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28 novembre 2021, prima Giornata del Mediterraneo

Il 28 novembre 2021 si è celebrata la prima Giornata del Mediterraneo, su iniziativa dei 42 Paesi – i 27 Stati membri UE e i 15 sulle coste meridionale e orientale del Mare nostrum – che partecipano alla Union for Mediterranean (UfM).

La Fondazione PRIMA (The Partnership for Research and Innovation in the Mediterranean Area) ha organizzato in tale ambito, il 25.11.21, un seminario su ‘Il futuro della dieta mediterranea: sfide, opportunità e azioni’, con i contributi di FAO e OMS.

È indispensabile realizzare una sinergia operativa con tutti gli stakeholders che partecipano alle filiere agroalimentari e ittiche, per imprimere una trasformazione improntata allo sviluppo sostenibile dei sistemi alimentari.

Union for Mediterranean

La Union for Mediterranean (UfM) è l’organizzazione intergovernativa costituita mediante sottoscrizione di una dichiarazione congiunta dei capi di Stato e di governo di 42 Paesi, il 13.7.08, all’apposito Summit di Parigi. (1)

Il percorso di cooperazione, dialogo e integrazione regionale nell’area euro-mediterranea era stato avviato nel 1995, con il Barcelona Process. Ed è proseguito, nonostante i disastri bellici in Siria e Libia, con centinaia di progetti locali e internazionali.

Isidro Gonzales – vice segretario generale di UfM con delega alle risorse idriche, l’ambiente e la blue economy – sottolinea l’importanza di rafforzare la cooperazione su energie rinnovabili, trasporti, economia circolare. Ricerca e innovazione dovrebbero guidare lo sviluppo dell’economia blu attraverso la condivisione di conoscenze e competenze, per creare valore e occupazione.

Commissione europea, progetto Food 2030

La Commissione europea – tramite Karen Fabbri, vice direttrice dell’Unità Bioeconomy and Food Systems – illustra il progetto Food 2030. Le politiche UE per la ricerca e innovazione nei sistemi agroalimentari integrano i tre pilastri della sostenibilità economica, sociale e ambientale in una logica from cradle to cradle. Produzione primaria, trasformazione, distribuzione e vendita, consumo, ma anche gestione di imballaggi, flussi secondari, coprodotti e rifiuti.

Le priorità sono quattro: nutrizione per diete sane e sostenibili, ecosostenibilità dei sistemi alimentari, economia circolare ed efficienza delle risorse. Con innovazione non solo tecnologica ma anche sociale, istituzionale e di governance. I dieci piani d’azione ambiscono raggiungere questi obiettivi, considerando tra l’altro le esigenze legate a:

– fonti proteiche alternative, (2)

– nutrizione sana, con attenzione anche al microbiota,

– efficienza delle risorse e riduzione degli sprechi alimentari,

governance nella trasformazione dei sistemi,

– pesca sostenibile e acquacoltura, alghe e microalghe.

Horizon 2020, le partnership europee

La partnership europea su cibo, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente stimolerà gli investimenti e aumenterà la rilevanza sociale, l’impatto, l’accettazione e la visibilità della ricerca e dell’innovazione.

Le quattro macro-aree di intervento aspirano a favorire il progresso sulla dieta delle popolazioni, la produzione degli alimenti, la relazione dei cittadini con il cibo e la governance dei sistemi alimentari. La rappresentante della Commissione europea sottolinea l’opportunità di riferirsi al programma Horizon 2020 per contribuire a questa trasformazione.

WHO, the double burden of malnutrition

WHO, attraverso Ayoub Al-Jawaldeh, Regional Advisor Nutrition presso lo Eastern Mediterranean Regional Office (EMRO), rimarca il c.d. double burden of malnutrition. Nei paesi mediterranei, in Africa e Asia, sovrappeso e obesità affliggono circa il 50% della popolazione, e si registra al contempo una diffusa malnutrizione. Non solo per denutrizione, ma anche a causa della diffusione degli alimenti ultraprocessati, con eccessi di zucchero o comunque privi di nutrienti essenziali e fibre alimentari.

L’obiettivo globale di una alimentazione adeguata non viene raggiunto. Bisogna perciò investire in agricoltura e trasformazione, con incentivi e regole, per migliorare l’accesso e la disponibilità di cibi nutrienti ed equilibrati. Adottare politiche pubbliche e linee guida per promuovere un’alimentazione sana, l’attività fisica e la riformulazione gli alimenti ultraprocessati. Etichette nutrizionali efficaci – come il NutriScore, che infatti risponde alle linee guida WHO (3) – devono aiutare i consumatori a scegliere gli alimenti più equilibrati.

Food security, la grande sfida

La FAO attraverso Jose Valles richiama l’esigenza che diete sane e sicure siano accessibili a tutti, nel rispetto delle culture dei popoli. La food security rimane dunque la grande sfida, intimamente connessa alla povertà estrema (#SDG2, #SDG1) ma anche alle esigenze di salute (#SDG3).

Le reti per la ricerca e innovazione servono proprio a favorire l’efficienza e resilienza delle filiere in una logica continuativa e di lungo termine, ove alla sana nutrizione si abbini il sostentamento delle comunità locali. Proprio come sta accadendo in Camel Milk, uno dei progetti H2020 a cui la nostra squadra partecipa. (4)

Octavi Quintana, responsabile delle politiche agroalimentari in PRIMA, rimarca i fattori che si associano alla grande sfida della food security. La crescita della popolazione globale si abbina infatti a cambiamento climatico e scarsità d’acqua, desertificazione e sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, pratiche agricole insostenibili, perdita di agrodiversità e carenza di innovazione agroalimentare nel Mediterraneo. (5)

PRIMA, nutrizione sostenibile e dieta mediterranea

PRIMA, la partnership per la ricerca e innovazione alimentare nell’area mediterranea, è un’iniziativa decennale (2018-2028) finanziata in parte dal programma UE Horizon 2020. L’obiettivo principale è rafforzare i sistemi agroalimentari per garantire appunto la stabilità della food security e l’adattamento al climate change. Vi partecipano 19 Paesi (Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Lussemburgo, Malta, Marocco, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia).

L’obesità infantile è una delle fonti di maggiore preoccupazione, poiché destinata a incidere sulla prevalenza di malattie gravi e non trasmissibili (Non-Communicable Diseases, NCDs) e la sanità pubblica. L’obesità in età compresa tra 7 e 8 anni oggi colpisce in Europa 1 bambino su 8, con tassi più elevati a Cipro, Italia, Grecia, Malta e Spagna. Nel Mediterraneo sud-orientale, Egitto e Turchia sono tra i primi 10 Paesi al mondo con la più alta tassa di obesità infantile.

La dieta mediterranea, – riconosciuta da UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità, il 16.11.09 – deve tornare a far parte delle abitudini di vita delle popolazioni di quest’area. Attraverso il consumo di alimenti naturali e poco trasformati come verdure, frutta, cereali, cereali integrali, legumi e olio d’oliva, oltre alle fonti proteiche di varie fonti. Ma anche in un’accezione più ampia, ove la dieta si inquadra in uno stile di vita sano e frugale, rispettoso dei cicli della natura e dell’ambiente. Cultura, salute, sviluppo sostenibile.

Dario Dongo e Isis Consuelo Sanlucar Chirinos

Note

(1) Joint Declaration of the Paris Summit for the Mediterranean. Paris, 13.7.08, https://ufmsecretariat.org/wp-content/uploads/2012/09/ufm_paris_declaration1.pdf

(2) Dario Dongo. Microalghe e insetti, la ricerca di proteine sostenibili in Horizon 2020. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.5.20, https://www.greatitalianfoodtrade.it/innovazione/microalghe-e-insetti-la-ricerca-di-proteine-sostenibili-in-horizon-2020

(3) Dario Dongo. Codex Alimentarius, il NutriScore e le linee guida WHO. GIFT (Great Italian Food Trade). 29.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/etichette/codex-alimentarius-il-nutriscore-e-le-linee-guida-who

(4) Dario Dongo, Andrea Adelmo Della Penna. Latte di camelidi, prospettiva mediterranea. GIFT (Great Italian Food Trade). 8.9.21, https://www.greatitalianfoodtrade.it/progresso/latte-di-camelidi-prospettiva-mediterranea

(5) Dario Dongo. Il mondo nel 2050, trasformazioni necessarie. GIFT (Great Italian Food Trade). 4.11.18, https://www.greatitalianfoodtrade.it/idee/il-mondo-nel-2050-trasformazioni-necessarie

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Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

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Laureata in ingegneria alimentare all’Università Nazionale Autonoma del Messico, frequenta il master ‘Giurista e Consulente della Sicurezza Alimentare’ presso Alma Mater, Università di Bologna.

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