HomeProdottiMandorla di Avola, il ruolo del Consorzio di tutela

Mandorla di Avola, il ruolo del Consorzio di tutela

La Mandorla di Avola è un prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) italiano, tuttora esposto al rischio di contraffazioni e frodi alimentari che il suo Consorzio di tutela è impegnato a contrastare con tecnologie innovative. Ecco come e perché.

1) Coltivazione del mandorlo in Sicilia

La Sicilia è la prima regione italiana nella coltivazione di mandorle, che copre circa 80.000 ettari e produzione in media 15.000 tonnellate/anno. Il mandorlo prospera nel clima mediterraneo, richiede poche lavorazioni e input agricoli (pesticidi, fertilizzanti, acqua). Oltre a donare ai paesaggi uno spettacolo variopinto, con la sua fioritura precoce. (1)

La raccolta delle mandorle avviene tra agosto e settembre. Ed è seguita da una serie di lavorazioni – sgusciatura, selezione, tostatura, pelatura, conservazione al naturale – volte a ottenere i prodotti ‘ready-to-eat’. Queste lavorazioni richiedono un’attenzione particolare, per prevenire la formazione di aflatossine e garantire la sicurezza, oltre alla qualità delle mandorle. (2)

2) Mandorla di Avola

Il microclima caratteristico dell’areale di produzione – nella Sicilia sud-orientale, in provincia di Siracusa (Italia) – e le prassi agronomiche tradizionali conferiscono alla Mandorla di Avola qualità organolettiche distintive.

La forma ovale e allungata, il guscio duro, il seme dolce e aromatico, il maggior contenuto di proteine e olio della Mandorla di Avola sono caratteristici delle tre cultivar selezionate per la loro produzione:

– Pizzuta, la più ricercata per qualità e sapore,

– Fascionello, più produttiva e adatta alla confetteria,

– Romana, tardiva e resiliente. (3)

3) Utilizzi tradizionali e moderni

La pasticceria tradizionale siciliana vede la Mandorla di Avola protagonista in una varietà di prelibatezze. Latte di mandorla, granita siciliana, biscotti, torrone, cassata, marzapane, budino, pasta martorana, etc. (4)

Le mandorle vengono sempre più apprezzate tal quali – anche nelle confezioni monodose disponibili nei bar e le ‘vending machines’ – quali snack naturali, salutari e vegani, ‘ready-to-eat’, tanto meglio se biologici e da filiere garantite.

4) Contesto di mercato

La concorrenza sui prezzi – esacerbata dal dumping ambientale, come si è visto nel caso della California (5) – è spietata. E i distributori spesso trascurano la capacità dei consumatori di riconoscere il diverso valore delle mandorle di qualità.

Frodi alimentari e contraffazioni sono altresì diffuse, anche in Italia purtroppo. Come il nostro sito GIFT (Great Italian Food Trade), al fianco del Consorzio di tutela della Mandorla di Avola, ha più volte denunciato (6,7). La vigilanza sul mercato è perciò essenziale.

5) Il ruolo del Consorzio di tutela

Il Consorzio di tutela della Mandorla di Avola (Prunus amygdalus) ha un ruolo fondamentale nella riscoperta, la garanzia di autenticità e la valorizzazione di questo prodotto tradizionale di alta qualità. Anche attraverso attività di ricerca e innovazione:

– la collaborazione con il Dipartimento di Arboricoltura dell’Università di Catania e una startup ha consentito l’identificazione genomica della mandorla di Avola e intercettare le frodi tramite analisi del DNA,

– il progetto NUTRIMAN, in Horizon 2020, ha permesso di sviluppare pratiche agronomiche sostenibili, volte a preservare la biodiversità e ridurre l’impatto ambientale della fertilizzazione,

– lo studio DEDiCa, realizzato dall’Istituto Nazionale dei Tumori, ha considerato il ruolo delle mandorle nella dieta mediterranea e la sua influenza sulle recidive dei tumori al seno.

6) Prospettive

I valori della Mandorla di Avola – così come quelli del Pistacchio verde di Bronte DOP (8) – non si esauriscono nelle qualità organolettiche che distinguono questi prodotti rispetto a tanti altri.

In entrambi i casi si ha riguardo a produzioni esclusive – per l’unicità ma anche la delimitazione territoriale degli areali – radicate su terroir meravigliosi e tradizioni secolari, che coinvolgono centinaia di contadini e imprese agricole familiari.

L’unicità di questi straordinari frutti potrebbe venire garantita agli operatori e i consumatori del pianeta attraverso una solida piattaforma di blockchain, come Wiise Chain, seguendo l’esempio dell’arachide italiana del leader di settore Noberasco. (9)

Dario Dongo e Gabriele Sapienza

Note

(1) Consorzio di tutela e miglioramento della filiera Mandorla di Avola https://tinyurl.com/mvfu7jmm

(2) Dario Dongo, Marta Strinati. RASFF 2022, rapporto sulla sicurezza alimentare in UE. GIFT (Great Italian Food Trade). 1.8.23

(3) Mandorla di Avola. GIFT (Great Italian Food Trade). 24.1.17

(4) GIFT. Mandorle. GIFT (Great Italian Food Trade). 25.9.16,

(5) Dario Dongo, Corrado Bellia. Mandorle siciliane vs mandorle californiane, un oceano di differenze. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.11.20

(6) Dario Dongo, Marta Strinati. Mandorla di Avola, l’analisi del DNA svela due maxi-frodi sui confetti. GIFT (Great Italian Food Trade). 27.7.19

(7) Dario Dongo, Eurospin, frode su mandorla d’Avola a marchio ‘Le Nostre Stelle’? GIFT (Great Italian Food Trade). 15.2.20

(8) Dario Dongo, Gabriele Sapienza. Pistacchio verde di Bronte DOP, un tesoro siciliano. GIFT (Great Italian Food Trade). 28.11.23

(9) Dario Dongo, Gianluca Mascellino. Blockchain pubblica, Noberasco al via con Wiise Chain. GIFT (Great Italian Food Trade). 11.11.20

+ posts

Dario Dongo, avvocato e giornalista, PhD in diritto alimentare internazionale, fondatore di WIISE (FARE - GIFT – Food Times) ed Égalité.

Trainee Assistant Researcher | Website | + posts

Laureato in Agraria, con esperienza in agricoltura sostenibile e permacultura, laboratorio e monitoraggio ecologico.

Articoli correlati

Articoli recenti

Commenti recenti

Translate »