Pet Food

Mangimi Monge, denuncia di GIFT all’Antitrust

Mangimi Monge, denuncia di GIFT all’Antitrust

Prosegue la nostra indagine sulle etichette degli alimenti per cani e gatti. (1) A seguito di verifica di gravi irregolarità su numerose referenze a marchio Monge, leader italiano nelle vendite di pet food, GIFT (Great Italian Food Trade) presenta una segnalazione all’Antitrust. Riaffermando la volontà di riportare ordine in un settore ove gli inganni ai consumatori continuano a prosperare, nell’indifferenza delle autorità di controllo.

Monge, leader italiano nel settore pet food

Monge è il primo gruppo industriale italiano, al ventisettesimo posto nella classifica globale dei primi 50 produttori di alimenti per animali di compagnia, con un fatturato di 198 milioni di euro, in netta crescita rispetto all’anno precedente. (2) Dal leader italiano nelle vendite ci si attenderebbe una posizione di leadership anche nella legalità e trasparenza delle informazioni offerte ai consumatori. Ma la realtà delude ogni aspettativa al riguardo.

Il paradosso è rappresentato da una serie di spot pubblicitari, ampiamente diffusi sui social media (Facebook, YouTube), ove Monge propone ai consumatori ‘Lezioni di etichette’ in materia di pet food. Salvo poi, come vedremo, violare essa stessa per prima le più basilari regole sull’etichettatura dei mangimi. Secondo l’antico adagio del ‘predicare bene e razzolare male’. Senza che alcuna autorità – tra le diverse che dovrebbero vigilare (Ministero della Salute, Antitrust, IAP – Istituto per l’Autodisciplina Pubblicitaria) si sia finora espressa.

Pet food, le regole vigenti

I mangimi – siano essi destinati agli animali ‘da reddito’ (cioè destinati alle produzioni alimentari) o a quelli da compagnia – sono soggetti ai criteri generali stabiliti come nel regolamento (CE) n. 178/2002, c.d. General Food (and Feed) Law. Le prescrizioni igienico-sanitarie sono poi sviluppate nel regolamento (CE) n. 183/05 (in ambito del c.d. Pacchetto Igiene). L’informazione agli utenti è invece disciplinata dal regolamento (CE) n. 767/2009.

Le etichette degli alimenti per animali da compagnia – al pari di quelle dei prodotti alimentari – devono essere veritiere e trasparenti. Con espresso divieto di indurre in errore i consumatori sulle caratteristiche dei mangimi e di attribuire agli stessi effetti o proprietà che non possiedano. Ogni indicazione nutrizionale e relativa alla salute nell’informazione commerciale relativa ai mangimi deve essere basata su dati obiettivi e verificabili, oltre ad essere soggetta a precisi limiti per quanto attiene ai c.d. health claim. (3)

Il Codice di buone prassi di etichettatura degli alimenti per animali domestici, adottato da FEDIAF (the European Pet Food Industry Associatione formalmente ratificato dalla Commissione europea, integra a tutti gli effetti la disciplina vigente in UE. Offrendo una guida, agli operatori e alle autorità di controllo, sulle sue concrete modalità di applicazione in relazione ai vari prodotti. (4)

Il sistema delle regole, di per sé potenzialmente efficace, è tuttavia insufficiente a garantire in Italia la doverosa tutela dei consumatori e la lealtà delle pratiche commerciali. A causa della diffusa carenza dei controlli pubblici ufficiali – teoricamente affidati all’amministrazione sanitaria – e dello scarso interesse finora mostrato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) verso questo settore.

Etichette Monge, la nostra analisi

GIFT ha analizzato tre linee di mangimi a marchio Monge, evidenziando alcune gravi criticità. Alcuni esempi a seguire.

Linea per gatti ‘LE CHAT’. Il campione analizzato, ‘pollo fresco e riso’, mostra in etichetta una composizione diversa da quella pubblicizzata sulla relativa pagina web del sito internet del produttore. Le denominazioni dei prodotti risultano ingannevoli, al punto che sul campione analizzato il ‘pollo fresco’ non è nemmeno presente (!).

La ‘lista ingredienti’ (composizione del prodotto) ridonda di non-conformità. Elementi ripetuti, indicati in ordine diverso da quello prescritto (ordine decrescente di peso), claim nutrizionali illecitamente riferiti a sostanze aromatizzanti (anziché agli ingredienti).

Le istruzioni per l’uso sono manifestamente illecite e ingannevoli, esponendo gli animali al rischio di contrarre malattie legate a sovrappeso e obesità (laddove si indica di nutrire il gatto “ad libitum”). Oltre ad attribuire al prodotto proprietà salutistiche che sono vietate sui mangimi, in quanto proprie dei farmaci veterinari.

monge le chat 255x300

Linea per cani ‘GRILL’. Anche in questo caso si rivelano gravi criticità. In primis l’inganno sulle denominazioni che riferiscono a materie prime che i prodotti contengono in quantità inferiori ai tenori minimi prescritti dal Codice FEDIAF.

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Linea Natural superpremium’ BWild. Il vanto pubblicitario che caratterizza i prodotti in questione, ‘more than 65% animal ingredients’, non può venire verificato sulla base delle quantità di ingredienti di origine animale riferite (50%). Allo stesso modo, il messaggio “low grain” non è verificabile poiché difetta l’indicazione della quantità dei cereali presenti.

Gli additivi sono poi indicati con denominazioni non conformi, ovvero confusi con gli aromatizzanti.

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Legalità e correttezza, il tassello mancante

La scorrettezza di molti operatori del pet food non può più venire tollerata, in un Mercato interno ove 62 milioni di persone vivono la gioia, l’impegno e la spesa quotidiana legati all’amabile compagnia degli animali. E continuano a subire bidoni, per acquistare prodotti il cui valore effettivo è spesso molto diverso da quello rappresentato con false promesse, tuttora impunite.

Il ConsumAttoreche negli ultimi anni ha imparato a consultare le etichette e le liste ingredienti dei cibi, rimane ancora indifeso su quelle del pet food. Le quali presentano altrettanta complessità e ben più diffusa ingannevolezza. La #MarcadelConsumatore (MDC), presto in Italia sui prodotti alimentari, verrà probabilmente estesa anche ai cibi per cani e gatti. Ma il ripristino della legalità non può attendere e le violazioni devono venire punite ora con sanzioni dissuasive, proporzionate ai volumi di affari basati su inganni deliberati.

Dario Dongo

Note

Le precedenti segnalazioni di GIFT sono citate nei precedenti articoli https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/pet-food-3-su-4-fuorilegge,https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/ultima-inganni-in-etichetta-di-cibi-per-cani-e-gatti-denuncia-all-antitrust https://www.greatitalianfoodtrade.it/pet-food/pet-food-ultima-gift-diffida-il-distributore

https://www.petfoodindustry.com/

Cfr. reg. CE 178/02, cd. General Food Lawarticolo 16, e reg. CE 767/09, articoli 11 e 13 http://europa.eu/rapid/midday-express-08-12-2011.htm?locale=en

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