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Chimica pericolosa, la Restrictions Roadmap della Commissione europea

La Commissione europea ha presentato il 25.4.22 una Restrictions Roadmap per l’eliminazione di migliaia di sostanze chimiche pericolose, presenti in molti prodotti di uso quotidiano. (1) L’iniziativa ottiene il plauso della rete di ONG EEB (European Environmental Bureau), che la definisce ‘la più grande mossa per disintossicare l’economia europea che l’UE abbia mai intrapreso’. (2)

Restrictions Roadmap contro la chimica tossica

La tabella di marcia presentata dalla Commissione europea è sostanzialmente un impegno politico ad accelerare l’attuazione della strategia definita nell’ottobre 2020, nel solco del Green Deal europeo e dell’ambizione ‘inquinamento zero’.

La novità è nel metodo. È prevista infatti l’eliminazione di interi gruppi di sostanze chimiche, qualora ne faccia parte una sostanza riconosciuta come nociva per la salute. In questo modo, viene impedito lo stratagemma dell’industria chimica, che al divieto di impiego di una sostanza rimedia creandone un’altra mediante una piccola modifica della formula. Una tattica vincente, considerato che le istituzioni impiegano decenni per definire la sicurezza d’uso di una nuova sostanza, basandosi sui pochi dati forniti dall’industria stessa.

Una corsa contro il tempo

Per comprendere lo squilibrio del sistema, si consideri che (oltre alle molecole vietate in cosmetici e giocattoli) ‘l’UE ha limitato solo 15 sostanze chimiche negli ultimi 14 anni ai sensi del regolamento REACH, poco più di una sostanza all’anno (…) mentre a livello globale, l’industria crea, in media, una nuova sostanza chimica ogni 1,4 secondi’, ricorda EEB.

Attualmente, nel 2022, ci sono più di 190 milioni di sostanze chimiche sintetiche registrate a livello globale. Le vendite sono più che raddoppiate tra il 2000 e il 2017 e si prevede che raddoppieranno nuovamente entro il 2030 e quadruplicheranno entro il 2060.

Tre quarti (in volume) delle sostanze chimiche prodotte in Europa sono pericolose.

Le sostanze pericolose

Dal 2009 al 1° marzo 2022, 1.680 sostanze chimiche sono state bandite dai cosmetici e altre 323 sono state limitate (ammesse solo a determinate condizioni), mentre nello stesso periodo 1.775 sostanze chimiche sono state bandite dai giocattoli. Tutto ciò verrà ampiamente superato, secondo quanto annunciato nella Restrictions Roadmap.

Nell’elenco della tabella di marcia europea compaiono sostanze chimiche più volte citate, anche in questo sito, per la loro tossicità:

–  PFAS

– ‘ritardanti di fiamma’, spesso collegate all’insorgenza di cancro,

– tutti i bisfenoli, ampiamente utilizzati nella plastica e noti come distruttori endocrini (degli ormoni umani),

– PVC, la plastica meno riciclabile e piena di additivi tossici,

– altre 2.000 sostanze chimiche nocive che si trovano in pannolini, ciucci e prodotti per l’infanzia.

EEB fornisce un approfondimento sui 6 peggiori gruppi di sostanze chimiche.

1) Cloruro di polivinile (PVC) e suoi additivi

Il PVC è il quarto tipo di plastica più comune in Europa, è impiegato in circa 6,5 ​​milioni di tonnellate di prodotti ogni anno. È una delle forme di plastica più problematiche per la salute umana e l’ambiente e la meno riciclabile di tutte le materie plastiche. Quando conferita in discarica o negli inceneritori rilascia diossine, cancerogene e altamente persistenti nell’ambiente.

È utilizzato in molti prodotti di uso comune, come giocattoli e gonfiabili (piscine, accessori per sport acquatici, tappeti elastici), imballaggi e materiali a contatto con gli alimenti, abiti e rivestimenti in similpelle, scarpe, materiali da costruzione, etc).

Gli additivi chimici, utilizzati in quantità significative per trasformare le proprietà del PVC (durabilità, colore, etc.), sono inclusi nel campo di applicazione della proposta di restrizione. Gli additivi sono usati in proporzioni piuttosto elevate (10-60%). Ad esempio, i giocattoli in PVC possono contenere fino al 40% di ftalati.

Sono già disponibili alternative più sicure per quasi tutti gli usi del PVC.

2) PFAS

Al gruppo PFAS appartengono circa 4.700 sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche talmente persistenti nell’ambiente da essere note come ‘forever chemicals’, inquinanti ineliminabili.

Verranno vietati per ‘gli usi non essenziali’, ambito su cui deciderà ogni singolo Stato. I PFAS sono utilizzati in un’ampia varietà di articoli di consumo, nei materiali a contatto con gli alimenti come il cibo da asporto e altri imballaggi ai rivestimenti antiaderenti, dai vestiti antimacchia e impermeabili alle creme solari e ai cosmetici, persino nel filo interdentale.

3) Bisfenoli, compreso il BPA

I bisfenoli sono oltre 200 sostanze, 37 delle quali possono avere proprietà di interferente endocrino. Vengono utilizzati in quantità elevata in materie plastiche come il PVC, il policarbonato e le resine epossidiche.

Il BPA danneggia la fertilità e i feti. Studi scientifici suggeriscono che potrebbe essere collegato all’obesità, al diabete e potrebbe danneggiare il nostro sistema immunitario. Si trova in un’ampia gamma di beni di consumo, come attrezzature sportive, CD, DVD, parti di automobili e contenitori per alimenti, come bottiglie riutilizzabili per bevande e stoviglie di plastica riutilizzabili.

Nuovi studi indicano che sostanze chimiche sostitutive del BPA, come BPF, BPS, BPAF, insieme a bisfenolo Z (BPZ), bisfenolo E (BPE) e bisfenolo B (BPB) sono sospettate di alterare gli ormoni e sono state collegate a effetti sulla salute, come pubertà precoce, effetti nocivi su metabolismo, funzione tiroidea e sviluppo neurocomportamentale.

4) Ritardanti di fiamma

I ritardanti di fiamma devono essere aggiunti per legge in un’ampia gamma di articoli per la casa, compresi i prodotti per l’infanzia (come i materassi per culle), i mobili (ad esempio i seggioloni per bambini) e i tessuti (anche dei sedili delle auto), i materiali da costruzione e l’elettronica allo scopo di rallentare gli incendi.

Molti ritardanti di fiamma sono persistenti, bioaccumulabili e tossici, spesso collegati a cancro, tossicità riproduttiva, problemi del neurosviluppo. I vigili del fuoco affermano che il fumo degli incendi è diventato più tossico a causa dei ritardanti di fiamma, riferisce EEB, che denuncia uno ‘schema decennale di deplorevole sostituzione per evitare la regolamentazione’. Secondo lo stratagemma sopra descritto, l’industria del tabacco ha via via modificato i ritardanti di fiamma, prima a base di composti clorurati, poi fluorurati e oggi a base di bromurati e fosfati per evitarne la regolamentazione.

5) Sostanze chimiche nei prodotti per l’infanzia

Circa 1.775 sostanze chimiche sono note o sospettate di causare cancro, mutazioni genetiche o danneggiare il sistema riproduttivo e il neurosviluppo, ma vengono tuttavia impiegate negli articoli di puericultura.

Se ne trovano in ciucci per neonati/bambini (succhietti), giocattoli per la dentizione, prodotti per il bagno, prodotti generici per la cura del corpo (come saponi, shampoo o creme per bambini), prodotti per l’alimentazione (come stoviglie o posate per bambini), etc.

6) Prodotti chimici tossici nei pannolini monouso

I pannolini monouso per bambini, quelli per il ciclo mestruale e per l’incontinenza contengono dozzine di sostanze chimiche pericolose, tra cui formaldeide, IPA (idocarburi policiclici aromatici) e diossine (PCCD/F, DL-PCB e PCB).

Il rischio per la salute è associato alla presenza di formaldeide, cancerogena, mutagena e sensibilizzante della pelle. Tra le altre sostanze allarmanti figurano gli IPA (cancerogeni e interferenti endocrini), le diossine (cancerogene, reprotossiche e interferenti endocrini), i PCB (cancerogeni e reprotossici e nell’esposizione a lungo termine associati a effetti epatici, immunologici, neurologici, metabolici ed endocrini).

I tempi della Restrictions Roadmap

La volontà politica della UE e degli Stati membri detterà i tempi di attuazione della Restrictions Roadmap.

Alcune sostanze chimiche elencate nella tabella di marcia erano già oggetto di restrizioni dell’UE, ma per la maggior parte sono nuove. Il processo di divieto per tutte le sostanze chimiche presenti nell’elenco inizierà entro due anni. Tutte le sostanze spariranno entro il 2030’, stima EEB.

Marta Strinati

Note

(1) Commission Staff Working Document, Restrictions Roadmap under the Chemicals Strategy for Sustainability, 25.4.22, https://ec.europa.eu/docsroom/documents/49734?fbclid=IwAR0Ftb0aCg9_umH4lMvPBAuwekVQZiqGrL4jnOD7urUYAwz3nT6o8FHUd8E

(2) EEB, European Environmental Bureau, è la più grande rete europea di ONG ambientali, che riunisce oltre 170 organizzazioni della società civile provenienti da più di 35 paesi europei (tutti gli Stati membri dell’UE più alcuni paesi in via di adesione e vicini), compreso un numero crescente di reti europee. Vi aderiscono le italiane Legambiente, CieloBuio, Città per l’aria, Eliante, Federazione Nazionale Pro Natura, Free Rivers Italia, Genitori Antismog, Società Speleologica Italiana. Sulla Restrictions Roadmap, vedi https://eeb.org/the-great-detox-largest-ever-ban-of-toxic-chemicals-announced-by-eu/

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Giornalista professionista dal gennaio 1995, ha lavorato per quotidiani (Il Messaggero, Paese Sera, La Stampa) e periodici (NumeroUno, Il Salvagente). Autrice di inchieste giornalistiche sul food, ha pubblicato il volume "Leggere le etichette per sapere cosa mangiamo".

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