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RE-STORE, il progetto di economia circolare per la GDO e le persone con disabilità. Win-win

Debutta a Bergamo la Dispensa RE-STORE, parte di un progetto di economia circolare win-win per la GDO e le persone con disabilità. Con i quattro obiettivi di recupero delle eccedenze alimentari, distribuzione solidale degli alimenti, inserimento lavorativo di persone disabili e fragili.

Il progetto nasce per volontà di F.O.R.I.A (FIT for Organisation Retail International Agency) S.r.l., specializzata nel controllo qualità e sicurezza nel retail alimentare, sotto la guida del Prof. Gianni Di Falco. Nella prospettiva di generare un circolo virtuoso che crea valore economico e sociale condiviso.

RE-STORE, valorizzare le eccedenze della GDO

Il punto di partenza di RE-STORE sono le eccedenze alimentari al banco del fresco in GDO (Grande Distribuzione Organizzata). Alimenti non più commerciabili ma ancora commestibili.

Donare queste eccedenze alle associazioni caritatevoli genera un triplice vantaggio:

– offrire cibo alle persone in stato di povertà ed esclusione sociale,

– misurare e prevenire gli sprechi alimentari, e così il destino a rifiuto di cibi commestibili,

– realizzare un beneficio fiscale per i donatori, come previsto dalla legge Gadda (116/2016). (1)

Lavoro a persone con disabilità e fragilità

L’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e fragilità – oggi a maggiore rischio di povertà ed esclusione sociale, in Italia come in UE – chiude il cerchio del progetto ideato da Gianni Di Falco.

Il percorso formativo RE-STORE permette alla GDO di assolvere all’obbligo di assumere lavoratori disabili, di cui alla legge 68/99, mediante:

  • esternalizzazione di una commessa di lavoro a una cooperativa sociale di tipo B (ex art.14, d.lgs. 276/03).
  • formazione dei soggetti selezionati ai lavori specifici richiesto dal committente, mediante training on the job,
  • possibilità di assumere in organico risorse effettivamente preparate a svolgere i compiti richiesti, entro il termine dei 5 anni previsti dalla legge.

Le aree utili di RE-STORE sono quattro.

1 – Dispensa RE-STORE

Dal 7.11.22, a Bergamo in via Ercole Mozzi 6, ogni lunedì e giovedì, dalle 16.30 alle 19.30, la dispensa RE-STORE offre gratis eccedenze alimentari e frutta fuori calibro. I commessi sono disabili impegnati nella formazione.

La bottega si trova nei locali di FORIA ed è gestita dalla cooperativa sociale Namasté. La quale, grazie a una simile iniziativa (Dispensa Sociale), ha recuperato e ridistribuito nell’ultimo anno 101 tonnellate di cibo, in prevalenza fresco e ortofrutta.

Per donare, chiamare il coordinatore, Raffaele Avagliano (329 7422075).

2 – Bottega Ciborobico

La bottega Ciborobico è gestita dalla cooperativa Why Not che coniuga il sostegno alla vendita di prodotti locali ed equosolidali con un luogo inclusivo di formazione esperienziale dedicato a persone con fragilità.

Si trova in via Daste e Spalenga 13/15 a Bergamo, e propone prodotti sostenibili, a km0 delle valli bergamasche, biologici e del commercio equo e solidale.

3 – Training Center Re-store

Il Training Center Re-store è un luogo di formazione per le persone con disabilità.

I tirocinanti apprendono mansioni di back office utili per la filiera dell’alimentazione, quali la somministrazione di questionari per ricerche di mercato, la raccolta e l’inserimento dei dati, l’inserimento di dati di prove scientifiche e mansioni di supporto all’analisi qualitativa e della vita dei prodotti, rendendosi risorse competenti e versatili.

4 – E-RESTORE

L’e-restore è un e-shop di recupero delle eccedenze alimentari con consegna a domicilio.

Accanto ai pacchi RE-STORE, per le ricorrenze, vengono preparati pacchi dono con marchi di terzi quali distributori.

Note

(1) Per i beni ceduti a titolo gratuito nei confronti di associazioni aventi esclusivamente finalità di assistenza o beneficenza, l’impresa donante non deve applicare l’imposta sulla merce in uscita, mentre può detrarre l’IVA assolta a monte per l’acquisto del bene. Inoltre, le cessioni solidaristiche ai fini del calcolo del reddito d’impresa non sono considerate ricavi, quindi non vengono sottoposte a tassazione IRES o IRPEF. Ai fini della tassa sui rifiuti, infine, a fronte della cessione a titolo gratuito di beni alimentari agli indigenti o per l’alimentazione animale, il comune può applicare un coefficiente di riduzione della tariffa proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni donati. V. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/08/30/16G00179/sg

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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