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Impronta idrica, workshop internazionale

Impronta idrica, workshop internazionale

Qual è l’impronta idrica dell’agroalimentare italiano e come migliorarla. È il tema del workshop internazionale che il 5 luglio a Venezia, al Parco Scientifico Vega, mette a confronto l’industria agroalimentare italiana e i maggiori esperti mondiali della tutela delle risorse idriche.
L’impronta idrica – water footprint – è un indicatore dello sfruttamento e dell’inquinamento dell’acqua nei processi industriali e agricoli. È stato messo a punto dal professor Tony Allan, che partecipa al workshop in collegamento da Londra. Si applica ai singoli prodotti come a interi cicli produttivi. L’urgenza di migliorare l’impronta idrica dell’agroalimentare è ben rappresentata da un dato: il 70% del prelievo delle acque dolci superficiali e sotterranee proviene dal settore agricolo.
L’iniziativa “L’industria alimentare incontra l’impronta idrica” è organizzata dal Dipartimento di Green Marketing di AISM e dal Consorzio Venezia Ricerche, due protagonisti di spicco del percorso per una gestione d’impresa sostenibile.