’inquinamento dell’aria. Entro il 2050, le emissioni di gas a effetto serra associate alla produzione, all’uso e all’eliminazione della plastica rappresenterebbero il 15% delle emissioni consentite, in base all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

Oltre 800 specie marine e costiere sono colpite da questo inquinamento per ingestione, perché rimangono incastrati nelle reti di pesca, e altri pericoli. Ogni anno arrivano negli oceani circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, e se si continuasse con la stessa tendenza questa cifra potrebbe triplicare entro il 2040. (3)

Le responsabilità dell’industria alimentare

L’industria alimentare è uno dei principali responsabili della produzione di plastica a livello mondiale. (4) È necessario che ogni Stato rafforzi la normativa in materia di utilizzazione delle materie plastiche. Altrettanto urgente è che le grandi imprese transnazionali adottino una politica globale di riduzione o eliminazione nell’uso della plastica. Finora tale impegno appare più uno strumento di marketing.

Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Bozza della risoluzione End plastic pollution: Towards an international legally binding instrument su https://wedocs.unep.org/bitstream/handle/20.500.11822/38522/k2200647_-_unep-ea-5-l-23-rev-1_-_advance.pdf?sequence=1&isAllowed=y

V. anche https://www.unep.org/es/noticias-y-reportajes/comunicado-de-prensa/dia-historico-en-la-campana-para-combatir-la

(2) Paola Palestini, Dario Dongo. Microplastiche e salute umana, l’invisibile male. GIFT (Great Italian Food Trade), 28.3.19. https://www.greatitalianfoodtrade.it/salute/microplastiche-e-salute-umana-l-invisibile-male

(3) Dario Dongo, Giulia Torre. Attrezzi da pesca, rifiuti marini e protezione degli ecosistemi acquatici. Il dibattito UE. GIFT (Great Italian Food Trade), 7.1.22. https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/attrezzi-da-pesca-rifiuti-marini-e-protezione-degli-ecosistemi-acquatici-il-dibattito-ue

Dario Dongo. Tutela di pesca ed ecosistemi marini, piano di (in)azione UE. GIFT (Great Italian Food Trade), 26.12.21 https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/tutela-di-pesca-ed-ecosistemi-marini-piano-di-in-azione-ue

(4) Marta Strinati, Dario Dongo. Inquinamento da plastica, le responsabilità di Big Food. GIFT (Great Italian Food Trade), 12.1.22 https://www.greatitalianfoodtrade.it/imballaggi-e-moca/inquinamento-da-plastica-le-responsabilit%C3%A0-di-big-food 

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Laureata in ingegneria alimentare all’Università Nazionale Autonoma del Messico, frequenta il master ‘Giurista e Consulente della Sicurezza Alimentare’ presso Alma Mater, Università di Bologna.

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