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Per una politica alimentare sostenibile della Unione europea. La proposta di Bolzano alla seduta plenaria del Comitato europeo delle Regioni

Per una politica alimentare sostenibile della Unione europea. La proposta di Bolzano alla seduta plenaria del Comitato europeo delle Regioni

“Verso una politica alimentare sostenibile dell’UE che porti occupazione e crescita nelle regioni e città d’Europa”. È la proposta presentata il 22 marzo 2017 dal presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher (SVP), nel corso della sessione plenaria del Comitato delle Regioni1. Presente il commissario dell’Unione europea responsabile per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis.

Il documento prevede il coinvolgimento delle realtà locali. È stato approvato all’unanimità da parte di tutti i gruppi politici del Comitato. È stato in seguito inoltrato al Parlamento e alla Commissione dell’Unione.

La proposta di Bolzano per una politica alimentare sostenibile nella UE

Per Kompatscher è auspicabile possa essere avviata una cooperazione tra Comitato delle Regioni, Parlamento europeo e Commissione europea, per avviare quanto prima azioni concrete. Così il presidente della Provincia autonoma: “L’Unione Europea ha davanti a sé sfide nuove e decisive. La produzione alimentare, vista come ecosistema, concerne noi tutti. Di conseguenza è fondamentale creare una nuova e trasversale politica alimentare sostenibile a livello UE, modificando tra l’altro la disciplina degli appalti pubblici in modo che sia possibile dare preferenza ai prodotti locali”.

Tra i 37 punti della proposta, spiccano, ad avviso dello stesso Kompatscher alcuni temi importantissimi dal punto di vista ambientale e socioeconomico, qui di seguito sintetizzati.

Una visione comune e a lungo termine in tutti i settori politici pertinenti

La politica alimentare dell’Unione va condotta a vasto raggio e in modo sostenibile, per affrontare adeguatamente il tema della produzione di alimenti, promuovendo idonei modelli di produzione e di consumo.

Occorre un equilibrio nel mantenimento delle necessarie flessibilità, evitando di applicare alla politica alimentare un’impostazione unica, impedendo la nazionalizzazione della politica medesima.

È importante procedere all’integrazione verticale delle politiche alimentari in conformità a criteri ispirati alla sostenibilità, al fine di assicurare coerenza a livello locale, regionale, nazionale e, infine, internazionale.

Pertanto necessita la definizione di una visione e di una strategia per l’approvvigionamento di alimenti sicuri, sani e sostenibili sul piano qualitativo, su quello quantitativo e accessibili sotto il profilo dei prezzi.

Va tenuto presente che i costi connessi alle malattie provocate da una cattiva alimentazione, al pari dei danni recati alle risorse idriche, ai suoli, alle specie selvatiche e al clima sono considerati esternalità e conseguentemente detti costi non entrano nel prezzo finale dei prodotti alimentari, anche se ricadono sulla società nel suo complesso.

Occorre altresì non trascurare quei particolari territori, come le regioni di montagna, importanti per l’ulteriore sviluppo di sistemi alimentari sostenibili.

È peraltro necessaria un’ulteriore revisione della PAC (Politica Agricola Comune) perché siano incentivati agricoltori e produttori di alimenti a condurre la propria attività in modo sostenibile.

Né va dimenticato che è d’uopo incoraggiare la produzione dei biocarburanti non concorrenziali rispetto alle colture alimentari.

Per quel che la riguarda l’Unione questa va stimolata a concludere con Paesi terzi accordi di libero scambio compatibili con le produzioni agro ecologiche presenti all’interno della Comunità. Né può mancare un appello rivolto all’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura delle Nazioni Unite ai fini sia della riduzione dei rischi derivanti da catastrofi sia della creazione di resilienza nei settori agricoli.

Un ecosistema sano a sostegno della produttività e della resilienza dell’agricoltura

Nelle aree vulnerabili e alle periferie delle grandi città, va favorita l’agricoltura di piccola scala, che riduca trasporti, imballaggi e il contenimento di CO2 , favorendo al tempo stesso l’impiego di manodopera locale. Ciò tornerebbe utile da un lato per tutelare il territorio e promuoverne le specialità, dall’altro per creare posti di lavoro.

Altro aspetto da porre in rilievo riguarda l’importanza degli insetti impollinatori, garantendone, con l’adozione di misure idonee, la sopravvivenza.

Infine è da promuovere lo sviluppo di reti alimentari alternative. Quivi compresi i mercati degli agricoltori, gli alimenti locali, i prodotti biologici e quelli equosolidali.

Accesso a regimi alimentari sani, in particolare per le famiglie a basso reddito

Vanno avviati programmi sanitari per combattere l’obesità e le malattie conseguenti a una cattiva alimentazione, favorendo i prodotti locali, freschi e stagionali. Per contrastare l’obesità soccorrono campagne d’informazione, orientando i consumatori verso regimi alimentari con maggiore componente vegetale.

Da ultimo: è necessario ridurre gli adempimenti burocratici quando sono di ostacolo al recupero e alla redistribuzione di alimenti sani alle persone bisognose.

Definizioni standardizzate, metodologie e misure concrete

Occorre: definire una terminologia completa sui sistemi alimentari sostenibili, che tenga in considerazione la produzione di derrate agricole, la trasformazione degli alimenti di regimi alimentari; avere una metodologia uniforme per la raccolta e la notifica dei dati sull’impatto ambientale dei prodotti e degli sprechi alimentari; favorire lo scambio di buone pratiche, la condivisione dei dati sull’impatto ambientale dei prodotti alimentari e una comunicazione più trasparente e accessibile delle informazioni per l’intera filiera alimentare.

Va altresì migliorata la trasparenza dei dati riportati nelle etichette degli alimenti. E si deve accrescere vigilanza e controlli del settore alimentare.

Gli orientamenti sugli appalti pubblici verdi

Gli appalti pubblici per la ristorazione nelle mense scolastiche e negli ospedali costituiscono uno strumento potenzialmente importante per un approvvigionamento alimentare più sostenibile, locale e biologico. Pertanto la Commissione europea dovrebbe chiarire i vincoli esistenti nella cornice delle sue disposizioni sugli appalti pubblici ai fini dell’applicazione di criteri di sostenibilità.

L’approccio della governance multilivello in rapporto al concetto di una politica alimentare sostenibile dell’UE

È l’ultima delle raccomandazioni politiche. Va visto con favore l’istituzione di comitati per l’alimentazione, a livello sia regionale sia locale per i necessari processi di pianificazione strategica per ridurre l’impatto ambientale complessivo sul sistema alimentare.

Vanno, inoltre, affidate agli enti regionali e locali l’iniziativa e la gestione di misure agroambientali mirate. A tali enti va consentito di stipulare contratti territoriali da sottoscrivere insieme con gli agricoltori. Va aggiunto che la politica in materia di sostenibilità alimentare va affrontata attraverso forti partenariati per lo sviluppo locale. Da ultimo è auspicabile un numero crescente d’iniziative delle città, adducendo ad esempio l’Urban Food Policy Pact2.

I riferimenti motivazionali del documento approvato a Bruxelles

Il redattore della proposta approvata dal Comitato delle Regioni dell’Unione europea, nella parte ultima presentata come motivazionale, ha fatto espresso riferimento alla principale documentazione in materia redatta da organismi internazionali, europei, o nazionali (Francia) e alla riforma della politica agricola comune (PAC), premettendo alcuni dati riferentisi all’Unione europea.

Il quadro comunitario

Stando agli ultimi dati disponibili, l’Unione europea è il maggiore esportatore mondiale di prodotti agricoli. Il settore agroalimentare dà lavoro a 47 milioni di persone in 15 milioni d’imprese (rapporto 3 a 1). La bilancia commerciale presenta un saldo positivo per 17.802 milioni di euro, il 7,2 per cento delle esportazioni.

Il modello dell’agricoltura intensiva

Il prezzo dell’agricoltura intensiva è alto. La Relazione sullo stato dell’ambiente della Commissione UE pubblicata il 3 marzo 20153 avvertiva che l’Europa non fosse ancora sulla buona strada per arrestare la perdita di biodiversità, giacché continuano a scomparire habitat di animali e piante.

Resta, in particolare, a rischio la biodiversità marina.

Nel corso del 2015 (anno dedicato al “capitale naturale”) la Commissione avrebbe integrato le conclusioni della relazione con un’altra sullo “Stato dell’ambiente naturale”, confluente in una revisione intermedia della strategia dell’UE sulla biodiversità e nella valutazione della legislazione dell’UE sulla conservazione della natura per migliorare l’efficacia e ridurre l’onere amministrativo.

Un gruppo di esperti del CSM4 ha proposto una definizione di sistemi alimentari sostenibili. Le risorse vanno impiegate a una velocità che non superi la capacitò della terra di ricostituirle.

V’è quindi citata l’adozione da parte dell’ONU di un insieme di 17 ambiziosi, se non velleitari, obiettivi di sviluppo sostenibile. Per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti5.

PAC: L’ultima riforma della PAC non ha sin qui corretto gli evidenziati squilibri6.

L’Ufficio europeo dell’ambiente ha rinnovato l’invito a una revisione della PAC7.

Sulla medesima lunghezza d’onda d’altre Istituzioni internazionali, il Centro europeo di strategia politica8. Nel luglio 2016 ha redatto un documento dal titolo: “La sostenibilità adesso: una visione per la sostenibilità”. Documento nel quale sono avanzate più raccomandazioni.

Parimenti l’INRA9 asserisce che gli approcci all’agro ecologia, laddove saldamente associati a innovazioni sul piano tecnologico e organizzativo, sono idonei a fornire elementi di risposta sia per nutrire il pianeta sia per l’individuazione dei necessari correttivi ambientali, sociali e sanitari.

Altra citazione: la pubblicazione della Commissione europea “Ricerca e innovazione in Europa per la sicurezza alimentare e nutrizionale”10.

Nella pubblicazione “Building a common vision for sustainable food and agriculture” si elencano cinque principi che possono orientare il processo di transizione verso una maggiore sostenibilità11.

Da ultimo, nelle raccomandazioni il CPRA (Comitato permanente della ricerca agricola), sono evidenziati, fra l’altro i rischi connessi al regime alimentare medio per la salute dei singoli, i sistemi sociali e quelli ambientali di sostegno.

Le vie dell’Europa sono lastricate di buone intenzioni.

Senza dimenticare che le notizie che giungono dagli USA, con cui l’Europa deve confrontarsi, per un’alimentazione sostenibile sono tutt’altro che rassicuranti.

 

 

Note

1 Il Comitato delle Regioni è composto di 350 membri che rappresentano gli enti regionali e locali dei ventotto Stati membri dell’Unione europea. Emette pareri nei casi di consultazione obbligatoria fissati dai trattati. In caso di consultazione facoltativa e, se lo ritiene opportuno, di propria iniziativa. I suoi membri non sono vincolati da alcun mandato imperativo. Essi esercitano le loro funzioni in piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione. Il fondamento giuridico è nell’articolo 13, paragrafo 4, del trattato sull’Unione europea (TUE), articoli 300 e 305-307 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), decisione (UE) 2014/930 del Consiglio, del 16 dicembre 2014, che determina la composizione del Comitato delle regioni, e decisione (UE) 2015/116 del Consiglio, del 26 gennaio 2015, relativa alla nomina dei membri titolari e dei membri supplenti del Comitato delle Regioni.

2L’Urban Food Policy Pact, il patto sulle politiche alimentari urbane, venne proposto dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, nel 2014. L’impegno dei sindaci per rendere i sistemi alimentari delle città più equi e sostenibili prevede tra le altre cose di: sviluppare linee guida a favore di diete sostenibili, incoraggiare e sostenere le attività di solidarietà economica e sociale, favorire l’erogazione di servizi per i produttori alimentari nelle città e nelle zone limitrofe, sostenere le filiere alimentari corte e aumentare la consapevolezza in materia di scarti e sprechi.

3 Ambiente in Europa – Relazione 2015: situazione attuale e prospettive, (European Environment – State and Outlook 2015 Report, SOER 2015) a cura dell’Agenzia europea dell’ambiente, è una valutazione integrata dell’ambiente in Europa che comprende dati a livello globale, regionale e nazionale, accompagnati da confronti tra vari paesi. Inoltre la relazione rifletteva sui prossimi cinque e più anni, lanciando un chiaro segnale d’allarme sui rischi di degrado ambientale. Che a loro volta incidono sul benessere e la prosperità dell’uomo. L’analisi sottolinea la necessità di un’azione strategica più integrata; invito al quale la Commissione stava già rispondendo attraverso una serie d’iniziative di politica ambientale per il 2015. Compresi un nuovo e più vasto pacchetto di misure sull’economia circolare, il riesame della strategia dell’UE sulla biodiversità, un piano d’azione in materia di governance degli oceani e un pacchetto sulla qualità dell’aria modificato.

4Il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) è stato creato nel 1974 quale organo intergovernativo di discussione globale sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione, col mandato di coordinare e monitorare le politiche a esse relative.

51. Sradicare la povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo. 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare l’alimentazione e promuovere l’agricoltura sostenibile. 3. Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età. 4. Garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti. 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze. 6. Garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienici per tutti.

7. Garantire l’accesso all’energia a prezzo accessibile, affidabile, sostenibile e moderna per tutti. 8. Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, la piena occupazione e il lavoro dignitoso per tutti. 9. Costruire un’infrastruttura resiliente, promuovere l’industrializzazione inclusiva e sostenibile e sostenere l’innovazione. 10. Ridurre le disuguaglianze all’interno dei e fra i Paesi. 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili. 12. Garantire modelli di consumo e produzione sostenibili. 13. Adottare  misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze. 14.Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine. 15.

Proteggere, ripristinare e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri. Gestire in modo sostenibile le foreste, contrastare la desertificazione. Arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità. 16. Promuovere società pacifiche e inclusive orientate allo sviluppo sostenibile, garantire a tutti l’accesso alla giustizia e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli. 17. Rafforzare le modalità di attuazione e rilanciare il partenariato globale per lo sviluppo sostenibile.

7 Organizzazione che riunisce 130 ONG.

8European Political Strategy Centre. Il Centro è il gruppo di riflessione interno della Commissione. Fornisce una consulenza professionale e mirata al presidente. L’ESPC è composto di sei gruppi di esperti con altrettante competenze: affari esteri, affari istituzionali, affari sociali, attività d’informazione e comunicazione, economia, sviluppo sostenibile.

9L’INRA (Institut national de recherche agronomique) è il primo Istituto di ricerca pubblico agronomico in Europa, finalizzato alla promozione di un modello agroalimentare produttivo e allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile.

10Queste le otto Raccomandazioni per il futuro: 1. Mantenere la sicurezza alimentare e nutrizionale in cima al programma strategico mondiale e nazionale per sostenere l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 2. Rafforzare un’impostazione congiunta multi-settoriale per combattere la denutrizione. 3. Unire le forze per aiutare i paesi partner ad affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici. Attuando al contempo le migliori opzioni per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nelle zone agricole e rurali. 4. Riconoscere la trasformazione rurale come un processo essenziale per creare posti di lavoro. Aumentare i redditi e conseguire la sicurezza alimentare e nutrizionale nel lungo termine. 5. Migliorare i meccanismi volti ad aumentare la partecipazione responsabile del settore privato e trarre insegnamenti da modelli commerciali inclusivi. 6. Garantire investimenti continui nella ricerca e nell’innovazione e aumentare progressivamente l’impatto degli investimenti. 7. Potenziare la comunicazione dei risultati. 8. Rafforzare la programmazione congiunta.

11Sono questi: 1. Improving efficiency in the use of resources is crucial to sustainable agriculture; 2. Sustainability requires direct action to conserve, protect and enhance natural resources; 3. Agriculture that fails to protect and improve rural livelihoods, equity and social well-being is unsustainable; 4. Enhanced resilience of people, communities and ecosystems is key to sustainable agriculture; 5. Sustainable food and agriculture requires responsible and effective governance mechanisms