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ISO 20400, linee guida per l’approvvigionamento da filiere sostenibili

ISO 20400, linee guida per l’approvvigionamento da filiere sostenibili

Filiere eque e sostenibili, dalla teoria alla pratica, dalle parole ai fatti. Uno standard internazionale – ISO 20400, ‘sustainable procurement, guidelines’ – e alcune brevi riflessioni.

Il processo di approvvigionamento

Il processo di approvvigionamento (sourcing) è attività più complessa rispetto a semplici operazioni di acquisto. L’organizzazione deve predisporre apposite procedure, per definire un processo ripetibile di acquisizione di beni e servizi. Mettendo a regime sistemi di regole da applicare (e mantenere nel tempo) a una serie di relazioni, esterne e interne.

La prima fase è costituita dall’identificazione delle priorità strategiche e così degli effettivi bisogni. Su tali basi vengono messe a fuoco le specifiche, identificati i possibili interlocutori, esaminati i contratti già in essere e le opportunità di loro revisione, valutate e negoziate le condizioni di fornitura. La relazione con il fornitore dovrebbe venire improntata al miglioramento continuo in condizioni di reciprocità, nei limiti del possibile, cercando di evitare o quantomeno mitigare i rapporti di inter-dipendenza.

La strategia spesso cede però il passo, nei fatti, a tattiche di breve respiro esasperate dalla droga del prezzo. Acquistare beni e servizi ai minori costi possibile – e ridurli ancora, con pratiche commerciali sleali che solo la nuova direttiva UTPs (Unfair Trading Practices) potrà forse arginare – rimane la (sub)cultura d’acquisto dominante. Che inevitabilmente espone, tra l’altro, a rischi di frodi alimentari (alla cui prevenzione è dedicato altro standard internazionale, ISO 22380).

Approvvigionamenti e responsabilità sociali

La battaglia sui prezzi ha certamente una sua logica, in apparenza almeno, in alcuni contesti. Ma non genera valore e anzi contribuisce all’instabilità di mercati che ciclicamente crollano, trascinando con sé intere filiere o loro comparti. Il costo delle merci è dunque la risultante di una serie di forze solo in minima parte legate alla filiera di approvvigionamento e al ciclo di vita dei prodotti.

Il costo effettivo del bene/servizio comprende invero gli impatti sociali e ambientali , nonché i costi di utilizzo e di gestione delle merci e dei loro imballaggi nelle fasi successive all’impiego. Costi in larga parte esternalizzati sulla collettività e generalmente ignorati dai ‘buyer’. (1)

Le responsabilità sociali legate agli approvvigionamenti si evidenziano nell’impatto dei prodotti e servizi sull’ambiente e la collettività:

emissioni di gas-serra e contributo al cambiamento climatico,

deforestazioni, degrado ambientale e biodiversità,

sfruttamento dei lavoratori anche minori, dei contadini e delle loro comunità, abusi sui diritti umani,

frodi, corruzione pubblica e privata, frodi ai danni dei consumatori.

 Riflettere su questi elementi, considerarne l’impatto sul costo complessivo del prodotto da acquistare significa, di converso, affrontare una logica di approvvigionamento sostenibile. Un argomento cruciale, laddove si consideri che le organizzazioni investono in media il 60% circa delle loro entrate nella gestione complessiva della ‘supply chain’.

ISO 20400, ‘sustainable procurement

ISO 20400 – linea guida pubblicata a gennaio 2017 a esito del lavoro di 52 enti di normazione e oltre 10 organizzazioni internazionali (tra cui OCSE, ONU e Commissione Europea) – fornisce una definizione olistica del c.d. approvvigionamento sostenibile. Inteso come il processo teso a garantire gli impatti ambientali, sociali e economici più favorevoli possibile nell’intero ciclo di vita (dei prodotti), con l’obiettivo di ridurre al minimo i suoi effetti avversi.

Sustainable Procurement [is the] procurement that has the most positive environmental, social & economic impacts possible over the entire life cycle’ (ISO 20400).

Le linee guida ISO consentono a ogni organizzazione – a prescindere da dimensioni e complessità operative – di garantire e dimostrare con dati obiettivi l’effettiva sostenibilità dei propri approvvigionamenti. Affinché la catena del valore possa davvero definirsi tale, con favorevole impatto sulla società e l’ambiente.

ISO 20400, i sette ‘core subjects

I sette ‘core subjects’, i temi chiave dell’approvvigionamento sostenibile, riflettono gli obiettivi di sostenibilità già condivisi a livello globale nello standard ‘ISO 26000, Guidance on social responsibility’. I quali offrono strumenti concreti, rivolti alle organizzazioni che operano in ogni settore economico, per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 2015 (SDGs, Sustainable Development Goals).

1) Governance, strutture e processi decisionali

2) Human rights, diritti umani

3) Labour Practices, rapporti e condizioni di lavoro

4) Environment, ambiente

5) Fair operating practices, pratiche gestionali e operative corrette

6) Consumer Issues, aspetti specifici relativi a dei consumatori

7) Community Involvement and Development, coinvolgimento e sviluppo delle comunità.

ISO 20400, le quattro sezioni operative

Il processo di approvvigionamento può decidere la sorte dell’organizzazione stessa nonché influenzare quella di shareholders (gli azionisti) e stakeholders (le parti sociali interessate). Può infatti ridurre l’impatto sull’ambiente e sui diritti umani nell’intero corso della catena di fornitura. Gestire le relazioni con i fornitori, riducendo il rischio di richiami legati a forniture difettose, coinvolgimenti indiretti in frodi e blackout legati a sospensioni improvvise di forniture essenziali. Il ‘sustainable procurement’ inoltre protegge la reputazione dei propri marchi e non ultimo generare valore sociale.

Le quattro sezioni dello standard in esame offrono una chiave di lettura e di intervento sulla cultura di acquisto di ogni organizzazione. Per mappare la ‘supply chain’ nella sua interezza e i suoi effettivi costi, sulle cui basi implementare strategie improntate alla sostenibilità. Nell’ottica di lavorare in stretta sinergia con tutti gli interlocutori coinvolti nella filiera, generando nuove e più eque opportunità di mercato. Le quattro sezioni, a seguire.

1) Fundamental. La prima sezione descrive i temi fondamentali, oltre alle linee di indirizzo da seguire nei vari ambiti e livelli dell’organizzazione. Particolare attenzione va dedicata alla gestione dei rischi e delle opportunità che spesso vi si associano (es. riutilizzo degli scarti di produzione), alla ‘due diligence’, ai conflitti d’interesse.

2) Policy/strategy. La seconda sezione è rivolta ai vertici organizzatovi, i quali devono integrare gli obiettivi di sostenibilità degli approvvigionamenti nella strategia e nelle politiche dell’ente, per garantire il loro effettivo raggiungimento. Affinché uno standard funzioni – e a prescindere dalla sua certificazione, che in questo caso non è prevista (poiché trattasi di linee guida) – tutte le funzioni, a partire dalla direzione, devono conoscerlo e parteciparvi.

3) Organization. La terza parte considera le condizioni organizzative e le tecniche di gestione necessarie ad attuare con successo l’obiettivo definito, perseguendone il miglioramento continuo.

4) Process. La quarta sezione è dedicata alle funzioni responsabili delle direzioni acquisti. Funzioni sulle quali incombe la traslazione dei solenni principi in attività concrete e misurabili, che con l’aiuto di audit esterni possono venire stimate nella loro efficacia ed efficienza.

Approvvigionamenti sostenibili, i rischi della disattenzione

Il fatidico ‘anello debole’ della catena spesso si trova a monte dell’area di controllo diretto dell’organizzazione. Ed è peraltro in grado di mettere in crisi l’intero sistema, a partire da chi si illuda di esserne il ‘deus ex machina’. Come spesso accade nelle crisi di sicurezza alimentare e in quelle che affliggono la reputazione di grandi marchi. Sono tanti e troppi i casi in cui il risparmio a tutti i costi sulle forniture si rivela essere causa di danni incommensurabili.

L’informazione su web e ‘social media’, del resto, è tanto rapida quanto disintermediata. Inarrestabile, nel fare circolare notizie positive e negative. I consumAttori d’oggi e i ‘Millennials’ in particolare, a loro volta, sono sempre connessi e sempre più attenti ai temi legati alla sostenibilità socio-ambientale, oltreché alla sicurezza. Il processo di ‘sourcing’ merita dunque particolare attenzione. 

#Égalité!

Dario Dongo e Giulia Baldelli

Note

(1) Ulteriori spunti su https://www.iapb.org/wp-content/uploads/Sustainable-Procurement-Webinar-Slides-and-Notes.pdf

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