Progresso

‘Senza olio di palma’. Dopo l’Italia la Francia, e anche la Spagna

‘Senza olio di palma’. Dopo l’Italia la Francia, e anche la Spagna

La nostra petizione ‘Senza olio di palma’ ha toccato i cuori dei consumAttori italiani ed è stata raccolta da Coop Italia, ma anche dal gruppo ‘U’ in Francia e ora pure in Spagna. Fuori l’olio di palma dai nostri cibi! A seguire, gli aggiornamenti.

Coop Italia ha impresso la svolta, sul mercato italiano, verso l’eliminazione del palma da tutti gli alimenti a proprio marchio che lo contenevano. La sua decisione è stata immediata, subito dopo la valutazione dell’Efsa sui gravi pericoli per la salute associati ai contaminanti di processo di cui il grasso tropicale è straordinariamente ricco.

 

‘Senza olio di palma’, la scelta di U e SuperSano

Il Gruppo francese Système U, che già dal 2011 vantava il progressivo abbandono del palma dai suoi prodotti a marchio – nell’ambito di un più ampio progetto orientato verso la sostenibilità degli alimenti – ha a sua volta fatto il grande passo. (1) Nel senso di pretendere la rintracciabilità completa ‘fino alla pianta’, per garantire la tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Con l’obiettivo di rimuovere il palma, nel medio periodo, da tutte le referenze a marca privata.

La catena spagnola di supermercati ecologici SuperSano, a sua volta, ha ora assunto il solenne impegno di liberarsi di questo ingrediente scomodo. (2) La Spagna, tra l’altro, è il primo produttore mondiale di olio d’oliva. E l’impiego diffuso dell’olio di palma in nome del risparmio ‘a ogni costo’, da parte delle industrie alimentari del pianeta, è costato caro anche a lei. Ai suoi consumatori, così costretti a ingollare grassi saturi non necessari, oltre a tossine cancerogene e genotossiche.

Un prezzo insostenibile

Ma è costato caro soprattutto alle popolazioni locali, scacciate con violenza dalle loro terre ancestrali. (3) E all’ambiente, i cui polmoni verdi sono stati deflorati e incendiati in nome di un’avida monocoltura. La quale, a dispetto dei teoremi avanzati dai palmocrati, richiede enormi quantitativi di acqua e pesticidi neurotossici. Oltre a impiegare schiavi, anche bambini, per garantire i lucrosi margini che Big Food sempre pretende.

L’ora del palma si avvicina, nell’Europa meridionale che lo rifugge dai cibi come in quella scandinava che lo estromette dagli investimenti. Nel segno del progresso, sempre più necessario allorché chi produce alimenti metta a repentaglio la vita e i diritti fondamentali. Di chi abitava le foreste vergini, chi lavora alle piantagioni, chi ne consuma le sature messi.

Il cambiamento è possibile, e sta a noi favorirlo.

Note

(1) https://www.magasins-u.com/cooperative-u/vision-engagements/environnement/env-utilisation-raisonnee-responsable-huile-de-palme

(2) http://www.supersano.es/supersano-primer-supermercado-espana-suprime-los-productos-aceite-palma/

(3) è il fenomeno della rapina delle terre, c.d. land grabbing. Di cui il palma è a tutt’oggi la prima causa a livello planetario

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