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Redistribuzione e donazione di eccedenze alimentari, l’ABC

La redistribuzione e donazione di eccedenze alimentari vengono promosse tramite appositi incentivi di natura fiscale e amministrativa, a livello europeo e nazionale. Con il duplice obiettivo di ridurre gli sprechi alimentari e fornire sostegno alle fasce di popolazione che vivono in condizioni di indigenza. L’ABC a seguire.

1) Donazioni alimentari, orientamenti UE

La Commissione europea ha pubblicato nel 2017 gli ‘orientamenti dell’UE sulle donazioni alimentari’ (1,2). Il documento considera i ruoli delle organizzazioni donatrici (imprese agricole, trasformazione alimentare, distribuzione, food service) e delle organizzazioni riceventi, che gestiscono la redistribuzione (anche in via indiretta).

1.1) Requisiti

Le donazioni alimentari devono rispondere ai requisiti stabiliti in UE per la produzione e distribuzione dei cibi. Con particolare riguardo a:

– sicurezza alimentare (es. registrazione di tutti gli operatori, autocontrollo, rintracciabilità, analisi e gestione del rischio),

– informazioni obbligatorie al consumatore, su alimenti preimballati e non, attraverso etichette o adesivi e/o documenti di accompagnamento.

1.2) Possibili deroghe

Alcune deroghe ai sistemi di gestione della qualità possono venire stabilite, in ragione degli obiettivi di riduzione degli sprechi alimentari e di solidarietà sociale, senza mai rinunciare ai requisiti di sicurezza alimentare. È perciò utile contemplare tali ipotesi, e le loro condizioni operative, nelle procedure organizzative.

Si può introdurre ad esempio la possibilità di recuperare gli alimenti integri in confezioni danneggiate o con errori di stampa, a condizione di verificare la loro effettiva sicurezza e garantire in ogni caso la fornitura agli utenti finali delle informazioni previste come obbligatorie in etichetta,

La comunicazione di Bruxelles indica poi la possibilità di derogare agli obblighi di registrazione di alcuni operatori partner delle organizzazioni riceventi. Nei casi di forniture marginali, limitate in ambito locale, ovvero attività che si limitino a logistica e trasporti (esclusi i prodotti di origine animale, in quanto più vulnerabili).

2) Eccedenze alimentari. La legge Gadda in Italia

In Italia la legge Gadda ha preceduto gli orientamenti UE, nel chiarire la possibilità di donare le eccedenze alimentari per finalità sociali. Con incentivi fiscali – imposte sui redditi e IVA nonché, a discrezione dei Comuni, tariffe rifiuti – sulle donazioni a favore delle persone indigenti.

2.1) Gerarchia delle eccedenze

Le donazioni possono venire eseguite alle condizioni che seguono:

– i prodotti etichettati in difformità alla normativa possono venire donati, a meno che le non conformità riguardino la data di scadenza o l’indicazione degli allergeni (e non sia possibile correggerle, in quanto si disponga delle relative informazioni e le si aggiunga con modalità appropriate, es. adesivi sulle confezioni),

– i prodotti con termine minimo di conservazione superato possono venire donati, purché ovviamente in condizioni idonee,

– le eccedenze possono venire impiegate per produrre altri alimenti, in una logica di riutilizzo e upcycling (es. ortofrutta, filiera ittica, pane),

– i prodotti non idonei al consumo umano possono venire destinati all’alimentazione animale o la produzione di compost. (3)

2.2) Semplificazioni e linee guida

Una semplificazione significativa, rispetto all’applicazione delle prescrizioni in tema di registrazione degli operatori, è la qualifica come consumatori finali degli enti pubblici e privati senza scopo di lucro che eseguano distribuzione gratuita di prodotti alimentari (4,5).

Linee guida specifiche sono state destinate ai vari ambiti del food service per ridurre gli sprechi alimentari. Con attenzione primaria al recupero degli avanzi nei servizi successivi (Second Life Menu) e alla necessità di fare rete con gli enti caritatevoli, per ottimizzare le donazioni alimentari. (6)

3) Reg. (UE) 2021/382. Redistribuzione degli alimenti

Il reg. UE 2021/382 – intervenuto a riforma del reg. CE 852/2004 – introduce importanti novità sulla redistribuzione degli alimenti, oltreché sulla gestione degli allergeni e la cultura della sicurezza alimentare. (7)

Le condizioni per la ridistribuzione degli alimenti definite nel reg. UE 2021/382 sono essenzialmente legate all’assenza di rischi di per la salute e l’idoneità al consumo umano, la cui verifica è a carico degli operatori.

3.1) Idoneità degli alimenti

La valutazione di sicurezza degli alimenti in vista della loro redistribuzione e donazione deve considerare:

– termine minimo di conservazione (best before) o data di scadenza (use-by date). La durabilità residua dev’essere sufficiente a garantire la sicurezza della ridistribuzione e dell’uso da parte degli utenti finali,

– l’integrità dell’imballaggio, ‘se opportuno’,

– l’adeguatezza delle condizioni di logistica e trasporto, ivi compresi i requisiti applicabili in materia di temperatura,

– la data di congelamento (‘se applicabile’) e la garanzia di rintracciabilità dei prodotti di origine animale,

– le condizioni organolettiche.

4) FEAD, Fund for European Aid to the Most Deprived

FEAD (Fund for European Aid to the Most Deprived) è stato istituito nel 2014 per promuovere la coesione e rafforzare l’inclusione sociale, con l’obiettivo di eliminare la povertà in UE (#SDG1, End Poverty in all its forms everywhere).

Il Fondo presta assistenza non finanziaria alle persone indigenti attraverso l’erogazione di prodotti alimentari (e altri materiali di base), nonché tramite attività rivolte all’inclusione sociale.

4.1) FEAD, organizzazioni partner

Le ‘organizzazioni partner – pubbliche o senza scopo di lucro – agiscono direttamente o attraverso altre organizzazioni partner. (8) Le sovvenzioni a loro favore possono assumere le forme che seguono:

a) rimborso dei costi ammissibili effettivamente sostenuti e pagati,
b) rimborso sulla base di costi unitari,
c) sostegno pubblico in via forfettaria (<100.000 euro),
d) finanziamenti a tasso forfettario, calcolati applicando una determinata percentuale a una o più categorie di costo definite.

Le autorità nazionali degli Stati membri gestiscono questi fondi e li erogano alle organizzazioni partner, ovvero svolgono direttamente il ruolo di acquirente e di distributore, o usufruiscono delle organizzazioni partner (le quali possono far parte della FEAD Community) a tale ultimo scopo. Nel rispetto dei criteri di trasparenza, fiscalità e controlli stabiliti a livello UE.

5) Former foodstuffs, materie prime per mangimi

former foodstuffs, ‘ex prodotti alimentari’, sono prodotti alimentari (esclusi residui di cucina e ristorazione) realizzati in conformità alla legislazione alimentare pertinente e tuttavia non destinati al consumo umano per diverse ragioni (es. problemi logistici, difetti d’imballaggio). Possono integrare il catalogo delle materie prime per mangimi, a condizione di non presentare rischi per la salute. (9)

EFFPA, la European Former Foodstuff Processors Association, promuove il recupero dei ‘former foodstuffs’ per ridurne lo spreco, favorendone la rilavorazione e l’utilizzo nella produzione di mangimi. Senza dimenticare che la prima destinazione di questi prodotti, laddove ne ricorrano le condizioni, è la fornitura alle persone indigenti. (10)

6) Conclusioni provvisorie

Gli operatori della filiera agroalimentare hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari, seppur onerosi, per ridurre gli sprechi alimentari attraverso la ridistribuzione e donazione delle eccedenze alimentari a vari enti (es. Banco Alimentare, RE-STORE). (10)

La valorizzazione dei flussi secondari dei processi può in ogni caso assumere rilevanza strategica, in una logica di economia circolare e di ESG, quand’anche il loro destino abbia una funzione solidaristica.

7) Prospettive

La misurazione e rendicontazione con tecnologia blockchain di bilanci di massa e destini dei materiali – prevista nel progetto di ricerca Wasteless) in Horizon 2020 – potrà risultare uno strumento utile agli operatori e altri stakeholders.

Le imprese e cooperative, i loro partner economici e le organizzazioni riceventi, le autorità e i consumatori stessi potranno innescare e compartecipare a percorsi virtuosi, sulla base di dati concreti. Nell’ottica di ‘risalire’ la scala di Lansink – paradigma dell’economia circolare – verso i suoi primi gradini. Riduzione e riutilizzo, con priorità all’upcycling, in via prioritaria rispetto alle varie ipotesi del riciclo.

Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna

Note

(1) Comunicazione della Commissione. Orientamenti dell’UE sulle donazioni alimentari https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52017XC1025(01)&from=LV (2017/C 361/01)

(2) Dario Dongo. Spreco alimentare, linee guida CE. GIFT (Great Italian Food Trade), 21.10.17

(3) Legge 19.8.16, n. 166. Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi. Testo aggiornato al 19.5.20 su Normattiva https://www.normattiva.it/eli/id/2016/08/30/16G00179/ORIGINAL

(4) Legge 27.12.13, n. 147. Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2014)

(5) Legge 25.6.03, n. 155. Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale. Testo aggiornato al 29.12.17 su Normattiva https://bit.ly/3tquJuj

(6) Ministero della Salute. Linee di indirizzo rivolte agli enti gestori di mense scolastiche, aziendali, ospedaliere, sociali e di comunità, al fine di prevenire e ridurre lo spreco connesso alla somministrazione degli alimenti. https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2748_allegato.pdf

(7) Dario Dongo. Reg. UE 2021/382. Gestione allergeni, cultura della sicurezza, redistribuzione alimenti. GIFT (Great Italian Food Trade). 9.3.21

(8) Reg. UE 223/2014, relativo al Fondo di aiuti europei agli indigenti. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A02014R0223-20220414 Testo consolidato al 14.4.22 su Eur-Lex

(9) V. reg. UE 68/2013, concernente il catalogo delle materie prime per mangimi. Allegato, Parte A, punto 3. Testo consolidato al 24.7.22 su Eur-Lex https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2013/68/oj?locale=it

(9) EFFPA (European Former Foodstuff Manufacturers Association). Former Foodstuffs within the EU Catalogue of Feed Materials (Reg. UE 2017/1017) https://www.effpa.eu/what-are-former-foodstuffs/

(10) Dario Dongo. AlterBanc, agroecologia e spesa sociale in Catalogna. GIFT (Great Italian Food Trade). 7.8.20

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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Laureato in Tecnologie e Biotecnologie degli Alimenti, tecnologo alimentare abilitato, segue l’area di ricerca e sviluppo. Con particolare riguardo ai progetti di ricerca europei (in Horizon 2020, PRIMA) ove la divisione FARE di WIISE S.r.l. società benefit partecipa.

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