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Meno pesticidi più cibo, rivela uno studio sui campi in tutta la Francia

Meno pesticidi più cibo, rivela uno studio sui campi in tutta la Francia

Meno pesticidi più cibo, oltre a miglior salute. È l’esito di uno studio sul campo condotto dall’Istituto Francese per la Ricerca in Agricoltura e pubblicato sulla rivista scientifica Nature – Plants.

Contemperare l’agroecologia con l’esigenza di nutrire una popolazione mondiale in crescita (1) è una delle grandi sfide di questo secolo. Per invertire la rotta degli effetti ambientali negativi legati alle attività agricole. Degrado dei suoli, desertificazione, emissioni di gas serra devono venire affrontati con un cambio di strategia, nella direzione dell’agricoltura sostenibile. In Francia come in Italia, in Europa e nel mondo.

La drastica riduzione dei pesticidi utilizzati in agricoltura è uno dei driver fondamentali per preservare l’ambiente e la salute umana. Tuttavia, ancora si dibatte se una riduzione sostanziale dell’impiego dei pesticidi sia possibile senza incidere negativamente sulla produttività e la redditività.

Meno pesticidi più cibo: l’analisi in campo su 946 aziende

La ricerca dimostra che la produttività e la redditività di un ampio novero di colture agricole non subiscono variazioni di rilievo pur abbattendo l’impiego di agrotossici. L’analisi è stata condotta su 946 aziende agricole non bio, in situazioni produttive differenziate per seminativi e terroir, in varie regioni della Francia. (2)

Nessuna variazione significativa delle rese è stata riscontrata nel 77% delle aziende, le quali possono ridurre i pesticidi in misura del 42% senza alcun impatto negativo sulla produttività e la redditività. Nel dettaglio, si è considerata la possibilità di una riduzione media di erbicidi, fungicidi e insetticidi – rispettivamente – nelle misure del 37, 47 e 60%.

Il club degli agrotossici

In pratica, oltre i 3/4 delle imprese agricole potrebbero ridurre drasticamente l’impiego di agrotossici senza rinunciare ai profitti neppure nel breve periodo. Col sostanziale vantaggio di preservare l’habitat naturale e la qualità dei suoli, ridurre i pericoli per la salute di tutti, ‘from farm to fork’. E diminuire l’impatto complessivo delle produzioni sull’ecosistema e il cambiamento climatico. (3)

Il vero ostacolo è rappresentato dal ristretto club dei colossi dell’agrotossico. Molti degli agricoltori intervistati hanno confermato fin da subito di essere interessati a ridurre l’uso dei pesticidi. Soprattutto a causa delle preoccupazioni per la propria salute. (4) Ma gli agricoltori non hanno un buon accesso alle informazioni sulle alternative, secondo i ricercatori, perché la gran parte dei consigli tecnici proviene dai rappresentanti dei citati colossi. I quali vendono sia le sementi, sia i veleni. (5)

Note

(1) La popolazione mondiale, oggi costituita da circa 7 miliardi di individui, è previsto raggiunga i 9 miliardi entro il 2050

(2) La Francia è il sesto Paese in Europa per consumo di pesticidi in rapporto alle unità di suolo coltivate. Il 7% dei suoi cittadini europei ha bevuto acqua con residui di pesticidi superiori ai limiti legali di sicurezza, almeno una volta l’anno (dati 2013)

(3) Il piano d’azione governativo d’Oltralpe ‘Ecophyto‘ ha posto quale obiettivo la riduzione del 50% degli agrotossici entro il 2018. Ma poiché nell’ultimo biennio il loro uso è aumentato anziché diminuire, il traguardo è stato posticipato al 2025

(4) La decisione del governo francese di riconoscere il morbo di Parkinson come malattia professionale degli agricoltori, nel 2016, ha risvegliato parecchie coscienze. Un eufemismo

(5) Abbiamo dedicato ampio spazio a questi temi nell’ebook gratuito ‘OGM, la Grande Truffa’ . Disponibile anche in versione cartacea, con intera devoluzione del ricavato all’associazione ‘We are Parky‘. Per la tutela dei pazienti affetti dalla malattia neurodegenerativa richiamata in nota 2

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