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Blockchain pubblica e filiera agroalimentare, sostenibilità per chi produce e chi consuma

Blockchain pubblica e filiera agroalimentare, sostenibilità per chi produce e chi consuma

La blockchain pubblica applicata alla filiera agroalimentare è oggi la via maestra per perseguire la sostenibilità sui tre versanti ambientale, sociale ed economico.

A tali conclusioni perviene uno studio scientifico pubblicato il 5.2.21 su Sustainability dai ricercatori della North Carolina Agricultural and Technical State University. (1)

In questa prospettiva è stato sviluppato in Italia il progetto Wiise Chain, con l’obiettivo di garantire l’equa remunerazione delle produzioni davvero sostenibili.

Blockchain pubblica, il registro incorruttibile

La blockchain pubblica è un registro pubblico distribuito, basato su blocchi di dati crittografati che devono venire integrati – all’interno di un’organizzazione, o di una filiera – dai diversi operatori che vi partecipano. L’informazione che ne deriva è tecnicamente incorruttibile e non può venire modificata nemmeno da chi abbia contribuito a inserire i relativi dati. (2)

Nel settore agroalimentare la blockchain può anzitutto garantire la coerenza dei dati relativi alla tracciabilità e rintracciabilità. (3) Wal-Mart ha introdotto da anni una simil-blockchain a uso interno, proprio per mitigare le frodi sulle filiere di fornitura più lontane. Ma a ben vedere una blockchain pubblica, allorché facile da applicare ai software già in uso presso le varie aziende e accessibile a costi popolari, può avere rilievo strategico per l’economia e lo sviluppo sostenibile.

Blockchain pubblica e sostenibilità

Sostenibilità significa intervenire sui tre pilastri di ambiente, economia e società. I consumatori italiani hanno dimostrato, nell’ultimo anno, una crescente attenzione verso questi temi. Si tratta perciò di decidere se e come orientarsi verso questi obiettivi, con un approccio autoreferenziale che spesso annega nel greenwashing) ovvero attraverso i dati reali.

Una blockchain pubblica può favorire questo secondo percorso, grazie alla possibilità di registrare e condividere – attraverso QR-code, siti web ed ecommercesocial network – una serie di dati e valori che i consumatori possono apprezzare. Il sistema può quindi venire integrato con un approccio modulare, su base volontaria, per favorire scelte informate e responsabili di consumo. (4) Alcuni esempi a seguire.

Ambiente ed economia circolare

Ambiente. Riduzione dell’impronta ambientale delle produzioni, vale a dire dei consumi di energia, acqua, input in agricoltura, oltreché delle emissioni di gas-serra. Benessere animale, riduzione/eliminazione dell’impiego di antibiotici e farmaci veterinari (es. Algatan). Eliminazione di materie prime associate alle deforestazioni (es. soia OGM, olio di palma). Produzioni biologiche e loro impatto favorevole sulla qualità dei suoli, nonché sull’ecosistema.

Economia circolare. Riutilizzo e recupero degli scarti, per estrarre fitocomposti, ingredienti funzionali e antimicrobici alla produzione di bioplastiche, oltreché di materie prime per mangimi.

Catena del valore e sostenibilità sociale

La qualità di ogni prodotto agroalimentare è intimamente correlata all’equa remunerazione degli agricoltori e allevatori che ne forniscano le materie prime. Latticini e formaggi, uova carni e salumi nascono in stalla, frutta e verdura nei campi. Ma se latte, uova e carcasse, come le derrate agricole vengono pagate ai limiti del sottocosto (e anche oltre) ogni parola su qualità del cibo, tutela di ambiente e biodiversità, sostenibilità sociale è priva di significato. Anche sui prodotti DOP e IGP, come si è visto.

Il Made in Italy e la filiera corta sono buoni solo se sono equi e i consumAttori italiani, finalmente, iniziano a comprendere questo concetto. È dunque la chiave per garantire che imprese agricole equamente retribuite investano su qualità e sostenibilità, oltre ad assumere lavoratori in regola anziché trovarsi costretti al lavoro in nero quale sola alternativa ad abbandonare i campi. E la blockchain può garantire queste notizie affinché il consumatore possa scegliere a ragion veduta, mentre a Bruxelles ancora si dibattono le deroghe più che le regole sulla trasparenza della catena del valore.

Wiise Chain, la blockchain pubblica per la filiera agroalimentare, l’economia circolare e il terzo settore

Wiise Chain – startup innovativa partecipata dalla nostra Wiise (Workable Ideas and Initiatives for a Sustainable Economy) S.r.l., società benefit – è una società benefit creata per promuovere lo sviluppo di filiere sostenibili, con focus su:

– filiera agroalimentare, (5)

– modelli di economia circolare (es. filiera della canapa)

– terzo settore (es. Égalité, Sedia Intelligente).

– dispositivi medici (codici UDI). (6)

Wiise Chain, i vantaggi

Il sistema di blockchain pubblica introdotto da Wiise Chain si distingue da altri sotto vari aspetti:

– affidabilitàWiise Chain adotta il protocollo BitCoin, forse l’unico sistema IT ad avere resistito a qualsivoglia attacco informatico in 13 anni di esercizio. Oltre a Open Time Stamps, altrettanto affidabile e privo di costi di aggiornamento. Due software open-source che garantiscono la massima trasparenza nella incorruttibilità dei dati registrati,

– semplicità. Il software Wiise Chain semplicemente ‘insegna’ ai sistemi informatici già utilizzati da ogni operatore ad esprimersi nel linguaggio blockchain. Vale a dire, generare codici crittografati a cui le diverse categorie di utenti (azienda, partnerbuyer e autorità di controllo) possono accedere secondo i livelli di permission definiti, (7)

– economia. Il sistema è interoperabile con tutti i software ERP esistenti sul mercato e la sua installazione richiede poche ore di lavoro, anche per definire una semplice interfaccia grafica rivolta ai lettori. Non è richiesta alcuna duplicazione di database né operazioni ulteriori rispetto a quelle già in uso, nel lavoro quotidiano. Costi di abbonamento risibili, tariffe di favore per le filiere biologiche, agevolazioni. Nessun costo marginale. (8)

Dario Dongo

Note

(1) Park et al. (2021) The effect of Blockchain technology on supply chain sustainability performances. Sustainability 13:1726, https://doi.org/10.3390/su13041726

(2) Dario Dongo e Melissa Bozzolini. Blockchain, vero o falso? La frode all’angolo. GIFT (Great Italian Food Trade). 30.6.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/consum-attori/blockchain-vero-o-falso-la-frode-all-angolo

(3) Dario Dongo. Tracciabilità e blockchain nella filiera alimentare, l’ABC. GIFT (Great Italian Food Trade). 26.12.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/strategia/tracciabilit%C3%A0-e-blockchain-nella-filiera-alimentare-abc

(4) Dario Dongo e Andrea Adelmo Della Penna. Blockchain, le opportunità per la filiera agroalimentare e quella biologica. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.11.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/innovazione/blockchain-le-opportunità-per-la-filiera-agroalimentare-e-quella-biologica

(5) Dario Dongo, Gian Luca Mascellino. Blockchain pubblica, Noberasco al via con Wiise Chain. 11.11.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/innovazione/blockchain-pubblica-noberasco-al-via-con-wiise-chain

(6) Dario Dongo. Dispositivi medici, al via la tracciabilità dei codici UDI in Eudamed. FARE (Food and Agriculture Requirements). 6.11.19, https://www.foodagriculturerequirements.com/dispositivi-medici-al-via-la-tracciabilita-dei-codici-udi-in-eudamed

(7) Dario Dongo, Gian Luca Mascellino. Wiise Chain, la vera blockchain Made in Italy a costi competitivi. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.9.19, https://www.greatitalianfoodtrade.it/mercati/wiise-chain-la-vera-blockchain-made-in-italy-a-costi-competitivi

(8) La legge di bilancio 2021 (v. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/12/30/20G00202/sg) prevede una serie di agevolazioni finanziarie per l’acquisto di beni strumentali e immateriali 4.0. In sintesi, si riconferma il credito d’imposta introdotto nel Piano Transizione 4.0 con le seguenti novità:

– aumento delle aliquote e del tetto massimo di spesa per ogni tipo di investimento,

– estensione del credito d’imposta ai beni immateriali generici, finora esclusi,

– riduzione del tempo di utilizzo del contributo da 5 a 3 anni con avvio dell’utilizzo dell’agevolazione a partire dall’anno di utilizzo del bene e interconnessione dell’investimento,

– applicabilità agli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020. Le spese ammissibili attengono a beni strumentali nuovi 4.0 (https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_A_2016.pdf), beni immateriali nuovi 4.0 e non, software e servizi digitali (https://www.mise.gov.it/images/stories/documenti/Allegato_B_2016.pdf)

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